Lightning velocizzerà le transazioni in bitcoin

Lightning velocizzerà le transazioni in bitcoin

Lightning Bitcoin punta a risolvere il problema, molto sentito fin dalle primissime transazioni in criptomoneta, legato alla lentezza delle transazioni; se l’utente A invia denaro a B, può essere necessario, in genere (e con qualche piccola eccezioni negli exchange che sto testando) aspettare un tempo variabile tra qualche minuto e qualche giorno: sono i tempi necessari perchè la rete P2P possa assorbire il cambiamento, ed aggiornare tutti i nodi fino a confermare la validità della transazione.

Il network implementato da Lightning potrebbe rendere possibili pagamenti in bitcoin più economici e veloci di quelli tradizionali. Per trasformare il progetto in realtà, ci sono ben tre startup che hanno intenzione di investire sulla cosa. Sicuramente si tratta di un progetto ambizioso e dall’importanza fondamentale, questo fin dalla creazione della prima criptomoneta.

Come funziona Lightining Bitcoin

Lightning è un progetto che ambisce a costruire una rete di criptomonete sicura, crittografata e scalabile, che si appoggi sulla rete preesistente; per farlo, si cerca di superare uno dei problemi di progettazione più sentiti dal design originale di Satoshi Nakamoto, che richiede che ogni singolo noto memorizzi una copia di tutte le transazioni. Questo è il meccanismo che si cerca di velocizzare, e che pone nel tempo delle problematiche non solo di tempo ma anche di spazio occupato dai dati. Lightining non fa altro che cercare di spostare le transazioni fuori dalla blockchain, sfruttando un meccanismo noto come concatenazione dei canali di pagamento (payment channel).In sostanza si evita di dover notificare in broadcast ogni singola transazione tra coppie di venditore-compratore sfruttando un opportuno IOU, una “cambiale” crittograficamente sicura e non alterabile, la quale permette di validare numerose transazioni strettamente tra gli interessati. Tali IOU sono formattati in modo smart e figurati come richieste di transazione (commitment transactions), che ogni utente che le possiede ha la possibilità di riscattare, se gli spettano. A questo si affianca una sorta di “catena” di pagamento per cui, ad esempio:

  • se Alice instaura un primo canale di pagamento con Bob;
  • se Bob instaura un primo canale di pagamento con Carol;
  • allora Alice può pagare Carol sfruttando Bob come intermediario.

Lightning in tutto questo garantisce ovviamente che Bob non possa appropriarsi di bitcoin non suoi, e questo tecnicamente comporta un’ulteriore caratteristica. I canali di pagamenti (payment channel) si prefigurano in quest’anno come una sorta di canali “prepagati”, almeno in teoria (il che si presta anche a rivendere la cosa come servizio), nei quali esiste un tetto massimo spendibile – ad esempio di 6 bitcoin, di cui 3 di Alice e 3 di Bob. Questo significa all’atto pratico che sarà necessaria la firma digitale di entrambi per poter attivare la transazione e di conseguenza il pagamento, che sarà sbloccato in un singolo verso risultando come ammontare di bitcoin versati da una parte all’altra, mediante questa specie di condivizione dell’account/canale. In sintesi, quindi, e senza scendere in dettagli tecnici ulteriori che finirebbero solo per appensantire la spiegazione, si cerca di velocizzare le transazioni mediante un sistema decentralizzato basato su canali di micropagamento (micropayment channels, anche payment channels o transaction channels) che eliminerebbero la necessità di annotare tutto nella blockchain, ovviamente a determinate condizioni. L’idea originale che stanno sviluppando da almeno 3 anni, per inciso, deriva da un articolo di Pool, Dryja.

Certamente sarà interessante, in questi mesi, seguire gli sviluppi legati a questa innovazione tecnologica.

(fonte)

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