Hosting, come comunicare: 12 domande da porci (VPS)

Hosting, come comunicare: 12 domande da porci (VPS)

E’ molto importante riuscire a comunicare correttamente con il vostro servizio di hosting, e porre le giuste domande anche quando ritenete che possano sembrare stupide. Visto che sarete voi a dovervi interfacciare con quel servizio è giusto che siate davvero convinti dell’importanza di tale comunicazione, e della rapidità ed efficenza delle risposte. Per farlo ovviamente potete provare a rivolgervi alle chat di assistenza oppure ad aprire un ticket, se consentito, e porre tutte le domande del caso.

AskApache ha realizzato un test “estremo” su questo particolare settore, in particolare per l’acquisto di una VPS, per cui ha letteralmente tempestato di domande il nostro “malcapitato” hosting con domande mirate come:

  1. qual’è il vostro piano più economico che supporti SSH?
  2. cosa offre precisamente il vostro piano VPS?
  3. che possibilità fornisce ad un amministratore (piano Linux si intende, ndr)?
  4. è possibile disinstallare cPanel e sostituirlo con un altro pannello a mia scelta?
  5. che tipo di sistemi operativi vengono offerti dal vostro hosting?
  6. quali periferiche sono supportate dalla VPS (ramdisk ecc.)?
  7. supportate IPv6 o soltanto IPv4?
  8. come è strutturata la vostra rete interna?
  9. la gestione remote prevede la possibilità di effettuare reboot della macchina da remoto?
  10. che tipo di filesystem offre la vostra VPS?
  11. è possibile ricompilare i kernel?
  12. è possibile provare i vs. servizi in modalità demo (di solito lo dovrebbero consentire, ndr)

spingendosi poi (e questo farà un po’ sorridere) ancora più nello specifico:

  • quanti clienti avete?
  • quanti impiegati (!) avete?

Questo secondo me rende l’idea di quale debba essere l’approccio prima dell’acquisto. Forse qualcuno riterrà “esagerato” fare tutte queste domande per un comunissimo hosting condiviso, tuttavia la mentalità di base non è sbagliata visto che ho avuto difficoltà a configurare una VPS italiana in modalità “prepagata” (cioè a consumo, pagata pochi centesimi al giorno), per poi rendermi conto che non andava affatto bene per le mie esigenze. E tutto perchè non ho chiesto “a sufficenza” prima di procedere all’acquisto, abbagliato dall’offerta che sembrava semplicemente econonica.

Articolo di riferimento: AskApache


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