Come scegliere il nome di dominio per il tuo sito

Come scegliere il nome di dominio per il tuo sito

La scelta del nome di dominio per il tuo sito web è un aspetto importante quando si decide di aprirlo la prima volta, ma anche nelle fasi intermedie della gestione: rebranding, rigenerazione dei contenuti, re-indicizzazione di vecchie pagine. Questa fase è molto importante per una serie di ragioni, ma soprattutto per una: una volta scelto, infatti, il dominio diventa nostro per un anno, e si tratta di un costo non rimborsabile e non è possibile modificare un nome registrato per errore. Massima attenzione, quindi, quando si deve scegliere il nome del sito (ad esempio tuosito.estensione).

Quanto dura la registrazione di un dominio?

La scelta corretta del nome di dominio è fondamentale per una ragione precisa: una volta registrato, un dominio va tenuto per almeno un anno, e la registrazione non si può nè annullare nè può in genere essere rimborsata.

La scelta del dominio comporta nella maggioranza dei casi una spesa per almeno un anno, e non è possibile modificare il nome una volta inoltrata la richiesta e pagata la somma richiesta. Se dovessimo sbagliare a registrare il nome di dominio, in altri termini, ad esempio commettendo errori di battitura (mioonome.it invece di mionome.it) saremmo costretti a registrarne uno nuovo, da zero, lasciando scadere quello sbagliato. Questa politica di gestione, se può sembrare apparentemente poco conveniente per l’utente, è in realtà molto efficente per regolamentare gli spazi web disponibili su internet, evitare collisioni di nomi e dare democraticamente le stesse opportunità a tutti gli utenti e gli imprenditori.

Posso annullare la registrazione di un dominio?

No: il dominio registrato per errore, in caso, non può normalmente essere annullato e non è, di norma, rimborsabile. Al limite si potrà gestire la situazione con un redirect 301 dal dominio errato a quello corretto, che dovremo comunque registrare da zero. Chi sbaglia a registrare un nome di dominio e non lo digita correttamente, dovrà spendere nuovamente una cifra equivalente alla registrazione del dominio per quella estensione.

Chiarito questo, cercheremo di inquadrare le modalità ideali per scegliere un nome di dominio efficace e funzionale per le nostre attività sul web.

Criteri da evitare per un nome di dominio

Data la complessità dell’argomento è probabilmente più semplice partire dai nomi che è opportuno, se possibile, evitare. In generale infatti non è consigliabile registrare nomi di dominio di queste tipologie.

  1. un nome di dominio molto lungo, ad esempio questononèunnomedidominioconsigliabile.it
  2. registrare un nome di dominio difficile da ricordare o da digitare, ad esempio ol1ol1ol2o1lo05.it;
  3. un nome di dominio con trattini o simboli non alfabetici consecutivi o lettere usate in modo improprio: un nome quale buon–càffe.it non è in genere consigliabile (come vedremo, un buon dominio deve essere facile da leggere);
  4. un nome di dominio con doppie lettere non necessarie o difficile da scomporre in sillabe: unome.it è, in genere, meglio di unnome.it, così come vinidignazio.com è generalmente preferibile a vinidiignazio.com.

Si tratta comunque di indicazioni generali che opportune strategie di comunicazione possono (e spesso devono) smentire o contraddire.

Come trovare un nome di dominio: fare mente locale

Come si fa, a questo punto a scegliere il dominio più adatto? Chiarito ciò che è meglio evitare fin dall’inizio, si suppone, di seguito, che la vostra idea sia quella di registrare un dominio per una vostra attività commerciale, per servizi che offrite e o anche solo per mostrare qualcosa di vostro (blog, fotografie, arte, ecc.).

Un buon punto di partenza potrebbe essere quella di fare mente locale su una lista di possibili nomi, e verificarli uno ad uno, in seguito, sfruttando il nostro servizio di verifica se un nome è libero (all’interno della pagina troverete direttamente il link per la registrazione del dominio con un hosting al prezzo più basso).

