Come scegliere il vostro nuovo web hosting? 16 indicazioni per trovare il provider di hosting ideale, senza... tirare a indovinare

<span class="entry-title-primary">Come scegliere il vostro nuovo web hosting?</span> <span class="entry-subtitle">16 indicazioni per trovare il provider di hosting ideale, senza... tirare a indovinare</span>

Tredici punti da tenere in considerazione prima di comprare un hosting per creare un sito.

Come funziona un hosting? Il modello alla base del funzionamento di un hosting (sia commerciale che gratuito) è il cosiddetto client-server, ovvero si assume che esistano un certo numero di visitatori o “richiedenti” (client) ed un singolo server atto a gestire questo (spesso enorme) flusso di richieste. La tecnologia che permette di fare questo è basata solitamente su Linux, possiede un software appositamente architettato per gestire le richieste (un web-server), dispone del supporto dei linguaggi server side (come PHP o ASP), offre anche un database (di solito) per permette di memorizzare un gran numero di transazioni, articoli o pagine generiche del sito. La funzione dell’hosting, quindi, è quello di soddisfarle tutte, o la stragrande maggioranza, delle richieste in corso, servendo a chi le desidera le pagine, erogando servizi in SSL, fornendo supporto ai servizi web e così via.

Quali potrebbero essere in quest’ottica i criteri per scegliere il tuo hosting? Come scegliere, in altri termini, un hosting efficente, economico, adatto alle nostre necessità ed eventualmente espandibile in futuro? In questi anni sono riuscito ad individuare almeno 13 tra i principali fattori considerabili, oltre che utili, in queste valutazioni. Andremo a fare delle valutazioni che non richiedono competenze tecniche di alto livello, in quanto al giorno d’oggi, ormai, chiunque può mettere online il proprio sito senza saperne più di tanto. Ma questo lo vedremo, se continuerete a leggerci, andando per ordine.

