Registrare un dominio con hosting: quello che bisogna sapere Un report dettagliato sulla registrazione domini, per capire tutto quello che serve conoscere sull'argomento

<span class="entry-title-primary">Registrare un dominio con hosting: quello che bisogna sapere</span> <span class="entry-subtitle">Un report dettagliato sulla registrazione domini, per capire tutto quello che serve conoscere sull'argomento</span>

Eccovi un tutorial che spiega tutte le cose che bisogna conoscere sulla registrazione dei nomi internet, detti più comunemente domini. Acquistare un dominio, infatti, è un’operazione molto semplice ed altrettanto comune, ma richiede una serie di accortezze; in questo articolo vedremo come farla al meglio e a quali provider (cioè servizi di hosting) rivolgersi. Non servirà per forza rivolgersi ad un professionista per poter acquistare un dominio, anche se potrebbe essere necessario configurare manualmente ed associare il dominio all’hosting. Di norma, comunque, e se siete dei principianti soprattutto, è preferibile optare per l’acquisto di dominio + servizio di hosting già associato.

Come vedremo, non è nulla di realmente complicato.

Che cos’è un dominio?

Il dominio di un sito coincide con il nome pubblicamente disponibile ed accessibile via internet; nulla di più e nulla di meno, almeno ad una prima analisi. Sostanzialmente si tratta del “nome di comodo” che dovrete associare mediante Name Server o DNS al vostro spazio web. Molti credono che ad ogni nome corrisponda un indirizzo IP distinto ma, nella pratica, da quanto server come Apache permettono la virtualizzazione delle risorse ciò è diventato completamente falso. Di fatto – ed è il caso degli hosting condivisi – un IP numerico distinto (tipo xxx.xxx.xxx.xxx) associa più “sottocartelle”, gestite con diverse modalità, al fine di valorizzare le risorse del server e farle sfruttare da tanti webmaster (più o meno) senza intralci l’uno con l’altro.

Attenzione al nome di dominio che scegliamo!

Numerosi sono i portali che potete sfruttare allo scopo di registrare un dominio: chiaramente sarà possibile registrare il nome a dominio senza hosting e con pacchetto hosting incluso. Il primo problema da risolvere, comunque si deciderà di fare, riguarda dunque la scelta del nome: si tratta di una scelta vincolante, nel senso che vi assegnerà un nome univoco per almeno un anno e che, in nessun caso, potrà essere cambiato – a meno che non ne compriate uno ex novo. Un occhio alla SEO andrebbe sempre dato, quindi alla luce di questo potreste voler fare opportune considerazioni in merito, o ulteriori decisamente più spinte, se vogliamo.

In definitiva: la scelta del nome di dominio va fatta accuratamente, e non si può tornare indietro per almeno un anno dopo averlo fatto.

Domini e nuove estensioni di dominio

Ormai da qualche tempo, rispetto alla prima pubblicazione di questo articolo (nel lontano 2014) il mercato dei domini ha conosciuto un’espansione considerevole: quello che è successo è che alle classiche estensioni (detti spesso TLD, acronimo per Top Level Domain o anche, in italiano, domini di primo livello) come ad esempio .it, .com e .org, sono state affiancate nuove estensioni “libere”: è possibile quindi registrare un dominio .actor se siamo degli attori o abbiamo a che fare con il teatro o il cinema, un .xxx per un sito per adulti, un .cloud per chi offre servizi in cloud e così via. In pratica le cosiddette nuove estensioni di dominio hanno finito per estendere in senso “verticale”, per così dire, i vari settori di mercato, offrendo nuove opportunità e moltiplicandole, almeno potenzialmente, su tutta una serie di mercati.

Ad oggi sono disponibili oltre un migliaio di nuove estensioni di dominio, e la maggiorparte degli hosting web permettono, ormai, di registrarle quasi tutte indifferentemente.

Indirizzi internet come “numeri di telefono”?

