Come individuare i plugin che rallentano WordPress Una guida pratica per capire rapidamente quali plugin potrebbero rallentare WordPress

<span class="entry-title-primary">Come individuare i plugin che rallentano WordPress</span> <span class="entry-subtitle">Una guida pratica per capire rapidamente quali plugin potrebbero rallentare WordPress</span>

Il tuo sito in WordPress è diventato inspiegabilmente lento? Come mai le visualizzazioni non sono più scattanti come un tempo?

In questi casi le cose che si possono fare sono numerose, e cercherò qui di illustrare le più importanti, arrivando alla conclusione che in certe situazione bisogna disabilitare i plugin che consumano (spesso senza che ne sappiate nulla) più risorse del vostro hosting.

Provate anzitutto a giocare un po’ sui plugin, disattivandoli uno alla volta, per capire dove sia il problema.

Di fatto sono numerosi i plugin di wordpress gratuiti, ma spesso questo essere free tende ad essere frainteso (e malinteso) da troppe persone: nella pratica, in effetti, c’è la possibilità di tenere in considerazione numeri aspetti legati al tipo di hardware (quindi al server) su cui il sito sta girando, e prendere delle eventuali contromisure specie se il blog fa le bizze e non si comporta come dovrebbe (vedi l’articolo Mandare WordPress offline per manutenzione).

Vediamo la questione più nel dettaglio: ci sono almeno tre categorie di plugin da cui bisogna diffidare, e che possono causare blocchi del sito imprevisti e saturazione di CPU, RAM, banda, spazio su disco o una combinazione tra esse.

1) Le gallerie di immagini. Nota spessp dolente specie se, come nel mio caso, avete banda e spazio su disco a consumo: non ci sono dubbi che molti utenti, per inesperienza o altro, tendano a caricare immagini di diversi megabyte che wordpress, molto spesso, non si cura neanche di ridurre o ridimensionare per il web. Ciò crea situazioni in cui saturare la banda o lo spazio diventa quasi immediato, e crea numerosi rallentamenti al sistema tant’è che, su hosting condivisi, tanto varrebbe includere le immagini su cloud o servizi esterni ad hoc come Flickr!, sfruttando accorgimenti tali da evitare di caricare di foto di grosse dimensioni il vostro sito su hosting condiviso. Non sempre questo è un problema, per quanto rimanga sostanziale comprendere questo aspetto e, se necessario, approfondirlo.

2) I plugin SEO. Su questo dovrei aprire una parentesi di qualche chilometro, peraltro senza falsi moralismi visto che moltissimi di questi tendo ad utilizzarli anche io a fasi alterne sui miei blog: si tratta non tanto di quelli che curano l’ottimizzazione locale del sito (title e description che non fanno male a nessuno, in tal senso) quanto la gestione dei link interni. Parlo di quelli che creano link interni in maniera semi-automatica come fa il juggernaut di SEO Ultimate, parlo di SEO Autolink e di SEO Search Tagging 2, tanto per capirci e per citare i più popolari. Per quanto questi plugin, se usati con un minimo di saggezza, possano dare qualche piccolo contributo dal punto di vista del posizionamento (oltre al fatto che rendono certamente più facili da raggiungere, ovvero nel minore numero di click, determinati contenuti del vostro blog a vostra scelta), c’è da dire che consumano molte risorse a livello di database. Tecnicamente, infatti, se in un articolo è presente l’ancora X che deve essere linkata, come minimo sarà necessario effettuare N query di ricerca in più (dove N è il numero di occorrenze dell’ancora in tutto il blog), che si andranno a sommare a quelle, già numerose, che WordPress esegue mediamente durante la visualizzazione di una pagina.

3) I plugin di caching. Dopo aver attivato questi plugin, per evitare qualcosa tipo centinaia di query SQL per singola impression (che è tantissimo, se pensiamo già ad un blog che ha 10.000 visualizzazioni giornaliere sono 10.000 x 100 = 1.000.000 di query!), è opportuno attivare il caching di pagine e database, al fine di evitare sovraccarichi che possono pesare notevolmente sulle prestazioni del vostro sito. Alla fine si tratta di un blog e deve rimanere, per definizione direi, tutto massimamente semplice e senza complicazioni o rallentamenti di sorta. Quindi attivare la cache e prendere qualcuno degli accorgimenti che ho illustrato in Velocizzare WordPress: come migliorare le percentuali sul Google PageSpeed Insights (e nel successivo Alcune precisazioni su ottimizzare WordPress) è senza dubbio consigliabile, anche se certamente richiederà un po’ di tempo da perderci (“perdere” relativamente, s’intende). In linea di massima, anche un plugin di cache configurato male può rallentare facilmente il nostro sito web.

4) I plugin di check massivo dei link. Stesso discorso per i plugin che controllano, basati su cron-job, lo stato dei link interni per scovare gli errori 404 (Broken Link Checker): consumano una quantità di risorse immane, molto meglio farne uso una tantum ed in orari in cui non avete troppi visitatori online.

5) I plugin di backup. Altra nota, devo dire, piuttosto dolente: ne ho parlato a più riprese, ed ho anche scritto come sia inutile custodire il backup direttamente sul sito (può essere difficile da recuperare in caso di ban dell’IP o di altro genere di problemI). Occupa spazio, e lo spazio di un hosting non è mai illimitato come ho scritto qualche tempo fa. Molto meglio migrarlo – in versione progressiva, quindi avendo più di un backup specie se il sito è un “lavoro in corso” all’interno di una risorsa remota (anche qui l’appoggio del cloud sarà di grande aiuto, ad esempio Dropbox o Google Drive), o al limite ricorrere a servizi tipo Hosting99. Il punto è che la creazione sistematica di un backup dovrebbe essere fatta in orario notturno (quando ci sono poche visite) ma questo evidentemente non basta, in certi casi. Fare backup giornalieri di migliaia di post, immagini e plugin può costare tantissimo al vostro hosting che finirà quindi per saturare in fretta le risorse.

Infine, dal cPanel di solito riuscirete ad accorgervi se qualcosa non va in termini di troppo I/O, troppa memoria o eccessivo uso di CPU, quindi fateci caso e, se qualcosa sembra bloccarsi irrimediabilmente, se la colpa è di qualche plugin alla peggio rinominate la cartella del sito via FTP o File Manager di cPanel in modo da interrompere il processo in corso.

Se WordPress è lento, comunque, non è detto che dipenda dai plugin, anzi: l’analisi dovrebbe essere eseguita ad altri livelli, considerando ad esempio l’uso di theme corrotti o mal realizzati, e la gestione della memoria RAM – vedi Come gestire la RAM di WordPress.

Infine, per capire un po’ meglio quali plugin siano più time-consuming / resource-consuming) potete

Ti piace questo articolo?

3 voti

Su Trovalost.it puntiamo sulla qualità dei contenuti da quando siamo nati: la tua sincera valutazione può aiutarci a migliorare ogni giorno.

Come individuare i plugin che rallentano WordPress

Il tuo sito in WordPress è diventato inspiegabilmente lento? Come …
Votato 8 / 10, campione di 3 utenti

Ti potrebbero interessare (Guide WordPress):

Cerca altro nel sito

Clicca sul box, e scegli la sezione per vederne i contenuti.