Categoria: Guide

  • Come tagliare un video su PC (3 metodi rapidi)

    Come tagliare un video su PC (3 metodi rapidi)

    Quante volte ti è capitato di trovarti nella situazione di dover accorciare un video perché troppo lungo e noioso, oppure di voler estrapolare solo una parte che trovi divertente? Oggi ti spiegherò come tagliare in maniera semplice un video usando una serie di tool facili da usare, disponibili gratuitamente a tutti e su più sistemi operativi.

    La scelta migliore per tagliare un video su PC è utilizzare FFmpeg, un tool dalle potenzialità illimitate che funziona su tutti i sistemi operativi. Purtroppo non è accessibile a tutti, infatti FFmpeg è un tool che si utilizza da riga di comando ma per fortuna esistono dei software con interfacce grafiche esaustive che lo integrano e lo rendono fruibile a tutti, tra le diverse GUI a disposizione, quella che ho trovato più completa è Shutter Encode, una GUI per FFmpeg open source e completa di ogni strumento necessario all’editing video.

    Come tagliare un video su Windows

    Se possiedi un PC Windows, in base alle tue esigenze, avrai a disposizione diversi modi per tagliare un video. Se non ti importa di avere il controllo sulla qualità finale del video e vuoi che sia tutto in mano a Windows, allora puoi usare come programma per tagliare i video l’editor integrato di Windows.

    Ti basta aprire il video con l’app Film e TV già integrata su Windows oppure con l’app Foto.

    Aperto il video con l’app Film e TV, troverai in basso a destra un’icona a forma di matita (1), clicca sulla matita e poi su Taglia (2) come nello screenshot che vedi sotto.

    tagliare un video su windows app film e tv passo 1

    Ti si aprirà l’editor che ti permetterà di modificare la durata del video. Muovendo i due cursori rossi presenti sulla linea del tempo (3) definisci l’inizio e la fine del video. Dopo aver posizionato i cursori dove desideri, ti basta cliccare su Salva una copia (4) per salvare il tuo nuovo video ritagliato.

    tagliare un video su windows app film e tv passo 2

    Come tagliare un video su tutti i sistemi operativi

    Se vuoi avere il controllo sul video che stai modificando, ad esempio vuoi comprimerlo dopo averlo tagliato oppure vuoi adattarlo a schermi più piccoli, la scelta migliore è usare software appositi per tagliare video come Shutter Encode o FFmpeg. Grazie a questi tool potrete modificare video su Windows, Mac e qualsiasi distribuzione di Linux.

    Tagliare un video con FFmpeg

    Se non hai paura di usare un terminale e trovi le interfacce grafiche dispersive e caotiche, allora FFmpeg fa al caso tuo. È open-source e disponibile su tutti i dispositivi, infatti puoi usarlo su Windows, Mac, Linux ed anche su Android se sai usare Termux.

    Con FFmpeg hai a disposizione uno strumento molto potente in quanto ti consente di tagliare qualsiasi video in un attimo. Infatti, basta un comando simile per poter ottenere uno spezzone di video dal minuto 1 al minuto 1:30:

    ffmpeg -ss 01:00 -to 01:30 -i big_buck_bunny_1080p_h264.mov bunny_tagliato.mov

    In questo modo FFmpeg preleva la posizione del video in ingresso definita dal parametro -i e lo taglia dalla posizione iniziale definita da -ss alla posizione finale definita da -to. Se invece di -to usiamo il parametro -t invece possiamo definire quanto deve essere lungo lo spezzone di video da tagliare. Ad esempio:

    ffmpeg -ss 01:00 -t 90s -i big_buck_bunny_1080p_h264.mov bunny_tagliato.mov

    Con questo comando abbiamo definito che il video finale deve partire dal minuto 1 e durare 90 secondi. Usando combinazioni di questi parametri si possono ottenere risultati differenti. Ad esempio possiamo tagliare tutto l’inizio di un video usando solo il parametro -ss oppure definire la durata di un video usando solo il parametro -t o, infine, definire a quale minuto il video deve concludersi usando il parametro -to.

    I tempi possono essere definiti sia nel formato mm:ss (minuti:secondi) oppure per filmati molto lunghi usando hh:mm:ss (ore:minuti:secondi). Un altro metodo è indicare solo i secondi che possono essere scritti con solo il numero o il numero accompagnato da una s.

