Guida generale all’uso di WordPress

Guida generale all’uso di WordPress

Vorresti imparare ad usare WordPress per il tuo blog? Ti piace scrivere su un argomento e vorresti trovare un modo flessibile e veloce per pubblicarlo online? Hai un’idea imprenditoriale che desideri promuovere mediante internet? WordPress può essere una risposta concreta alle tue necessità, ed in questo articolo proverò a riassumere i principali motivi e le cose più importanti da conoscere e sperimentare.

In questo articolo proporrò quindi un tutorial quanto più possibile completo all’uso di WordPress, il blog tra i più popolari del momento nonchè tra i meglio realizzati, più facili da usare, free ed (ovviamente) open source. Questa guida, in particolare, cercherà di dare delle indicazioni utili per le più sentite esigenze degli utenti, a cominciare dalle guide basilari a finire con quelle più avanzate.

Il livello di difficoltà delle varie azioni e degli interventi proposti sarà crescente – per cui documentatevi, se necessario, con le informazioni di cui non foste a conoscenza. In questo sito cercherò di essere completo al massimo anche perchè, come vedrete, ho parlato di WP in più occasioni e sotto numerosi punti di vista diversi.

Iniziamo: perchè usare WordPress?

Tanto per cominciare: per quale motivo proprio WordPress? In altri termini, quali possono essere le motivazioni che stanno spingendo webmaster, sviluppatori e blogger verso WP anno dopo anno? Le ho provate a riassumere all’interno di un post precedente su questo sito, illustrandone i vantaggi, le potenzialità e la facilità d’uso rispetto ad altri sistemi analoghi. Tra i principali motivi ci sono: il fatto che sia una piattaforma molto efficace per la pubblicazione di contenuti (per copywriter, blogger e content marketer è uno strumento molto utilizzato), e la sua presenza di numerosi plugin per coprire ogni singolo aspetto delle vostre attività online.

Come installare WordPress: passo zero

Una volta deciso di utilizzarlo, il passo successivo è quello di capire come si installa: le procedure per installare WP sono due, e le linko di seguito:

  1. come installare WordPress su un hosting, per chi avesse un po’ più di esperienza;
  2. come installare WordPress sul proprio computer, al fine di sperimentare e capire meglio il suo funzionamento.

A livello di WordPress su un sito pubblicamente visibile o in remoto, esiste un’ulteriore distinzione tra la versione gratuita di base e quella in hosting, che è stata da me illustrata qui. Se siete principianti dovrebbe (e potrebbe) bastarvi la versione gratuita, che vi mette a disposizione l’ambiente base senza plugin ed è indicata per chi voglia concentrarsi solo sui contenuti. Se invece avete intenzioni più legate al mercato potrebbe essere ideale usare quella su hosting, consultando ad esempio gli hosting per WordPress più popolari.

Caratteristiche di base: post, pagine e media

I principali elementi che caratterizzano WP sono legati a tre elementi, distinti tra loro, detti post, pagine e media. I post sono gli articoli del nostro sito, caratterizzati da titolo, contenuto di testo, immagine allegata (se supportata dal tema grafico: di solito c’è di default) ed eventuali campi ulteriori (date, select box, numeri, proprietà e così via). Le pagine sono simili ai post, hanno anch’esse titolo e testo ma sono pensate per creare contenuti che restino fissi nel tempo, oppure che prevedano di aggregare contenuti di natura diversa: esempi di pagine potrebbero essere quella di contatti del sito, la pagina “chi siamo”, le FAQ e così via. I post devono avere almeno una categoria (cioè una sezione del sito) associata ed uno o più tag testuali opzionali, mentre le pagine non hanno questo obbligo e non dispongono tipicamente di tag. I media, infine, sono le immagini che carichiamo nel sito, ma anche i file multimediali, i video ed i file di documenti come PDF e Office.

Questi tre elementi sono utilizzabili per creare contenuti direttamente nel sito, e collegarli mediante appositi Menù che trovate sotto Aspetto->Menù. Sotto il menù Aspetto troverete le voci più comuni tra cui quella per cambiare grafica al sito (Temi e Personalizza) ed aggiungere Widget o blocchi di testo, funzionalità o HTML di vario genere.

Plugin di WordPress

I plugin di WordPress sono uno dei punti di forza del sistema, in quanto permettono di disporre di funzionalità già pronte all’uso con un semplice click: basta cercare nel repository ufficiale

https://it.wordpress.org/plugins

quello che ci serve e, nella maggioranza dei casi, troveremo già quello che ci serve pronto all’uso. In aggiunta alle caratteristiche di base già disponibili nativamente come le gallery, troverete plugin per le pubblicità nel sito, per bloccare lo spam su Analytics, per creare slidesdow, per i social network, per gestire eventi e così via. I plugin si possono anche creare da zero e sono quasi sempre facilmente estendibili e, nella peggiore delle ipotesi, si possono usare come base per svilupparne di propri ancora più completi, ammesso di conoscere bene PHP ed il codex del sistema.

Altri plugin permettono di effettuare ancora più operazioni, e potete farvi un’idea ancora più precisa leggendo la mia guida ai migliori plugin di WordPress.

