Come muoversi sul mercato dei domini

Come muoversi sul mercato dei domini

Con questo nuovo articolo mi piacerebbe entrare nel merito ed approfondire un po’ un mercato, quello dei domini su internet, che da sempre ha affascinato me e molti altri appassionati di web ed imprenditori; ogni anno vengono registrate transazioni finanziarie anche molto elevate legati ai domini internet più popolari, e si è diffusa da molti anni la figura del broker di domini, che cerca di procurarsi i nomi più appetibili (come potrebbero esserlo prenotazioni.it oppure sex.com) per poi rivenderlo al prezzo ritenuto più opportuno. Il business legato alla compra-vendita dei domini può avvenire, di norma, a quattro livelli diversi, ed affronta svariate problematiche legate alla registrazione, al “passaggio di proprietà” ed alla valutazione delle attività SEO che si possono potenzialmente compiere mediante essi. Per la cronaca, chi compra domini in questi termini non sta semplicemente registrando un nome di dominio: sta acquistando un nome particolarmente appetibile già registrato da altri che, di fatto, glielo sta cedendo ad un certo corrispettivo monetario.

Il mercato dei domini è particolarmente fervido per alcune tipologie di nomi (detti domini premium), ma conosce anche una discreta diffusione “in piccolo” per domini “minori” comunque interessanti.

Come si compra un dominio “di valore”?

Il presente articolo cerca di rispondere a questa interessante domanda, dunque!

I modi principali per comprare un dominio in questo contesto sono i seguenti quattro:

  1. via trattativa diretta tra venditore e compratore del dominio; in questi casi il contatto può essere avvenuto via email, via forum, via annuncio sul web e così via; è raro, tuttavia, che in questi casi si riesca
  2. mediante aste di domini, come ad esempio quella presente nel sito di GoDaddy;
  3. via trattativa indiretta, ovvero mediante marketplace che fa da intermediario tra compratore e venditore; in questi casi i costi possono essere leggermente superiori al caso 1 perchè in questo caso il “mercante” (cioè il sito che fa da intermediario) è solito trattenere una commissione in % sulla vendita;
  4. ancora, mediante formule di vendita “intermedie”, come quella proposta da Undeveloped di cui abbiamo parlato un po’ di tempo fa.

Non esiste un metodo migliore di un altro, perchè il più delle volte dipende da quello che si cerca (e non sempre è facile cercare domini del genere su Google, come vedremo), e da dove ci porta il mercato a seconda del settore per cui stiamo cercando un dominio valido. Quello della compravendita dei domini è, nell’opinione di molti, un business di dimensioni colossali, in grado di portare ad un fatturato enorme solo per il fatto di aver saputo proporre sul mercato il nome giusto. Un mercato che, a mio avviso, è anche leggermente sopravvalutato ed è rivolto preferibilmente a chi sappia e conosca almeno un minimo esperto di SEO ed UX, capace pertanto di fruttare molto solo a pochi: per questo, non illudiamoci di poter costruire dal nulla rendite milionarie senza un minimo di impegno.

Alcuni siti di riferimento per la compra-vendita di domini

Ecco alcuni tra i principali siti di riferimento per l’acquisto di domini scaduti, usati o premium da comprare “di seconda mano”, a prezzi variabili:

  1. domini scaduti da poco con estensione .it, il servizio che propongo mediante questo sito;
  2. compra-vendita domini di Alverde.net;
  3. aste di domini GoDaddy;
  4. Sedo (uno dei servizi più vecchi)
  5. ExpiredDomains.net
  6. SiteMarket.it
  7. Undeveloped.com

Le modalità dei vari servizi sono leggermente diverse tra loro, ma la sostanza rimane la stessa: l’idea è sempre quella di mettere in vendita (se vogliamo vendere un nostro dominio con un buon nome) oppure comprare (se siamo ad esempio dei SEO coinvolti nella realizzazione di una campagna) il dominio migliore per le nostre esigenze.

Criteri generali per definire un dominio che sia … un affare!

Tra i siti web al centro di business di compravendita domini più corposi, ricordo brevemente:

  1. sex.com, al centro di numerose controversie legali negli ultimi anni, e detenuto attualmente dalla Clover Holdings LTD, venduto nel 2010 per ben 13 milioni di dollari (fonte);
  2. vacationrentals.com, venduto all’asta a 32 milioni di dollari;
  3. insure.com, venduto a 13 milioni di dollari;
  4. hotels.com, venduto nel 2001 a 11 milioni di dollari ed il cui prezzo più recente non è neanche noto (fonte).

