mod_pagespeed, salvaci tu! Veramente avrei un impegno…

mod_pagespeed, salvaci tu! Veramente avrei un impegno…

Il modulo mod_pagespeed salverà davvero i nostri siti, oppure è soltanto l’ennesima inutile componente che cambia la forma senza variare la sostanza?

Cosa fa mod_pagespeed? È molto semplice, e viene riassunto dall’efficace slogan “make the web faster“: realizza un sistema di caching ottimizzato e, mediante alcuni filtri impostabili (oltre 40) permette una migliore performance sulle nostre pagine. Da sempre il modulo di Apache mod_pagespeed (open source e sviluppata inizialmente da Google stessa) viene osannato in modo smisurato dall’azienda, anche in ragione del fatto che – per quanto sembra ragionevole
ipotizzare – se le pagine caricano più velocemente riescono a posizionarsi sui motori più rapidamente.

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Tutto bello, efficente e rassicurante come al solito, se non fosse che esiste un enorme problema di infrastruttura che viene bellamente ignorato: la maggioranza degli hosting commerciali (condivisi), per quanto ho potuto constatare, non utilizza (e non può utilizzare) questo tipo di componente.

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Peraltro installarlo/configurarlo dove non ci sia è un lavoro non indifferente, da sistemista, che solitamente i provider non permettono: tutte le volte che ho chiesto l’attivazione di questa feature sui miei hosting hanno risposto picche, con l’ovvia esclusione dei dedicati (se sono managed può darsi che lo permettano) e delle cloud/VPS (in cui installi più o meno ciò che vuoi da solo). Un “problemino” mica da poco: di cosa stiamo parlando, precisamente?

Google sembra avere le idee chiare: a quanto scrivono “oltre 120.000 siti” utilizzano questa componente, apparentemente un’enormità – che diventa un piccolo granello di sabbia nel mare se si raffronta con il numero complessivo di portali web presenti attualmente in rete (Alexa ne ha scansionati circa 30 milioni, e la stima è quasi certamente al ribasso). I siti che utilizzano mod_pagespeed sono quindi realisticamente qualcosa come lo 0.5% dei totali, e possiederebbero un vantaggio competitivo – difficile da replicare, per quanto visto – davvero enorme.

È un problema che Google la metta su questo piano, è un problema che i provider non aggiornino i propri server (visto che, a parte la critica di fondo, immagino che il modulo sia davvero molto funzionale). Senza contare un altro fatto importante: non tutti i siti utilizzano Apache (nè mai lo faranno), e questo riduce ulteriormente la portata apparentemente “epica” della cosa. Avrete notato l’immagine che ho messo all’inizio di questo articolo: una serie di quadratini colorati, un logo con un orologio stilizzato ed una porzione di spazio ancora completamente vuota. Appunto.


Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Ingegnere informatico, blogger, consulente SEO ed ideatore di trovalost.it.
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