Domini scaduti: tutto quello che c’è da sapere

Domini scaduti: tutto quello che c’è da sapere

Con questo articolo vorrei entrare nel merito ed approfondire un po’ un mercato, quello dei domini su internet, che da sempre ha affascinato me e molti altri appassionati di web ed imprenditori; ogni anno, infatti, vengono registrate transazioni finanziarie anche molto elevate legati ai domini internet più popolari, e si è diffusa da molti anni addirittura la figura del broker di domini, che cerca di procurarsi i nomi più appetibili (come potrebbero esserlo prenotazioni.it oppure sex.com) per poi rivenderlo al prezzo ritenuto più opportuno (attuando in certi casi una vera e propria speculazione, per inciso).

Indice

Introduzione

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Il business legato alla compra-vendita dei domini può avvenire, di norma, a vari livelli, ed affronta svariate problematiche legate alla registrazione, al “passaggio di proprietà” ed alla valutazione delle attività SEO che si possono potenzialmente compiere mediante essi. Per la cronaca, chi compra domini in questi termini non sta semplicemente registrando un nome di dominio: sta acquistando un nome particolarmente appetibile, sfruttabile commercialmente ma già registrato da altri che, di fatto, glielo sta cedendo ad un certo corrispettivo. In altri casi, come vedremo, si paga soltanto il noleggio del dominio all’ICANN, ed è il caso che cercheremo di considerare in questa sede.

Partiamo dalle basi, soprattutto perchè ho l’impressione che a molti non sia troppo chiaro il mercato dei domini in generale.

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Perchè i domini scadono?

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Ogni dominio su internet possiede un proprio “ciclo vitale”: nasce quando lo registriamo la prima volta, attraversa vari compleanni che corrispondono con date entro le quali effettuare il rinnovo e muore, come tutte le cose, non appena non viene più rinnovato. I domini internet scadono, e le date di scadenza sono pubbliche. Per maggiori informazioni potete sfruttare uno degli strumenti che offriamo su Trovalost.it.

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Perchè mi potrebbe interessare un dominio scaduto?

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Abbiamo chiarito perchè i domini scadono, ma le motivazioni dietro l’acquisto di un dominio scaduto abbandonato o non più curato da altri non sono ovvie. Diciamo che, in prima istanza, comprare un dominio scaduto potrebbe implicare una serie di vantaggi “ereditati”, ovvero:

  • se su quel dominio è stata fatta attività SEO, erediteremmo tutti (o almeno in parte) i vantaggi in termini di posizionamento che quel dominio aveva;
  • se quel dominio scaduto riceveva un certo quantitativo traffico a tema, potremmo dirottarlo su una pagina equivalente del nostro sito;
  • se il nome è commercialmente sfruttabile, ed abbiamo i diritti per fare questa operazione, potremmo calamitare l’interesse di molti nuovi clienti.

Comprare un dominio scaduti, ammesso che ce ne siano le condizioni economiche e fattuali, equivale ad ereditare backlink e popolarità dello stesso, anche a costo di fare un redirect 301 permanente su un nostro sito web. Una tecnica che, beninteso, spesso rimane solo teoria: non sempre ci sono le condizioni per fare buoni acquisti di domini scaduti, e spessissimo i vantaggi che ne derivano dal farlo sono molto contenuti. Questo avviene perchè la pratica è molto sfruttata, c’è molta concorrenza, in molti casi i domini migliori non diventano mai scaduti ed acquistabili e c’è moltissima speculazione in merito: molte agenzie di broker di domini acquistano domini scaduti in anticipo, e li lasciano parcheggiati con l’idea di rivenderli a prezzo maggiorato.

Chiaro che, in questi termini, si tratta di una pratica bordeline – su cui pero’ vale la pena investire almeno un po’ del proprio tempo.

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Cosa si intende i domini premium?

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Il mercato dei domini è particolarmente fervido per alcune tipologie di nomi (detti domini premium), che sono domini internet di riconosciuto ed universale valore: come casi del tutto ipotetici, riporto un paio di domini premium che sono facilmente identificabili, giusto per farvi capire meglio (premesso che non sono sul mercato che io sappia, e che difficilmente lo saranno in futuro).

  • hosting.it per il mercato dei web hosting;
  • domini.it per quello dei domini internet;
  • cloud.it per il mercato cloud;
  • email.it per i servizi di posta elettronica;

La lista potrebbe continuare, ovviamente, ma mi fermo qui per non farla troppo lunga: spero che l’idea giusta sia passata, a questo punto.

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Siti di riferimento per la compra-vendita di domini

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Il mercato dei domini scaduti è molto fervido, e le opportunità non sono poche (e non riguardano solo i domini premium, naturalmente!).