All’inizio abbiamo parlato del parallelismo tra indirizzi IP numerici e indirizzi di dominio, per cui uno potrebbe pensare che esista più di un’assonanza con i numeri di telefono di una rubrica o di un elenco telefonico. In parte, almeno, potremmo pensare che sia davvero così: se quindi potrebbe valere un’analogia tra i gli indirizzi numerici (o IP) ed i numeri di telefono della nostra rubrica (ad ognuno di essi corrisponde univocamente un contatto), tale confronto smette di essere valido nel momento in cui ad ogni “telefono” può corrispondere più di un utenza/sito (tale tecnologia è alla base, di fatto, degli hosting shared o condivisi). In definitiva un dominio internet associa ad un indirizzo mnemonico sia un indirizzo numerico che una locazione univoca all’interno di esso, risolvendo questa ambiguità e presentandosi così come tecnologia alla base del funzionamento di qualsiasi sito web.

Come funziona tecnicamente un dominio internet?

La risoluzione dei nomi a dominio (o DNS) risponde esattamente a questa domanda: si tratta di un sistema distribuito nella rete realizzato al fine di “tradurre” i nomi dei nodi della rete (in inglese host) in indirizzi IP, e viceversa. Il servizio si realizza tramite un database distribuito, costituito dai server DNS che vengono periodicamente aggiornati sulla base delle richieste, delle scadenze dei domini e delle configurazioni che sono associate ad essi.

Livelli di un dominio: primo, secondo e terzo!

La risoluzione avviene tacitamente all’inverso, nel senso che si parte solitamente dall’estensione (.it, .com, .net e via dicendo, cosiddetto primo livello) e si procede poi all’identificazione del nome vero e proprio (ad esempio google, secondo livello); in certi casi possono esistere estensioni di terzo livello (dette comunemente sottodomini) che permettono di identificare, ad esempio, più sezioni del sito o, più spesso, servizi distinti: drive.google.com, mail.google.com, plus.google.com, ecc.

Ricapitolando, quindi per www.sottodominio.dominio.it e leggendo sempre da destra a sinistra in modo crescente;

  1. it è di primo livello, detto anche più comunemente estensione;
  2. dominio è di secondo livello, e corrisponde tipicamente col nome univoco del sito principale;
  3. sottodominio e www sono sottodomini di terzo e quarto livello, rispettivamente.

Quali sono i costi di un dominio?

Solitamente i prezzi dei nomi internet si aggirano, a seconda dell’estensione scelta, dai 10 euro all’anno a salire: in certi casi trovate delle offerte che vi permetteranno di accaparrarvi il vostro nome preferito anche a meno (ad esempio su NameCheap). Molto dipenderà, comunque, dal tipo di nome scelto: se si tratta di un dominio mai utilizzato in precedenza riuscirete a rimanere sull’economico e a spendere davvero poco, salvo per alcune estensioni “eccezionali”.

Per quanto riguarda le nuove estensioni di dominio, i prezzi possono essere variabili: non c’è una regola fissa, in quanto ogni singolo NIC responsabile dell’estensione potrebbe fare un prezzo diverso dagli altri. Più l’estensione è rara o comunque considerata commercialmente sfruttabile o qualificante, in genere, più il prezzo tende a salire: da poche decine di euro all’anno fino alle centinaia e, in certi casi particolari, anche migliaia di euro solo per un nome di dominio!

Come scegliere il nome di un dominio?

Come scegliere il nome del dominio è presto detto! Basta trovare un nome che sia:

  1. semplice da pronunciare (chebelnome.it è in qualche modo armonioso e facile da pronunciare, ad esempio; cosa che non possiamo dire – per capirci, è solo un controesempio – per questoèunsitoopportunamentedifficiledaricordare.it, visto che è lunghissimo e le doppie lettere “oo” creano ambiguità quando ne parlerete in giro);
  2. facile da ricordare (per esempio tastiere.net);
  3. non troppo lungo (questoèunnomesconsigliato.it);
  4. possibilmente brandizzato, nel senso che faccia riferimento ad una sigla, ad un ente o a un’azienda univoca, facilmente riconoscibile.

