Hosting che non costano “nulla”: di cosa parliamo? Alcuni chiarimenti sul "basso costo" nel mondo dell'hosting per il web

<span class="entry-title-primary">Hosting che non costano “nulla”: di cosa parliamo?</span> <span class="entry-subtitle">Alcuni chiarimenti sul "basso costo" nel mondo dell'hosting per il web</span>

Un servizio di web-hosting a “basso prezzo” deve davvero essere considerato così? Con tutte le offerte di settore che si possono trovare in rete, al giorno d’oggi, è lecito che il dubbio possa venirci; proverò a fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

Associamo quasi instintivamente la denominazione “low-cost” a quello delle compagnie di volo, che offrono la possibilità di viaggiare in tutto il mondo a prezzi spesso irrisori, quasi sempre a determinate condizioni temporali (del tipo: prenotarsi 6 mesi prima ecc.). Tale tipologia di offerte, che sono sostanzialmente identiche a quelle delle compagnie tradizionali (che invece si pagavano, e si pagano ancora oggi, un occhio della testa), incoraggiano molti viaggiatori a farne uso soprattutto perchè non si nota alcuna differenza rispetto al viaggio tradizionale, se non magari per aspetti che passano in secondo piano (i sedili di un certo tipo), e che molti di noi tendono a sottovalutare del tutto.

Le offerte low-cost funzionano anche nell’hosting, estendendo il discorso, perchè rispondono attivamente alle esigenze di moltissimi clienti, a patto di rinunciare a cose che sembravano fondamentali, con qualche fattori di “rischio” trascurabile (ad esempio: con la tecnica e l’abuso dell’overbooking c’è la possibilità, in teoria, che uno non possa sedersi, anche se poi ovviamente si fa di tutto per impedire che accada). Il paragone tra hosting e compagnie di volo low cost sembrerebbe quindi molto azzeccato, ma c’è a mio vedere una differenza fondamentale: una compagnia di volo non può letteralmente “alzarsi la mattina” e aprire la propria attività come farebbe un provider, poichè esistono degli enti esterni atti a garantire un minimo standard qualitativo per la sicurezza del volo stesso.

Non voglio dire che ci voglia una trafila di controlli di sicurezza e di qualità anche per gli hosting (sarebbe esagerato e, diciamocelo, nell’Italia della burocrazia in prima linea sarebbe troppo difficile muoversi agevolmente – come si può fare oggi – nel settore). Sarebbe quindi auspicabile, se non altro, che ci fosse un’autorità che garantisca almeno un minimo di standard qualitativo (che in molti casi manca), ma questo – se servisse specificarlo – credo che sia molto più importante per un volo che per un hosting web. L’hosting low cost costa poco, ti da’ tanto (spesso più di quanto pensiamo) e, salvo qualche eccezione legata ad esigenze molto specifiche, riesce ad accontentare larga parte delle nostre esigenze (“nostre” inteso come di chi si vuole aprire un sito e gestirlo in tranquillità, se possibile). Pero’ dobbiamo conoscere i suoi limiti, ed in particolare tenere sempre presente quello legato all’assenza di assistenza specialistica (che quasi sempre, per i low-cost, in effetti manca).

Chi cerca un hosting lo trova quasi sempre low-cost, di fatto, su Google come mediante offerte sui social o via passa-parola: e non è detto che sia per forza la soluzione ideale, per quanto sia difficile capire la differenza con soluzioni di qualità indubbia a prezzi decisamente più elevati. D’altro canto, a mio parere, la vendita di hosting low-cost – spesso accoppiata al lancio promozionale di hosting gratuiti – non dovrebbe essere affiancata a quella di servizi qualsiasi, e questo per una serie di motivazioni che vanno dalla presenza di un’assistenza sistemistica fino alla possibilità di interagire con il server per configurarselo da soli.

Nel low cost poi, c’è questa cosa fondamentale da considerare: se hai un problema devi risolvertelo da solo, e questa mi pare forse la cosa più importante in assoluto. Se c’è una difficoltà devi trovare tu, cliente dell’hosting, la soluzione: nessuno dei dipendenti, se non per casi generali medio-gravi, è tenuto a farsi assistenza su un low-cost. E meno male, tra l’altro, che il parallelismo coi servizi di volo low-cost qui smette di valere. A quel punto se i clienti sono minimamente esperti nel settore nessun problema, tutti felici e tutti contenti; altrimenti cominciano i guai, e scattano le reciproche accuse tra chi ritiene di essere stato truffato contro chi ribatte di avere clienti incompetenti.

Al tempo stesso da tempo sono dell’idea che il costo troppo basso debba fare sospettare che possa trattarsi di nulla più che uno spudorato overselling, di una tecnica che ricorda molto da vicino quella delle succitate compagnie di volo. Un rischio, connesso per la verità con qualsiasi genere di attività, che dovrebbe far riflettere prima di procedere a qualsiasi acquisto.

Per cui: attenzione a quello che compriamo in ambito di hosting, e teniamo a mente i suggerimenti che ho esposto in questo articolo.

Photo by Sean MacEntee

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