Caratteristiche intermedie: le gallerie di immagini

Per creare delle gallerie di foto esiste da qualche anno lo shortcode gallery, che è adatto alla maggioranza dei casi pratici: per saperne di più leggete la guida su come utilizzare le gallery native di WordPress. Esse permettono infatti di risolvere un bel po’ di problemi che diversamente potreste avere, e di pubblicare immagini di base con varie modalità ed aspetto grafico senza dover fare nient’altro di troppo tecnico.

Gli shortcode

Una caratteristica davvero interessante che ci riconduce al tema degli shortcode, cioè dei blocchi di testo tra parentesi quadre (esempio: [ il_mio_shortcode ], senza spazi intermedi) che effettuano particolari funzionalità. Molti dei succitati plugin offrono questo strumento al fine di favorire l’integrazione di contenuti particolari all’interno delle pagine e dei post, che di loro consentono tipicamente l’inserimento di testo ed immagini. Un esempio di uso degli shortcode potrebbe essere: abbiamo bisogno di creare una pagina che elenchi tutte le sottopagine della stessa, in forma di lista di link. Il plugin CC Child Pages ad esempio permette di supportare uno shortcode che farà questa funzione, semplicemente copia-incollando nell’editor della pagina la stringa [ child_pages ] (anche qui, senza spazi intermedi che ho inserito per mie esigenze di formattazione).

Gli shortcode nativi sono limitati in WordPress, ed è tipicamente necessario programmarli a mano oppure attivarli mediante plugin ad hoc. Una caratteristica solo apparentemente complessa ma che, in realtà, si attiva con poche righe di codice (qui trovate un semplice esempio “Hello, World!” in forma di shortcode).

Cambiare grafica a WP

Per modificare l’aspetto grafico del cosiddetto front-end si sfruttano i theme di WordPress, che sono tipicamente dei file ZIP contenenti file PHP, file di stile, Javascript e immagini. Ogni theme corrisponde a diverse caratteristiche (ad esempio: essere responsive o darvi opzioni extra) e varie opzioni di visualizzazione; sta a voi decidere quale possa essere migliore per voi. L’unico suggerimento realmente importante che mi sento di dare è legato alla scelta corretta del theme: o li acquistate da siti sicuri a pagamento (themeForest, per intenderci) oppure li scaricate esclusivamente (gratis) da:

https://it.wordpress.org/plugins

In entrambi i casi i temi sono controllati da un team di sviluppatori e vengono aggiornati in automatico non appena siano scoperte falle o errori o problemi di sicurezza: un motivo davvero importante per fare uso di WordPress. Ne trovate “in giro su Google” molti altri, ma non sono theme verificati – per cui è altamente sconsigliato installarli: possono contenere virus e backdoor e mettere a repentaglio la sicurezza dei vostri dati. Per la verità neanche tutti i theme commerciali sono controllati con attenzione – per quanto, in genere, quelli più popolari o venduti lo siano più probabilmente di altri, e potete quindi usarli con sicurezza.

Opzioni avanzate

Da utenti avanzati con la fissazione (sacrosanta) per la sicurezza, potreste voler cambiare l’URL di amministrazione, oppure più in generale potenziare la sicurezza del vostro sito. Tutte cose che potete fare con poche righe di codice o con opportuni plugin di estensione. È ovviamente buona norma fare in modo che gli aggiornamenti di sistema siano eseguiti in automatico. Se avete problemi nell’accesso a WordPress (avete dimenticato la password, per esempio), potete prendere in considerazione questa procedura di recupero della password. C’è molto altro ovviamente, ma questi link servono in questa sede solo a darvi un’idea delle potenzialità del CMS.

Per sviluppatori

Per gli utenti più avanzati, ancora, o se avete esigenze particolari di sviluppo, c’è un interessante post (che ho provato a riassumere qui, dove trovate anche il riferimento originale) che descrive il singolo loop di WordPress, dall’avvio all’ultima istruzione necessaria, nel minimo dettaglio. Una delle feature più richieste, ad esempio, consiste nella modifica dei roles predefiniti, ad esempio allo scopo di creare un sito altamente personalizzato e con utenze non standard.

Tenete conto che – regola generale che vale anche per altri CMS usati come ambienti di sviluppo: si veda ad esempio l’articolo di approfondimento Don’t modify coreè altamente sconsigliato apportare delle modifiche al codice di WP – per quanto possa sembrare la cosa più immediata e ovvia, in effetti – e che è molto meglio ricorrere ad approcci più razionali: plugin scritti su misura, theme child e ad un meccanismo di “ereditarietà” poco documentato (ma molto utile) detto template override (ne fanno uso sia WooCommerce che BuddyPress, ad esempio). Tale tecnica non è altro che una strategia di modifica non dei file originale, ma di una copia degli stessi posti nell’opportuna gerarchia di directory del sito: posti nel modo giusto, WP darà priorità a questi ultimi che andranno a sovrascrivere il comportamento standard. Il vantaggio sta anche nel fatto che, in caso di errori gravi ad esempio, basta rinominare o (alla peggio) cancellare il file incriminato per far tornare WP funzionante come prima.

Questo excursus su WordPress finisce qui: spero di aver illustrato tutto in modo opportuno, ma sicuramente il post sarà aggiornato anche in seguito. Tornate a trovarci su trovalost.it e salvate questa pagina nei bookmark del vostro browser (ammesso che vi sia piaciuta, ovviamente) per ogni evenienza.

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