A cosa serve un hosting: guida dalla A alla Z Tutto quello che bisogna sapere sugli hosting per il vostro sito o servizio web in un comodo prontuario da tenere sempre a portata di mano

<span class="entry-title-primary">A cosa serve un hosting: guida dalla A alla Z</span> <span class="entry-subtitle">Tutto quello che bisogna sapere sugli hosting per il vostro sito o servizio web in un comodo prontuario da tenere sempre a portata di mano</span>

Un hosting su internet è un servizio online, a disposizione degli utenti sia in forma gratuita che a pagamento, che rende possibile che i siti possano stare online (parlando in termini spiccioli). La parola hosting, infatti, dall’inglese “to host” (cioè ospitare) serve a fornire una residenza fisica ai dati che saranno utilizzati dal sito, o più generalmente dal servizio web, app o cloud che sia. Cosa forse importante da sottolineare, un hosting rende la maggioranza dei propri servizi in maniera trasparente per l’utente, quindi il cliente di un hosting avrà un servizio pronto all’uso (esempio: FTP o SSH per caricare i file del sito, PHPMyAdmin o analoghi per amministrare il database ecc.) fornendogli servizi di alto livello con cui poter interagire coi file e coi contenuti del proprio sito, tipicamente mediante interfacce web e strumenti come FTP, SSH, cPanel, PHPMyAdmin e molti altri ancora.

Diciamo che, al giorno d’oggi, l’hosting fa riferimento ad un servizio online di natura diversa, fruibile sempre mediante internet, attraverso il quale gli sviluppatori e i webmaster possono mettere online sia servizi personalizzati che semplici pagine web di consultazione, di ricerca e molto altro.

Dal punto di vista pratico, un hosting corrisponde anche con un vero e proprio “affitto” di una macchina dedicata o di parte di essa (mediante virtualizzazione, in questo caso) che sia configurata per funzionare come server di contenuti web (ad es. mediante MySQL, Apache e PHP) oppure come macchina di uso più generico, da configurare caso per caso (VPS).

Eccovi quindi le 26 cose da conoscere sui servizi di hosting, da salvare nei vostri bookmark come futuro riferimento per i vostri acquisti.

A come a basso prezzo Inutile nascondersi sul fatto che prendere un servizio di hosting possa essere un investimento: non mancano, per fortuna, sul mercato le offerte decisamente economiche di web hosting, ma bisognerebbe sempre valutare caso per caso. Ad esempio, se si tratta di un sito semplice come un blog, si trovano hosting a meno di 50 euro all’anno; se invece si tratta di soluzioni progressivamente più complicate, potrebbe essere necessario comprare qualcosa di più dispendioso.

B come blog: inutile girarci attorno, la maggioranza dei piani di hosting serve dei semplici blog, sia come domini  principali (comunissimo per i privati: mioblog.it) che come sottodomini (caso tipico aziendale: blog.sitoufficiale.it). Per questo motivo moltissimi provider di hosting usano offrire pieno supporto a WordPress, sia mediante procedure automatiche che mediante l’installazione tradizionale.

C come cPanel: gli hosting con cPanel sono probabilmente i più diffusi e noti nell’ambiente, e vengono utilizzati per gestire gli aspetti di amministrazione del nostro sito, ad esempio database, dominio, sottodomini, file manager e via dicendo. Si tratta di uno strumento irrinunciabile per ogni webmaster, e che può essere sostituito con tranquillità anche da Plesk.

D come dove trovare le offerte? Le principali offerte di hosting proposte da trovalost.it sono presenti in homepage, oppure nelle pagine tematiche: Domini, Hosting condivisi, Hosting cloud, Hosting dedicati, Hosting Cloud, VPS (anche solo VPS italiani, se preferite, oppure hosting nostrani in genere), Servizi web.

E come estensioni: le estensioni sugli hosting non vanno confuse con quelle che servono direttamente i siti web, dato che sono utilizzate al fine di usufruire di servizi aggiuntivi per il nostro sito. Ad esempio, servizi aggiuntivi possono riguardare tipicamente il pannello di gestione dei domini / DNS / Name Server (a meno che non siano integrati con cPanel o Plesk).

F come file hosting: i servizi di file hosting sono leggermente diversi da quelli utilizzati per siti, dato che servono ad ospitare e mettere a disposizione file di grosse dimensioni e non siti web. Si basano su servizi di tipo cloud, ed uno dei più famosi è certamente Google Drive (che permette, eccezione quasi unica nel genere, sia di memorizzare documenti che immagini e siti statici).

G come gratuito: gli hosting gratuiti sono stati catalogati nel nostro sito nell’apposita sezione Hosting gratuiti, e conviene fare riferimento a quella.

H come https: di fatto, anche grazie alla famosa incursione di Google sull’argomento, sta diventando senza dubbio uno standard del settore, anche laddove non sarebbe esattamente necessario. Di fatto, è un bene che SSL sia diffusa sul massimo numero di siti, ma bisognerebbe sapere esattamente cosa comporta un certificato e come funzioni per evitare di avere problemi imprevedibili nel seguito.