    Se vuoi avere un maggiore controllo su prodotto finale, puoi applicare altre opzioni come in questo caso:

    ffmpeg -t 60s -i big_buck_bunny_1080p_h264.mov -c:v libx265 -vf scale=-1:720 -b:v 500k bunny_ridotto.mp4

    In questo caso ho modificato il codec nel formaco h265/HEVC, il bitrate del video a 500kbit/s ed ho ridotto la risoluzione a 720p. Inoltre, cambiando l’estensione da mov a mp4 è cambiato anche il container.

    Per avere più informazioni su come usare le diverse opzioni di FFmpeg consulta la Wiki redatta dal team di sviluppo.

    Tagliare un video con Shutter Encode

    Come hai visto FFmpeg è un tool molto potente con diverse potenzialità, però non è alla portata di tutti visto che richiede l’uso del terminale.

    Alternative?

    La soluzione può essere Shutter Encode, un’interfaccia grafica che ti permette di fare tutta la magia di FFmpeg senza doverti sporcare le mani.

    Dopo aver scaricato ad avviato il programma, trascina il file da tagliare nella finestra del programma (1) e poi seleziona l’operazione da svolgere (2), in questo caso taglia senza re-codifica, poi vai a selezionare l’area del video da tagliare (3) spostando e ridimensionando con il cursore del mouse il riquadro blu indicato dalla freccia.

    Alla fine ti basta cliccare su Esegui operazione (4) e il gioco è fatto. Nella stessa cartella del file di partenza troverai il video tagliato.

    Come tagliare un video con Shutter Encode
  • Come verificare una pagina Facebook

    Come verificare una pagina Facebook

    Le pagine Facebook verificate hanno il vantaggio di apparire prime su molte delle ricerche effettuate dagli utenti: vediamo come sia possibile farlo mediante una semplice verifica telefonica, oppure – in alternativa – mediante una semplice bolletta intestata all’azienda.

    Procedura passo-passo per verificare una pagina Facebook

    Andiamo anzitutto sulla pagina in questione, e chiediamo di avere i privilegi di amministratore: solo così sarà  possibile ottenere la spunta blu nei risultati di ricerca. Clicchiamo a questo punto, una volta loggati nella pagina come amministratori, su Impostazioni in alto a destra.

    Quello che dobbiamo cliccare tra le varie opzioni è proprio Verifica questa pagina, come mostrato nell’immagine successiva. Per verificare la pagina è necessario un numero di telefono attivo e funzionante, su cui Facebook effettuerà  una chiamata automatizzata, come vedremo.

    A questo punto apparirà  una schermata del genere, in cui è richiesto numero di cellulare o di telefono aziendale: se siete gestori della pagina per conto terzi, dovrete necessariamente utilizzare un numero di telefono pubblicamente associato all’azienda, altrimenti la verifica non funzionerà . Se si inserisce un numero di telefono non dell’azienda, in sostanza, la verifica non potrà  andare a buon fine.

    Questa alternativa è valida nel caso in cui abbiate accesso al numero di telefono dell’azienda pubblicamente disponibile, e che risulterà  come numero ufficiale a Facebook; in caso contrario, potrete optare, cliccando su Verifica questa pagina con i documenti, per l’upload a Facebook della scansione in JPG o PDF di una semplice bolletta. L’importante in questo caso è che siano ben visibili i riferimenti all’azienda stessa, bene in vista e con la maggiorparte dei recapiti disponibili (soprattutto email e telefono).

    Le due alternative sono equivalenti, e se è tutto ok la visualizzazione delle spunta blu a fianco alla vostra pagina (a mo’ di pagina ufficiale, quindi), sarà  disponibile entro qualche giorno dalla richiesta.

    Photo by illustir

  • Che cos’è Omegle (guida e suggerimenti)

    Che cos’è Omegle (guida e suggerimenti)

    Omegle: Esplorando il Mondo delle Videochat Anonime

    Nel vasto panorama delle piattaforme di videochat anonime, Omegle si distingue come una delle opzioni più popolari e utilizzate. Offre agli utenti la possibilità di comunicare con persone provenienti da tutto il mondo in un ambiente completamente anonimo e senza la necessità di registrarsi. Scopriamo cosa rende Omegle così apprezzato dagli utenti.

    Cos’è Omegle?