  1. Che tipo di sito dovrai “hostare“? Hostare un sito, in questa sede, significa ospitarlo, o meglio ancora pubblicarlo online: prima di stabilire quale hosting avrà l’onore di essere il tuo provider ufficiale, devi capire che tipo di sito stai per mettere online. Se è WordPress o Joomla!, ad esempio, se è stata realizzato in PHP oppure se si tratta di una soluzione proprietaria che ti sei fatto sviluppare su commessa. Saperlo sarà utile in fase di acquisto quando sentirai il tuo nuovo hosting, in modo che tu possa comunicargli le tue necessità specifiche senza essere vago o contraddittorio o dare adito a dubbi. Sai che tipo di sito ospiterai, o almeno sai dire cosa farà (ad es. “si tratta di un forum sulla caccia“)? Perfetto, tienilo a mente e procediamo oltre.
  2. Prima di fare qualsiasi scelta individua ancora meglio il tuo settore. Hai bisogno di un hosting per il tuo sito professionale/aziendale oppure un qualcosa legato ad un’attività hobbystica o amatoriale? Nel primo caso la scelta dovrebbe ricadere su un buon hosting condiviso o VPS (consulta alcune indicazioni tecniche a riguardo, ad esempio), in caso contrario puoi sempre valutare la possibilità di ricorrere ad un servizio gratuito, anche se inizialmente non avrai alcuna garanzia sulla reperibilità del tuo sito. Ti suggerisco di continuare a leggere, ma se già adesso vuoi vedere direttamente le liste di vari hosting divisi per tipo clicca qui.
  3. Il tuo hosting offre pannelli di controllo per l’utente come cPanel, Plesk, ISPConfig o ispCP con relative risorse adatte ad installare un CMS in pochi click (ad esempio Fantastico)? Questi tool ti permettono di fare praticamente tutto quello che ti serve a livello base, per installare il tuo sito web, senza usare FTP o PHPMyAdmin. Questo discorso solitamente vale per i siti non troppo complessi, ma per i principianti non deve certamente essere sottovalutato. Gli hosting con procedura one-click di installazione (sì, ti permettono di installare WordPress con un semplice click!) sono elencati di seguito: Hosting per CMS con SiteBuilder.
  4. Non prendere troppo alla leggera la questione “Site Builder; considerando che la maggioranza di questi prodotti allettano i clienti meno esperti, ma sono pur sempre proprietari, e se realizzi il tuo sito con essi sarai inevitabilmente vincolato all’hosting in questione. In altri termini potresti avere difficoltà a migrare il tuo sito se ad esempio hai problemi tecnici o vuoi semplicemente cambiare hosting. Pero’ se trovi un hosting di buon livello, non c’è ragione di non vincolarsi ad un servizio di buona qualità, naturalmente :-) .
  5. Nel caso in cui tu non sia un esperto webmaster, assicurati che il tuo hosting ti metta facilmente nelle condizioni di creare il tuo sito senza dover impazzire su manuali tecnici e quant’altro: il mondo della creazione e manutenzione di siti web è affascinante ma, di fatto, è un mondo meno alla portata di tutti di quanto si possa credere. L’hosting non è tenuto a curare il tuo sito, ma ti fornisce esclusivamente hardware e software per metterlo in piedi. Ricordati che diventare un webmaster esperto è un’arte che richiede pratica e studio, per cui potresti doverti accontentare di theme gratuiti o a pagamento, ad esempio, realizzati da altri per te (e da scaricare/comprare eventualmente a parte, se necessario). Non usare in nessun caso theme piratati o scaricati dai siti non ufficiali dei CMS, perchè potrebbero contenere dei pericolosi virus e malware.
  6. Compra solo ed esclusivamente con web hosting che abbiano sistemi di pagamento chiari e sicuri: PayPal, ad esempio, è un metodo di pagamento sicuro perchè ti garantisce il rimborso in caso di truffe o problemi. Pagare con bonifico bancario, anche se ci vuole qualche giorno perchè la procedura si concluda, è anch’esso un metodo di pagamento sicuro. Pagare con carta Postepay o prepagata elettronica, o inserendo comunque il codice della tua carta di 16 cifre, la data di scadenza e il CVC sul retro di 3 cifre non è una buona idea: diffida dagli hosting che ti chiedono una cosa del genere, assicurati che ti facciano sempre una fattura di avvenuto pagamento e che sul sito dell’hosting siano riportati Partita IVA (che puoi verificare da qui) ed eventualmente ulteriori dati identificativi.
  7. Assicurati che il tuo nuovo hosting supporti il cambio di versione di PHP mediante switch interno al pannello di controllo, oppure che – al limite – dia supporto all’ultima versione stable di PHP (ad esempio PHP 5.6 e, magari tra qualche tempo, anche PHP 7).
  8. Fai caso al fatto che nel sito del venditore siano presenti FAQ e possibilità di contattare l’assistenza mediante chat, ticket, telefono o mail. Se questi dati mancano del tutto è bene diffidare dall’offerta: non è detto che sia una truffa, ma potrebbe capitare che ad esempio il titolare dell’azienda è spesso assente e non dispone del tempo necessario da dedicare alla manutenzione dell’hosting.
