🏆 I 10 migliori videogiochi anni 90 per PC

Possedere un PC con processore 386 o addirittura 486 (una classe di microprocessori comune negli home computer da metà anni 80 fino al 2007, per la cronaca) è stato, almeno per la mia generazione, qualcosa in grado di farti sentire orgoglioso, in qualche modo unico: con la diffusione degli stessi all’interno dei PC ovviamente i videogiochi non potevano essere da meno, a livello di contributo di popolarità. I videogame su PC, del resto, sono stati tanto popolari tra gli utenti quanto demonizzati dagli appassionati di console – per non parlare di chi andava sempre nelle sale giochi: in fin dei conti hanno fatto parte della cultura pop e, ad oggi, continuano ad esercitare quel fascino mediante le magiche rievocazioni dei retrogame.

Era da molto tempo che volevo tirare fuori un articolo su questo argomento, anche perchè nella sezione apposita del mio sito era un qualcosa che mancava, e che secondo me era necessario aggiungere e prendere in considerazione.

Vediamo quindi i migliori 10 titoli per PC che ricordo, a cui ho giocato negli anni 80 e 90 e che sono degni di essere ricordati per almeno una curiosità o un motivo valido.

Price of Persia

Genere: platform

Nonostante fosse del 1989 abbiamo continuato impunemente a giocarci fino ad oggi, sia su vecchi PC che nelle successive emulazioni per il web. “Prince of Persia” è forse uno dei videogiochi che restituisce meglio l’atmosfera ed il feeling da gioco anni ’90, un mix di contemplazione e di azione che difficilmente si sarebbe visto nelle generazioni successive di videogiochi. Ebbe anche un seguito dalla grafica leggermente diverso, ma quella del primo capitolo rimarrà sempre inarrivabile.

FIFA 99

Genere: sport

Fa un certo effetto vedere come fosse la grafica di FIFA a fine anni ’90, specie rispetto ai progressi mostruosi compiuti dalla tecnologia fino ad oggi: FIFA ’99 è diventato uno dei videogiochi più celebri della EA (Electronic Arts), con tanto di voci dei commentatori affidate a Caputi e Bulgarelli. Celebre il bug della Coppa EFA, evidentemente una Coppa UEFA con una lettera in meno. Disponibile sia come giocatore singolo che multiplayer che, ancora, multiplayer in remoto.

Warcraft II: Tides of Darkness

Genere: RTS (strategico / isometrico)

Il capolavoro della Blizzard Entertainment (la casa produttrice di Diablo e Starcraft, per intenderci) rimarrà negli annali come uno dei videogiochi che abbiamo (ri)giocato più ossessivamente, sia per la sua bellezza che per la sua capacità di coinvolgerti: si tratta di guidare uno dei due eserciti contrapposti, organizzarli e farli sopravvivere contro un avversario sempre più furbo e meglio organizzato.

A nightmare on Elm Street

Genere: azione, isometrico

Basato sul celebre horror di Wes Craven, diventato una saga celebre e riesumata come remake qualche anno fa, non è probabilmente granchè a livello grafico, ma il concept di fondo rimane parecchio coinvolgente nonostante una giocabilità abbastanza limitata. All’interno del gioco avevi la possibilità di impersonare uno qualsiasi dei personaggi del del terzo episodio della saga, I guerrieri del sogno.

Sam & Max Hit The Road

Genere: Avventura Grafica

Videogioco del 1993 per MS-DOS e Mac OS basato sull’omonimo fumetto di Steve Purcell, racconta le indagini di Sam & Max (rispettivamente un cane ed un coniglio) in giro per una surreale america alla ricerca di un bigfoot scomparso. Si tratta di uno dei videogame più famosi di LucasArts, caratterizzato tra le altre cose dal fatto che i personaggi erano doppiati realmente e che fosse possibile muoversi mediante un comodo meccanismo “punta e clicca”. Il motore grafico è lo stesso utilizzato per la maggioranza delle avventure grafiche della Lucas (SCUMM, Script Creation Utility for Maniac Mansion); ad oggi è possibile riesumare giochi come questo grazie a ScummVM (e molto probabilmente ad un floppy disk con USB).

