8 cose che forse non sapevi su Google

8 cose che forse non sapevi su Google

Credi di sapere tutto su Google? Con questo articolo potresti essere palesemente smentito: ho raccolto dieci curiosità diverse dal solito e che ancora, secondo me, sono poco note al grande pubblico. Vediamo subito di che si tratta!

  1. Nonostante la sua relativa facilità di utilizzo (basta cercare un termine per visualizzarne i risultati, oltretutto – grazie a Google Instant – minimizzando il numero di click necessari ad uno solo) molti utenti sembrano relativamente a disagio nel fare delle ricerche: MotherBoard Vice, ad esempio, suggerisce come ciò possa dipendere dal sovra-utilizzo di social network come Facebook, tanto da arrivare a confondere le idee agli utenti. Molti di essi, infatti, invece di cercare su Google.it pubblicano le proprie ricerche sulla pagina Facebook di Google, in attesa di un’improbabile risposta e con l’idea che sia equivalente farlo (fonte).
  2. Google non chiarisce abbastanza, almeno ad oggi, la differenza tra gli annunci a pagamento di Google Adwords ed i risultati di ricerca organici (ne parlo anche qui): non fosse abbastanza, tende a “schiacciare” i risultati naturali e a stravolgerli continuamente, coprendo l’above the fold dei risultati con widget di ogni genere (Wikipedia, Google Plus), risultando a volte superflui e poco utili agli utenti.
  3. Google da qualche tempo permette di registrare domini (anche nuovi TLD), mediante un apposito servizio di cui ho parlato estensivamente qui; peraltro, la quantità di articoli che parlano di eventuali “vantaggi” in termini SEO (derivanti dall’uso di nuove estensioni) è palesemente falsa.
  4. Google possiede un immenso archivio storico di messaggi inviati dagli utenti su internet, molti dei quali risalenti agli anni novanta ed addirittura ottanta: tale archivio costituisce la totalità dell’ormai dismesso Usenet, è disponibile in parte su Archive.org ed è poi confluito nell’attuale Google Gruppi. Non è, tuttavia, di consultazione molto agevole, se non mediante operatori di ricerca poco intuitivi. A domanda di Vice Motherboard, Google non ha risposto, ma sembra plausibile che a muovere i fili di questo disinteresse vi sia lo scarso appeal commerciale del sito, come già accaduto in passato con servizi dismessi quali Google Buzz.
  5. Contrariamente a quanto creduto da molti, Google Wheel non è mai morto ma è stato inglobato all’interno dei tool di Google Adwords, come confermato ufficialmente da Jordan Rost. L’attuale Contextual Targeting Tool, quindi, non sarebbe altro che la vecchia “ruota” di Google tanto rimpianta ed apprezzata dagli esperti del settore.
  6. È vera la notizia dell’uomo che, seppur per qualche istante, è riuscito a comprare il dominio google.com, probabilmente a causa di un errore nella procedura di registrazione. La pratica di acquistare domini dopo la loro scadenza è molto diffusa sul web, si presta a vari tipi di speculazioni e permette spesso di comprare domini scaduti a prezzi stracciati. Ho parlato diffusamente del (reale) “furto” del dominio google.com in questo articolo.
  7. Il team di ricerca di Google sta lavorando da anni su un progetto di reti neurali convoluzionali, ovvero strati di “neuroni” (algoritmi in grado di “apprendere” dagli input e migliorare la qualità dell’output) capaci, ad esempio, di generare strane immagini (alcune decisamente disturbanti), sfruttando un’elaborazione del “rumore” (probabilmente) mediante algoritmo hill climbing. Il team è concentrato sul funzionamento dei vari strati che permettono la generazione di immagini, ed un tool online (deepdreamgenerator.com) è stato messo a disposizione degli utenti per generare le proprie. Un esempio delle immagini generate è riportato all’inizio di questo articolo.
  8. Il webmaster tools di Google è noto da qualche tempo sotto il nome di Search Console, e rappresenta uno dei principali punti di riferimento per SEO e webmaster dei siti al fine di “misurare” click, ricerche frequenti ed eventuali errori di scansione del proprio sito. Ancora oggi, peraltro, Google (ed è un parere molto personale, s’intende) non è riuscita nell’impresa di far capire alle persone la differenza fondamentale tra “posizionamento” (che è frutto di lavoro specifico sul motore e sul sito) ed indicizzazione (che invece è un servizio che permette ai contenuti di essere caricati nell’indice di Google) di un sito web.

 

(immagine tratta da GOogle)

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