Guida a PHP: introduzione e concetti base

Guida a PHP: introduzione e concetti base

Che cos’è un linguaggio di programmazione

Stando ad una definizione più formale, poi, un linguaggio di programmazione, in ambito informatico, è un linguaggio formale che specifica un set di istruzioni che possono essere sfruttate per acquisire dati, eseguire operazioni e restituire in output un risultato. Quando parliamo di linguaggi ci riferiamo quindi al controllo del dispositivo per cui queste applicazioni, o questi script, sono stati progettati; tale dispositivo potrebbe essere ad oggi qualsiasi, quindi un server web, un browser, un’app per PC o per smartphone e così via – verso l’infinito ed oltre. Una cosa molto interessante da sapere, a livello pratico, è che un linguaggio di programmazione è considerato a tutti gli effetti tale solo se è Turing-completo. Una condizione che – no, stavo scherzando :-).

Esempi di linguaggi di programmazione sono Java, C, C++, Python, Assembly, Visual Basic, Javascript e naturalmente il nostro amico PHP, ormai giunto alla versione 7.

Che cos’è un linguaggio server-side

Un linguaggio di programmazione si dice server side se lavora sul server, ad esempio sull’hosting web che produce ed elabora le pagine dei siti che consultiamo ogni giorno. Diversamente, sarebbe stato un linguaggio client side; anni fa la distinzione tra client side (Javascript) e server side (PHP, ASP) era molto rigorosa, ad oggi grazie a nuove architetture ibride come Node.js tale distinzione è diventata quasi puramente accademica. Storicamente, quindi, Javascript lavorava solo sul client – cioè sul browser dell’utente, mentre PHP lavorava lato server dietro le quinte per elaborare i risultati. In realtà ad oggi con opportune architetture o framework anche Javascript riesce ad accedere lato server in modo asincrono, aumentando così le potenzialità del linguaggio e evitando complicazioni in fase di sviluppo.

Che cos’è il PHP

PHP (Hypertext PreProcessor), giunto ad oggi alla versione 7, è un linguaggio di programmazione tra i più famosi utilizzati sul web, è free ed è interamente open source; servito da milioni di istruzioni predefinite di ogni genere, elimina la maggioranza dei problemi più comuni per i programmatori grazie ad una libreria molto ricca ed estendibile, quasi quanto quella di un sistema operativo. Nato nel 1994, può essere eseguito sia su una pagina web (via browser) che mediante interfaccia di comando, quindi ad esempio:

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php -v

restituisce, dai vari terminali dei sistemi operativi, la versione in uso, mentre:

php file.php

esegue le istruzioni contenute nel file. Questo è il modo più veloce, da terminale, per testare le prime istruzioni e fare test con il linguaggio: solo in seguito converrà provare a generare un file HTML mediante PHP, dopo che avremo imparato tutte le istruzioni di base.

In genere, poi, è possibile usare PHP per generare markup HTML in modo dinamico (ad esempio per generale la pagina con le ultime news di un sito), quindi sia mediante la sua versione “pura” che mediante opportuni tool di generazione (ad esempio Laravel) e di integrazione dei comandi (uno di questi è ad esempio composer). L’interprete PHP non richiede compilazione del codice, per cui è possibile eseguirlo direttamente e gustarsi il risultato (“gustarsi”, ovviamente, a volte si fa per dire).

In genere PHP è preinstallato su sistemi Linux e Mac, mentre è da installare a parte sui sistemi Windows (download).

Sintassi base

I blocchi di codice PHP vengono delimitati da <?PHP e da ?>, e in alcuni casi la stringa PHP può essere omessa, quindi <? e poi ?>. Questi blocchi servono a far capire al server, quando verrà richiesta la pagina, quale parte di codice deve essere eseguita e quale, invece,  è una parte di HTML statica. Chiaramente se metterete del codice esternamente a questo blocchi, non sarà eseguito il codice e vedrete il file dentro il browser come un semplice file di testo non eseguibile.

Ecco il nostro primo, mitico Hello World, in una versione decisamente originale (sì, potete copiarlo ed incollarlo in un file prova.php e provare ad aprirlo con php prova.php via terminale, oppure dovrete metterlo nella root del vostro server LAMPP (Windows) o MAMP (Mac, Linux) ed eseguirlo da lì. Non provate ad aprirlo direttamente da browser, perchè NON funzionerà):

<?php
echo "Ciao, mondo ingiusto!";
?>

Le variabili, le costanti e gli operatori

In breve: le variabili sono le aree di memoria dinamiche in cui posizionare e “ricordarsi” dei valori come stringhe, numeri e così via, le costanti sono le aree statiche che non cambiano mai, gli operatori servono a combinare i valori delle variabili per far fare al nostro codice qualcosa di sensato.

In PHP le variabili si riconoscono dal prefisso $, in modo da distinguerlo dalle costanti e dalle istruzioni. Quindi, se ad esempio volessimo creare una variabile stringa pippo, dovremmo fare così:

$pippo = "il cane";

in questo caso abbiamo assegnato il valore “il cane” alla variabile $pippo. Per saperne di più sulle variabili, leggi l’approfondimento a tema.

I cicli

L’istruzione for viene utilizzata per ripetere delle istruzioni, ad esempio per tutti gli elementi di una lista.

Un esempio di ciclo è il seguente:

<?php
for ($x = 0; $x <= 10; $x++) {
    echo "Il numero è: $x <br>";
} 
?>

che potete riscrivere o decomporre, in questo caso, in termini di while;

<?php
$x=0;
while ( $x <= 10) {
    echo "Il numero è: $x <br>";

   $x++;
} 
?>

La differenza è minima: while significa “mentre la condizione tra parentesi è soddisfatta” esegui le istruzioni tra parentesi graffe, nel caso del for invece eseguiamo a ripetizione l’istruzione a patto di risolvere l’espressione tra parentesi. La prima condizione ($x = 0; ) è quella di partenza, cioè si parte da un valore 0 della variabile $x. La seconda condizione è la condizione da rispettare perchè l’istruzione venga ripetuta ($x <= 10;), la terza invece rappresenta il passo, cioè l’incremento (in questo caso) della variabili che definisce gli step da seguire ($x++), quindi ad esempio 1, 2, 3, …

Le condizioni

Le condizioni, tipicamente con il costrutto if, servono a far decidere al codice cosa fare, a seconda dei casi: e possiamo anche decidere di fare più verifiche a catena sfruttando il costrutto else (altrimenti). Ad esempio, potremmo stabilire di far stampare un saluto all’utente solo se un numero è maggiore di 4:

<?php
$x = 3;
if ( $x>4 ) echo "Ciao!";
else echo "Ti tolgo il saluto";
//stampa Ti tolgo il saluto, si è offeso: condizione non soddisfatta
?>

diverso sarebbe stato se, ad esempio, avessimo dato valore 5 a $x;

<?php
$x = 5;
if ( $x>4 ) echo "Ciao!";
else echo "Ti tolgo il saluto";
//stampa Ciao!, stavolta condizione ok
?>

Conclusioni

Non avevo la pretesa di essere davvero esaustivo su un argomento così vasto: questo è solo un piccolo cappello introduttivo sulla programmazione. Per saperne di più, continua a leggere le altre guide correlate che trovi a partire da qui sotto, oppure cerca le guide PHP di questo sito.

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Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Consulente SEO, ingegnere informatico e fondatore di Trovalost.it, Pagare.online, Lipercubo.it e tanti altri. Di solito passo inosservato e non ne approfitto.
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