    Omegle è una piattaforma di videochat anonima che collega casualmente gli utenti in una conversazione uno a uno. Fondata nel 2009, Omegle ha rapidamente guadagnato popolarità come luogo di incontro virtuale dove è possibile interagire con persone di culture e background diversi senza la barriera della distanza o dell’identità.

    Come Funziona?

    Il funzionamento di Omegle è semplice e diretto. Gli utenti accedono al sito web o utilizzano l’applicazione mobile e vengono collegati in modo casuale ad un altro utente che si trova online al momento. Le chat possono avvenire tramite testo o video, e gli utenti possono decidere se mantenere l’anonimato o rivelare la propria identità durante la conversazione. Inoltre, Omegle offre la possibilità di scegliere tra varie opzioni di conversazione, come “chat video” o “chat testuale”.

    Esplorando Nuovi Mondi

    Omegle offre agli utenti l’opportunità di esplorare nuovi mondi e incontrare persone con interessi comuni o completamente diversi. È un luogo dove è possibile avere conversazioni casuali, scambiare opinioni su argomenti di attualità, condividere passioni o semplicemente fare nuove amicizie. La varietà degli utenti presenti su Omegle rende ogni conversazione unica ed imprevedibile.

    Attenzione e Sicurezza

    Nonostante l’anonimato offerto da Omegle, è importante utilizzare la piattaforma con cautela e consapevolezza dei rischi potenziali. Ecco alcuni consigli per un’esperienza sicura su Omegle:

    • Proteggi la tua privacy: Evita di condividere informazioni personali o sensibili con estranei.
    • Sii consapevole dei rischi: Esistono rischi di incontri indesiderati o comportamenti inappropriati. Se qualcosa ti sembra sospetto, disconnettiti immediatamente.
    • Avvisa i minorenni: I genitori dovrebbero informare i propri figli sui rischi associati alle videochat anonime e monitorare attentamente le loro attività online.
    • Usa il buon senso: Usa sempre il buon senso e affidati al tuo istinto. Se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, potrebbe esserlo.

    In conclusione, Omegle offre un modo intrigante per comunicare online in modo anonimo e incontrare persone nuove. Tuttavia, è importante utilizzare la piattaforma con cautela e consapevolezza dei rischi, mantenendo sempre la propria sicurezza e privacy al primo posto.

  • Che significa “giuria demoscopica”

    Che significa “giuria demoscopica”

    Stai cercando cosa significa giuria demoscopica? Te lo spieghiamo qui!

    Spiegazione “giuria demoscopica”

    Una “giuria demoscopica” è un gruppo di persone selezionate in modo rappresentativo per esprimere le proprie opinioni e valutazioni su un determinato argomento o prodotto. Questa giuria viene scelta in base a criteri che riflettono la diversità della popolazione generale, come ad esempio l’età, il sesso, l’istruzione o la provenienza geografica.

    La giuria demoscopica è quindi un gruppo di persone che partecipa a un processo di valutazione o selezione basato su criteri demoscopici.

    Cosa significa “demoscopica”

    La parola “demoscopica” si riferisce alla demoscopia, dal greco demos (popolo) e scopos (guardare), il che si prefigura come uno strumento utilizzato per raccogliere dati e opinioni dalla popolazione.

    Esempi

    La giuria demoscopica può essere coinvolta in vari contesti. Ad esempio, in politica potrebbe essere chiamata a valutare i discorsi dei candidati o a fornire pareri su proposte di legge. Nell’ambito della ricerca di mercato, potrebbe essere coinvolta nella valutazione di prodotti o nella scelta di campagne pubblicitarie. In sostanza, la giuria demoscopica rappresenta la voce e le opinioni di una porzione rappresentativa della popolazione in un determinato processo decisionale.

