Confronto tra i servizi cloud di Box, Microsoft, DropBox e Google Quello che dovresti sapere prima di usare un servizio di cloud hosting per i tuoi file

<span class="entry-title-primary">Confronto tra i servizi cloud di Box, Microsoft, DropBox e Google</span> <span class="entry-subtitle">Quello che dovresti sapere prima di usare un servizio di cloud hosting per i tuoi file</span>

Tutti abbiamo sentito parlare, almeno una volta nella vita, dei servizi di Google Drive o Dropbox : sappiamo che sono indispensabili in ambito aziendale e, da qualche tempo, anche sugli smartphone e per uso domestico ordinario. È incredibile come questi servizi, basati su tecnologia cloud, possano funzionare oggi così velocemente, e senza complicazioni eccessive per l’utente (almeno nella maggioranza dei casi).

Il cloud hosting ha conosciuto, non solo in Italia, una diffusione sconsiderata: è diventato – da servizio per specialisti del settore – sempre più evoluto e semplice da usare, tanto che viene utilizzato dalla totalità degli utenti, sia aziendali che domestici, soprattutto per finalità di file hosting. Mediante questi servizi possiamo quindi salvare i nostri file, effettuare backup, sincronizzare documento in remoto e molte altre utilissime funzioni: ma quali sono i file che possiamo caricare su questi servizi lecitamente?

Partiamo subito con le condizioni d’uso di Google Drive, che non permette di condividere materiale sessualmente esplicito, sconveniente, violento e così via. Qualsiasi altro file che non violi le leggi è quindi ben accetto, per quanto rimanga sempre (singolarità del servizio) sottoposto al giudizio degli altri utenti: se qualcuno vi segnala un contenuto che avete reso pubblico o condiviso su Drive, in teoria Google potrebbe rimuoverlo forzosamente. Tecnicamente Google Drive è piuttosto sicuro, può essere protetto contestualmente al vostro account Gmail con l’autenticazione a due fattori e con HTTPS obbligatorio: non sarà di certo infallibile, ma nel marasma di offerte è forse uno dei più convenienti sotto ogni punto di vista. Attenzione, comunque, che qualsiasi file finisca nel cloud è potenzialmente intercettabile / visionabile senza il vostro permesso da altre persone, per quanto misure di sicurezza possiate prendere.

Se Google offre Google Drive, Microsoft non è da meno con il suo OneDrive, senza contare i vari servizi di supporto per backup dei cellulari offerti da iCloud, ad esempio. Bisogna pero’ prestare una certa attenzione alle condizioni d’uso di questi servizi, cosa che ho cercato di fare in questo articolo. Ogni servizio di file hosting che si rispetti, infatti, tende ad imporre delle regole (TOS, Terms Of Service) che stabiliscono cosa l’utente può fare e, soprattutto, cosa deve evitare o non fare affatto.

A Microsoft non piacciono cartoni animati e donne nude!

Lo scrivo ironicamente ma è così: da quello che ho potuto leggere, moltissime restrinzioni escono fuori dalle condizioni d’uso di OneDrive di Microsoft, il servizio cloud di backup dei file che riporta clausole del genere (traduco liberamente):

[Non è consentito usare il servizio per effettuare] upload, post, trasmissione, trasferimento, distribuzione, o favorire la diffusione di alcun contenuto (testuale, immagini, audio, video, dati, informazioni o software) nei contesti seguenti:

  • nudi parziali o totali, inclusi cartoon, fantasy art e manga [sic, dice proprio così: nudity of any sort, including full or partial human nudity, or nudity in nonhuman forms such as cartoons, fantasy art or manga]

  • pornografia, oscenità, volgarità, profanità, odio, fanatismo, razzismo, o di violenza gratuita;

  • raccogliere dati personali di minorenni, inclusi nomi ed indirizzi email;

  • violare la privacy;

  • fingersi un dipendente Microsoft.

Il tutto serve ovviamente, nelle migliori intenzioni, ad evitare abusi o reati come pornografia infantile e truffe di vario tipo (fingersi un dipendente di un’azienda grossa, del resto, è tipico del social engineering). La prima delle regole indicate è particolarmente restrittiva se, ad esempio, volessimo usare OneDrive/SkyDrive – che Microsoft incoraggia l’utente ad usare anche in ambiente Office – per salvare una raccolta di video porno, o magari mostare disegni o opere di nudi che rientrino nella bizzarra, e generalissima, definizione utilizzata. Quindi è bene sapere che non è questo l’ambiente più adatto, visto che esistono moltissimi vincoli espliciti e che a Microsoft interessa sostanzialmente che postiamo foto e video innocenti e inoffensivi. Chi stabilisca i limiti, come al solito, resta un bel dilemma. Ricordiamo che l’account è collegato a quello Microsoft / Hotmail, per cui se abbiamo una mail di questo tipo dovremmo già avere lo spazio a disposizione: ricordiamoci, inoltre, che se ci dovessero chiudere uno dei due perderemmo molto probabilmente anche l’altro.

Va bene, ma gli altri?

Box offre servizi simili a quelli di OneDrive, ed è particolarmente indicato in ambito lavorativo: permette tra l’altro di apporre note sui documenti e condividerli con chi vogliamo, volta per volta. La clausola è sempre piuttosto rigida ma, in questo caso, decisamente più facile da interpretare:

“non è consentito utilizzare Box per scopi non consentiti dalle leggi locali ed internazionali” (in any way that violates applicable federal, state, or international law)

decisamente più chiaro anche perchè, per come la vedo io, certi abusi si commettono purtroppo comunque e anche 1000 pagine di clausole intricate possono scoraggiarli o impedirli solo in certi casi. Box non esprime alcuna opinione sull’hosting di file per adulti / porno, fatta eccezione per la violazione dei diritti d’autore (che è un tratto vietato comunemente su tutte le piattaforma in circolazione, in pratica): della serie, basta il buonsenso – e secondo me non è una buona idea postare file del genere su un cloud, in generale.

Rimangono da considerare DropBox, che al di là delle solite restrizioni su file protetti da diritti d’autore e contenuti che possano violare le leggi vigenti, non pone particolari limiti (e sembrerebbe il servizio meno restrittivo, in effetti), ricordandoci una cosa fondamentale:

fai molta attenzione a cosa condividi.

e inoltre:

I SERVIZI VENGONO FORNITI “A SCATOLA CHIUSA”. NON RICONOSCIAMO NEPPURE ALCUNA GARANZIA DI COMMERCIABILITÀ, DI IDONEITÀ AD UNO SCOPO PARTICOLARE E DI NON VIOLAZIONE.

Quindi attenzione, e leggiamo sempre le TOS prima di trovarci nei guai in seguito.

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