[SEO] Le richieste di link via email sono un modello di business che non funziona

[SEO] Le richieste di link via email sono un modello di business che non funziona

Fuori da ogni ipocrisia, le richieste di backlink via email sono tra le più comuni, semplici e diffuse sul web per chiunque abbia un sito di un qualche interesse: molti webmaster si accordano privatamente sotto questo punto di vista, e Google fa storicamente molta fatica a tracciare correttamente i link naturali da quelli “forzati”.

In effetti, solo nel fine settimana della mia recente trasferta al Codemotion mi sono arrivate quattro-cinque richieste di link in ingresso, espressi il più delle volte (e sono costretto ad andare un po’ in polemica) come una specie di favori, di piacere personali che, non si sa bene per quale motivo, avrei dovuto concedere da questo sito. Un qualcosa che ricorda molto da vicino chi, ancora oggi, chiede di lavorare per la nostra “visibilità” senza darci nulla in cambio di concreto. In altri casi le richieste erano piuttosto confusionarie e vi inviterei, se chiedete link via email come pratica SEO, a non fare gli stessi errori. Premetto ovviamente che il senso di tutto il discorso non è che i link vadano pagati, perchè se accettiamo questa conclusione siamo – a mio umile avviso – fuori strada da un pezzo.

Chi mi conosce un minimo sa, in effetti, che sono poco propenso a fare il difficile o (se preferite) “tirarmela”, e che quando si tratta di collaborare sono più o meno sempre in prima linea, ovviamente se abbia quantomeno un senso, come proposta. Con una singola eccezione, non ho neanche risposto alle richieste di backlink perchè, sinceramente, mi sembrava una cosa buttata lì, quasi a casaccio.

L’arte di chiedere link via email per fare link building è viva e vegeta, intendiamoci, ed io stesso provo a farla le poche volte che ne capita occasione: non voglio stare qui a dire che non funziona e che non vada fatta, anzi, dico solo che non serve a granchè in termini economici o che, comunque, tende ad essere vista come un modello di business autosostenibile (…magari fosse così).

Perchè scrivo che chiedere link via email non funziona, in questo senso prettamente di mercato? Non fosse altro che:

  1. Nel 90% delle richieste recenti di backlink che ho ricevuto, non ho trovato neanche lo stimolo a rispondere; sembravano scritte da programmi automatici (e molte di queste lo erano), con scarsa voglia e poco interesse, della serie “spariamo nel mucchio e vediamo cosa succede“. Se sono parte di un esperimento modello cavia da laboratorio, quindi, vi pregherei quantomeno di farmelo presente, soprattutto quando mi capita di leggere spam scritto dall’ennesimo passa-carte sottopagato.
  2. In buona parte delle casistiche precedenti, avevo l’impressione che la richiesta, detta in modo un po’ brutale, non avesse senso: voglio dire, è una cosa molto utile che mi segnali una risorsa che potrebbe interessare il mio sito – vedi le classiche liste di software che ho stilato, con pazienza e fatica, in questi anni – quindi: hai fatto un software utile e vuoi che te lo linki. È una cosa un po’ diversa chiedere un link restando sul generico, penso.
  3. La logica dei “compari” – Secondo moltissimi, io – per dire chiunque abbia un sito – dovrei linkarti perchè siamo colleghi, siamo tutti sulla stessa barca e signora mia, si stava meglio quando si stava peggio. Tutto questo perchè il mio sito è simile al tuo, ah vabbè, vado un attimo a farmi linkare da WebHosting Magazine, e figuriamoci se il caro compare se mi dirà di no. Capiamoci: avere siti simili è condizione necessaria, non sufficente, per ottenere prima o poi link di qualità. Non fosse altro che il puro modello di business basato sulla simpatia è poco sostenibile, a meno che tu non sia un comico di successo. E questo, lo ripeto per i più maliziosi che penseranno che in fondo in fondo i link li vendo, non vuol dire banalmente pagare per avere dei link: significa inquadrare il discorso in un contesto, creare una collaborazione proficua e non limitarsi a sentirsi appagati quando quel backlink compare online.
  4. L’opportunismo. E a questo punto: magari ricevessi richieste da sviluppatori che fanno pure programmi inutili sfigati! Ricevo massimamente richieste di link che (mi ha detto mio cugggino) “un caro amico mi ha detto che dai link gratis“, (la vita è fatta di certezze) “so per certo che ti paghi in backlink“, (ottimisti) “saresti disposto a scrivere una recensione del mio prodotto, no figurati, non te lo mando nemmeno, c’è la crisi, pero’ parlane bene, link nofollow, ok?“, (casualista) “mi chiedevo se, passando di qui per caso, mi linkeresti, così, se ti capita e non ti costa troppo, tanto tu sei bravo e ci metti 5 minuti“. Capite che intendo, sì?

Forse, e dico forse, sarebbe meglio dedicarsi ad approcci un po’ più costruttivi alla questione, invece di massacrare quel poco di creatività che rimane in questo lavoro.

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