Migliori servizi di hosting per le grandi aziende: come sceglierli (e qualche suggerimento per gestirli) Quali provider forniscono un migliore servizio per le aziende? Scopriamo assieme in questo post

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L’accezione “hosting per aziende” si sta diffondendo progressivamente, in relazione a servizi di hosting dedicati interamente alle realtà aziendali, tipo SRL, SPA e così via. In realtà, il servizio dal punto di vista tecnico non differisce di molto, se non fosse per un primo aspetto fondamentale legato alla gestione delle risorse. Vediamo come!

1. Usare una soluzione “dedicata”

Questo non significa per forza su server dedicati, per intenderci, bensì che il loro concepimento deve essere utilizzabile da aziende, specie se hanno necessità di espandersi nel breve periodo e necessitano di opzioni flessibili. La gestione degli hosting aziendali è infatti solitamente semplificata (anche se non sempre), cioè non sono necessariamente presenti tutte le opzioni che ci sono per le gestioni ordinarie di siti e servizi web. In teoria, questi prodotti sono orientati all’uso da parte di personale non specialistico, che spesso coincide con il titolare stesso della ditta, a differenza delle offerte ordinarie che possono comunque essere usate da chiunque, intendiamoci, ma che presentano qualche difficoltà di fondo per gestire ad esempio DNS, redirect e permessi.

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2. Guardare le opzioni con attenzione: banda, spazio su disco, librerie PHP ecc.

In secondo luogo è bene fare attenzione alla banda messa a disposizione (meglio se limitata, paradossalmente: “illimitata” rischia di essere solo un’illusione), alle librerie PHP incluse (vi servirà GD quasi certamente, ad esempio), ai moduli Apache o NGINX abilitati di default ed eventualmente abiliatabili, alla versione di PHP e così via. Avere un consulente di fiducia per queste scelte e per operarle correttamente, di norma, aiuterà ad avere meno problemi nel seguito.

Per questo, ai classici sistemi di hosting rivolti ai privati, si possono tranquillamente affiancare le realtà di hosting aziendali, tra cui una delle più quotate è certamente Aziende Italia. Questa società opera da molti anni nel settore in questione, e offre tre tipologie di piani:

  1. Promo (27,95 € / anno)
  2. Start (75,45 € / anno)
  3. Exclusive (123,95 € / anno)
  4. molti altri servizi avanzati per aziende in cloud, VPS ecc., inclusi quelli di email personalizzata tipo @tuaazienda.it.

Ho avuto modo di guardare il loro pannello nei giorni scorsi, ed effettivamente è un tipo di gestione più semplice, basata su Plesk, adatta essenzialmente ad un pubblico non specialistico a cui interessa gestire il proprio sito o servizio web con semplicità.

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3. Non farsi fuorviare

Questo discorso, ovviamente, non dovrebbe fuorviare, dato che ci sono moltissimi hosting “ordinari” (spesso li trovate come hosting professionali, ma non c’è un modo unico per cercarli) adatti alle aziende di qualsiasi dimensione, e per quanto l’assistenza possa essere di livello, sarebbe sempre preferibile essere affiancati da personale specializzato. Un hosting aziendale è sostanzialmente flessibile e, come vedremo nel prossimo punto, permette facilmente di fare upgrade e downgrade. Poi, ovviamente, esistono eccezioni come i site builder e soluzioni in cloud del genere che facilitano la gestione, oppure possiamo scegliere una soluzione managed con un tecnico al nostro servizio on demand.

Potete, ad esempio, valutare le offerte di hosting più votate dai nostri utenti, tipo per tipo (cloud, condiviso, dedicato, …) da questa pagina. Ovviamente per scopi aziendali non valutate offerte troppo economiche – perchè finireste, a mio avviso, per trovarvi male.

4. Assicurarsi che i piani siano scalabili

La scalabilità di un piano di hosting, cioè poter passare flessibilmente, mese dopo mese, da un piano all’altro, è un’altra caratteristica essenziale per gestire tranquillamente il proprio servizio: se utilizzo un piano 2 da 10 GB mensili, devo poter passare pagando la differenza, e senza complicazioni, al piano 3 da 15 GB, ad esempio. Dovrebbe valere anche il viceversa, visto che spessissimo, nella mia esperienza, gli hosting sono infrastrutture sovradimensionate rispetto alle esigenze effettive dell’azienda. Per i cloud di fatto è un requisito minimale, anche se il modo più corretto di implementarlo sulla “nuvola” sarebbe quello di implementare soluzioni prepagate e “a consumo”: un Giga di risorse costa attualmente pochi centesimi, e questo rende la risorsa secondo me molto appetibile (mi rivolgo ai vari provider di hosting, essenzialmente).

5. Passare al cloud, o pianificarlo nei prossimi anni

Se credete che il cloud sia una fissazione inutile, guardate questo grafico di Google Trend: mostra un calo chiaro della ricerca di hosting, in favore di uno relativo al cloud. Una tendenza che sembra piuttosto regolare e che, almeno a livello di utenza di Google, mostra quella che dovrà essere un’esplosione del settore a livelli molto elevati.

 

 

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