Come trovare l’hosting WordPress Scegliere l'offerta più adatta per le proprie esigenze

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WordPress è sicuramente la piattaforma per blog e siti più popolare degli ultimi anni: secondo le statistiche, esistono oltre 74 milioni di siti web che dipendono da WP, e circa la metà dei siti più popolari a livello internazionale ne fa uso. Si tratta di un must per tutti coloro che hanno un blog, ad oggi, senza contare che da tempo lo standard si è elevato ulteriormente: nuovissime funzionalità introdotte con le versione 4.7, ad esempio, consentono all’utente di personalizzare al massimo il sito WordPress e renderlo un CMS multifunzione a tutti gli effetti, grazie all’uso (possibilmente saggio) di framework e plugin.

In questo articolo cercherò di darvi alcuni suggerimenti pratici per scegliere il servizio di hosting più adatto a WP, per l’appunto. Leggendo, riuscirete anche voi a comprendere al meglio come scegliere l’hosting di questo tipo, e con quali criteri, soprattutto se non siete particolarmente esperti o se state imparando adesso (e magari lo diventerete in futuro :-) ).

Le potenzialità di WordPress

Prima di procedere alle indicazioni per un hosting WP è opportuno passare per alcune conoscenze di base: adatto sia ai principianti (blogger che vogliono concentrarsi solo sui contenuti, senza perdersi in configurazioni e tecnicismi) che ai professionisti del web marketing (è possibile realizzare, ad oggi, siti di ogni tipologia con WP), così come ai giornalisti, ai freelance ed agli imprenditori, WordPress permette di realizzare siti di ogni genere, e migliora nettamente di aggiornamento in aggiornamento.

Con WordPress sfruttando personalizzazioni, plugin, theme e framework si possono creare anche siti di e-commerce, portali vetrina, giornali e riviste online, cerca-prezzi e molto altro ancora. Farne uso per il proprio sito deve pero’ essere una scelta consapevole, e ci permetterà di creare siti web facili da gestire, con un minimo carico di lavoro per gli aggiornamenti e con la possibilità di estendere le funzionalità del sito mediante plugin e framework di ogni genere, sia gratuiti che a pagamento.

La scelta di WordPress per un sito o blog si accompagna a quella di un dominio e di un hosting web, per cui sarà necessario spendere qualche altra parola in merito per accompagnarvi nella scelta migliore che possiate fare per rispondere correttamente alle vostre esigenze di webmaster, marketer, blogger o responsabili del sito.

Cosa sono hosting, dominio e CMS

Capiamoci anzitutto sui (pochi) termini tecnici di cui dovremo fare uso nel seguito. Si tratta di due, semplici concetti da conoscere fin da subito, su cui non bisogna mai fare confusione.

  1. Hosting – è il nome che indica la tecnologia, hardware e software, necessaria a far funzionare il sito; essa viene messa a disposizione del cliente non nella sua interezza (sarebbe troppo complessa da gestire), bensì mediante appositi pannelli di controllo (che ho analizzato qui); per quello che ci interessa, il nostro hosting non è altro che un servizio – come Aruba, Keliweb, Tophost e così via – utile per ospitare il nostro sito e permettergli di esistere.
  2. Dominio internet – servirà a rendere il nostro sito identificabile su internet, a fornirgli un nome univoco che sia visibile sia dagli utenti che dai motori di ricerca (Google, Bing, Ask …) che da qualsiasi altro mezzo decideremo di usare per promuoverlo (Twitter, Facebook, Linkedin, Skype, …). Il dominio è, in breve, il nome che sceglierete per il vostro sito. Quando si registra un dominio si associa quel nome, almeno per un anno (di solito), alla vostra azienda, oppure alla vostra persona; i dettagli del registrante, salvo alcune estensioni che non lo permettono, si possono anche nascondere da occhi indiscreti mediante servizi (a pagamento) di privacy WHOIS.

La distinzione appena vista è molto importante: ricordatevi di non confondere hosting con dominio, in quanto il primo è lo spazio (le risorse + la tecnologia) sottostante al nostro sito, mentre il secondo è solo il nome del sito stesso.