Opzione 1: nomi di dominio keyword rich

Se vi chiamate Mario Rossi ed avete in mente un sito per la vostra attività (ad esempio riparazione di dispositivi elettronici come cellulari o tablet), potreste partire da una lista di idee, frasi e nomi come quella che ho riportato di seguito.

elettronica mario rossi

riparazioni elettronica

riparazioni veloci

ripara il tuo telefono

Queste frasi seguono semplicemente l’intuito e non ci sono regole precise per determinarle: sono il punto di partenza, il “seme” da cui faremo nascere il nostro sito. Non ho seguito un criterio specifico per stilare questa lista, ma sono semplicemente andato a scrivere le prime cose che mi venivano in mente relative al mio settore di interesse: una tecnica che potrete usare anche voi e che, almeno per cominciare, andrà più che bene. Tale fase di brainstorming, in pratica, servirà a fare mente locale sui possibili nomi da “candidare”: non tutti i nomi saranno adatti, e molti ricadranno nelle casistiche che ho nettamente sconsigliato all’inizio (ed andranno quindi esclusi). Molta scrematura, insomma, andrà fatta già a partire da qui, assumendo inoltre un’ulteriore possibilità: legare il nome del dominio direttamente alle ricerche che secondo voi porteranno al vostro sito. Una tecnica SEO un po’ più avanzata – e certamente funzionale in molti casi, ma che deve essere anche qui ben pesata dall’esperienza e dalla valutazione delle opportunità.

Come successivo passo, quindi, scriviamo una lista di almeno 10 o 15 termini che ci sembrano adatti a comporre in tutto o in parte il nome di dominio da registrare; se non ci vengono idee, scriviamo ancora prima una lista di parole chiave legate alla nostra attività, oppure inventiamoci un nome che rappresenti ad esempio un acronimo, una sigla oppure un nome simpatico o accattivante. A volte, poi, le migliori parole chiave che potreste pensare di inserire nel vostro dominio sono, anche se non sempre, legate alle parole che le persone cercano per trovare il servizio o il negozio online che state aprendo.

Opzione 2: nomi di dominio brandizzati

Abbiamo visto che una prima possibilità per registrare il nostro nome di dominio è legata direttamente a termini, parole o frasi tipiche del nostro settore; ma non è l’unica strada che è possibile percorrere. In effetti esiste seconda opportunità che si lega al dominio cosiddetto brandizzato, cioè legato al brand o ad una parola inventata o legata in seguito al contesto. In pratica con il dominio brandizzato stiamo cercando di creare un qualcosa di nuovo, possibilmente utile o innovativo, o vorremmo che il pubblico ci ricordasse per quel nome. Esattamente ciò che hanno fatto i colossi dell’informatica globalizzata con Google.it, Facebook.com e così via. La scelta di un nome brandizzato è soggetta a regole di marketing che vanno molto al di là dello scopo di questo articolo, e che non tratteremo estesamente in questa sede.

Basti sapere, per i nostri obiettivi, che un nome di dominio brandizzato dovrà essere anch’esso facile da ricordare, facile da digitale, privo di caratteri non strettamente necessari e non troppo lungo.

I passaggi da seguire in entrambi i casi (domini keyword rich e domini brandizzati) sono i seguenti, riassumendo: si scrive una lista di parole chiave inerenti l’attività, come secondo passaggio si passa poi ad una lista di idee di possibili nomi di dominio legati alle parole chiave,  per poi filtrare la lista precedente ed ottenere la lista di possibili nomi di dominio.

Criteri consigliati per un buon nome di dominio

Quando scrivete il nome di dominio che vorreste registrare, e volete fare in modo che sia realmente efficace per il vostro pubblico, le regole generali sono solitamente le seguenti:

  1. il nome di dominio dovrebbe essere non troppo lungo, idealmente di 4-5 lettere, e non più di 20-25; i nomi brevi sono, in genere, da preferire a quelli lunghi per quanto premesso in precedenza;
  2. il nome di dominio dovrà essere facile da ricordare per gli utenti, in modo da favorire da subito il passaparola ed eventuali campagne di promozione che ne potremmo fare in futuro; questo punto, in particolare, è molto delicato, perchè bisognerebbe evitare accostamenti impropri tra lettere che rendano il dominio difficile da ricordare, ad esempio: vinidiignazio.it oppure vinidignazio.it come accennato all’inizio;
  3. il nome di dominio deve essere, inoltre, facile da pronunciare (e quindi da ricordare) per gli utenti, in modo da favorirne la diffusione mediante il classico passa-parola;
  4. il nome di dominio può essere in generale brandizzato (cioè basato su una parola originale o sul nome secco dell’azienda, che è la scelta che preferisco, oppure  contenente una o massimo due parole chiave pertinenti per l’attività);
  5. se possibile, il nome di dominio non dovrebbe contenere numeri (a meno che non sia strettamente richiesto) nè simboli non alfabetici come underscore (_) o trattini.

