SEO per un sito con annunci Google Adsense

SEO per un sito con annunci Google Adsense

Abbiamo avuto modo di spiegare, nei precedenti articoli, cosa sia Google Adsense e come sia possibile farne uso al fine di monetizzare, cioè guadagnare da click, azioni e conversioni sui banner, sui link testuali sponsorizzati o sulle generiche pubblicità proposte automaticamente dal programma. I banner che compariranno nel vostro sito, quindi, cercheranno sempre di rispondere ad una logica che vada a massimizzare, com’è ovvio, l’interesse dell’utente.

SEO & Adsense

SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization, cioè ottimizzazione per i motori di ricerca dei risultati del nostro sito, sperabilmente per portarli in prima posizione ma più in generale per ottimizzare le sue metriche principali: il CTR, i clic le impression in particolare. Ovviamente un sito molto cliccato dai motori di ricerca riceve traffico spontaneo, e normalmente durevole nel tempo a fronte di un singolo investimento iniziale, da poter monetizzare (almeno in teoria). Nella pratica, poi, una volta che si portano visitatori interessati sulle pagine web migliori del nostro blog, della nostra app o del nostro web servizi, gli annunci di Google dovrebbero dare quel “di più” di interesse al visitatore. Se gli annunci di Google sono per definizione massimamente pertinenti con gli argomenti delle pagine ma anche, per non dire soprattutto, con le abitudini dell’utente e con i siti che ha visitato in precedenza in particolare, è chiaro che le attività della buona SEO, cioè quelle finalizzate a portare visitatori targetizzati sulla pagina, assume più chiaramente dei contorni ben definiti.

Le attività SEO, del resto, sono da sempre per definizione associate al raggiungimento di un obiettivo: il posizionamento su Google nelle prime pagine in primis, ma anche l’incremento del CTR dei risultati esistenti, l’incremento di traffico a tema sulla pagina, l’aumento del numero di visitatori realmente interessati al sito sulla pagina dai risultati di ricerca.

Pertanto SEO ed Adsense, anche se non sembrerebbe a prima vista, viaggiano a braccetto e possono “aiutarsi” a vicenda. Chi fa buona SEO – in breve – normalmente monetizza bene su Google, anche se non si tratta dell’unico fattore in gioco.

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In genere quindi:

  1. riuscire ad ottimizzare una pagina lato SEO facendo in modo che, per intenderci, sia ben strutturata lato HTML, possieda  un titolo efficace, renda perfettamente chiara la natura della pagina stessa, mette la pagina nelle condizioni di monetizzare efficacemente con Adsense, a patto pero’ che si parli di argomenti, problematiche o prodotti su cui esista un mercato consistente;
  2. le regole di ottimizzazione suggerite da Google per non fare penalizzare il proprio sito lato SEO (istruzioni per webmaster) sono, di fatto, in parte analoghe alle best practices per potenziare i propri annunci Adsense (suggerimenti per Google Adsense); in genere chi realizza buoni siti riesce a realizzare buoni guadagni, sia perchè Google “è contento” del sito sia perchè, molto più concretamente, agli inserzionisti fa piacere apparire su siti di buona qualità;
  3. le posizioni degli annunci spesso influenzano notevolmente la resa degli annunci: annunci messi all’interno degli articoli, ad esempio, di solito sfoggiano prestazioni eccellenti rispetto a quelle, molto più modeste, dell’inserimento all’interno di widget. Analogamente si possono effettuare apposite prove tipo i test A/B per capire quale layout di annunci riesca a rendere meglio, in caso di dubbi. Il layout scelto dal webmaster, pertanto, sarà quello che produce più guadagni nel periodo, ma anche più clic in effetti, visto che basarsi sui guadagni può essere fuorviante visto che le offerte per gli annunci non sono sempre uguali (dipende da quanto l’inserzionista vuole investire, detta in maniera spicciola).Anche qui, per farlo, serve tanto traffico, e la SEO è lo strumenti ideale per procurarne di continuo, costante e tematizzato.
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Concludiamo l’articolo con una serie di suggerimenti pratici per monetizzare siti web sostenuti da attività SEO.

Se i banner Adsense non vengono mostrati: come risolvere

Come abbiamo visto gli annunci di Google permettono agli inserzionisti (chi investe in pubblicità) di promuovere la propria attività sul web (e lo fa tipicamente con Google AdWords) oppure di monetizzare il tuo sito web con annunci altrui (appunto Google AdSense: quanta gente fa ancora confusione tra queste due cose!).

Possono capitare dei casi in cui Google Adsense non riconosca la tipologia di sito o non abbia elementi per poter decidere cosa mostrare, per cui potrebbe non mostrare nulla; ovviamente all’inserzionista conviene evitare questo tipo di situazione. Ho notato, nello specifico, che questa cosa tende a succedere di frequente con i siti aperti da poco, appena creati o non ancora indicizzati su Google; l’indicizzazione, in qualche modo, fornisce ulteriori elementi per capire quali banner saranno mostrati.

Gli annunci, come suggerito da Google stessa, “possono essere pertinenti ai tipi di siti che visiti e ai tipi di app che utilizzi, ma anche ai tuoi interessi e ad altri aspetti“; in altri termini ci sono dei criteri pubblici utilizzati per determinare quale annuncio sarà mostrato sul sito X.

Essi sono (la lista potrebbe non essere esaustiva, fonte):

  • i siti web che ha visitato l’utente con il browser attuale;
  • i cookie del browser;
  • le impostazioni di Gmail, e vari generi di attività relativi al vostro account Google;
  • dati ricavati da altre app di Google per determinare interessi dell’utente;
  • interazione con precedenti annunci.

Quando vediamo annunci di una certa categoria, pertanto, la scelta sarà ricaduta su una serie di considerazioni fatte da Google in base alla pagina in cui esse appaiono (ad esempio: annunci di offerte ADSL su un sito che parla dell’argomento), ma è provato come utenti diversi possano vedere sulla stessa pagina, in base allo storico della propria navigazione ed al proprio “comportamento” come abbozzato nei punti precedenti, annunci differenti sperabilmente pertinenti ai loro interessi.

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Come rientra l’attività SEO in questo tipo di ottimizzazione? Molto, nella mia esperienza in questi anni, deriva da considerazioni effettuate sul tipo di traffico che arriva al sito: può capitare che su certi siti e per certi annunci funzioni meglio, per Google Adsense, un traffico specializzato su una nicchia piuttosto che un traffico generalista. Non ci sono regole, in generale, anche se sicuramente il numero di visite non è tutto e può portare, in casi mal gestiti, a click non validi o a vuoto (persone che cliccano passivamente ad esempio). Certo la tematicità delle pagine – intesa come un sito che parla di libri e rimane pertinente a questo argomento nel tempo – è un fattore indirettamente molto importante per poter guadagnare seriamente con Adsense.

Se ad esempio – piccolo inciso autopromozionale, ma serve anche per capirci – deciderete di investire in annunci Adwords inerenti al settore hosting web, il sito Trovalost.it potrebbe essere una scelta azzeccata su cui puntare.

 

In questo, come abbiamo visto, esistono
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