    Ad esempio:

    1. La giuria demoscopica è stata selezionata con cura per garantire un’ampia rappresentatività della popolazione, per indicare l’uso e l’utilità della giuria demoscopica.
    2. La giuria demoscopica ha valutato attentamente i prodotti in base ai loro criteri di qualità e design, per indicare che il processo fa parte di una valutazione qualitativa.
    3. La giuria demoscopica ha espresso pareri contrastanti sulla proposta di legge in questione, per sottolineare che sia uno strumento che può fallire e che non vale in assoluto.
    4. La giuria demoscopica ha svolto un ruolo cruciale nel processo decisionale, fornendo un’opinione informata e imparziale.
    5. I risultati del sondaggio sono stati presentati alla giuria demoscopica per una valutazione approfondita.
    6. La giuria demoscopica ha dimostrato una vasta gamma di punti di vista durante il dibattito.
    7. La giuria demoscopica ha influenzato notevolmente l’esito finale delle elezioni attraverso le sue valutazioni e preferenze.
    8. L’azienda ha tenuto conto delle opinioni della giuria demoscopica nella progettazione del nuovo prodotto.
    9. La giuria demoscopica ha fornito preziose indicazioni su come migliorare la comunicazione e l’efficacia della campagna pubblicitaria.
    10. La giuria demoscopica ha riflettuto le diverse prospettive della popolazione, contribuendo a garantire un processo decisionale equo e inclusivo.
  • Come rinominare il link di un sito

    Come rinominare il link di un sito

    Per rinominare il link di un sito ci sono due modi diversi, a seconda dei casi e di quello che abbiamo bisogno di fare.

    Rinominare un permalink da WordPress

    Poniamo di avere un indirizzo internet qualsiasi che desideriamo rinominare: ovviamente se abbiamo il controllo del sito su cui è ospitato quel link, possiamo pensare di rinominarlo (ad esempio da WordPress) mediante l’editor del singolo articolo. Se ad esempio abbiamo, quindi, un articolo di un blog:

    tuosito.it/articolo-test

    basterà  cambiare il permalink da WordPress cliccando su modifica (a fianco di permalink, sotto il titolo dell’articolo, dal backend e dopo aver fatto login) per poterlo rinominare facilmente. In questo modo dovremo poi cliccare su Pubblica o aggiorna per poterlo vedere con il nuovo URL che abbiamo scelto, ad esempio:

    tuosito.it/altro-nome-articolo

    Ricordiamoci che, quando rinominiamo un permalink, dobbiamo fare attenzione ad usare un nome che sia unico per il sito, e che se appare “-2” dopo il nome che abbiamo scelto vuol dire che non possiamo utilizzare quell’URL visto che è già  “Occupato” da un altro articolo. Per usarlo, basterà  cancellare l’URL vecchio (e toglierlo pure dal cestino), oppure dovremo:

    1. rinominare l’URL vecchio da nome-che-vuoi-usare a nome-che-vuoi-usare-OLD;
    2. rinominare il permalink che vogliamo utilizzare come nome-che-vuoi-usare.

    Rinominare un URL da qualsiasi sito

    Per rinominare un indirizzo internet qualsiasi, ad esempio un sito che vogliamo consigliare o monitorare, possiamo fare uso di un servizio come Bitly.

    Bitly è uno dei migliori servizi di URL shortening, diventato popolare anche grazie a numerose campagne di web marketing che si sono viste negli ultimi anni. Per farne uso basta andare su Bitly, dovete fare un bel su Create (una volta fatto login con Twitter o Facebook o un proprio indirizzo email) che trovate in alto a destra, e poi inserire l’URL che si desidera accorciare.   Si può anche inserire un title nel bitly creato, e poi sarete pronti a copia-incollarlo dove preferite, creando così una scorciatoia per il vostro indirizzo preferito.

    Supporta nella versione free fino a 500 URL diversi, limite superabile solo a pagamento a costi davvero piccoli, almeno ad oggi.

    Servizi come bitly vengono anche detti accorciatori di URL o URL shortner.

    Come rinominare gli URL con Bit.ly

    Per rinominare i vostri URL bisogna:

    1. andare all’indirizzo Bitly.com;
    2. fare login col vostro account Google, Facebook o Twitter (i dati di accesso, per la cronaca, resteranno non pubblici e riservati solo a voi; la password non sarà  condivisa con Bitly);
    3. inserire il nome di un indirizzo da accorciare (ad esempio http://www.stophost.it/blog/wordpress-joomla-quale-scegliere-64.html) e postarlo all’interno della casella;
    4. cliccare su Shorten URL;
    5. ricopiare, per concludere, l’URL generato (nel caso specifico http://bitly.com/indirizzo_qualsiasi) per utilizzarlo dove vorrete, o salvarlo in un file di testo per il futuro. Potete sia scriverlo voi che farlo generare a caso dal sistema, nel primo caso dovrete trovarne uno libero per tentativi.

