Glossario

.htaccess Un file di testo che, su hosting Linux e con server Apache, permette di configurare il sito in termini di URL rewriting, redirect di vario tipo, ma anche di controllare i permessi di accesso al sito, proteggere file e cartelle riservati con password, bloccare indirizzi IP. Per approfondire si veda la guida alla configurazione di un file htaccess.

Active Server Pages (ASP). Nell’ambito dei siti web più evoluti le Active Server Pages (Pagine Server “Attive”, letteralmente) sono pagine dinamiche, ovvero che vengono generate sfruttando un linguaggio di programmazione che genera il markup HTML tipicamente interrogando i dati di un database. Un esempio tipico sono le pagine di un sito di notizie, che presenta ogni giorno news diverse (dinamiche) sfruttando sempre lo stesso schema di HTML. Si tratta di un tipo di pagine web che possono essere facilmente aggiornate e create, e che producono un enorme vantaggio sia agli amministratori del sito (che possono produrne in grande quantità con minimo sforzo, sfruttando CMS adeguati) sia agli utenti i quali, dal proprio punto di vista, continuano a vedere i contenuti come se fossero pagine normali. ASP – oltre ad essere il principale concorrente di PHP – è anche un linguaggio server-side che permette molto di più: leggere e scrivere fonti di dati esterne, database, flussi XML/RSS ed implementare web services.

Banda. Su questo termine è facile fare confusione in ambito hosting, in quanto il termine viene spesso usato impropriamente per indicare la quantità di traffico – cioè di dati, misurata in Giga o Tera- che un hosting web mette a disposizione ad ogni cliente. Nelle offerte di hosting, ad esempio, è un modo per misurare la quantità massima di traffico che può arrivare mensilmente al sito senza provocare sovraccarichi. Per quanto possa avere questo significato, più correttamente coinciderebbe con la larghezza di banda che un hosting mette a disposizione, ovvero la quantità di informazioni che possono transitare nell’unità di tempo e si misura in bit/sec (e suoi multipli, ancor più comunemente). Le misure di banda si esprimono quindi come dati/tempo, anche se è molto comune – a volte per scopi di marketing o per semplice ignoranza in materia – esprimere soltanto il numeratore di tale misura.

Client. Con riferimento all’architettura client-server, il client è l’entità (un browser, spesso) che invia le richieste ad un server (un sito, un servizio web, ecc.) ed è adibito a riceverne le risposte: su questo semplice (e ancora diffusissimo) concetto si basa il funzionamento di buona parte del WEB e, nello specifico, quello dei browser (probabilmente i client per eccellenza, assieme a quelli di posta elettronica) che richiedono – e ricevono – informazioni ad un sito web mediante il protocollo HTTP/HTTPS (nel caso della email essi sono IMAP, POP3 e SMTP).

Database. Detto anche “base di dati”, è l’archivio nel quale vengono memorizzate grosse quantità di informazioni, tipicamente in forma di tabelle accessibili per colonna mediante un server di database (ad esempio MySQL). In ambito web hosting vengono gestiti mediante appositi server che sono adibiti, a loro volta, a comunicare con i più comuni linguaggi server-side (PHP, ASP) con librerie ormai standard. Per motivi di sicurezza possono esistere protocolli di comunicazione che proteggono l’accesso dei dati da possibili intrusioni non autorizzate (SSL), mentre normalmente l’accesso – detto tecnicamente GRANT – alle tabelle è consentito soltanto previo inserimento di username e password. Software, CMS e blog come WordPress, Drupal, Joomla!, … richiedono un database per funzionare.

Downtime. Quantità complementare rispetto all’uptime: indica il periodo di inattività di un server nell’unità di tempo, ad esempio 2 giorni/anno di uptime.

DNS Domain Name System. Si dice spesso che il DNS (Domain Name System) è un servizio di directory distribuita: questo significa che offre un servizio delocalizzato – cioè “sparso” sulla rete WAN – utilizzato per la traduzione di nomi di host (miosito.com) in indirizzi IP (kkk.zzz.xxx.yyy). Se non ci fosse questa possibilità, di fatto, saremmo costretti ad accedere ad internet esclusivamente mediante indirizzi numerici da ricordare a memoria.

E-mail. Si tratta del sistema di messaggistica tra utenti più datato – e ancora utilizzato – tra i vari servizi internet: esso permette di comunicare con altri utenti inviando le proprie comunicazioni (testo, video, immagini, allegati), sfruttando sia interfacce web (Gmail, Outlook, Yahoo, …) che client di posta. Nonostante la sua diffusione molto ampia, è un sistema abbastanza insicuro, e questo sia perchè le sue intestazioni sono tipicamente in chiaro e intercettabili (almeno se non c’è HTTPS ben configurato) e sia perchè non c’è modo di risalire con certezza all’identità del mittente (es. posso facilmente spacciarmi per chi voglio, quantomeno in assenza di certificati). Per quanto molte cose siano migliorate negli ultimi anni, su questi due principi si fondano i numerosi casi di phishing e truffe online.