Ricordatevi, quando registrate un dominio, che non dovreste mai registrare nomi di marchi registrati, brevetti o brand che non vi appartengono: potreste avere problemi legali o perdere il controllo del dominio in seguito. L’acquisto di un dominio formalmente è una cessione temporanea del nome da parte dell’ente preposto alla registrazione (NIC), e che tale registrazione deve essere rinnovata anno dopo anno, come se fosse un “noleggio” o un “affitto”, al fine di mantenere la proprietà del dominio stesso.

Domini con mispelling

A proposito della registrazione dei nuovi domini, esiste una specifica strategia che punta i cosiddetti mispelling, cioè gli errori voluti di ortografia o più in generale digitazione di un nome: in questo modo, i domini tendono ad assumere un certo tipo di valore sul mercato, e si prestano quindi ad essere sfruttati per ricevere visite in modo naturale. Normalmente, comunque, tale attività è considerata in termini sospetti e molto spesso i grossi marchi e le aziende non consentono a terzi la registrazione di mispelling del proprio brand. Esempi concreti di mispelling nei domini potrebbero essere feisbuc.com, tuitter.com, goolge.com e così via.

I mispelling possono essere utili per campagne di marketing non convenzionale o a basso costo, ma in genere non è all’ordine del giorno farne uso.

Come registrare un dominio: le estensioni (TLD)

Il formato generico di un dominio (di secondo livello, come spesso vengono chiamati) è del tipo:

nomescelto.estensione

Quello che vi serve a questo punto, una volta stabilito il nome di dominio che desiderate registrare, è un provider di domini ed hosting presso il quale registrare almeno il nome che vi interessa. In alcuni casi, infatti, è obbligatorio registrare sia dominio che hosting; in altri, come nel caso seguente, basta registrare anche soltanto uno o più nomi (ripeto, va fatto per almeno un anno). Per registrare un dominio con estensione basta rivolgersi ad uno dei tantissimi rivenditori di web hosting sul mercato, ad esempio questi.

Quando registriamo un nome, avremo quindi più estensioni (tecnicamente detti domini di primo livello o TLD, acronimo in inglese per Top Level Domains) a disposizione: tali estensioni servono a caratterizzare il nome in sè, ed ognuna di esse fa riferimento ad un certo NIC che si occupa della loro registrazione. Ci sono estensioni di dominio che permettono di registrare solo un dominio di primo livello (ad esempio il NIC dei domini .com o .net), mentre ce ne sono altre che permettono anche di registrare pure il secondo livello (per cui avremo domini non solo .it, ma anche .roma.it). La scelta dell’estensione è molto flessibile, dunque, per cui potremo scegliere nella massima tranquillità il nome che desideriamo ed associarlo alla prima estensione che troveremo disponibile.

Orientarsi tra i possibili nomi di dominio

Di solito, come abbiamo scritto anche prima, i domini che si registrano possono essere di due tipi:

  1. i domini keyword-oriented o keyword-rich, che sono quelli che puntano una parola chiave specifica (a volte anche più di una); per parola chiave intendiamo, in questo contesto, una ricerca specifica effettuata da un utente. Questo genere di domini possono essere molto potenti lato SEO, in quanto facilitano il posizionamento del sito che realizzerete sotto quel dominio per la chiave di ricerca indicata. Tale situazione è detta spesso Exact Match Domain, è a volte oggetto di penalizzazioni da parte di Google ma è stata comunque ampiamente sfruttata negli scorsi anni, ed in certi casi anche oggi, durante le campagna di promozione sui motori di ricerca. Come controindicazione ulteriore, questo genere di domini sono spesso contro-intuitivi, difficili da ricordare o da pronunciare e non sono quindi sempre ideali per la registrazione.
  2. i domini brandizzati, che sono quelli che contengono il nome di un marchio, una parola originale o una parola inventata per l’occasione. Questi domini sono a mio avviso più flessibili dei precedenti in quanto non ci vincolano a considerare una singola parola chiave e legarla per sempre al dominio stesso. In questo caso, infatti, è possibile sfruttare il fatto che si tratta di un nome inedito, e fare in modo di costruire progressivamente la propria fama in base alla sua originalità di fondo.

