A cosa serve la cache? Siti, app e dispositivi funzionano anche grazie a questo meccanismo, andiamo a scoprirlo

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In generale

La cache in informatica rappresenta, storicamente, una memoria molto piccolo ed altrettanto veloce utilizzata per velocizzare determinati tipologie di operazioni, specialmente quelle eseguite molto di frequente; in molti casi, poi, la memoria cache viene utilizzata e sfruttata dai software a livello hardware, in modo da velocizzare le operazioni e fare in modo che i dati più frequentemente richiesti siano disponibili, oppure sia disponibili da subito in forma pre-calcolata, nel brevissimo periodo.

La cache di Android / Windows Phone / iOS

Ognuno tra i sistemi più comunemente utilizzati sfrutta a modo proprio meccanismi di cache: Android, ad esempio, dedica ad ogni app che fa girare uno spazio di cache riservata, per cui ognuna delle app dispone di un proprio spazio riservato che può sfruttare per velocizzare determinate operazioni.  Ovviamente esistono meccanismi analoghi anche nei sistemi Windows Phone ed in quelli Apple.

La cache del browser

A livello di browser la cache viene utilizzata per dare l’impressione all’utente di navigare più velocemente, e per fare in modo di limitare le richieste HTTP che vengano rivolte al server (nello specifico, precaricando e/o memorizzando le richieste più frequenti nel browser stesso). In questa situazione sarà associata una durata alla cache (tempo di scadenza), in modo da essere massimamente efficiente per tutti gli utenti, superata tale “data di scadenza” (EXPIRE) i dati saranno calcolati una nuova singola volta, per poi essere disponibili nella cache per tutto il periodo successivo. Per maggiori informazioni in merito si veda l’articolo su come impostare la cache del browser sul proprio sito.

La cache dei CMS

In senso lato, molti CMS come WordPress dispongono di un proprio sistema di cache, il quale può operare più livelli uno dei più diffusi ad esempio quello dei Transient, che permette di attivare una cache livello di database gli accessi in lettura alle zone di database più frequentemente accedute, riducendo così il tempo di caricamento della pagina in modo considerevole. In questi casi alla cache viene associata – come spesso avviene anche in altri scenari – una durata massima, che può essere relativa ad un giorno, a poche ore, ad una settimana e così via. In generale sono i linguaggi stessi a disporre di un meccanismo di cache a vari livelli, anche se poi a livello pratico si tende a sfruttare quella dei framework, dei server, oppure quella messa a disposizione da una combinazione dei precedenti.

Perchè cancellare la cache

Quando cancelliamo la cache, di fatto, quello che succede è che viene resettata l’area di memoria contenente i dati pre-calcolati, per cui l’app o il server sarà costretto a ricalcolarli e a riempirli con dati freschi. Questo non vuol dire che i dati vengano cancellati a livello globale o permanente, ovviamente, a meno che l’app o il sito non siano stati progettati o implementati in modo carente o difettoso. Cancellare la cache, pertanto, è fondamentale per aggiornare correttamente le operazioni di app, siti o simili, e questo ovviamente vale in generale per qualsiasi livello di applicazioni o sito web disponibile.

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