Google pubblica un’infografica per la sicurezza informatica Contiene alcune semplici indicazioni da seguire per tenere al sicuro i propri account da attacchi di vario genere

<span class="entry-title-primary">Google pubblica un’infografica per la sicurezza informatica</span> <span class="entry-subtitle">Contiene alcune semplici indicazioni da seguire per tenere al sicuro i propri account da attacchi di vario genere</span>

In uno degli ultimi post del blog sulla sicurezza informatica di Google emerge l’analisi del fenomeno dell’hijacking manuale, che sfruttano tecniche molto mirate al fine di provocare danni o perdite economiche ad un account oppure ad un sito o servizio online. Come sappiamo, il phishing è una tecnica ingannevole sul web per rubare informazioni riservate agli utenti sprovveduti.

L’infografica riassuntiva si chiede, anzitutto, se e quando le tecniche di phishing siano efficaci: al primo posto, e secondo le statistiche riportate in quasi la metà dei casi, ciò avviene se l’utente ritiene credibile il sito trappola. In altri casi troviamo pagine che ingannano gli utenti per via della loro forma tipica (14%), oltre al caso in cui tali pagine siano dichiaratamente siti truffa (3%). Nonostante tutto chi apre queste pagine viene purtroppo ingannato anche da altri fattori, per cui è sempre bene fare molta attenzione a dove si clicca e a cosa si sceglie di vedere, diffidando in generale da chiunque richieda dati personali o riservati.

Un altro dato interessante è relativo alle tempistiche, per cui i truffatori informatici sono diventati molto veloci: in un caso su cinque, l’accesso all’account compromesso avviene entro mezz’ora da quando avete ceduto le vostre informazioni di login. Tutti gli utenti nelle rubriche delle vittime sono altamente esposti a rischi di truffe, di conseguenza, in misura fino a 36 volte superiore. Ma come facciamo a proteggere i nostri account?

Uno dei modi più pratici per farlo è abituarsi mentalmente al fatto che la truffa online è dietro l’angolo, diffidando quindi da chiunque (anche se apparentemente autorevole, come la nostra banca) possa richiederci dati privati via posta elettronica o form online, che sono strumenti tipicamente insicuri per farlo. In secondo luogo, è importarte proteggere il proprio account Google fornendo il proprio numero di telefono: questo permetterà di ricevere facilmente informazioni di recupero in caso di difficoltà, oltre a fornire un canale alternativo di comunicazione con Google. Molti utenti diffidano dal farlo per paura dello spam, ma si tratta di una procedura di sicurezza piuttosto robusta specie se associata alla creazione di one-time password (o verifica in due passaggi, istruzioni su come farlo qui).

Per scaricare l’infografica clicca qui.

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Google pubblica un’infografica per la sicurezza informatica

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