Questo piccolo campione serve anche a darci un’idea di quelle che potrebbero essere le caratteristiche di un dominio appetibile commercialmente rispetto alla concorrenza; la maggioranza di chi prova a vendere domini in questi termini, cerca di individuare domini internet che siano, infatti:

  1. possibilmente a chiave secca (chiave.it, parola.com, …);
  2. privi di trattini, numeri e simboli non alfabetici;
  3. contenenti un riferimento esplicito ad una realtà di mercato o ad un settore commerciale o ad un qualcosa che abbia un mercato (altrimenti resterebbe come cosa fine a se stessa, in qualche modo);
  4. dal nome più brevi possibili (cosiddetti LLLL.it o domini premium).

Mispelling (errori di ortografia) di dominio

Il mercato dei mispelling è a suo modo bizzarro, perchè determinato da una circostanza che capita molto spesso sul web: molti utenti digitano male alcune parole durante le ricerche su Google o di siti web diretti, e questo viene sfruttato in maniera diretta. Se un mispelling comune è considerato ad esempio feisbuc per il celebre Facebook Inc., l’idea potrebbe essere quella di registrare direttamente quel mispelling come nome di dominio, perchè in questo caso ci arriverebbero le visite di tutti coloro che sbagliano a scriverlo (e, almeno in linea di massima, Google tende a portare pure almeno un minimo di questi utenti che sbagliano). Dobbiamo dedurne che chi compra il nome di dominio mispelled più famoso del momento faccia soldi in automatico? Se rispetta le regole degli inserzionisti ed usa un minimo di buonsenso secondo la mia esperienza qualcosa potrebbe guadagnarla, poi sta tutto ai contesti singoli ed al fatto che, come al solito, ci sia un’effettiva libertà di fare uso di quella parola mispelled senza violare brevetti, brand altrui o diritti d’autore vari.

Al di là di tutto, questa pratica a mio avviso resta molto da ridimensionare per una serie di ragioni:

  1. Google tende in automatico a correggere i mispelling in modo sempre più efficace (provate a cercare feisbuc su Google, per capirci), anno dopo anno, per cui molte visite che sarebbero arrivate per errore anni fa non vi potrebbero arrivare più;
  2. molto spesso gli usi impropri di mispelling di brand (eppol al posto di Apple, ad esempio) non sono autorizzati e visti di buon occhio dai brand stessi, che potrebbero causarvi problemi legali.

Nonostante questo, ci sono discreti margini di operatività per l’acquisto di mispelled domain names, e questo si riflette soprattutto per i settori di mercato più competitivi e per le ricerche secche più comuni.

Per inciso, ecco cosa suggerisce Google se cerchiamo “eppol“.

Altre opportunità di business coi domini: domain parking

La pratica del parcheggio dei domini o domain parking – che ho descritto tecnicamente qui – consiste nell’acquistare un nome di dominio appetibile e, in attesa magari di rivenderlo a nostra volta, di inserirvi degli annunci pubblicitari. In base al numero di visite che quel dominio farà in modo spontaneo, dunque, potremmo facilmente guadagnarci. Anche qui si tratta di una pratica da ridimensionare, anche perchè molti programmi di affiliazione vietano esplicitamente l’uso di annunci in caso di mispelling, ed in generale è sempre opportuno fornire un qualche valore aggiunto al sito prima di metterci dentro degli annunci (il rischio è che l’inserzionista che paga per l’annuncio contesti ad Adsense, o chi per lui, il pagamento e rivoglia i soldi indietro).

Facciamo attenzione, quindi, ma ricordiamoci comunque che quest’altra possibilità esiste.

Conclusioni e procedura generale per l’acquisto

Siamo arrivati alla fine del nostro articolo, e credo che potremmo lasciarci con un paio di suggerimenti generali;

  1. scegliamo sempre con cura la tipologia di dominio da comprare, ricordandoci che per il dominio che acquistiamo devono valere le stesse “regole” valide quando acquistiamo un dominio ordinario: deve essere breve, compatto, facile da ricordare e facile da pronunciare, altrimenti l’intera operazione rischia di essere fallimentare;
  2. valutiamo sempre più possibilità: forum, siti dedicati, pagine che pubblicano domini scaduti, servizi in abbonamento e così via; ricordiamoci poi che se ci interessa un dominio magari inutilizzato che sta per scadere, possiamo tenere a mente la data di scadenza scoprendola con un servizio apposito;
  3. (nota a margine) se il dominio da acquistare è il nostro ed è scaduto per nostra dimenticanza, potremmo ancora fare in tempo a recuperarlo;
  4. salvo casi eccezionali (o budget a disposizione considerevoli), diffidiamo se possibile dalle offerte che sembrano spropositate.
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