FTP (File Transfer Protocol). È il protocollo di trasferimento file per gli hosting che permette, tra le altre cose, di usufruire di una maggiore velocità rispetto al corrispettivo per le pagine web. Tipicamente viene utilizzato in fase di installazione o trasferimento di un sito web per copiare rapidamente i file del CMS all’interno della root del nostro spazio web. Per un esempio pratico di uso di FTP, puoi leggere una di queste guide.

Hosting (web hosting). Si tratta del servizio informatico offerto mediante internet, in forma sia commerciale che gratuita, che permette l’esistenza dei molteplici siti che consultiamo quotidianamente. Un host ha il compito, in particolare, di alloggiare (lett. “ospitare”) le pagine web che vengono usate dai CMS e dai webmaster per le proprie attività quotidiane. Solitamente l’hosting si occupa di ospitare sia i file che il database di ogni sito, e questo con architetture e modalità di funzionamento descritte su questa pagina.

Housing / Co-location. Una tipologia di hosting che si attua qualora le macchine dello stesso siano alloggiate fisicamente all’interno di facilities del provider di hosting.

Log. Il tracciamento delle attività di un web server, ad esempio, utilizzato per scopi di manutenzione e sicurezza, a volte con determinati riscontri in termini di privacy (ad es. se loggo tutte le attività di un sito è facile risalire ad informazioni personali trasmesse dai vari client).

Microsoft SQL Server. Il database di Microsoft, che richiede un server Windows per funzionare.

MySQL. Il database più diffuso per i più comuni siti web, che richiede un server Linux o Windows per funzionare.

Overselling. Si tratta di una tecnica di marketing che fa in modo di allocare un maggior numero di risorse di quelle effettivamente disponibili, basandosi sull’ipotesi statistica che non tutti i clienti accederanno a quelle risorse contemporaneamente. È quello che permette, per intenderci, ad alcuni rivenditori di proporci delle offerte commerciale con le diciture “spazio web illimitato”, “banda illimitata” e via dicendo.

Perl. Linguaggio di programmazione ad alto livello, dinamico, procedurale e interpretato, usato anche sul web e che eredita caratteristiche di C, shell Unix (sh) e molti linguaggi funzionali.

PHP. Linguaggio server side, utilizzato dai webmaster per fornire pagine dinamiche, che eredita da C alcune delle sue caratteristiche. Per estensione è il core che supporta, a livello software, il funzionamento dei CMS più diffusi in rete come Joomla!, WordPress e Drupal.

PostgreSQL. Il database più diffuso per i più comuni siti web dopo MySQL, che richiede un server Linux o Windows per funzionare.

Reseller (hosting reseller). Un rivenditore di hosting per conto terzi: moltissimi provider diffusi sulla rete fanno uso di quella che potremmo definire una comunissima formula commerciale: acquistano uno spazio web ben fornito (anche se non sempre troppo performante) e lo rivendono a vari webmaster. È piuttosto comune in questi casi che non venga specificato chiaramente che si tratta di reselling, ma per le offerte ultra-low cost è sostanzialmente la prassi. Vedi anche il problema dell’overselling lamentato da vari utenti…

Server. Con riferimento all’architettura client-server, il server è l’entità che riceve delle richieste da uno o più client, ed è adibito a inviarne le risposte: su questo semplice e ancora diffusissimo concetto si basa il funzionamento del WEB e, nello specifico, quello degli hosting web (i server per eccellenza) che richiedono – e ricevono – informazioni ad un sito web mediante il protocollo HTTP (nel caso della email essi sono IMAP, POP3 e SMTP).

Traffico. Fa riferimento al numero di visitatori/impressioni, e si misura rispetto ad un sito web (ad esempio mediante Google Analytics). In termini più precisi coincide con il numero di byte – o suoi multipli: tera, mega ecc. – scaricati/uploadati dal server per assecondare le richiede dei client.

Uptime. Rappresenta il “tempo in attività” di un server, e denota l’intervallo di tempo in cui esso è o è stato ininterrottamente funzionante ed attivo. Si tratta di un parametro che, da solo, non basta a definire la qualità di un hosting ma che, di fatto, è uno dei più utilizzati nella pratica dai webmaster. Percentuali ottimali di uptime su base annua, per capirci, vanno dal 99% a salire. Ad esempio su alcuni siti web viene ininterrottamente monitorato l’uptime dei server (vedi il link per visualizzare i dati) che sono recensiti/contattati a partire dal 25 maggio 2011. Si tratta di uno dei più usati indici di qualità per un servizio di web-hosting, anche se non è certamente il più preciso ed affidabile in assoluto.

Pagina pubblicata il: 15-07-2013, ultima modifica: 07-07-2016