Come funzionano i pagamenti online

Come funzionano i pagamenti online

In questo tutorial andremo ad affrontare i più importanti metodi di pagamento online, diffusi nei principali siti web, e cercheremo di capire un po’ meglio come funzionano, quali siano i vantaggi e, naturalmente, gli eventuali rischi. In generale, quando si deve pagare un servizio o un bene online bisognerà utilizzare il metodo di pagamento che il sito ci propone: di fatto, questo coincide con l’utilizzo di vari tipi di soluzioni tecnologiche.

Andiamo per ordine, dunque, partendo dai più popolari: Paypal e Google Checkout.

PayPal / Google Checkout

PayPal è un gateway di pagamento che permette di effettuare transazioni in maniera veloce e sicura, osannato ormai da anni come leader nel settore (cit.) dei pagamenti online. PayPal offre l’enorme vantaggio di non esporre i nostri dati finanziari a chi dobbiamo pagare, consentendoci di effettuare un pagamento, un rimborso o l’invio generico di denaro semplicemente conoscendo l’indirizzo email del destinatario.

Paypal, in altri termini, fa da tramite tra noi ed il sito, e permette di regolare transazioni (tracciate regolarmente nel nostro account) in modo sicuro, veloce e piuttosto semplice. Il tramite utilizzato è, in sostanza, un indirizzo email registrato a PayPal ed abilitato a ricevere denaro. I soldi accreditati sull’account possono essere trasferiti successivamente su una carta prepagata oppure, a scelta, su un conto corrente bancario. Di solito l’operazione richiede qualche giorno perchè avvenga. Esiste anche la carta prepagata PayPal ed i servizi offerti sono in espansione anno dopo anno.

Il principale vantaggio di PayPal rispetto al pagamento tradizionale con carta di credito consiste nell’esposizione del solo indirizzo email, nome e cognome del destinatario piuttosto che essere costretti tirare fuori numero carta, data di scadenza e codice di controllo. Questo sistema permette di pagare su qualsiasi sito, ad esclusione di quelli che esplicitamente non ne permettono l’uso. Si tenga conto che nella prima fase di utilizzo, se si lega ad esempio una carta PostePay al vostro account (consigliato, perchè così potrete ricaricare PayPal all’occorrenza), è necessario effettuare una micro-transazione di conferma per accertarsi che la carta sia davvero vostra.

Google Checkout, di suo, funziona in modo piuttosto simile a PayPal e, anche qui, serve a fare da tramite per gli acquisti sugli store affiliati di Google senza dover esporre i dati della vostra carta. Un esempio di uso di GC è legato all’acquisto di un dominio internet presso Google, ad esempio.

Per iscriversi a PayPal e poter così pagare e ricevere pagamenti online cliccare qui.

Carta di credito / prepagata / debito

In questo settore più generale ricadono i pagamenti mediante carte di credito o debito marcate VISA, VISA Electron, Mastercard e American Express: in generale su questo tipo di carte, a volte prepagate, sono presenti normalmente tre informazioni distinte che facilitano i pagamenti onlin. Esse sono:

  • il numero (a 16 cifre);
  • la data di scadenza;
  • il codice di controllo (CVC)

Tenete sempre presente una cosa: non è sempre consigliabile pagare con queste tre informazioni e sarebbe preferibile diffonderle il meno possibile. I siti di ecommerce più famosi, ma anche altri si stanno adeguando, tendono a far pagare mediante PayPal che, da qualche tempo, permette di pagare anche senza avere un account Paypal su protocollo sicuro HTTPS. In alcuni casi questa opzione non è disponibile, tuttavia, per cui i siti si affiancano a servizi a pagamento esterni di pagamento online.

Tali servizi (ad esempio Instabill, Verotel, Zombaio, AllPay, CityBank) non fanno altro che fornire un supporto per transazioni sicure mediante HTTPS e certificati SSL, i quali solitamente garantiscono:

  • che la transazione vada a buon fine, informando l’utente in caso di problemi e confermando il tutto via email;
  • che la transazione arrivi a destinazione e non ad un truffatore, ad esempio.

Si ricorda inoltre che non si deve MAI procedere al pagamento mediante carta prepagata su siti che non abbiano SSL: se la pagina del sito riporta una transazione in chiaro, non è sicura (HTTPS sicura, HTTP no), in quanto in questo caso la truffa può essere dietro l’angolo, ed i vostri dati potrebbero essere sottratti da malintenzionati. Molte email di phishing, inoltre, tendono a chiedere questi tre dati via email: come regola generale di sicurezza, tale triade (numero, scadenza e codice) non devono mai circolare in chiaro (HTTP), tantomeno via qualsiasi vostra email. Le banche ed i servizi autorevoli in effetti non fanno che ripetere che nessuno di loro chiederà mai i dati dell’utente per fantomatici controlli o nulla di simile, in quanto si tratta di dati riservati e sensibili.

Nonostante il luogo comune voglia che le transazioni via PostePay non siano tracciabili, nel caso dei servizi online è vero in parte: in casi di problemi con qualche pagamento, si tenga conto che il provider di pagamento di questi servizi traccia ogni transazione (o quantomeno, dovrebbe essere tenuto a farlo): lo storico dei vostri acquisti viene identificato mediante almeno due dei seguenti dati:

  1. ID transazione;
  2. nome utente sul sito;
  3. numero della carta;
  4. indirizzo email;

e da questi potete risalire, eventualmente, a transazioni sospette oppure le controverse sottoscrizioni ricorrenti (il sito abilita in automatico l’accredito di un pagamento mensile dalla carta, a vostra insaputa). Ovviamente se pagate un terzo mediante PostePay senza un sito intermediario (che quindi ci deve sempre essere: è una piccola garanzia in più) non c’è modo di risalire alla transazione, ed avere rimborso in caso di problemi.

Un esempio di schermata di recupero è riportato qui: ricordiamo che in caso di transazioni sospette a volte è possibile rivolgersi ai recapiti del sito a cui è riconducibile il pagamento, e tentare un rimborso da lì. In altri casi, purtroppo, è necessario procedere per altre vie in quanto tali riferimenti non sono affatto tracciabili.

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Bonifico

Si tratta di pagare la somma dovuta mediante un IBAN, quindi con un versamento effettuato da voi presso la vostra banca. Il destinatario riceverà l’accredito entro uno o due giorni lavorativi (di solito), e per attestare il pagamento è necessario inviare la ricevuta al destinatario. Metodo molto sicuro per effettuare pagamenti tracciabili, non tutti i siti prevedono ed accettano questa forma di pagamento, specie qualora l’abilitazione del servizio sia richiesta essere immediata (ad esempio un gateway di SMS).

BitCoin

È stato abilitato sul pagamento online di servizi come gli hosting (vedi qui), e permette di effettuare pagamento mediante ID criptati del destinatario, in alternativa all’indirizzo email del destinario. È stato da me descritto in due articoli appositi, ovvero questi due (che vi invito a leggere per approfondire la questione):

  1. BitCoin: cos’è e come funziona?
  2. BitCoin: un test sul campo

 

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