  9. Assicurati che il tuo nuovo hosting fornisca e-mail personalizzate ed autoresponder, perchè conferiscono un tocco di professionalità che a volte fa davvero la differenza. Molte soluzioni italiane dispongono di questa opportunità, in generale tutti quelli che offrono cPanel lo fanno, cosa che invece non vale sempre per gli ultra-low cost.
  10. Assicurati che il tuo hosting provider fornisca, per tua sicurezza, un accesso mediante FTP, cosa che sembra scontata ma in molti casi non lo è (nel caso di hoster gratuiti, meno che mai). Anche se non è sempre indispensabile disporre di un servizio di questo tipo, può essere utile per effettuare backup completi dei vostri file del sito (database escluso).
  11. Fai caso alla possibilità di tracciare i log del sito: non sottovalutare l’importanza di avere delle statistiche interne, a prescindere da ciò che sicuramente potresti fare con Google Analytics: spesso i log forniscono utilissime informaizoni sui tuoi visitatori che puoi sfruttare per le tue campagne di web marketing (se è il tuo caso). Nei siti amatoriali, inoltre, riportare una tantum un articolo con le ricerche più curiose fatte dagli utenti del proprio sito può essere addirittura divertente ed attrattivo.
  12. Non comprare risorse in più, se non capisci a cosa servano e se non sono strettamente necessarie: a meno che tu non stia creando un clone di Youtube, raramente ti serviranno più di 50 MB di spazio web. I CMS più evoluti memorizzano i dati nel database, quindi semmai fai attenzione agli account MySql che sembrano troppo ristretti. Trovate in giro offerte da 25 GB di spazio, ma è abbastanza difficile che ne facciate uso a livello di hosting per siti web per più dell’1% del totale (ovviamente il discorso cambia se lo spazio viene offerto a scopo di hard disk virtuale, che è un uso ben differente). Per sicurezza, o in caso di dubbi, affidati sempre al parere di un esperto prima di comprare!
  13. Prova ad effettuare un ping sul nome di dominio del vostro hosting (da linea di comando: ping nomehosting.com) e fate caso ai numerini in ms che escono fuori. Solitamente 60-80 ms è un ottimo valore, con valori più grandi possono invece verificarsi dei problemi (downtime, rallentamenti ecc.). Tuttavia è bene tenere presente che questo tipo di test è sempre dipendente da fattori aleatori (casuali), che possono vanificarne del tutto la correttezza ed utilità per i vostri scopi: per dirne una, non è detto che l’IP fisico di nomehosting.com sia lo stesso che utilizzerete per il vostro sito (anche se, nella pratica, per i servizi gratuiti di solito è così). Ho implementato da un anno un servizio che tiene traccia di questi dati in automatico, ma si tratta più di un esperimento statistico che di un totem da tenere in considerazione ad ogni costo.
  14. Se vuoi aprire un e-commerce o prevedi comunque di erogare servizi a pagamento ti servirà una connessione https, e quest’ultima potrete ottenerla facilmente con un IP dedicato (non un server dedicato, che è una cosa differente e molto più costosa). Fino a qualche tempo fa, Bluehost e HostMonster offrivano un IP dedicato su un piano condiviso a circa 22 $ in più all’anno, con certificato di autenticazione incluso. Perchè non valutare, in questi casi, uno specifico hosting per e-commerce? Ti garantisco che potrebbe essere una buona idea ;-)
  15. Cerca di essere sempre consapevole di quello che state acquistando, e non fatevi ingannare da offerte che sono semplicemente sovradimensionate per le vostre esigenze. Provate a fare sempre le stesse domande ai vari hosting e confrontate le varie risposte, in modo da approcciare all’acquisto da consumatori critici e consapevoli. Nella maggioranza dei casi – salvo utilizziate soluzioni software specifiche o avanzate – quello che vi serve è, semplicemente, un buon hosting condiviso.
  16. Preferisci sempre un hosting Linux ad uno Windows, e questo non per una banale questione di “guerre di religione”, bensì per il fatto che i primi sono più sicuri e stabili, e possiedono un’ampia gamma di software open source per tutte le esigenze, non sempre disponibile nel secondo caso. Questo ovviamente vale per tutti i siti che funzionano con tecnologia PHP (WordPress, Magento, Drupal, Joomla!, …); se hai necessità di far funzionare un sito che funziona in ASP, ad esempio, ti servirà per forza un servizio di hosting per Windows.

Per approfondire ulteriormente questo argomento puoi leggere il nostro articolo su come scegliere l’hosting web.

Photo Credits: © mozZz – Fotolia.com

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