Se volete ad esempio registrare tuonome.it e lo trovate occupato, potete optare per la scelta di un’estensione diversa; tale scelta, in linea generale, non è da considerarsi consigliabile in quanto potremmo generare ambiguità e nomi difficili da ricordare o riconoscere. I suggerimenti generali per trovare un buon nome di dominio sono legati alla natura del sito: ad esempio inserire la parola news se si tratta di un sito di notizie, usare l’estensione .blog se vogliamo aprire un blog, usare un nome davvero originale frutto di fantasia, acronimi e così via per creare un qualcosa di davvero unico, inimitabile e vostro in ogni senso. Più il nome sarà facile da ricordare, più agevole sarà qualsiasi tipo di attività decidiamo di farne in seguito.

E i nomi con la keyword all’interno, allora (es. duplicazione-chiavi.est)?

Una seconda questione relativa alla registrazione del dominio riguarda se inserire o meno parole chiave nel nome che siano rilevanti o importanti per il vostro business: ad esempio per l’ipotetico sito vendita-piscine.esempio. Non esiste una risposta certa o universale in questo caso: l’annosa questione se sia meglio un nome di dominio keyword-oriented (con le parole chiave direttamente nel nome, come nell’esempio della piscina) oppure brand-oriented (in cui si punta genericamente alla diffusione del brand, come nel caso di google.it), a mio avviso, fa decisamente propendere per la seconda ipotesi, per quanto la prima rimanga decisamente suggestiva (ma solo in certi casi limite). In genere il dominio brand-oriented è preferibile, in quanto è anche  più flessibile a cambiamenti di mentalità, obiettivi o politiche aziendali e/o di web marketing, per questo mi sembra la scelta preferibile nella maggioranza dei casi, se non altro.

In definitiva, scegliamo con cura il nome – senza pensare troppo ad alcuna fantomatica “ottimizzazione SEO” fin da subito, almeno in questa questa fase: concentriamoci piuttosto sul cosa faremo con quel dominio. Se vogliamo ottimizzare il dominio lato SEO, possiamo sempre pensare di farlo in un secondo momento – sfruttando, per esempio, sottocartelle o sottosezioni (miosito.it/vendita-piscine) o meglio ancora sottodomini (vendita-piscine.miosito.it)

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Come ulteriori regole generali quando si registra un nuovo dominio, possiamo ricordare:

  1. utilizzare preferibilmente solo lettere (dalla A alla Z);
  2. ricordare che maiuscole e minuscole non fanno differenza;
  3. sfruttare eventualmente anche lettere accentate (à, è, ì, ò, ù), visto che ormai da molti anni sono registrabili;
  4. evitare numeri all’interno del nome, a meno che non ci sia una buona ragione per farlo (esempio: il nome del brand è 666 Srl);
  5. evitare trattini (-), underscore (_) e caratteri non alfabetici in generale, perchè potrebbero risultare difficili da ricordare o comunque da digitare per molti utenti.

Da ricordare sempre, quando si acquista un dominio

Ulteriori punti che è bene tenere sempre presenti sono i seguenti:

  1. i domini scadono annualmente: la data di scadenza è prefissata a 365 giorni dopo la data dell’acquisto (i rinnovi non contano); per alcuni tipi di estensioni, tra cui i nuovi TLD, le tempistiche possono essere stabilite in modo diverso dal NIC proprietario.
  2. per la ragione precedente, anche in misura della valutazione della durata del vostro business, sarà opportuno registrare il dominio per almeno due-tre anni ed impostare da subito un reminder per ricordarvi la scadenza;
  3. se vi occupate di un settore particolarmente competitivo, potete valutare l’acquisto dello stesso dominio con più estensioni e farlo puntare ad un’unica locazione, in modo da prevenire comportamenti scorretti o “furti” di traffico da parte dei competitor.