    Come vedete di seguito, nella lista sono progressivamente elencati gli indirizzi che avrete generato nel tempo, con indicazione di data e numero click.

  • Come impostare la velocità  di riproduzione degli audio su Whatsapp

    Come impostare la velocità  di riproduzione degli audio su Whatsapp

    Il tempo è prezioso, e anche se ci siamo abituati a prendercene un po’ di più per noi (per via della situazione pandemica, ovviamente), tutti tremano quando si vedono arrivare sul proprio account WhatsApp audio di 2, 3 o più minuti. La famosa canzone dei Thegiornalisti, del resto, racconta un po’ anche l’ansia legata al “vocale da 10 minuti“, e anche se la persona ha tutte le buone intenzioni del mondo (nella canzone voleva solo dirci quanto fosse felice e quanto fosse anche transitoria quella condizione, in fondo). Telegram sembra essere arrivato ad una soluzione in tal senso: quando ci arriva un audio lì, di fatto, possiamo riprodurlo a maggiore velocità , in modo che già  un audio di 10 minuti possa diventare di 5, impostando la velocità  2 volte quella normale (2X). E su WhatsApp?

    Usare la versione beta di Whatsapp: perchè sì, perchè no

    Da tempo gira una voce, confermata dallo sviluppo della versione beta di WhatsApp: è in fase di test a quanto sembra da qualche giorno la funzionalità  di velocizzazione dei messaggi audio. La funzionalità  in questione pero’ appare soltanto ai tester della versione beta dell’app, che non è altro se non quella di prova che fanno provare ad uno staff di volontari sparsi per il mondo, che provano a vedere se funziona sui rispettivi telefoni e poi danno feedback agli sviluppatori. Se avete voglia di cimentarvi e volete provarla subito, potete pensare di installare la versione beta aderendo al programma. È una cosa un pochino più tecnica, e chiaramente non potrete usare la versione beta (che va installata a parte dopo aver cliccato su DIVENTA UN TESTER)   per l’uso quotidiano di WhatsApp. Certo è che potrete curiosare nella nuova funzione, che a quanto pare è già  disponibile su quello che potrebbe essere uno dei pre-rilasci dell’app più interessanti del 2021. Ma non vi sentiamo di consigliarvelo, a questo punto, perchè si parla di questa feature da così tanto tempo che ragionevolmente già  nelle prossime versioni o update potrebbe essere direttamente disponibile.

    Sulla versione attuale di Whatsapp, non c’è nulla (per ora)

    Abbiamo voluto testare con mano la cosa, dato che il web è pieno di articoli che annunciano una cosa che non c’è ancora, almeno ad oggi, e che pero’ sarebbe davvero molto utileSul telefono Android sul quale ho fatto il test sul campo, non sembra esserci traccia, per ora, della funzione in questione: c’è anche da dire che WhatsApp non ci appare tra le app aggiornate di recente, quindi potrebbe essere un indizio di una feature che potrebbe essere inserita nei prossimi update.

    Come attivare la doppia velocità  di riproduzione su WhatsApp

    ad oggi, l’unico modo per riprodurre gli audio di WhatsApp ad una velocità  2X quindi il doppio del normale è quello di installare l’app integrativa Audio Speed Up di Lorenzo D’Auria, che dovrebbe introdurre la velocità  “regolabile” come già  presente da tempo per gli audio di Telegram. Potete impostare da qui la velocità  di riproduzione dei vocali del vostro WhatsApp, e sarete a posto: almeno fin quando gli sviluppatori dell’app non si saranno decisi ad introdurla, finalmente, come funzionalità  nativa.

    Foto di Marco Antonio Gonzalez Cardenas da Pixabay

  • Da chi sono gestite le varie estensioni di dominio su internet?

    Da chi sono gestite le varie estensioni di dominio su internet?

    Vi siete mai chiesti chi ci sia “dietro” le singole estensioni di dominio? Ad esempio è ben noto – almeno dovrebbe… – che i domini .it siano gestiti dal NIC, l’ente legato al CNR che gestisce le pratiche di registrazione, rinnovo e scadenza dei domini con questo TLD. I domini .com, invece, si trovano ad essere storicamente gestiti da VeriSign Global Registry Services, l’azienda che detiene il controllo di questa estensione.

    La lista potrebbe continuare, annoverando ad esempio il registro dei domini .eu (EURid vzw/asbl) oppure Uniregistry, Corp. per i domini con estensione .sexy.

