Come usare i servizi di hosting, alcuni esempi Quando e come utilizzare le tipologie di servizio più diffuse a livello commerciale

<span class="entry-title-primary">Come usare i servizi di hosting, alcuni esempi</span> <span class="entry-subtitle">Quando e come utilizzare le tipologie di servizio più diffuse a livello commerciale</span>
In questo articolo riporto, nella mia esperienza, l’uso tipico degli hosting che ho fatto in passato, suddiviso per tipo. Non andrò per le lunghe sull’argomento perchè il rischio concreto è di divagare eccessivamente, e come potrete immaginare non si tratta di un topic che si esaurisce in poche righe.
Premetto che l’uso degli hosting non è univoco, anzi: lo stesso servizio può essere utilizzato per più di uno scopo, in modo intercambiabile e senza andare ad influenzare le prestazioni. L’esempio classico sono gli hosting per WordPress o Joomla!, che il più delle volte (se non sempre) sono normali hosting PHP con Linux e Apache (o al limite Nginx).

Passiamo, quindi, ad una rapida rassegna degli utilizzi tipici che ho fatto degli hosting, partendo da quelli più comuni per arrivare a quelli più “di nicchia”.

  1. Hosting di tipo condiviso: tipicamente li utilizzo quando realizzo siti web su commessa, le scelte sono davvero tante in queste situazioni e la varietà di servizi disponibili pure. Il più delle volte erano portali con poche visite mensili, da aggiornare poco o giusto il necessario, piccoli e medi blog, forum e servizi di consultazione pura.
  2. Server dedicati: usati non moltissimo finora, prevalentemente per siti aziendali grossi, quotidiani online, blog con visite crescenti, ovviamente siti adult, siti particolari che richiedono moduli specifici abilitati (ad esempio mod_pagespeed);
  3. VPS: siti web con esigenze specifiche (cron job pesanti, di solito), applicazioni per forex, newsletter in housing (senza usare servizi alla MailChimp in sostanza);
  4. hosting cloud: siti con picchi di visite periodici (il vantaggio del cloud per l’hosting web consiste principalmente nel poterlo scalare e pagare in proporzione alle visite che si pensa di ricevere);
  5. Sitebuilder / Soluzioni fai-da-te tipo Wix / 1&1: siti amatoriali, siti che richiedono semplice editing di pagine web senza possibilità di estensioni, siti professionali con sole pagine statiche o modificate molto poco;
  6. Mail server dedicati: necessità di implementare newsletter / invio massivo di email commerciali.

La distinzione, come avevo accennato all’inizio, non è rigida nè netta o univoca, tanto più se si considera che i vari provider commerciali riportano caratteristiche differenti per ogni tipo di offerta.

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