10 cose che non sapevi su Google Drive

10 cose che non sapevi su Google Drive

Utilizzate Google Drive per lavoro, studio o per le vostre attività? Quasi certamente sì, per quanto non sia l’unica soluzione disponibile in ambito cloud per memorizzare file: del resto, è certamente uno dei servizi gratuiti più comodi, popolari e “fiduciati” dagli utenti, per cui merita un articolo di approfondimento che ne presenti alcune caratteristiche. Lo storage in cloud che vi viene presentato, infatti, non dice granchè a vederlo così, a prima vista: ma le funzioni disponibili sono davvero tante e credo che meritino di essere approfondite.

Molte di queste caratteristiche credo anche che siano poco note, del resto me ne sono accorto usandolo per anni: per cui passo subito alla lista delle 10 caratteristiche di Google Drive che forse non avevate ancora notato.

  1. Potete cercare le immagini in modo smart: anche se caricate foto con il classico nome fornito dalle macchine fotografiche digitali (del tipo DSC_0001) è stata messa a disposizione, da qualche tempo, la funzione per cercare le foto in modo intelligente: quindi se ad esempio fotografate il Colosseo e caricate la foto su Drive, dovreste essere in grado di trovare l’immagine in base al soggetto rappresentato, anche se il nome non corrisponde e non da’ indizi a riguardo.
  2. Permette di caricare più file con lo stesso nome in una cartella: se create una locazione su Drive (una directory) ed inserite più di un file con lo stesso nome, per Drive saranno file separati. Potete insomma avere in una cartella, due file distinti dal nome prova.txt, ed accederli e modificarli separatamente. Non è attiva, insomma, la funzione di riscrittura dello stesso file qualora sia copiato in una stessa cartella: sembra strano, forse, ma può essere comodo in alcune circostanze, per quanto possa anche creare una certa confusione se state inserendo delle immagini numerate in un documento. Questo è vero per gli upload via browser ma non per la sincronizzazione mediante l’app di Google Drive per cellulari, tablet e PC/Mac.
  3. Permette di settare in modo molto accurato il livello di visibilità dei file: pubblico e ricercabile su Google, pubblico ma non ricercabile (solo chi conosce l’indirizzo lo legge), privato ed accessibile solo a colleghi / clienti. Un must per chi lavora online e deve inviare rapidamente articoli e report: basta cliccare sul bottone di condivisione in alto a destra, dentro al documento, per attivarlo.
  4. Consente all’utente di trovare file per autore: basta cliccare su “Condivisi con me” e digitare il nome dell’autore nella casella di ricerca. Comodo, specie se lavorate in team con questo strumento.
  5. Permette di impostare un alto livello di sicurezza, sia mediante SSL (che è attivo di default, normalmente, su tutti gli account Gmail, e quindi di riflesso anche qui) che mediante l’autenticazione a due fattori. Importante soprattutto se lo usate per documenti riservati: col cloud non si scherza, e la privacy va messa sempre in primo piano.
  6. Non consente (ancora) di criptare i file che salviamo in remoto, cosa possibile solo mediante soluzioni di terze parti come BoxCryptor. SSL, infatti, protegge la connessione, non i dati memorizzati che – almeno in linea teorica – rimangono pur sempre salvati in chiaro. In caso di un attacco informatico su larga scala, cosa improbabile ma non si sa mai, potrebbero essere leggibili da chiunque. Resta l’immancabile considerazione che non sempre il gioco vale la candela: i meccanismi di crittografia richiedono tempo per essere eseguiti, e questo potrebbe rallentare l’uso e l’esecuzione delle applicazioni, specialmente per gli utenti meno esperti che dovranno, immancabilmente, essere ben informati sul tema.
  7. Si può collegare a strumenti esterni di lavoro come ad esempio Slack.com o Trello, in modo da inserire e poter accedere ai vari documenti direttamente da lì.
  8. È utilizzabile mediante terminale di comando, ed appositi client, come gdrive e grive: questo lo rende adatto ad essere usato per esteso, ad esempio all’interno di vari tipi di applicazioni e mashup.
  9. Permette la sincronizzazione automatica, in locale, dei vostri file mediante l’applicazione ufficiale per Mac, Linux e Windows. Supporta il drag’n drop ed è molto più veloce, in termini di banda, rispetto alla sua versione per browser.
  10. Permette di salvare rapidamente nei vostri documenti i contenuti delle pagine web mediante una comoda estensione, che è gratis ed è disponibile solo per Chrome.

Grazie alla conoscenza di queste caratteristiche semi-nascoste e poco note ai principianti, avrete a vostra disposizione uno strumento di lavoro e memorizzazione dei file davvero avanzato.

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Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Consulente SEO, ingegnere informatico e fondatore di Trovalost.it, Pagare.online, Lipercubo.it e tanti altri. Di solito passo inosservato e non ne approfitto.