Ricordiamo, quindi, che:

  • WordPress (il nostro CMS, o Context Management System – sistema di gestione dei contenuti) è la piattaforma di cui faremo uso per creare il nostro sito o blog; renderà infatti possibile disporre della tecnologia più idonea – sia per mostrare una grafica sensata agli utenti (i famosi temi di WordPress o theme), sia per facilitare la gestione del sito, sfruttando un adeguato backend che poi è un’interfaccia web molto evoluta, adatta sia a desktop che a tablet e cellulari, e piuttosto simile (nella parte editor) ai popolari editor di videoscrittura come Word di Microsoft, LibreOffice o OpenOffice.

Chiarito questo, per far funzionare WP (con il quale pubblicherete con la grafica ed i contenuti da voi personalizzati, ovviamente) in maniera corretta vi serviranno almeno due cose:

  1. il nome di dominio da voi scelto, che tipicamente viene rinnovato ogni anno ed ha un costo fisso (solitamente di circa 10 euro per i .it, ma il prezzo può cambiare per le nuove estensioni come .cooking o .actor, ad esempio);
  2. il servizio di hosting vero e proprio, che sarà quello che ci fornirà non solo la nostra “casa”, quindi lo spazio web necessario per i nostri file, ma anche la macchina (computer, o il server) che farà funzionare il sito, quindi anche la RAM, il software necessario per far funzionare MySQL (il database di supporto per contenere i nostri dati) e PHP (il linguaggio necessario ad usare WordPress).

Dovrete quindi acquistare, la prima volta, l’uno e l’altro, e poi rinnovare le due voci di costo separatamente ogni anni. Vi suggerisco sempre, come idea generale, di rinnovare dominio e hosting con qualche giorno di anticipo rispetto alla data di scadenza; a parte che più tempo passa e più rischiate di dimenticare, ma ci sono a volte anche dei tempi tecnici da rispettare. Se pagate con bonifico, ad esempio, diventa necessario aspettare qualche giorno – per cui è sempre bene impostare la data di scadenza del dominio e dell’hosting con grande anticipo, ed avere una notifica per ricordare questa importante scadenza (ad esempio su Google Calendar, o sull’agenda del vostro cellulare).

Il secondo, l’hosting, si lega – ed è necessario a far funzionare – il primo, il dominio, e viceversa; la prima voce dipende dall’altra e le due cose si completano, in qualche modo; per cui quando si parla di rinnovare un sito i costi da considerare saranno per il dominio comprato e per l’hosting che stiamo utilizzando. Si noti come il costo di realizzazione del sito, per chi se lo fa fare da terzi, sia un costo da considerare, ancora una volta, a parte rispetto alle voci elencate. Ricordate comunque di non confondere hosting con dominio, in quanto il primo è lo spazio (e le risorse, ma anche la tecnologia) sottostante il sito, mentre il secondo è il nome del sito o dominio internet, appunto.

Offerte di hosting: i magnifici 6

Ecco alcuni dei piani di hosting che potreste valutare per il vostro sito in WordPress:

  1. TopHost – Costi contenutissimi e qualità alta, per la maggiorparte dei siti web può essere una scelta realmente interessante.
  2. V-Hosting – Hosting italiano con PHP /MySQL e Linux su cui sto attualmente ospitando diversi miei siti web, dal personale molto competente e con servizi (via Plesk) davvero senza limiti (al momento sto usando un piano che permette di gestire fino a 10 domini ed illimitati sottodomini per ciascuno di essi)
  3. Hosting Virtuale – Provider di hosting italiano con un buon supporto sia telefonico che mediante forum, ticket ed email. Anche qui le opportunità di hosting non mancano, i piani hanno tutti un costo ragionevole ed è possibile, ricordo, ospitare siti web di testate online essendo HV accreditato ufficialmente per farlo.i
  4. BluehostSecondo i test che ho effettuato di recente, è l’hosting che possiede il TTFB tra i più veloci, e mi sembra interessante perchè questo avviene nonostante si trovi negli USA ed il confronto sia stato fatto con hosting quasi tutti europei. Storicamente ho iniziato le mie attività di freelance con loro, e ci sono devo dire affezionato.
  5. KeliwebSecondo i test che ho effettuato di recente, è l’hosting con uno dei migliori uptime medi rilevati; ci ho lavorato per più di un anno a stretto contatto e sono davvero impeccabili, consigliati.
  6. SupportHost – Assistenza di livello top, soluzioni economiche anche per hosting con tecnologia semi-dedicata (ottima per i siti web in crescita o con numero di visitatori in aumento nel medio-breve periodo).