    Per essere più precisi, bisogna dire che tale “sponsorizzazione” può essere messa in atto a diverso titolo:

    1. se si tratta di domini geografici come .de o .it, la gestione viene delegata a livello nazionale;
    2. per domini a carattere commerciale, o relativo a nicchie di mercato, invece, si tratta di una vera e propria sponsorizzazione (domini .asia, .cat, .coop, .edu e via dicendo);
    3. per domini generici, inoltre, possono essere gestiti da aziende private molto grosse.

    Di fatto questi enti commerciali e nazionali offrono a molti hoster la possibilità  di registrare, tramite loro, direttamente i nomi di dominio che registriamo periodicamente. Ci sono anche numerosi provider che sono accreditati a registrare direttamente le estensioni, e questo riguarda di norma gli hosting più grossi.

    (fonte: Iana.org)

  • Come collegare cavo trifase 3P+N+T e 3P+T 400V

    Come collegare cavo trifase 3P+N+T e 3P+T 400V

    Come si fa a collegare un cavo elettrico della trifase? L’operazione è comune quando, ad esempio, nell’ambito di spettacoli artistici viene fornita la corrente direttamente dall’ENEL, e deve essere effettuata con perizia e massima cura per evitare seri pericoli nelle zone circostanti.

    Attenzione: questa procedura deve essere eseguita sempre da personale tecnico abilitato (elettricisti) e specializzati.

    La norma CEI 16-4 / EN 60446 stabilisce per i fili elettrici degli impianti trifase un preciso codice colore:

    Fase R detta anche L1, di colore nero, grigio o marrone (da 400/230 V)
    Fase S detta anche L2, di colore nero, grigio o marrone (da 400/230 V)
    Fase T detta anche L3, di colore nero, grigio o marrone (da 400/230 V)
    Neutro N, di colore azzurro o blu
    Terra/schermo, di colore giallo-verde

    Attenzione a non confondere la fase T con la terra, visto che hanno funzionalità completamente differenti: in generale è importante, comunque, collegare correttamente alla presa ogni singolo filo.

    Di seguito viene illustrato il collegamento di un cavo della 380 trifase ad una spina industriale rossa a cinque poli (Spina 3P+T a 400V di tensione e 16A di corrente): vediamo come il nero, il marrone ed grigio-blu siano collegati alle fasi (i connettori in alto) mentre il neutro sia collegato in basso (blu) ed il giallo-verde in basso.

    Fare molta attenzione quando si effettuano tali collegamenti, e rispettare i colori indicati dalla normativa per evitare pericolose ambiguità nell’uso futuro. Fare inoltre attenzione a non inserire troppo in profondità ognuno dei cinque fili, evitando nel contempo di “sbucciarlo” più del necessario ma lasciarlo a misura, in modo che la copertura di plastica non sia toccata dalla vite.

     

    La morsettiera rappresentata nella foto qui sopra rappresenta tre fasi (i primi tre contatti) più un quarto neutro (il primo da destra): nelle situazioni reali non è raro che il quinto filo (il dispersore di terra) sia del tutto assente, il che rappresenta un sostanziale rischio per la sicurezza. Quando ci si collega ad un sistema trifase, ad esempio in caso di manifestazioni all’aperto, è comunque opportuno collegare l’impianto luci su una singola fase e l’impianto audio su un’altra: in questo modo sarà possibile evitare possibili interferenze tra le correnti oltre che pericoli provenienti da sovraccarichi.

  • Come si creano le e-mail temporanee (+3200 servizi)

    Come si creano le e-mail temporanee (+3200 servizi)

    Come creare una mail temporanea “usa e getta”? Lo vediamo in questo articolo.

    L’uso principale degli indirizzi di posta temporanea può essere dovuto a varie esigenze: ad esempio quando mi capita di testare servizi web di natura dubbia che richiedano un indirizzo email preferisco generare un indirizzo temporaneo per non avere il problema dello spam ricevuto in seguito. È cosa comune, inoltre, che l’indirizzo email che utilizzamo per registrarci a siti e servizi web (spesso dalla parvenza gratuita) venga “riciclato” indebitamente a scopo di mail marketing: motivo per cui l’uso di questo genere di servizi è giustificato dal voler ricevere meno spam.