Ecco alcuni tra i principali siti di riferimento per l’acquisto di domini scaduti, usati o premium da comprare “di seconda mano”, a prezzi variabili:

  1. domini scaduti recentemente con estensione .it, il servizio che propongo mediante questo sito;
  2. compra-vendita domini di Alverde.net;
  3. aste di domini GoDaddy;
  4. Sedo (uno dei servizi più vecchi)
  5. ExpiredDomains.net
  6. SiteMarket.it
  7. Undeveloped.com

Le modalità dei vari servizi sono leggermente diverse tra loro, ma la sostanza rimane la stessa: l’idea è sempre quella di mettere in vendita (se vogliamo vendere un nostro dominio con un buon nome) oppure comprare (se siamo ad esempio dei SEO coinvolti nella realizzazione di una campagna) il dominio migliore per le nostre esigenze.

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Come si compra un dominio “di valore”?

Il presente articolo cerca di rispondere a questa interessante domanda, dunque!

I modi principali per comprare un dominio in questo contesto sono i seguenti quattro:

  1. via trattativa diretta tra venditore e compratore del dominio; in questi casi il contatto può essere avvenuto via email, via forum, via annuncio sul web e così via; è raro, tuttavia, che in questi casi si riesca
  2. mediante aste di domini, come ad esempio quella presente nel sito di GoDaddy;
  3. via trattativa indiretta, ovvero mediante marketplace che fa da intermediario tra compratore e venditore; in questi casi i costi possono essere leggermente superiori al caso 1 perchè in questo caso il “mercante” (cioè il sito che fa da intermediario) è solito trattenere una commissione in % sulla vendita;
  4. ancora, mediante formule di vendita “intermedie”, come quella proposta da Undeveloped di cui abbiamo parlato un po’ di tempo fa.

Non esiste un metodo migliore di un altro, perchè il più delle volte dipende da quello che si cerca (e non sempre è facile cercare domini del genere su Google, come vedremo), e da dove ci porta il mercato a seconda del settore per cui stiamo cercando un dominio valido. Quello della compravendita dei domini è, nell’opinione di molti, un business di dimensioni colossali, in grado di portare ad un fatturato enorme solo per il fatto di aver saputo proporre sul mercato il nome giusto. Un mercato che, a mio avviso, è anche leggermente sopravvalutato ed è rivolto preferibilmente a chi sappia e conosca almeno un minimo esperto di SEO ed UX, capace pertanto di fruttare molto solo a pochi: per questo, non illudiamoci di poter costruire dal nulla rendite milionarie senza un minimo di impegno.

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Criteri generali per definire un dominio che sia … un affare!

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Tra i siti web al centro di business di compravendita domini più corposi, ricordo brevemente:

  1. sex.com, al centro di numerose controversie legali negli ultimi anni, e detenuto attualmente dalla Clover Holdings LTD, venduto nel 2010 per ben 13 milioni di dollari (fonte);
  2. vacationrentals.com, venduto all’asta a 32 milioni di dollari;
  3. insure.com, venduto a 13 milioni di dollari;
  4. hotels.com, venduto nel 2001 a 11 milioni di dollari ed il cui prezzo più recente non è neanche noto (fonte).

Questo piccolo campione serve anche a darci un’idea di quelle che potrebbero essere le caratteristiche di un dominio appetibile commercialmente rispetto alla concorrenza; la maggioranza di chi prova a vendere domini in questi termini, cerca di individuare domini internet che siano, infatti:

  1. possibilmente a chiave secca (chiave.it, parola.com, …);
  2. privi di trattini, numeri e simboli non alfabetici;
  3. contenenti un riferimento esplicito ad una realtà di mercato o ad un settore commerciale o ad un qualcosa che abbia un mercato (altrimenti resterebbe come cosa fine a se stessa, in qualche modo);
  4. dal nome più brevi possibili (cosiddetti LLLL.it o domini premium).

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Mispelling (errori di ortografia) di dominio

Photo by SilentShutterPhotography

Il mercato dei mispelling è a suo modo bizzarro, perchè determinato da una circostanza che capita molto spesso sul web: molti utenti digitano male alcune parole durante le ricerche su Google o di siti web diretti, e questo viene sfruttato in maniera diretta. Se un mispelling comune è considerato ad esempio feisbuc per il celebre Facebook Inc., l’idea potrebbe essere quella di registrare direttamente quel mispelling come nome di dominio, perchè in questo caso ci arriverebbero le visite di tutti coloro che sbagliano a scriverlo (e, almeno in linea di massima, Google tende a portare pure almeno un minimo di questi utenti che sbagliano). Dobbiamo dedurne che chi compra il nome di dominio mispelled più famoso del momento faccia soldi in automatico? Se rispetta le regole degli inserzionisti ed usa un minimo di buonsenso secondo la mia esperienza qualcosa potrebbe guadagnarla, poi sta tutto ai contesti singoli ed al fatto che, come al solito, ci sia un’effettiva libertà di fare uso di quella parola mispelled senza violare brevetti, brand altrui o diritti d’autore vari.