Miti da sfatare sugli hosting (WordPress e non solo)

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Stiamo per arrivare al punto cruciale dell’articolo, ovvero i principali suggerimenti da conoscere per acquistare un buon hosting per voi e per il vostro nuovo sito in WordPress. In questi anni si sono diffuse moltissime idee sbagliate sull’utilizzo degli hosting web in generale, e non c’è da meravigliarsi se molti siti sul web abbiamo alimentato (spesso deliberatemente, purtroppo) vere e proprie bufale. Molti clienti sono ancora oggi convinti, per esempio, che la scelta dell’hosting influenzi direttamente il posizionamento su Google. Ma davvero vogliamo credere che sia possibile una cosa del genere? Non è così, statene certi: l’hosting web è solo un mezzo tecnologico necessario a far vivere il sito, e se qualcuno vi racconta che ha migliorato il proprio posizionamento cambiando hosting ci sono moltissimi altri fattori che forse non sta prendendo in considerazione (è un’analisi un po’ superficiale pensarlo, per essere gentili; del resto, se bastasse un buon hosting per essere in prima pagina basterebbe acquistarne uno e pubblicare un sito a casaccio, e sappiamo bene che non è così semplice).

Ad alimentare la confusione, poi, c’è stata anche la dichiarazione di Google che, qualche tempo fa, ha spinto sia per l’utilizzo di mod_pagespeed (un modulo del server Apache per velocizzare i caricamenti critici delle pagine) sia l’uso di HTTPS, cosa che è stata colta al balzo come occasione per fare marketing e vendere qualche servizio extra degli hosting (tipo certificati SSL, guarda caso), anche quando non era davvero necessario.

Per capirci, quindi:

  1. la scelta dell’hosting non influenza il posizionamento su Google (SEO) in alcun modo; vi invito sinceramente a non credere a chi sostiene il contrario, anche se in maniera molto convincente;
  2. per quanto la velocità di caricamento delle pagine sia essenziale in un sito web di qualità, la velocità di un hosting non è sempre correlata al sito che stiamo usando il quale potrebbe, peraltro, essere lento “di suo” anche se l’hosting ha SSD, tantissima RAM ed è efficente ed ottimamente gestito dall’hosting; gli hosting non sempre sono responsabili dei malfunzionamenti del vostro sito, a meno che (ad esempio) non rendano inaccessibile il database per motivi tecnici, oppure abbiano delle infrastrutture di rete particolarmente lente;
  3. per quanto sia essenziale in un sito web di qualità, la velocità di un sito WordPress dipende sia dall’hosting che da come è stato programmato e progettato il sito web, per cui anche qui l’analisi e le considerazioni dovrebbero essere meno superficiali;
  4. ci sono certamente hosting più lenti e hosting più veloci, è chiaro, ma la percezione del fenomeno è molto variabile, e non è sempre facile stabilire chi lo sia davvero. Tanto vale quindi provare sempre i servizi e capire come vanno; il tutto dipende da molteplici fattori: un hosting che si vende come “veloce” può essere comunque inefficente per Google anche se noi o i nostri visitatori non se ne accorgono, e vicersa;
  5. non ritengo che possa esistere un vero e proprio hosting realmente ottimale per WordPress in assoluto, da comprare come pacchetto preconfezionato e poter vivere tranquilli solo perchè lo si è cercato: tutto dipende sempre dal tipo di sito, dai requisiti che richiede, dai plugin installati e dal numero di visitatori. Non fatevi ingannare – suggerimento professionale molto personale e sincero, s’intende – da una mentalità troppo semplicistica, troppo sul “facile & veloce” e senza considerare la tecnologia in ballo, nè fatevi portare fuori strada da chi la mette su questo piano.
  6. HTTPS non va utilizzato ed acquistato “per la SEO“: va utilizzato correttamente, ovvero per proteggere le pagine di login del sito da accessi e spionaggio esterno, semmai!
  7. la lentezza di certi siti in WordPress, piaccia o meno, è legata nel 90% dei casi non tanto all’hosting (che sta lì, bello tranquillo, con le sue risorse magari usate male) quanto a difetti di progettazione dei theme, o alla presenza di plugin cattivi o addirittura malevoli, spesso capita anche per quelli in vendita! Si riscontra magari un ottimo design ed apparenza, su quello nessun dubbio, ma una pessima progettazione lato software (e prova ne sia il fatto che su questi temi anche gli sviluppatori PHP di professione hanno difficoltà a mettere mano); se il problema è qui, e basta il parere di uno sviluppatore web per capirlo, è chiaro che dobbiamo fare più attenzione ai temi che installiamo e testarli sempre con attenzione prima di farne uso troppo entusiasticamente, o peggio ancora alla cieca.
  8. mod_pagespeed serve al sito e lo velocizza solo se adeguatamente configurato, e spesso si nota la differenza solo su siti WordPress di elevata complessità; in molti casi, la differenza è tanto minima che neanche vale la pena farne uso;
  9. la scelta dell’hosting è spesso determinata da fattori esterni estranei alle prestazioni del sito, tra cui primariamente (credo) il prezzo e la possibilità di personalizzare e mettere in sicurezza il proprio sito, e non ultimo la presenza di un’assistenza di livello.

