Come scegliere una buona password

Come scegliere una buona password

Vi siete mai chiesti se non sia il caso di cambiare password alla vostra email, sull’account Facebook o Twitter e per accedere alla vostra banca online? Le password sono una componente irrinunciabile di qualsiasi servizio online, e questo ormai dovremmo saperlo bene: bisogna pero’ farne un uso, se possibile, saggio, ed una delle prime regole da seguire riguarda il fatto di evitare di riutilizzarle.

Partiamo dalle regole basilari, per poi vedere i comportamenti da evitare nella scelta.

Le regole basilari per la scelta di una buona password sono le seguenti:

  • usare password non banali o corrispondenti, per dire, a date di nascita, numeri o semplici parole come “ciao”, “password” e così via;
  • utilizzare ogni singola password una ed una sola volta per ogni sito, servizio o email;
  • assicurarsi che nella password ci siano lettere e numeri e, se possibile (e se ammesso dal sito o dall’app o dal servizio in fase di registrazione) almeno un simbolo non alfabetico;
  • sfruttare, secondo un vostro criterio facile da ricordare varianti non scontate di una password base che ricordiamo bene, ad esempio, ed introdurre delle complessità al suo interno (come caratteri non alfabetici, numeri e via dicendo);
  • se ci stiamo registrando a servizi di natura dubbia, per semplice curiosità o a livello di test, è opportuno registrarsi con email non ufficiali (registratene una per l’occorrenza, magari) ed usare generatori di password casuali tipo questo. Nel caso in cui questi servizi fossero violati, non avremo esposto nostre informazioni in pubblico al momento della pubblicazione del dump, cioè della lista di username e password in chiaro.

Chiarito questo, passiamo al punto successivo.

Perchè la password deve essere “complicata”?

È una seccatura, anzi è quasi impensabile per molti utenti pensare a password complesse, eppure è l’unico modo per stare veramente al sicuro: se inseriamo un codice di accesso come “ciao”, come il nostro nome o come password o 12345, chiunque dovesse provare ad accedere per tentativi avrebbe discrete possibilità di entrare nell’account a nostra insaputa.

Molto meglio, quindi, come regole generali:

  • usare password mai banali o corrispondenti, per dire, a numeri o date di nascita;
  • utilizzare ogni singola password una ed una sola volta per ogni sito, servizio o email;
  • fare uso di varianti non scontate di una password base che ricordiamo bene, ad esempio, ed introdurre delle complessità al suo interno (come caratteri non alfabetici, numeri e via dicendo).

Può sembrare una complicazione inutile, a pensarci all’inizio, ma non è affatto così: scegliere una buona password è importante, specialmente se si tratta di servizi che includono l’accesso a servizi di pagamento (Ebay, Amazon) o e-commerce devono rimanere una vostra esclusiva. Non esistono termini consigliati da usare all’interno delle proprie password: anzi, è opportuno usare termini originali o fantasiosi (parole inventate, combinazioni originali di maiuscole, minuscole, numeri e simboli, ecc.) che spesso sono anche più facili da ricordare (per noi).

Password sconsigliate o da non usare sono, in genere, quelle riportate nella lista delle peggiori password.

Il giusto compromesso, in effetti, sta nel trovare una password che sia difficile da indovinare per gli estranei e relativamente facile da ricordare per noi. Per aiutarci a ricordare più di una password, ci sono dei plugin per salvare le credenziali di accesso ai vari siti localmente (ed in forma criptata a loro volta) con i meccanismi integrati nei più moderni browser e, eventualmente, Password Exporter.

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