Come gestire al meglio 10 aspetti critici del proprio sito

Come gestire al meglio 10 aspetti critici del proprio sito

Per questo nuovo post su trovalost.it, andiamo ad analizzare 10 aspetti critici da valorizzare, gestire nel modo opportuno e valutare per il nostro sito web durante il suo intero ciclo di vita.

#1 – Assicurarsi che tutte le pagine utili del sito siano scansionabili da Google

Google è una fonte di traffico preziosa, ed è importante averne cura, specialmente se state provando a fidelizzare i vostri visitatori e volete costruire una base solida di visite. Quando si mette il sito online è quindi molto, molto importante tenere conto della sua “visibilità” su Google: per indicizzare un sito passo-passo si può seguire la procedura da me indicata qui. Per il resto, per accertarsi che tutte le pagine sia visibile la Console di Google (ex Webmaster Tools) può essere uno strumento davvero prezioso.

#2 – Saper gestire l’aumento del numero di visitatori

Se il traffico al vostro sito sta aumentando è certamente una buona notizia, ma bisognerà saper gestire anche tecnologicamente la cosa: non sempre bisogna passare ad un piano di hosting più avanzato, ma di sicuro bisogna saper valutare quando e se sia necessario. Se anche i plugin di caching e le varie ottimizzazioni al sito non portano ai risultati sperati, e se l’aumento vi costringe a gestire un numero di visitatori con qualche zero in più (da 1000 giornalieri a 10.000, ad esempio) potrebbe essere davvero il caso di passare ad un VPS oppure un dedicato / cloud.

#3 – Prendere nota di possibili idee per estendere il sito, e valutarle nel tempo

Non tutte le idee sono buone, non tutte vale la pena di mettere in piedi e solo pochissime possono dare la svolta giusta al nostro sito: motivo per cui, ormai da anni, annoto tutto quello che mi piacerebbe vedere sul mio sito web, per poi rileggerlo dopo un po’ e valutarlo con attenzione, anche alla luce di ciò che nel frattempo ho visto in giro. Una buona idea, secondo me, che può essere sfruttata anche per generare facilmente argomenti di cui parlare nel blog.

#4 – Tenere d’occhio i plugin attivi

Forse l’aspetto più importante di questa  e quindi, per ovvie ragioni, il più complesso: siamo abituati a leggere che chiunque possa fare qualsiasi cosa in giro per il web, ma la realtà è piuttosto distante, per quanto il check del funzionamento del proprio sito (specie sui plugin di upload, download di contenuti, form di contatti e tutto quello che preveda interazione con l’utente) vada controllato periodicamente. Prendete quindi nota delle cose che non vanno, e sottoponete periodicamente a controllo il vostro sito: quello che funziona oggi, con l’evoluzione tecnologica attuale e sotto l’effetto di continui aggiornamenti, potrebbe non funzionare più domani.

#5 – Usare una grafica responsive

Molti siti web italiani ancora non sfruttano adeguatamente il formato scalabile per smartphone e cellulari, col risultato di sembrare più vecchi di quanto spesso non siano; ci sono, del resto, vari modi per tirare fuori un aspetto responsive di un sito web, scenario in cui Bootstrap e Zurb sono solo alcuni dei possibili framework utilizzabili. Ovvio poi che non tutti i siti hanno questa priorità, e spesso non basta da sola ad ottenere chissà quali risultati, ma è certamente un aspetto importante ed immensamente sottovalutato dai più.

#6 – Assumere un copy specializzato nel vostro settore

Per le aziende più grosse che operano nel web con un sito, un copywriter specializzato è un requisito minimale: e attenzione, si tratta di testi di qualità, non di “scrittura SEO” ed altre simini amenità (un “testo SEO” non è altro, il più delle volte, che un articolo passibile di penalizzazioni facili da parte di Google). Anche se è un costo, abbiate rispetto per la vostra presenza sul web e trovatene uno che sappia cosa scrivere di voi, come scriverlo e poi fatelo pubblicare.

#7 – Sfruttate (bene) Google Analytics

Ammesso che il vostro traffico sia già a regime, sarà importante tenere d’occhio le pagine più visitate: sono quelle che attraggono la maggioranza dei vostri visitatori, e possono riservare importanti informazioni da tenere d’occhio. Le pagine più visitate sono candidate, con qualche accortezza e facendo attenzione a non abusare della cosa, a contenere offerte speciali, banner da valorizzare, promozioni e tutto quello che volete mettere in massimo risalto nel vostro sito web. Questo ovviamente è solo un esempio: gli usi di Analytics sono molto più numerosi e tutto dipende dalla vostra nicchia, alla fine.

#8 – Badare sempre a chi vi linka

Mediante i succitati Webmaster Tools avrete la possibilità di controllare i vostri link in ingresso: ogni tanto ricordatevi di controllare chi vi linka, gli spammer e gli scraper di contenuti sono sempre in agguato ed è opportuno, specialmente se non avete una strategia SEO in atto, “tenerli a bada” comunque mediante disavow.

#9 – Gestire le pagine 404 mediante PHP

Le pagine mancanti da un sito, in risposta delle quali si ottiene un codice 404, sono vittima di un equivoco colossale alimentato, in buona parte, anche dai SEO e dai webmaster: vengono considerate come errori da evitare, che rischiano addirittura di “danneggiare il ranking” del nostro sito. Così si legge su alcuni blog, ma questo non dovrebbe trarre in inganno in alcun modo: le notifiche 404 sono errori ordinari ed in certi casi la cosa più corretta è lasciarli intatti, specie per notificare a Google che quelle pagine non esistono più.

Non sono questi i codici di errore di cui preoccuparsi, a mio avviso: molto più preoccupanti gli errori 500, ad esempio. Se possibile, è opportuno far realizzare un design ad hoc delle pagine 404, in modo che l’utente che si trovasse inavvertitamente a trovarne una (tipicamente un bookmark relativo ad un URL rimosso) possa intuire subito come trovare contenuti analoghi, come cercarli nel sito e, in breve, possa contenere la percentuale di rimbalzo. Su Google troverete numerosi esempi di pagine 404 “creative“, la cosa che consiglio in generale è di sfruttare le 404 del CMS e non, ad esempio, quelle dell’hosting (che sono normalmente HTML statico e poco personalizzabile). Per quanto riguarda WordPress, la casistica degli errori 404 può inoltre essere gestita a parte.

#10 – Misurate i risultati

L’ultimo punto che pongo alla vostra attenzione riguarda i risultati, cioè il rientro concreto che vi da’ il sito: quanti contatti ricevete? Quanti sono i visitatori attivi? Qual’è il numero di conversioni o vendite che effettuate mediante il vostro sito web? Tutte domande che sono alla base di una buona manutenzione e che aiuteranno il vostro sito a crescere al massimo.


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