Chiarito questo, cerchiamo di capire come scegliere nel modo migliore un hosting per un sito in WordPress.

I quattro requisiti per un buon hosting WordPress

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Quale sarà la formula magica dietro l’hosting ottimale per i siti WordPress? Nulla di esoterico perchè, alla fine, si tratta di prendere in considerazione solo quattro fattori di base. Per far funzionare WordPress a dovere, l’hosting ideale dovrebbe infatti avere questi quattro requisiti:

  1. supportare appieno il linguaggio PHP, possibilmente in versione 5.6 o superiori, o addirittura il nuovo PHP 7, che presto soppianterà tutte le versioni precedenti risultando più veloce fino al 50% degli altri;
  2. disporre di abbastanza spazio web per i file del nostro sito; questo spazio il più delle volte è sovradimensionato, nel senso che da 500 MB a salire andrà benissimo per il vostro sito nella maggiorparte dei casi. Se poi avete necessità specifiche come memorizzare moltissime foto o immagini, è chiaro che nel lungo periodo questo spazio potrebbe non bastarvi più, per cui come avverrebbe per un hard disk portatile dovrete considerare GB o addirrittura TB di spazio. Nel web, comunque, si tende ad avere un approccio realistico e molti siti vivono tranquillamente il proprio ciclo di esistenza con un paio di GB in media di spazio.
  3. avere un database MySQL capiente (almeno 1 GB, per sicurezza e per i discorsi analoghi fatti al punto precedente: WordPress usa in modo ottimale il database, per cui non dovrebbe mai essere un grosso problema anche disporre di pochi MB all’inizio; in caso di mancanza di spazio, gli upgrade sono ammessi dalla maggiorparte degli hosting senza costringervi a cambiare tutto);
  4. supportare una versione di webserver Apache o, al limite, NGINX; questa scelta è la più “neutra” perchè per la maggiorparte dei siti web Apache, che viene dato di default sui condivisi nel 95% dei casi, andrà benissimo per il vostro sito in WordPress. In casi particolari NGINX, se ben configurato, vi offre velocità di caricamento delle pagine (vedi punti precedenti, a riguardo) superiori ad Apache, ma al momento non è ancora una scelta molto popolare per quanto sia davvero una tecnologia di altissimo livello.

Non vi serve altro, credetemi, se non – da qui in poi – un po’ di pazienza le prime volte e la capacità di eseguire determinate procedure (non complicate) di installazione e, in seguito, di manutenzione del sito web. Le soluzioni commerciali sono quasi tutte equivalenti, e basta che rispondano ai requisiti di cui sopra: il resto sono extra che si pagano spesso a parte, come ad esempio la possibilità di installare WordPress con procedura one-click.

Meglio un hosting gratuito o uno a pagamento?

In genere la logica e l’abitudine spinge a farci considerare la possibilità di avere un hosting gratis per WordPress in caso vogliate solo testare le funzionalità e le pagine, e poi passare ad uno a pagamento per professionalizzare al massimo la vostra esperienza online. In generale, comunque, i vari Netsons free, Altervista e compagnia non sono male, e funzionano anzi benone per WordPress, ma hanno il problema di avere alcune limitazioni “nascoste”.

Potreste accorgervi, ad esempio, un “bel” giorno, che la banda che danno è limitata nel tempo, e che dopo un certo periodo il vostro sito non funzionerà più e non sarà più visibile!

