Come fare SEO sui siti per adulti

Come fare SEO sui siti per adulti

Il mondo dei siti per adulti è decisamente difficile per chiunque voglia fare SEO: questo perchè il settore è altamente concorrenziale, molte query di ricerca sono in mano ai soliti competitor da anni, e non è facile entrare in competizione: se non mediante strategie a medio-lungo termine, costanza ed una opportuna pianificazione.

Muoversi in questo ambito può essere comunque, al di là delle ironie e dei soliti discorsi più o meno “moralisti”: che si faccia o meno black hat, o che si decida di studiare uno o più manuali SEO (e la cosa, di per sè non basta: ci vuole sempre una buona dose di pratica affiancata alla teoria),  l’attività di SEO sui siti porno o erotici è più “formativa” di qualsiasi altra. Questo perchè la concorrenza è molto cinica, e – così come accade per settori gemelli come ad esempio il gioco d’azzardo online – costringe il consulente, o chi si dedica all’attività di ottimizzazione, a doversi districare nel massimo numero possibile di difficoltà, senza considerare che è davvero difficile forzare anche un link banale, e la maggioranza di quelli che trovate sono a pagamento (sconsigliati sempre, anche qui).

Questa attività è da considerarsi una vera e propria “palestra” per chiunque voglia imparare sul “campo di battaglia” le strategie SEO più borderline: si consideri pero’ che, in molti casi, è difficile anche solo misurare i risultati. Le SERP delle query per adulti o legate alle varie nicchie di portali porno, infatti, sono molto instabili, e rendono difficile qualsiasi analisi di tipo induttivo (partire da casi particolari per stabilire una regola generale) o deduttivo (far derivare una conclusione specifica da premesse generiche). Non è possibile stilare una lista di “how-to” del settore, ed uno dei motivi per cui trovate poco in rete è legato proprio a questa difficoltà. In linea di massima, quello che si cerca di fare è produrre sempre contenuti unici (anche qui), quindi i video e le immagini che abbiamo solo noi sono da preferirsi a quelle copiate da altri siti. Al tempo stesso, i migliori backlink che possiamo ottenere sono legati a blog satellite, forum di settore (bisogna saperli trovare, ma ci sono), guest post (se ve li permettono) e soprattutto siti di recensioni e comparazione di siti per adulti. Queste sono le migliori fonti di link in assoluto, senza considerare le directory e simili.

Per questa ragione, in un certo senso, Google è arrivata a deprecare del tutto queste attività, spesso assimilandola ad un comportamento da spammer quasi a priori: nelle guide ufficiali per webmaster non vi è, in effetti, alcuno specifico riferimento ai siti per adulti. Qualsiasi comportamento o attività SEO legata a siti porno viene considerata come metafora di spam, e questo la dice lunga; vuol dire che sono i link naturale a fare la parte del leone, certo, ma chi sarebbe disposto davvero a linkare un sito di feticisti o uno di porno orientale? Valgono le solite disposizioni che sono normalmente applicate ai siti web di altra natura (indicizzazione, link building, ottimizzazione locale, ottimizzazione globale, ecc.), il resto dipende dal sito e dalla pianificazione editoriale che ne abbiamo fatto.

Quello che conta, quindi, è che il nostro sito offra contenuti di valore, soprattutto originali: questo vale soprattutto per i siti che monetizzano mediante affiliazioni, che sono anche i più esposti a possibili penalizzazioni. Per acquistare contenuti (video, immagini, ecc.) ci sono degli appositi marketplace per adulti, che possono concedervi (di solito in esclusiva, ma non sempre) questo genere di contenuti da proporre, a pagamento, nel vostro sito. Qui la SEO deve per forza fare i conti con il modello di business del sito, non si tratta “solo” di far fare certe cose al webmaster o far scrivere determinati articoli. È quindi indispensabile un buon lavoro collaborativo da parte di tutti gli “attori” che operano sul sito.

In quest’ambito le strategie classiche di article marketing sono molto più complesse da attuare: di norma, infatti, i siti gratuiti non permettono link a siti per adulti, e bisogna valutare la possibilità di lavorare su portali a pagamento (col rischio di essere accusati di promuovere paid link o schemi di link). Le strategie di comment marketing funzionano solo in rarissimi casi (blog per adulti particolarmente ingenui o che non sanno nulla di link building), ed i forum e le community permettono di promuovere il proprio sito porno soltanto a certe condizioni (dopo aver scritto un bel po’ sul sito, di fatto).

L’ottimizzazione a livello locale, inoltre, è utilizzabile solo per affinare i risultati, ed anche lì le trappole sono decisamente insidiose perchè l’unico modo possibile di lavorare sembrerebbe essere mediante keyword stuffing. Questi esempi dovrebbe far capire che sviluppare strategie SEO per siti per adulti non è agevole, è decisamente più lungo e costoso e dovrebbe essere valutato con più accortezza del solito. Diversamente, ci si può “buttare nella mischia” sfruttando tecniche black hat, ovviamente a proprio rischio e pericolo.

(credits immagine: fabioderby)

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