    Cosa sono le email temporanee

    Le email temporanee sono delle caselle di posta a scadenza breve, che risultano convenienti quando ci si registra a siti di dubbia autorità  o serietà , come accennato all’inizio, oppure che possiamo usare per testare dei servizi di posta elettronica. In alternativa, registrare ogni volta un nuovo indirizzo Yahoo! o Gmail costa più tempo e fatica, se vogliamo, per cui questi servizi “a tempo” finiscono per fare al caso nostro.

    I servizi di mail temporanea permettono di essere aperti in pochi semplici click, invece, senza richiedere documenti o dettagli personali di alcun genere; addirittura alcuni dei siti che vedremo creano in automatico, già  all’apertura, una mail temporanea già  pronta all’uso da essere utilizzate.

    Vediamo quindi la lista dei principali servizi di email temporanea. Attenzione: il fatto che siano email temporanee non vuol dire che siano anonime: quasi certamente questi servizi tracciano dei log interni, e possono ricorrere agli stessi nel caso di segnalazione di abusi. Sono email difficilmente rintracciabili in caso di abusi, senza dubbio, ma non sono pensate per questo utilizzo (e naturalmente, come molti altri casi, dipende tutto dall’uso che ne fanno i soliti smanettoni).

    Per la massima privacy potete, ad esempio, utilizzare servizi come TOR per di accedere ai siti indicati (ovviamente, è sottinteso: non spammate 🙂 ).

    GuerrillaMail

    GuerrillaMail semplifica pesantemente il tutto, e vi risparmia di dover inserire alcunchè: dopo aver inserito il nome del sito nella casella del vostro browser, avrete l’indirizzo già  bello e pronto per essere utilizzato, con durata di massimo 60 minuti estendibili.

    Non serve, in questo caso, fornire un indirizzo email di riferimento, con maggiori vantaggi per la sicurezza e la privacy.

    Temp-Mail

    Temp-Mail vi permette di creare un alias della vostra mail – quest’ultima dovrete digitarla nell’apposita casella – ed il nuovo indirizzo, generato casualmente, si auto-distruggerà  dopo 3, 6, 12 o 24 ore a vostra scelta. Io ci ho provato e funziona, le notifiche di ricevimento arrivano immediatamente nell’indirizzo da me specificato, anche se ovviamente così facendo rimane comunque una copia della mail presumibilmente riservata e non criptata.

    Mohmal

    Mohmal è invece leggermente più avanzato, in quanto permette di creare un alias del vostro indirizzo email ed un eventuale reminder a cui inviare le risposte. Anche qui è possibile decidere quanto tempo si debba far durare la mail ad uso temporaneo (12, 24 ore oppure un giorno fino a tre mesi).

    10MinuteMail

    10MinuteMail merita una citazione anche solo per il nome: serve a creare email con 10 minuti di vita, rinnovabili via click (altrimenti scadono e vengono cancellate). Molto semplice da utilizzare e da ricordare, inserite la vostra mail reale e riceverete tutte le informazioni sul vostro indirizzo mediante un nuovo indirizzo casuale e fake.

    Jetable

    Jetable.org fornisce un ulteriore servizio anti-spam, utilizzabile per le registrazioni a servizi di natura dubbia e sempre mediante web, ma al tempo stesso scrive chiaramente che gli header delle mail ed i log vengono conservati, quindi non è un servizio realmente anonimo.

    FakeMail.net

    Mi sembra doveroso citare Fakemail.net, a questo punto, perchè è uno dei servizi che ho provato che sfrutti una protezione sulla connessione di tipo SSL (https) con certificato valido (almeno, stando al mio Firefox). Il funzionamento del tutto è completamente identico ai casi precedenti: fornisci una mail di riferimento (la tua, ad esempio) e puoi creare un alias con un nome a tua scelta.

    Altro servizio che esiste storicamente da un po’; le email durano un’ora da quando vengono create, poi sono cancellate.

    YOPMail

    YOPMail ci offre la possibilità  di creare un indirizzo del tutto casuale oppure con un nome a nostra scelta. Dopo aver fatto la nostra scelta, l’indirizzo sarà  direttamente abilitato per i successivi 15 minuti. Se non vedete nulla, potete provare ad aggiornare la pagina del sito e compariranno i messaggi in entrata in automatico. Il tempo di vita della mail in questione è aggiornabile direttamente con un apposito link, ogni volta di altri ulteriori 15 minuti (non cumulabili).