Dove registrare il dominio?

Alcune delle opzioni che utilizzo spesso e volentieri per i miei nomi internet sono Tophost (molto economico e veloce da utilizzare), ed in generale servizi di hosting tra i più accreditati sul mercato: V-Hosting, SiteGround, Keliweb, SupportHost, Bluehost e via dicendo. Ricordatevi che quando registrate il vostro dominio quest’ultimo, da solo, non sarà personalizzabile nè utilizzabile con un CMS: dovrete sempre e comunque associarvi un buon servizio di hosting web, per cui PHP + Apache + MySQL.

Al fine di trovare più facilmente l’hosting più adatto alle vostre esigenze, potete anche dare un occhio alle recensioni prodotte dai nostri utenti.

Cosa sono le aste di domini?

Sull’acquisto dei domini, in generale, ed in particolare sulla scelta del nome, dovrebbe essere tutto chiaro. In certi casi, pero’, le cose potrebbero complicarsi, soprattutto operando o provando ad inserirsi sui settori commerciali molto competitivi come, ad esempio, le assicurazioni, le carte di credito, le scommesse online ed i vari siti per adulti. Molto semplicemente, il vostro nome di dominio preferito potrebbe non essere disponibile per la registrazione, in quanto già acquistato da un altro in precedenza! Che fare in questi casi? I meccanismi di aste di domini possono venire in nostro aiuto: potreste valutare l’opportunità, invece di registrare un dominio ex novo, di accaparrarvi un dominio all’asta tra quelli scaduti di recente: con questo meccanismo, ad esempio, di recente mi sono procurato miglior-hosting.com, per la nicchia di cui mi occupo mi è sembrato davvero un buon affare a prezzo relativamente stracciato. Attenzione perchè lo storico del dominio, cioè quello che è stato e a cosa serviva, può giocare un valore rilevante perchè vi trovereste ad ereditare ad esempio i visitatori del sito fidelizzati in passato (ammesso che ci siano).

In definitiva, le aste di dominio possono aiutarvi a comprare un dominio “usato” ed ereditarne, in certi casi, i vantaggi che ha avuto in passato, facendo attenzione (vedi anche qui) a casi di PageRank “gonfiato” e a vari tipi di truffe.

Se volete fare una ricerca del nome decisamente più raffinata sui nomi – con tanto di suggerimenti utili – potreste prendere in considerazione un’utility come DomainsBot (che ho anche discusso in un articolo di qualche tempo fa).

Vediamo ora altri aspetti che bisogna conoscere sui nomi di dominio.

Welcome to the jungle!

In caso contrario tutto dipende dal mercato: quello dei nomi a dominio è particolarmente spietato in certe occasioni, ed esistono aste di domini come Wix.it che li rivendono anche, a seconda della loro appetibilità, a diverse centinaia (o migliaia) di euro annue. Il mercato dei cosiddetti backorder, così come comunemente sono chiamate queste particolari aste sul web, si è sviluppato massicciamente da circa una decina d’anni: questi gestori non fanno altro che monitorare i domini scaduti e non rinnovati (in pending) e pubblicano periodicamente delle liste di nomi che si stanno progressivamente liberando. Nella mia esperienza ho constatato che il tempo di consegna dalla vincita dell’asta è solitamente di qualche giorno (e finora mi sono aggiudicato solo un paio di nomi di dominio a prezzi ragionevoli). Questo serve anche a ricordare che, nella pratica, è sempre bene ricordarsi di registrare per tempo il proprio nome a dominio: nulla di più facile, infatti, che il vostro prezioso nome scaduto nel frattempo finisca all’asta. In questi casi non si perdono i dati del sito (a meno che non scada anche l’hosting, nel frattempo), ed è spesso possibile ripristinare il tutto recuperando, con un po’ di fortuna, entro due settimana giorni dalla scadenza il dominio che nel frattempo sarà stato messo “in pausa”.

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