SEO: perchè lavorare sulla “coda lunga”?

SEO: perchè lavorare sulla “coda lunga”?

Le fasi di gestione di un progetto di ottimizzazione di un sito passano per varie fasi, che dipendono quasi sempre dalle casistiche specifiche. Si va dalle verifiche preliminari dell’indicizzazione fino alla definizione di strategie di “attacco”, che possono riguardare l’ottimizzazione interna come quella esterna, l’analisi dei log, l’acquisto di domini scaduti ad hoc, il content marketing (produrre contenuti nel sito che portino traffico e link in ingresso spontanei), la tanto discussa link building ed altro ancora.

Nella maggioranza dei casi di mia conoscenza, del resto, è stato necessario operare e definire, soprattutto, la “coda lunga” delle ricerche del sito, cioè la porzione di parole chiave che siano correlate al sito ed abbiano un buon potenziale commerciale. La long tail è un’informazione preziosa tanto più si riesce a sviscerare nel tempo, ed è un processo potenzialmente infinito che si raffina, si corregge, si rettifica e si perfeziona giorno dopo giorno. Ma di cosa si tratta, di preciso? Proviamo a capirlo meglio mediante un sito di esempio, che possa agevolare la trattazione.

Poniamo di dover ottimizzare un sito che vende servizi per le aziende, che si occupa in particolare di servizi online come ad esempio email ed hosting. Dando uno sguardo al webmaster tools, ammesso che il sito abbia abbastanza traffico e sia già attivo da tempo, possiamo visualizzare dalla sezione “Analisi delle ricerche” della Search Console le prime informazioni utili al caso. Scarichiamo il file in formato XLS dal link in basso “Scarica”, e guardiamo un po’ le informazioni a nostra disposizione.

Ad esempio, possiamo fissare l’attenzione su una ricerca generica (nell’esempio browser) e vedere la lista delle varianti della stessa: browser migliore, browser migliori, miglior browser per mac e così via.

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Di queste, andiamo a selezionare un sottoinsieme di ricerche, ad esempio cominciando da quelle che, secondo la nostra valutazione, sono più cercate dagli utenti: l’ultima, ad esempio, ha la caratteristica principale di “attrarre” un tipo di utente specifico, vale a dire l’utilizzatore di Apple insoddisfatto quasi certamente dal suo attuale software di navigazione del web. Usando un termine molto di moda recentemente, molte query di ricerca definiscono una personas, cioè un profilo di potenziale cliente.

L’importanza della coda lunga risiede quindi da un lato nel fare da calamita a visitatori monetizzabili (mediante conversioni, ads, vendita diretta), dall’altro permette di allargare il volume di ricerca (e quindi il traffico utile) al nostro sito in modo diretto e relativamente veloce. Farsi “legare le mani” dal webmaster tools, infatti, sarebbe pesantemente riduttivo: se vogliamo aumentare il traffico di ricerca da Google, dobbiamo pensare a “far capitare” nel sito porzioni di ricerche che ancora non sono presenti e che abbiano, almeno nelle intenzioni, queste importanti caratteristiche. Non mi dilungherò sulle modalità con cui è possibile farlo e su quale sia, se possibile, il modo migliore: questo perchè rifiuto da qualche tempo l’impostazione “how to basic” dei blog SEO che trovo eccessivamente “sprecona” e decisamente qualunquista. Ognuno trovi il modo migliore per farlo: e non lo dica troppo in giro, se non vuole sputtanare il “metodo”.

Di fatto, se puntiamo la coda lunga dal “lato” sbagliato, tipicamente otterremo traffico grezzo che aumenta certamente le prestazioni del sito ma non costituisce un improvement di per sè. E così, come si suol dire, “son bravi tutti“.

Ecco perchè, di solito, ottimizzare la ricerca per una chiave generica non è molto utile: chi cerca “browser”, per restare nello stesso esempio, sta esprimendo un desiderio del tutto generico, e quasi certamente vorrà andare a finire nel sito ufficiale di Mozilla o di Internet Explorer. Forzare la mano in questa direzione sarebbe, secondo l’ottica dell’articolo, completamente fuori bersaglio.

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