I come italiani: contrariamente a quello che potreste temere, sono tantissimi gli hosting italiani e su questo sito ne troverete quanti ne volete. In molti casi hanno pure i server in Italia, cosa che molti webmaster sembrano preferire, e in altri casi tendono a localizzare all’estero i server per una questione di migliore connettività (ad esempio in Francia o Germania).

L come Linux: con buona pace dei fanatici di Microsoft ed Apple, è Linux il sistema operativo più diffuso in ambito web server, ed è soltanto un bene che sia così. Il suo software open source permette di mettere in piedi sempre più facilmente servizi web sicuri, stabili e con opzioni crescenti: bene farsene una ragione una volta per tutte, e magari imparare qualcosa su ambienti di lavoro nativi come SSH.

M come multidominio: una volta era la regola, ogni hosting condiviso – o quasi – permetteva di ospitare quanti domini si volesse, con ovvi limiti di spazio e banda (cioè senza esagerare). Oggi gli hosting che permettono di ospitare più di un dominio si presentano come tali, e devono permettere esplicitamente questa cosa: per cui, fate sempre attenzione quando scegliete.

N come Node.js / NGINX: due nuove tecnologie che gli hosting farebbero bene a tenere in grandissima considerazione, dato che emergeranno con una certa prepotenza nei prossimi anni. Il primo permette di implementare soluzioni complesse in semplice Javascript, il secondo si candida come robusta e più veloce alternativa ad Apache.

O come ottimizzato: l’hosting ottimizzato per [nome di CMS a caso] è stato un trend su Google per un certo periodo, qualche anno fa. Adesso sarebbe ora di dire che si tratta solo di una manovra commerciale per rendersi comprensibili con gli utenti meno esperti, un po’ come il mito dell’hosting illimitato, e che a fare la differenza era l’infrastruttura ASP / PHP / MS SQL / MySQL ed il sistema operativo. Nulla di male nel farlo, almeno diciamolo a chiare lettere.

P come più sicuro: la sicurezza è diventata una priorità per il settore del web hosting, ma non tutti i provider gli danno, ancora adesso, la giusta importanza. Se poi il webmaster affida ad una soluzione low-cost i propri dati e gli bucano il sito in seguito ad un componente fallato, i dati del sito stesso saranno persi per sempre. Se non riuscite a trovare un hosting davvero sicuro, quindi, almeno tenete sempre un backup aggiornato a portata di mano (e limitate al massimo il numero di script e plugin installati).

Q come quale scegliere: la scelta di un hosting è determinata da tantissimi fattori, spesso in conflitto tra di loro. In linea di massima, salvo situazioni particolari ed una buona preparazione in ambito tecnico, non potrai mai avere un hosting “buono” a prezzo degli hosting “stracciato”. Vedi anche: come scegliere il tuo hosting

R come reseller: le soluzioni reseller non sono buone solo per “rivendere” i servizi altrui: possono servire anche come hosting multidominio per ospitare tutti i vostri siti sotto lo stesso tetto. Lasciate perdere qualsiasi pippa mentale SEO sull’avere lo stesso IP o meno, perchè la comodità di poter gestire tutto con un reseller service è davvero enorme.

S come si salvi chi può: presto il mondo dell’hosting dovrà adattarsi ad esigenze rinnovate, come il cloud sulla bocca di tutti e la scalabilità dei servizi SaaS / PaaS. In questo caso, se gli hosting non sapranno fornire risposte adeguate sul mercato il rischio di restare tagliati fuori è altissimo. Per cui sarebbe bene essere pronti fin da subito a questo genere di soluzioni avanzate.

T come temere il peggio: gli attacchi informatici sono dietro l’angolo anche per i siti, e anche i nostri amatissimi Joomla! e WordPress non saranno esenti da attacchi. Meglio, quindi, ancora una volta, rinforzare la sicurezza del nostro sito, e tenere sempre backup di database e file sempre a portata di mano in versione recente.

U come uptime: l’importanza dell’uptime non si è mai smarrita in questi anni, e questo indice è molto interessante per valutare, quantomeno in modo veloce, che tipo di risposte fornisca mediamente il server. Non tutte le misure sono affidabili (io ho provato a calcolarle a mano, con un’app fatta nel lontano 2011, qui), e quasi tutti gli hosting tendono a dichiarare il 99.99% di uptime: sarà anche vero, per carità, ma non sempre si tratta di una misura indicativa (come tutto quello che riguarda la statistica in generale). I clienti è giusto che lo sappiano valutare nel modo più equilibrato possibile.

V come virtualizzazione: anche qui ci sarebbe moltissimo da dire, i vari virtual server sono arrivati a livelli di tecnologia inimmaginabili anche solo un paio di anni fa, e questo facilita notevolmente la vita a tutti. Resta da vedere, a questo punto, cosa succederà nei prossimi anni.

Z come Zend: anche qui vale il discorso accennato alla lettera S: Zend Framework potrà diventare facilmente uno standard per fare siti avanzati in modo modulare, scalabile e con sicurezza HTTPS già integrata. Da tenere d’occhio, senza dubbio: uno dei principali attori sul mercato Zend è al momento A2Hosting.

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