    PookMail (solo per sviluppatori)

    PookMail, infine, è uno storico progetto ormai non più funzionante, spirato nel 2008, che i suoi creatori hanno saggiamente deciso di rilasciare in open source. Sviluppato in PHP, è a disposizione di chiunque volesse cimentarsi a creare un servizio del genere su un proprio dominio, installandolo in autonomia. Se vi va, esiste anche questa possibilità .

    A che servono le mail temporanee

    La creazione di email temporanee può essere utile per poter provare servizi sul web senza avere l’obbligo di utilizzare una mail privata, potenziale oggetto di spam in seguito. Può servire anche, ad esempio, per scopi di servizio e di test di invio delle email, per verificare che non siano in blacklist oppure non siano bannate per altri motivi.

    Le mail temporanee sono un servizio molto utile e poco noto per chi, ad esempio, non volesse esporsi su un sito web utilizzando la mail aziendale o quella privata, evitando quindi la possibilità  di ricevere email indesiderate di pubblicità  o peggio. A tale scopo, si possono sfruttare uno dei seguenti servizi allo scopo di migliorare il proprio anonimato.

    Questa mail si autodistruggerà  tra 15 minuti!

    Roba da film di spionaggio, quindi? Sì e no! Ovviamente i servizi di mail temporanea non vanno bene se intendiamo creare degli account su vari siti o forum da poter recuperare in seguito: anche un semplice recupero della password in questo caso sarà  impossibile, visto che le mail di questo tipo durano tipicamente poche ore dalla creazione o, al massimo, pochi giorni.

    Come usare le mail temporanee

    Senza entrare nel merito del perchè dovremmo ricorrere ad una mail temporanea anonima (le motivazioni possono essere varie, molte delle quali perfettamente lecite), vediamo quali sono i siti che permettono di farlo e quanto tempo è necessario per crearne una. Nella totalità  dei casi si tratta di servizi accessibili via web: per incrementare il proprio livello di privacy, comunque, si può pensare di (e si deve, in molti casi) adottare un software per l’anonimato modello Tor. I servizi indicati sono tutti, inoltre, gratis e senza alcuna registrazione vera e propria richiesta. Mi riservo di analizzare il codice dentro PoolMail (un software open source per le mail temporanee) perchè ho il dubbio che questi servizi non siano poi così sicuri: di fatto, ad esempio, si instaura pur sempre un’associazione tra il vostro indirizzo reale ed uno fake creato dal sistema, e bisogna capire se nel database rimanga effettivamente traccia di tale associazione allo scadere del timeout.

    Non ho qui considerato i servizi che permettono soltanto di inviare mail, perchè la cosa non ha molto senso e perchè, forse soprattutto, di spam in giro ce n’è già  abbastanza e non è il caso di incoraggiarlo.

  • Spamming: che cosa vuol dire?

    Spamming: che cosa vuol dire?

    Spammare o inviare spam significa sostanzialmente inviare messaggi indesiderati a qualcuno, utilizzando uno qualsiasi dei tanti mezzi che internet mette a disposizione: email, chat, social network e così via.

    Spammare è una parola che è diventata molto generica negli ultimi anni, e che ha finito per estendere la propria accezione: si spamma via email, in genere, ma lo si fa purtroppo anche sui social network ed addirittura dentro Whatsapp. Quando si spamma, in sostanza, si inviano messaggi indesiderati, quindi ad esempio link pubblicitari, ma si può fare anche inviando generici messaggi che non siano prettamente richiesti.

    Un esempio sono alcune discussioni sui social, tra i commenti delle quali è possibile trovare utenti che, solitamente con account fake, vanno a postare offerte promozionali non richieste in modo da sfruttare indebitamente la visibilità  di un post.

    La facilità  con cui si può spammare è legata al fatto che internet è prevalentemente gratuita, e ci vuole poco a creare un account per poi spammare o inviare messaggi indesiderati potenzialmente a chiunque. Evitare lo spam significa anche rispettare la netiquette di internet, un concetto quasi dimenticato che invece andrebbe urgentemente rivalutato.

    Per difendersi dallo spam ci sono varie contromisure possibili: segnalare gli account non conformi alle netiquette o che ci stanno infastidendo, utilizzare dei filtri antispam e così via.