Pavel Durov critica pesantemente WhatsApp Il ceo di Telegram invita a disinstallare WhatsApp

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WhatsApp è sicuro per chi lo utilizza? No, secondo Pavel Durov. Chi è costui? Pavel Durov è il CEO di Telegram e ha detto: “WhatsApp non protegge i messaggi degli utenti”. Secondo lui, WhatsApp non protegge adeguatamente i dati dei suoi utenti. Stando a ciò che ha detto, negli ultimi mesi ci sono stati tantissimi attacchi da parte di hacker, con una percentuale di successo molto alta. Gli hacker si sono impossessati di  messaggi, di foto e di altri dati che erano sui dispositivi colpiti.

La chiosa di Durov è shockante: bisogna disinstallare e rimuovere definitivamente WhatsApp e installare Telegram.

Di recente alcuni pericoli per gli utenti di WhatsApp, lo ricordiamo, sono arrivati attraverso video e GIF (contenevano malware per il dispositivo).

Recente dei rischi per chi usa WhatsApp, lo ricordiamo, sono arrivati da malware  presenti in video e in GIF.

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Ricordiamo che WhatsApp utilizza la crittografia end to end. Inoltre, in alcune conferenza cui ho assistito, è stato detto che Telegram è il sistema di messaggistica più utilizzato dai terroristi di matrice islamica. Perché? Perché solo chi è coinvolto nella conversazione può conoscerne i contenuti e perché i messaggi si autodistruggono. A questo proposito, sempre Pavel Durov ha detto che il problema non si risolve consentendo ai governi e alle forze dell’ordine di avere accesso alle chat private.

Chi è Pavel Durov?

È il ceo di Telegram, come abbiamo visto prima. È nato a San Pietroburgo, come Putin nel 1984. Era taoista, è astemio, veste sempre di nero e non mangia carne. Ha fondato VKontakte, il “Facebook russo” (da qui tanto astio?) e poi Telegram A proposito del rapporto tra le sue creature, ha detto: La missione principale era proteggere i contenuti e i dati degli utenti, dall’anarchia di VK alla segretezza di Telegram. Quando faceva i colloqui, domandava subito al candidato: “Fumi, bevi alcolici, frequenti i party?“. Tutte e tre le risposte dovevano essere negative. Solo allora si poteva andare avanti.

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Massimiliano Priore

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