In genere quindi, dobbiamo stabilire se il dominio che vogliamo è keyword rich oppure brandizzato, e successivamente possiamo iniziare a valutare un po’ di opzioni:

  1. stabilire se il dominio debba essere “secco” (una sola parola, preferibile nel 90% dei casi), oppure composto da una sequenza di esse (due parole, bene non superare le tre);
  2. non ultimo, bisognerà decidere che tipo di estensione attribuire, e ce ne sono di due tipi: un’estensione classica come .it (la più ambita per gli italiani, ovviamente), una .com, .org, .net., .info (che di solito costano meno, anche se non sempre) oppure se vogliamo ripiegare sui nuovi TLD (.web, .agency e così via). Le estensioni più popolari sono state oggetto di un ciclo di post tematici che potete trovare nella Guida ai TLD dei domini di questo sito, in cui trovate oltre 100 tra i TLD più famosi.

Nella mia esperienza, i nomi brandizzati funzionano meglio per una serie di ragioni (mi sembrano più flessibili e si adattano facilmente a più usi diversi, cosa che i keyword rich permettono meno agevolmente), nonostante quelli di tipo keyword rich consentano di sfruttare una caratteristica SEO molto abusata quale EMD (Exact Match Domain).

Cos’è EMD (Exact Match Domain)?

EMD rappresenta una delle tecniche di SEO più utilizzate negli ultimi anni, ma risiede in una zona “grigia” se vogliamo: si è visto infatti che in molti casi Google tende a privilegiare i domini che contengano direttamente la ricerca all’interno del nome di dominio, e tutto questo spesso senza ricorrere a tecniche di altro genere come link building ed ottimizzazione interna.

Si tratta di quelle tecniche borderline che funzionano un po’ fino a prova contraria: Google potrebbe considerare un abuso quello che state facendo, e non far rientrare nei risultati di ricerca il vostro sito web, penalizzarlo o non mostrarlo in prima posizione. All’atto pratico, pero’, molte pagine web si posizionano al volo sfruttando questa tecnica, ammesso di avere un sito minimalmente valido, scansionabile dai motori e con un minimo di contenuti originali. I domini EMD stanno diminuendo anno dopo anno, e sono spesso oggetto di compra-vendite a prezzi esorbitanti sul mercato dei domini.

Nella pratica, se il nostro settore è inerente ad esempio l’hosting web, proveremo a registrare direttamente hostingweb.est, ed addirittura sue varianti dirette contenenti tipicamente trattini (hosting-web.est). Questi domini pero’ sono raramente liberi, e se ne trovate qualcuno che vi interessa consideratelo un vero colpo di fortuna dato che, nella norma, nell’ambito registrazione domini c’è un mercato che vive di speculazioni (spesso illecite) e noto come cybersquatting.

Possibili problemi nella scelta del nome di dominio

Non è facile scegliere il nome di dominio, in altri termini, perchè troviamo occupato quello che ci piacerebbe; a quel punto possiamo semplicemente sceglierne un altro oppure, se riteniamo che il dominio debba esserci restituito, possiamo rivolgerci ad aziende che si occupano di controversie e recupero domini in queste situazioni (un esempio è il Centro Risoluzione Dispute Domini). Molti casi di recupero di domini vengono risolti con successo ricorrendo alla consulenza di avvocati, per quanto non ci siano regole valide in tutti i casi.

Quali nomi sono preferibili per un dominio?

Si passa, a questo punto, a scremare la lista eliminando i nomi che sono apparentemente più difficili da ricordare (questoèunnomedifficiledaricordarevero.it), troppo lunghi oppure che presentino ambiguità nella scrittura.

In altri termini, il nome di dominio ideale deve presentare almeno tre di queste cinque caratteristiche:

  1. sia facile da ricordare (questo è un punto essenziale, forse il più importante di tutti);
  2. non sia troppo lungo;
  3. se possibile, non presenti caratteri diversi da quelli alfabetici o numerici;
  4. evochi un qualcosa che sia distinguibile dalla concorrenza;
  5. sia coerente con l’argomento del sito e/o con lo scopo del servizio.

Cercando con un po’ di pazienza (e fortuna), troverete anche classi di domini particolari che, ad esempio:

Per quanto riguarda la scelta dell’estensione o TLD, c’è davvero l’imbarazzo della scelta: ci sono dominio tradizionali (.com), geografici (.it), specializzati su una città italiana o su una provincia (esempio: .cs.it) e le potenzialmente infinite nuove estensioni. Il vero problema, quindi, è la determinazione del nome che ci piace, e subito dopo passeremo alla scelta dell’estensione sulla base di ciò che troveremo libero.