Meglio quindi spendere qualcosa e trovarsi un po’ più a nostro agio, in condizioni chiare e meno improvvisate, oltre che con un’assistenza base a portata di click e telefono. Meglio scegliere, quindi, un buon hosting professionale in PHP tra i tanti disponibili: ad esempio TopHost (il meno caro in assoluto, 19,99 €/anno), Keliweb (59 € /anno) o V-Hosting (a partire da 40 €). Se preferite una soluzione estera, vi suggerisco caldamente SiteGround (95,40 € all’anno, è un piano di hosting un po’ più avanzato) o al limite il buon vecchio Bluehost (circa 40 euro /anno).

Meglio ottimizzare WordPress prima di pubblicizzare e promuovere il sito!

Per evitare di trovarsi in situazioni spiacevoli, magari con tantissimi visitatori fidelizzati e mirati e col sito non funzionante, la mia esperienza suggerisce che si debba periodicamente testare le funzionalità di WordPress ed ottimizzarle, se possibile.

La guida per l’ottimizzazione di WP è tra le più lette di questo sito, e rimando direttamente a quest’ultima per maggiori informazioni a riguardo.

Per avere prestazioni eccellenti col vostro sito, e poter valutare lucidamente le prestazioni dell’hosting che state usando, assicuratevi che:

  1. il theme scelto ed i plugin siano aggiornati all’ultima versione;
  2. che WordPress stesso, ovviamente, sia aggiornato all’ultima versione;
  3. che nel sito sia installato solo quello che effettivamente serve al sito;
  4. che non ci siano script malevoli attivi nel vostro sito (controllatelo almeno una volta col plugin di sucuri, ad esempio, dopo averlo pubblicato);
  5. che non ci siano, ad esempio, plugin di backup automatico attivi o mal configurati, che sono comodi quanto vogliamo ma che rallentano, specie se sono eseguiti in orari con picchi di visite. Molto meglio che i backup li faccia in automatico il vostro hosting a parte, quindi, come avviene con la maggioranza dei piani di V-Hosting, ad esempio.

Un hosting WordPress lento è poco fruibile da visitatori, tende ad aumentare la percentuale di abbandono (e di rimbalzo) del vostro sito, riduce drasticamente le vostre vendite e frena l’entusiasmo, o se preferite l’hype, che i vostri contenuti potrebbero avere.

Per cui curate molto attentamente questa parte, ad esempio ricorrendo ai vari test di prestazioni che vi presento brevemente di seguito (riporto i due che uso più spesso per i miei siti web).

  1. Google PageSpeed Insights è uno dei servizi più usati per verificare le prestazioni del proprio sito; vi permette di individuare rapidamente le areee su cui dover intervenire, e vi farà capire cosa nel vostro sito tecnicamente potrebbe non andare. Attenzione, pero’, a dare troppo credito a questo tool, che su molti siti da’ valutazioni errate e, in generale, tende ad essere decisamente troppo “cattivo” nei confronti di configurazioni corrette. Da usare con cautela, e non può essere l’unico e solo metro di giudizio. Quella che viene spesso riferito come ‘Riduci tempo di risposta del server‘, in particolare, non è per forza colpa dell’hosting: può essere addotto ad un problema di codice e risolvibile mediante cache o, meglio ancora, mediante transient nel codice del theme child.
  2. PingDom è uno dei miei strumenti preferiti, perchè fa vedere le aree di caricamento critiche e vi farà capire cosa effettivamente rallenta il caricamento delle pagine: CSS, HTML, JS e così via. Molto completo e, anche qui, indispensabile per attivare le ottimizzazioni principali lato codice front-end, in particolare. Ottimo soprattutto per sviluppatori WP.

Come scegliere l’offerta ideale?

Se siete arrivati a questo punto nella lettura, sarà opportuno per voi fare un giro sui nostri servizi: vi aiuteremo a fare la scelta migliore. Per trovare il tuo hosting per WordPress, puoi pensare di confrontare direttamente prezzi e caratteristiche da questo indirizzo:

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Per scegliere ancora più velocemente il vostro hosting ideale, consultate la pagina sugli hosting economici per WordPress (così risparmiate pure qualcosina ;-) ). Alla prossima e grazie per la lettura, spero sia stata utile e piacevole! Nota: se vuoi scoprire come cercare sui motori come Google clicca sul link.

Fonti delle statistiche su WP: Managewp.com

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