Hostmonster

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HostMonster è una delle più diffuse soluzioni per l’hosting professionale degli Stati Uniti: presenta un piano molto simile a quello di uno dei suoi principali concorrenti Bluehost, ed è caratterizzato dai consueti spazio web e banda illimitati, supporto ai più diffusi linguaggi del WEB (non solo PHP, quindi, ma anche Ruby, Ruby On Rails, Perl e Python). Hostmonster prevede pieno supporto a MySQL / PostGreSQL, sottodomini illimitati (nelle tre modalità parking, in add-on e “ordinari”), multipli account FTP, email e servizio di autoresponder. I server (condivisi) di HostMonster possiedono processori AMD64, viene pienamente supportato cPanel per il vostro menù amministrativo (uno di quelli che preferisco come praticità e versatilità), ed il livello di connettività dall’Italia sembra essere molto buono per quanto risulta nei miei test. Peraltro al momento HostMonster ha registrato uno degli uptime più alti che ho misurato su Comparatorehosting fino a questo momento (su circa quattro mesi di ping periodico). Quindi, nella maggioranza dei casi, nessuna attesa inutile e pagine visualizzate in modo molto snello.

Vi ricordo che, a differenza di altri servizi americani, non è possibile inserire in HostMonster contenuti per adulti: le regole della TOS sono molto ferree, e non seguirle significherebbe subire una chiusura dell’account, con rischio di perdita di denaro e dei contenuti. Stessa cosa, se ci fosse bisogno di dirlo, per i contenuti che violino il copyright. Bisogna comunque aggiungere, per dovere di cronaca, che HostMonster non mantiene il prezzo costante nel tempo, ed arriva a farlo lievitare attualmente, dal secondo anno di abbonamento in poi, a circa 7.95$ al mese: ovviamente potete valutare la soluzione che avevo ideato da tempo, ovvero ricorrere solo il primo anno a questi servizi e cambiare una volta che sale il prezzo. Insomma il servizio e l’assistenza sono stati decisamente di livello, ed un sacco di servizi aggiuntivi per webmaster erano offerti mediante comode interfacce (ad esempio i crono-job in PHP che non tutti offrono): tuttavia la trasparenza effettiva sui prezzi non è il loro forte, e questo potrebbe essere un motivo per rinunciare all’acquisto.

Tanto per essere chiari vi ricordo che non sono rimborsabili i servizi diversi dall’hosting vero e proprio, ovvero:
  • certificati SSL acquistati;
  • privacy del dominio;
  • costi annessi ai soli nomi di dominio che gestite.

HostMonster è una soluzione americana di hosting abbastanza sulla falsariga di quanto offerto (per chi lo conosce) da Bluehost: l’ho trovata quando ero alla ricerca di un server condiviso che potesse disporre, ad un prezzo accessibile, di MySql, PHP ma anche Perl, crono-job ed impostazioni avanzate di sicurezza (PHP.ini, ad esempio).

Era essenziale per me che il prezzo rimanesse accessibile, in quanto stavo provando diverse possibilità e non avevo disponibilità monetaria sufficente per fare tutte le prove del caso in contemporanea. Bisogna premettere anzitutto una questione piuttosto sgradevole, a mio avviso, su questa tipologia di hosting: il prezzo applicato quando si è clienti la prima volta non è lo stesso che vale negli anni successivi. In altri termini il primo anno usufruite dell’offerta low-cost, poi al momento della riconferma il prezzo si mantiene basso solo se confermate per almeno due o tre anni. Premesso questo, vediamo anche questa volta di affrontare la questione sotto i vari punti di vista che solitamente interessano i webmaster.

ASSISTENZA. Su questo aspetto la mia esperienza è stata piuttosto soddisfacente, e mi ha permesso di scoprire aspetti su HostMonster che avevo notato poco in precedenza: dalle condizioni d’uso, ad esempio, non è troppo chiaro che esistano delle limitazioni sul tipo di contenuto (pornografia, nudità ed oscenità: me l’ha detto l’assistenza, e come sempre il limite tra buono e “cattivo” sembra piuttosto labile, e viene deciso arbitrariamente dal provider). Vedersi chiudere l’account non è mai una bella cosa, sentirsi rispondere alle domande in modo scortese e brutale lo è ancora meno: siccome hostavo un sito di recensioni di horror che spesso non esitano a mostrare elementi “vietati ai minori”, ho preferito, con un po’ di fastidio, non rinnovare più la mia offerta. Questo nonostante il servizio fosse flessibile e funzionale, tanto per capire cosa è un’assistenza di livello e come un hosting che ne abbia una più responsiva faccia la differenza (SupportHost).

cPanel. HostMonster offre la versione classica del cPanel, completamente identica a quella solita che viene offerta da NoamWEB o da Bluehost. Poco da aggiungere su questo punto, sempre utile e funzionale.

LINGUAGGI SUPPORTATI. Il provider americano HostMonster supporta le seguenti release:

  • Versione Apache 2.2.20
  • Versione MySQL 5.1.56
  • Versione PHP 5.2.17
  • Versione Perl 5.8.8

REALISMO. Anche qui qualche nota leggermente dolente: HostMonster offre nominalmente sia banda che spazio su disco illimitati, ho installato varie instanze di CMS a scopo di test e non ho effettivamente mai avuto alcuna notifica di spazio insufficente, come era lecito aspettarsi. La mia critica si rivolge più che altro all’idea di mettere in primo piano la parola “UNLIMITED”, quando in realtà nessuna risorsa può davvero essere tale, che si tratti di memoria, spazio su disco o connettività del provider.

UPTIME. HostMonster si è classificata soltanto al decimo posto in termini di miglior uptime misurato: devo dire che c’è unpo’ di discrepanza tra quello che è stato rilevato in automatico dal portale e quello che ho rilevato io. Sotto questo punto di vista non me la sento proprio di lamentarmi, devo dire la verità.

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