Database MySql con Google Cloud: come, dove e perchè

Database MySql con Google Cloud: come, dove e perchè

Aggiornamento (20 dicembre 2013): Google Compute Engine è stato ufficialmente rilasciato e possiede, nominalmente, il 99.95% mensile di SLA e supporto 24×7. I prezzi sono attualmente scontati al 10%, è stato aggiunto il supporto alle distribuzioni linux Red Hat, SUSE, FreeBSD o qualsiasi altra, e sono state introdotte nuove istanze a 16-core. Per maggiori informazioni si veda qui.

Google Cloud SQL è un servizio web che serve a fornire un hosting per MySQL che possieda caratteristiche di alte prestazioni, massima per le vostre applicazioni web. I principali benefici dell’uso di questa tecnologia di Google sono legati alla possibilità di accedere ad un database ad altissime prestazioni, senza doversi preoccupare di problematiche di integrazione, replicazione dei dati e configurazione di rete del sistema. Al momento attuale, Google cloud SQL utilizza MySQL versione 5.5, aggiornato all’ultima versione disponibile: è possibile quindi farne uso come se fosse un server MySql vero e proprio, quindi avendo ad esempio la possibilità di conoscere il numero di versione, gli indici del database, le query di SELECT/UPDATE/INSERT/DELETE (con le eccezioni riportate di seguito) e le transazioni. In generale, cosa ancora più interessante, Google cloud SQL supporta tutte le quelle che sono le caratteristiche standard del DBMS MySQL: le uniche eccezioni di interesse per gli sviluppatori, almeno allo stato attuale, sono tuttavia diverse. Da un lato le funzioni personalizzate definite dall’utente in ambito MySQL, dall’altra la feature di MySQL replication: a parte questo non sarà possibile eseguire nessuno dei seguenti comandi.

LOAD DATA INFILE
SELECT ... INTO OUTFILE
SELECT ... INTO DUMPFILE
INSTALL PLUGIN ...
UNINSTALL PLUGIN
CREATE FUNCTION ... SONAME ...

che genereranno l’eccezione “Error 1290: The MySQL server is running with the google option so it cannot execute this statement“.

La funzione LOAD_FILE() è di conseguenza anch’essa disabilitata (probabilmente per ragioni di sicurezza), anche se resta l’opportunità per lo sviluppatore di includere dati BLOB mediante mysqldump. Attualmente le istanze MySQL di Google Cloud sono limitate come segue: richieste e risposte (request/response) di dimensione massima 16 MB, tempo massimo di esecuzione di una query 60 secondi, cron-job MySQL e richieste di backend di massimo 10 minuti.

I dati di MySQL vengono memorizzati all’interno di datacenter di Google negli Stati Uniti oppure in Europa a seconda della scelta del cliente al momento dell’acquisto: il pagamento avviene in forma di credito prepagato il che, come tradizione cloud impone, significa che il cliente paga soltanto quello che consuma effettivamente. È altresì possibile scegliere la replicazione sincrona o asincrona, a seconda dei casi: tutti i dati vengono replicati in vari nodi della rete, il che equivale a distribuire in automatico vari backup delle informazioni in essi contenuti. Nel caso in cui un nodo venga meno per qualsivoglia motivo, sarà replicato in automatico da un altro, a costo di ridurre un po’ i tempi di scrittura dei dati.

Google Cloud SQL supporta InnoDB, essendo attualmente l’engine di maggiore efficienza e velocità: questo ovviamente se non optate per MyISAM (che supporta le query FULL-TEXT), ed arriva a contenere database fino a 100GB. Il costo del servizio è attualmente di 0.025 dollari / ora, ed è attualmente in fase sperimentale un ambiente di sviluppo che supporti sia PHP che Apache.

Fonte: https://developers.google.com/cloud-sql/faq#whatissql


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