Come realizzare siti web multilingua

Come realizzare siti web multilingua

In questo articolo parlerò di come sia possibile gestire siti multilingua, e di quali siano le difficoltà a cui si può andare incontro nel realizzarli. L’idea da cui partirò consiste nel fatto di avere già una base di sito web in italiano, e di volerlo pertanto estendere partendo da una base di pagine già realizzate e, se possibile, ottimizzate.

Premetto, ancora una volta, che è molto difficile riassumere tutto quello che c’è da sapere in un singolo articolo, dato che  le variabili in gioco sono davvero tante ed è per questo che mi permetto di aggiungere una cosa: gestire un sito multilingua è un lavoro da (veri) professionisti. Tante sono le variabili in gioco, i possibili scenari, le opportunità offerte dalla tecnologie che diventa davvero complesso rispondere a tutte le domande in maniera esaustiva.

Se volevi sapere come gestire un sito multilingua leggi qui.

Da dove partire? Dai plugin, of course!

Un buon approccio per partire a realizzare un sito multilingua consiste nel procurarsi un plugin apposito per crearlo: ne esistono alcuni, sia a pagamento che gratuiti, davvero eccellenti, e tutto sta nelle esigenze e soprattutto, direi, nelle disponibilità del momento. Bisogna tenere conto, pero’, che dovremo comunque seguire le pratiche di buona programmazione e che, a differenza di casi analoghi, non riusciremo quasi mai a fare tutto via plugin.

Se pensate di tradurre da soli il vostro sito, di fatto, oppure (meglio ancora) di ricorrere all’aiuto di un traduttore professionista, potreste pensare di sfruttare uno dei seguenti plugin di estensione:

In alternativa esiste la via più facile di tutte: usare un plugin che traduca in automatico con Google Translate tipo questi (sconsigliato per varie ragioni, in effetti).

Tenete sempre conto, comunque, che i CMS più diffusi dispongono di un supporto nativo al multilingua, ma questo vale solitamente per le parti di testo interne o quelle “tecniche”, ad esempio quelle del backend (ovvero la sezione amministrativa), non per i contenuti che andrete ad inserire voi. I plugin danno delle funzioni, degli hook e delle possibilità extra che permettono ad esempio di tradurre i singoli “pezzettini” del sito, incluse le etichette e le varie parti di sito che ci fanno regolarmente impazzire, ogni volta.

In WordPress, per la cronaca, si possono tradurre i “pezzi” del sito mediante le funzioni:

_e(“stringa”,”dizionario”)

oppure

_(“stringa”,”dizionario”)

che mostrano il corrispondente (e, nel secondo caso, estraggono come stringa) termine in lingua corrente della “stringa.

Per sapere in che lingua ci troviamo sulla pagina corrente, basta interrogare la funzione:

$curLang = substr(get_bloginfo( ‘language’ ), 0, 2);

Mantenere le lingue separate (URL distinti)

Quando si gestisce un sito web multilingua – per semplicità pensate ad un blog in italiano ed in inglese, ma il discorso potrebbe estendersi ad altre lingue come francese, tedesco, spagnolo e così via – i principali problemi da affrontare sono due:

  • anzitutto dovrete decidere una corrispondenza uno ad uno tra contenuti in italiano (quindi articoli del blog, elementi del menu, pagine,  widget e così via) e contenuti tradotti;
  • ogni pagina, sia in italiano che in inglese, dovrebbe essere mantenuta separata, ovvero dovrebbe possedere un URL univoco.

Considerate quindi che ogni lingua, in genere, vale come lavoro a parte dal punto di vista editoriale, per cui è opportuno quasi considerarla come un sito a parte realizzato da zero. Potrebbe infatti sembrare che il lavoro sia di poco conto, ma per un sito multi-lingua è raramente così, per cui è molto importante partire bene e sapere sempre dove andremo a parare.

Dal punto di vista prettamente Seo, molte indicazioni utili sono riportate sulla pagina di Google dedicata ai siti multiregionali e multilingue, che vi suggerisco di leggere successivamente. Il suggerimento di massima resta quello di fare in modo, ad esempio con qTranslate-X, di separare gli URL per lingua, ad esempio (passando il parametro lang):

miosito.com/prova?lang=it

miosito.com/prova?lang=en

miosito.com/prova?lang=es

oppure, ancora (sfruttando una struttura gerarchica “a livelli”):

miosito.com/it/prova

miosito.com/it/prova

miosito.com/it/prova

oppure, anche (usando i sottodomini, vedi anche come configurare un DNS):

it.miosito.com/prova

en.miosito.com/prova

es. miosito.com/prova

Da un punto di vista SEO troverete molte chiacchiere – è giusto chiamarle col loro nome, credo – sulla scelta migliore delle tre: per Google, nella mia esperienza, cambia poco o nulla, non esiste la struttura “migliore” o che possa garantire alcunchè, con l’unica eccezione della prima di essere poco SEO-friendly (ma nella pratica ancora si usa, è facile da implementare e senza neanche eccessivi intoppi a volte).

A livello codice: qTranslate-X

qTranslate-X è – a mio personale parere – una delle scelte migliori per tradurre il vostro sito in WordPress: di fatto permette di tradurre in modo molto semplice le pagine, sfruttando nell’editor una sintassi apposita e permettendovi di caricare ciò che volete senza stravolgervi l’esistenza.

Potrete infatti editare le singole lingue mediante appositi bottoni (italiano, inglese, ecc.), oppure utilizzare la sintassi per tag seguente:

[:it]testo in italiano[:][:en]text in english[:][:xxx]testo in altra lingua[:]…

in pratica andando a delimitare le varie lingue con il tag di apertura [:codice_lingua] e quello, universale, di chiusura [:].

Cosa non fare?

Eviterei di utilizzare soluzioni come quelle proposte dai widget di Google Translate e simili: in primis, affidare la traduzione ad un traduttore automatico è da pigri e produce inevitabilmente testi di scarsa qualità, oltre a provocare una serie di problematiche non da poco. Resta anche difficile tornare indietro dopo una scelta del genere per cui è meglio usare traduzioni manuali: qTranslate per WordPress ci viene in aiuto anche in questo caso, del resto, facendo in modo di lasciare eventualmente non tradotte le frasi che non sapete o non avete il tempo di tradurre, dandovi l’ulteriore possibilità di non mostrarle affatto, in lingua.

Cosa fare, invece?

Regole generali per creare un sito web multilingua sono, quindi:

  1. creare una struttura URL apposita, ed evitare tassativamente sovrapposizioni tra lingue diverse nella stessa pagina;
  2. usare un plugin di buona qualità e, se necessario, integrare il tutto con un dizionario per tradurre i termini singoli (vi servirà quasi certamente, anche se non sembra);
  3. assicurarsi che le pagine in lingua siano attive e raggiungibili da qualsiasi parte del sito;
  4. stabilire con cura se sia, o meno, il caso di provare a riconoscere l’utente in base alla nazionalità (non sempre è una buona idea farlo);
  5. farsi sempre tradurre i testi da un professionista, se possibile.

Le modalità con cui il tutto avviene nella pratica sono impossibili da descrivere nel dettaglio, anche perchè possono variare di molto a seconda dei casi, per cui vi lascio analizzare singolarmente ogni CMS per capire al meglio come procedere nel vostro caso. Non c’è nulla di meglio che la pratica in questi casi, e di una cosa sono sicuro: un sito multilingua è un qualcosa di professionale che non tutti riusciranno a fare al meglio, ma che sarà qualificante per la vostra attività di webmaster e per il vostro cliente.

 

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