DOOM (Id Software)

Genere: FPS – First person shooter

Doom, sviluppato e pubblicato dalla Id Software è da sempre oggetto di sublimazione assoluta da parte di generazioni di videogamers, sia per la sua giocabilità e violenza estrema, che per le sue innovazioni in fatto di grafica, specie in un’epoca in cui il 3D era poco più di una chimera. Con almeno 15 milioni di download (dato del 1997), ha ricevuto numerosi premi come gioco dell’anno, ed è diventato oggetto di culto fino ad oggi: Eltechs ExaGear, ad esempio, ha realizzato una fedele trasposizione per Android che per ragioni legali non è più disponibile sull’app store ufficiale (ma dovrebbe esserlo cercando l’APK giusto, e facendo molta attenzione a quello che si installa).

Ad oggi è diventato un progetto open source (a livello di codice, non come grafica).

Half-Life

Genere: sparatutto in prima persona

Questo primo episodio in assoluto (Valve Software) sfruttava il motore grafico di Quake (altro gioco che non cito solo per motivi di spazio), si caratterizzava in positivo per l’intelligenza artificiale migliorata e per la storia che veniva raccontata “nel mentre”, con il giocatore attivo protagonista.

Se la generazione precedente giocava a DOOM, per intenderci, quelli un po’ più grandicelli preferivano da sempre Half-Life e la sua complessa storia, oltre ai passaggi non banali ed al livello di difficoltà basato equamente sulla logica e sull’azione.

Alone in the dark 2

Genere: Survival Horror

Anche se per ragioni storiche avrei dovuto inserire il primo Alone in the dark (il “papà” di qualsiasi survival horror successivo, in effetti) ho preferito segnalare il secondo per una serie di ragioni: migliore grafica, storia è ancora più coinvolgente, maggiore varietà di ambientazione, livello di interazione del giocatore migliorato e, anche graficamente, fu impressionante vederlo girare sui nostri PC. La componente horror è senza dubbio diminuita (qui si parla di pirati e gangster, mentre il primo episodio si richiamava esplicitamente al Necronomicon ed ai racconti di H.P. Lovecraft); ma nonostante questo, con i suoi enigmi e le sue maledette porte che non riuscivi ad aprire, è entrato nelle leggende assolute degli anni ’90.

Mortal Kombat

Genere: picchiaduro ad incontri

La serie di videogiochi inaugurata nel 1992 propose un nuovo modo di intendere il picchiaduro, caratterizzato da un maggiore realismo e da un livello di violenza crescente. La contrapposizione a titoli quali Street Fighter II fu ovviamente d’obbligo, anche per un fatto di concorrenza, ma la sostanza rimase diversa: questo titolo è prettamente per adulti sia per l’ambientazione sia per i contenuti. I personaggi del gioco sono stati realizzati digitalizzando dei veri attori, sfruttando al meglio la tecnologia dell’epoca per evitare sfarfallii e rallentamenti vari: pochi giochi sono fluidi e giocabili come il primo MK!

Another World

Genere: platform / adventure

Noto con il titolo alternativo Out of This World negli Stati Uniti, è la storia del fisico Lester Knight Chaykin, catapultato in un mondo alieno durante un esperimento su un acceleratore di particelle. Le dinamiche sono quelle del platform con qualche significativa variante, visto che il personaggio dovrà evadere dalla prigionia impostagli dagli abitanti del posto, per poi risolvere una serie di enigmi (alcuni dei quali piuttosto complicati, almeno che io ricordi). Uno dei giochi che ho preferito in assoluto, senza dubbio, e anche uno dei più difficili (che non sono mai riuscito a finire).

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