Cos’è un CMS?

Cos’è un CMS?

Un CMS (letteralmente Content Management System) è un sistema di gestione dei contenuti di un sito, ovvero un software (precisamente backend) di norma accessibile mediante browser, il quale permette di pubblicare, gestire, rimuovere e modificare sia contenuti che eventualmente grafica di un sito web. Il tutto, volutamente, senza avere la necessità di conoscere il markup HTML ed i vari linguaggi come Javascript o PHP. Tra i CMS più famosi in ambito open source, ad oggi, ci sono WordPress e Joomla!.

Il CMS in generale deriva da una precisa evoluzione del web che abbiamo descritto, su questo sito, all’interno dell’articolo sui siti statici vs siti dinamici, e che riguardano nello specifico le modalità ed il know how necessario per creare le proprie pagine; se fino a qualche anno fa era indispensabile editare pagine HTML, con il vantaggio di poter controllare la struttura del contenuto nel dettaglio (decidere dove mettere paragrafi, grassetto, corsivo ecc.), si era presentato l’enorme svantaggio di dover pensare contemporaneamente a grafica, contenuti e struttura delle pagine stesse. Questo è stato considerato troppo faticoso e troppo poco efficente nel tempo, per cui si è arrivati alla definizione di sistemi che offrissero:

  • un editor integrato per modificare pagine, articoli e FAQ del sito, sempre più simile al celebre editor di testi Word (e suoi epigoni Open Office, Libre Office e così via);
  • un sistema di gestione basato su password e password, in modo da limitare l’accesso ad uno o più utenti autorizzati ed eventualmente gerarchizzati (ad esempio i giornalisti e gli editor di una rivista digitale, che possono solo pubblicare in proprio oppure – rispettivamente – pubblicare ed editare articoli anche altrui);
  • una serie di servizi accessibili mediante un semplice browser web, senza dover installare nulla nel proprio computer e potendo accedere da ovunque ci sia una connessione ad internet.

Storicamente, i CMS non appartenevano strettamente all’ambito web, anche se col tempo hanno finito per essere assimilati esclusivamente a questo ambiente; il tutto ha seguito, ovviamente, le evoluzioni informatiche degli ultimi 30 anni. Nei primi anni 90, ad esempio, i CMS erano ad esclusivo uso di grosse multinazionali come Amazon, funzionavano in C++ ed accedevano a database Oracle; il loro costo era notevole, tanto che solo le aziende molto ricche potevano permetterseli. Il primo vero CMS open source, qualche anno dopo (1995) fu denominato “Wiki Wiki” dal suo creatore; dopo qualche anno ancora, uscirono fuori i primi CMS in PHP come PhpNuke, PostNuke e PhpWiki (oggi quasi tutti obsoleti e pochissimo usati) fino ad arrivare (negli anni più recenti) ai Joomla! e WordPress che tutti conosciamo (fonte).

I requisiti base a cui vengono incontro i CMS, in genere, si traducono in una lista di concreti opportunità e semplificazioni per gli utenti, sia soprattutto quelli tecnicamente sprovveduti che quelli skillati, con il vantaggio concreto di potersi concentrare sui contenuti e non sul “come” essi dovranno apparire sul web.

I CMS moderni offrono infatti, tra le altre cose:

  • generazione automatica on demand delle nuove pagine web;
  • URL degli articoli SEO friendly su richiesta;
  • ricche community di supporto online;
  • modularità delle componenti, che possono essere eventualmente riprogrammate;
  • gestione di gruppi di utenti che faranno le modifiche (ad es. redazione di una rivista online);
  • supporto alla grafica automatizzato e, anche qui, eventualmente personalizzabile nel minimo dettaglio;
  • vari wizard di installazione, aggiornamento e manutenzione;
  • possibilità di limitare alcuni gruppi di utenti a determinati accessi e funzioni: ad esempio, possono esistere utenti amministratori che possono fare un po’ di tutto nel CMS che semplici contributor che possono pubblicare nel sito previa approvazione.

Ad oggi, all’atto pratico un CMS come WordPress può essere utilizzato in maniera semplice ed intuitiva da qualsiasi utente; le operazioni più importanti per la gestione del sito sono orientate ad un utilizzo sempre più agevolato e ad una potenzialità in perenne espansione.

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