Le 10 buone abitudini del perfetto paranoico su internet Come difendersi sul web? Ecco 10 suggerimenti per tutti gli utenti

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#5 Attenzione alle password

Le password dei servizi su internet sono fondamentali, sono la chiave di accesso a tutti i nostri account: email, PIN a protezione del telefono, Facebook, in certi casi account del conto di banca, delle nostre cartelle cliniche e tanto altro ancora. Chiunque ne venga a conoscenza potrebbe accedere ai nostri dati, o peggio impersonificarci ed effettuare chat, invii di email o pagamenti a nostro svantaggio. Ricordiamolo bene, quindi, la prossima volta che useremo 12345 come password – una delle più diffuse, ed errate, durante le violazioni degli account, a quanto pare: “la combinazione che un idiota userebbe per la sua valigia“, per dirla alla Mel Brooks.

Le buone password dovrebbero, in effetti:

  1. essere abbastanza lunghe (almeno 6 caratteri, di norma)
  2. contenere sia lettere che numeri che simboli come ,./ ecc.)
  3. essere facili da ricordare per noi, ma difficili o impossibili da indovinare per altri, o per tentativi
  4. essere diverse per ogni sito o servizio: non usate un’unica password condivisa per tutti!
  5. sfruttate mediante un gestore di password per aiutarvi a ricordarle (possibilmente in locale, come Password Manager, preferibilmente non in remoto)

Usate, quindi, solo password poco ovvie: niente date di nascita, niente numerini brevi, niente parole comuni o molto usate (password, ciao, ecc.). Attenzione, vale per qualsiasi dispositivo: il nostro smartphone, il nostro router per accedere ad internet, la nostra email, i nostri account su Twitter, Facebook e Linkedin e via dicendo.

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Ovviamente non basterà solo questo punto, ma è già un ottimo inizio riuscire a seguire queste basilari regole, sempre.

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#5.1 Autenticazione a due fattori

Dal nome sembra una supercazzola ma è una cosa, invece, serissima: la cosiddetta two-factors authentication (2FA) permette di aggiungere uno strato di protezione ulteriore ai nostri account: per accedere, infatti, ci sarà richiesta una password con l’aggiunta di una OTP (One Time Password) generata automaticamente dal sito o servizio, ed inviata ad un dispositivo a cui possiamo accedere solo noi: un cellulare, una chiavetta che genera codici univoci e così via.

Ci sono raffinate discussioni in merito all’autenticazione a due fattori, tra cui alcuni scettici (soliti rompiscatole, peraltro) sostengono che se basata su SMS – come avviene per l’accesso di molti siti web di banche – non si tratta di “vera” 2FA, poichè i messaggi sul cellulare sono spoofabili e possono, in altri termini, essere intercettati dall’esterno. Di sicuro la 2FA è una tecnica di protezione del proprio account consigliatissima, di livello superiore alla “sola” password e già disponibile da tempo (linko le varie guide) su WordPress, Instagram e Linkedin.

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Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Ingegnere informatico, consulente SEO, copywriter ed ideatore di trovalost.it. Di solito, passo inosservato: e non ne approfitto neanche un po'.
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