Registrare un dominio “brandizzabile”

È importante quindi, nella scelta del nome, rispettare tutti i seguenti sei punti:

  1. non scegliere nomi che potrebbero richiamare altri brand (anche vagamente), oppure indurre confusione nel visitatore;
  2. evitare di sfruttare, se possibile, numeri, caratteri speciali come trattini e simboli non alfabetici nel nome. Alcuni di essi non saranno comunque ammissibili nel nome, anche se è possibile ad esempio sfruttare i caratteri accentati;
  3. scegliere se possibile (per attività localizzate in Italia, ovviamente) un dominio con estensione .it;
  4. cercare di scegliere un nome più breve possibile;
  5. scegliere un nome che sia quanto più possibile originale, creativo e facile da ricordare;
  6. scegliere un nome che sia anche facile da ricordare (nomediretto.it piuttosto che unnome23piùdifficile.it);

Lunghezza del nome, corrispondenza secca o parziale con una chiave di ricerca, età del dominio/sito

La scelta del nome del vostro sito, o – per estensione – il cambio del nome allo scopo di ottenere benefici SEO, potrebbe essere valutato come ho descritto in questo articolo. La valutazione nello specifico, che affronteremo adesso, riguarda la lunghezza del nome, il matching esatto con una keyword, l’età del sito.

L’età del dominio è certamente uno degli aspetti più importanti che dovrebbero essere valutati. Come suggerito in un articolo di SEOmoz a riguardo, sarebbe preferibile registrare il nome di dominio per almeno un paio d’anni anche se questo potrebbe svuotare il vostro portafoglio. In realtà la registrazione puo’ essere anche rinnovata in automatico, ma registrare un sito – o rinnovare in anticipo le iscrizioni – per diversi anni aiuterà a consolidare la fama dello stesso. In linea di massima è lecito supporre che abbia più valore un dominio vecchio che uno recente, da considerarsi assieme al fatto che Google tende a favorire nelle prima posizioni gli URL recenti di domini consolidati.

Le prima volte che postavo su questo blog venivo praticamente ignorato dalla SERP, mentre postando il mio link su ZicZac o simili (domini evidentemente molto solidi e “vecchi”) arrivavo rapidamente nelle prime posizioni della SERP. Questa mi sembra un’osservazione interessante per future considerazioni sull’ottimizzazione dei motori di ricerca, oltre che un suggerimento per tutti i lettori.

La lunghezza del nome è un’altro aspetto molto importante, poichè sia utenti che motori di ricerca sembrano preferire nomi brevi a denominazioni eccessivamente lunghe. Questo vale in media (non sempre, quindi) perchè i domini che hanno corrispondenza esatta con una keyphrase molto richiesta è più probabile che si riscontrino su domini brevi che lunghi. Tuttavia sembra che i migliori domini siano già stati occupati da tempo, e difficilmente vi verranno mollati (a meno di un colpo di fortuna su backorder di domini Wix.it).

Il discorso dovrebbe a questo punto estendersi nelle seguenti considerazioni, lasciando ovviamente a voi la scelta finale:

  • valutare le estensioni di dominio e la loro “fiducia” (trust), oltre all’importanza dei backlink da risorse valide;
  • valutare che alcune estensioni (IT e COM) sembrano preferibili rispetto ad altre (NET, ME, …);
  • estensioni domini, trust e posizione parole chiave nella pagina.

Siamo arrivati alla fine di questa guida: ricordo che è anche disponibile un tool di ricerca dei domain hack, ovvero le varianti di dominio che contengano un TLD al proprio interno (esempio: youtu.be): è molto comodo provare ad usare uno strumento del genere per cercare il nome di dominio da registrare in pochi click. Un nome di dominio davvero originale, a volte, passa anche da valutazioni non convenzionali mediante tool del genere. Per maggiori informazioni sull’argomento domain hack leggi qui.

Scegliere un hosting per il tuo dominio

Siamo arrivati alla fine di questo articolo: una volta scelto il tuo nome di dominio, dovrai decidere su quale hosting registrarlo.

Un buon punto di partenza per proseguire nel tuo cammino è l’articolo seguente.

Come scegliere bene il tuo hosting

Photo by Akshay Hallur

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