Al di là di tutto, questa pratica a mio avviso resta molto da ridimensionare per una serie di ragioni:

  1. Google tende in automatico a correggere i mispelling in modo sempre più efficace (provate a cercare feisbuc su Google, per capirci), anno dopo anno, per cui molte visite che sarebbero arrivate per errore anni fa non vi potrebbero arrivare più;
  2. molto spesso gli usi impropri di mispelling di brand (eppol al posto di Apple, ad esempio) non sono autorizzati e visti di buon occhio dai brand stessi, che potrebbero causarvi problemi legali.

Nonostante questo, ci sono discreti margini di operatività per l’acquisto di mispelled domain names, e questo si riflette soprattutto per i settori di mercato più competitivi e per le ricerche secche più comuni.

Per inciso, ecco cosa suggerisce Google se cerchiamo “eppol“.

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Altre opportunità di business coi domini: domain parking

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La pratica del parcheggio dei domini o domain parking – che ho descritto tecnicamente qui – consiste nell’acquistare un nome di dominio appetibile e, in attesa magari di rivenderlo a nostra volta, di inserirvi degli annunci pubblicitari. In base al numero di visite che quel dominio farà in modo spontaneo, dunque, potremmo facilmente guadagnarci. Anche qui si tratta di una pratica da ridimensionare, anche perchè molti programmi di affiliazione vietano esplicitamente l’uso di annunci in caso di mispelling, ed in generale è sempre opportuno fornire un qualche valore aggiunto al sito prima di metterci dentro degli annunci (il rischio è che l’inserzionista che paga per l’annuncio contesti ad Adsense, o chi per lui, il pagamento e rivoglia i soldi indietro).

Facciamo attenzione, quindi, ma ricordiamoci comunque che quest’altra possibilità esiste.

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Esempio pratico di acquisto di dominio scaduto

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Poniamo di utilizzare il servizio del nostro sito per la ricerca di domini .it scaduti da poco: certo .it è un’estensione di dominio molto popolare, non è certamente l’unica disponibile – ma credo possa comunque interessare molti di noi, almeno qui in Italia.

  1. apriamo la pagina web di ricerca di domini scaduti, e proviamo a cercare una parola chiave che ci interessa posizionare: ad esempio che legata alla nostra attività, alla nostra azienda o al nostro settore;
  2. cerchiamo
  3. se non riusciamo a trovare nulla, riproviamo successivamente e salviamoci la pagina nei bookmark del nostro browser: ogni giorno centinaia di domini .it scadono, per cui l’opportunità giusta arriverà prima o poi;
  4. trovare un dominio che ci interessa, dobbiamo evidenziarlo e copiarlo in modo che resti salvato nel buffer del nostro browser, per poi cliccare su “Acquista” a fianco del nome (si aprirà in una nuova finestra);
  5. registriamoci su Tophost per effettuare l’acquisto, per poi indicare come dominio quello che avevamo copiato (attenzione, nel sito attuale di Tophost bisogna inserire il nome senza estensione .it, visto che quest’ultima va selezionata a parte);
  6. procediamo con la procedura guidata ed in pochi minuti avremo acquistato il dominio: spesa media circa 10 euro / anno!

Se avete un dispositivo Android, potete utilizzare in alternativa alla procedura descritta l’app ufficiale di Trovalost.it, che presenta una procedura di ricerca e registrazione dei domini su Tophost semplificata.

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Conclusioni e procedura generale per l’acquisto

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Siamo arrivati alla fine del nostro articolo, e credo che potremmo lasciarci con un paio di suggerimenti generali;

  1. scegliamo sempre con cura la tipologia di dominio da comprare, ricordandoci che per il dominio che acquistiamo devono valere le stesse “regole” valide quando acquistiamo un dominio ordinario: deve essere breve, compatto, facile da ricordare e facile da pronunciare, altrimenti l’intera operazione rischia di essere fallimentare;
  2. valutiamo sempre più possibilità: forum, siti dedicati, pagine che pubblicano domini scaduti, servizi in abbonamento e così via; ricordiamoci poi che se ci interessa un dominio magari inutilizzato che sta per scadere, possiamo tenere a mente la data di scadenza scoprendola con un servizio apposito;
  3. (nota a margine) se il dominio da acquistare è il nostro ed è scaduto per nostra dimenticanza, potremmo ancora fare in tempo a recuperarlo;
  4. salvo casi eccezionali (o budget a disposizione considerevoli), diffidiamo se possibile dalle offerte che sembrano spropositate.

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