Apple accusa Corellium di violazione del copyright


Pubblicato il: 06-01-2020 10:41

Corellium è una startup tecnologica che si occupa di Mobile Device Virtualization: una disciplina che sfrutta le più avanzate tecnologie per consentire la virtualizzazione dei sistemi operativi mobile. E lo fa non soltanto con Android, ma anche con iOS: chiaro che la cosa non potesse essere vista di buon occhio dalla Apple, che già ad agosto dell’anno scorso aveva denunciato Corelium per violazione del copyright. Non solo: le macchine virtuali di Corellium scanserebbero anche i controlli crittografici ed i check dell’hardware, da sempre motivo di prestigio e sicurezza per le macchine iOS, proponendo così un sistema operativo carente qualitativamente (secondo loro) oltre che scopiazzato. Come se non bastasse, questo comporta anche per l’utente la capacità di fare jailbreak, cioè aggirare vari tipi di controlli ed utilizzare gratis app che, di norma, andrebbero pagate. Per la cronaca, per sapere quanto costa accedere al servizio di virtualizzazione iOS bisogna contattare direttamente l’azienda, perchè i prezzi non sono riportati apertamente.

Il punto è che l’azienda accusata di violazione risponde ad un’esigenza pratica molto diffusa tra i programmatori, che è quella di effettuare sviluppo senza ricorrere all’emulazione lato software (che è pesante e complessa) e senza avere un dispositivo Apple a portata di mano (cosa che molte aziende piccole, ad esempio, a volte potrebbero non avere). Un sistema iOS virtualizzato risolve di fatto questi problemi, per quanto crei un precedente che sarebbe significativo se, in fase giudiziaria, i giudici dessero ragione a loro. Cosa che ad oggi sembra improbabile, obiettivamente, ma bisognerà vedere come evolveranno le cose in futuro.

Corellium in sostanza permette agli utenti di crearsi delle istanze virtuali di macchine su cui girano dei sistemi Apple completi, e interagirci a qualsiasi livello: una vera e propria manna dal cielo per chi programma app, in effetti, visto che il tutto avviene via browser e senza dover installare o configurare nulla (e senza nemmeno la necessità di avere un Mac, almeno in fase di test e collaudo). All’accusa di violazione di copyright Corellium ha sempre risposto che Apple non dovrebbe demonizzare il jailbreak, una pratica effettivamente dai risvolti oscuri, ma che – a scopo di ricerca e potenziamento della sicurezza informatica – può essere molto interessante ed utile. Tutto dipende, ovviamente, dall’etica di chi ne fa uso: e sembrerebbe quasi che aziende come Apple non credano troppo, tutto sommato, nella buonafede degli utenti.

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