Da cosa può dipendere il “down” di un sito? Condizioni d'uso dell'hosting: la prima cosa da sapere, prima di usare un servizio

<span class="entry-title-primary">Da cosa può dipendere il “down” di un sito?</span> <span class="entry-subtitle">Condizioni d'uso dell'hosting: la prima cosa da sapere, prima di usare un servizio</span>
Tophost a 10,99

Molti webmaster possono lamentare, nel tempo, il fatto che il proprio sito sia improvvisamente down per un qualsivoglia motivo: per comprendere al meglio questa situazione è necessario tenere conto di svariati aspetti tecnici, che non possono prescindere dalla comprensione della situazione. Che usiate Tophost, V-Hosting o Siteground cambia poco: le condizioni a cui vi vengono forniti i servizi dovete conoscerle.

Non si tratta di voler difendere a priori i brand che offrono questi servizi,
ma ho notato che nella maggioranza dei casi gli hosting, specie qualora abbiano numerosi clienti, tendono a non dare molta importanza ai singoli. Non potete aspettarvi assistenza tempestiva per 50 euro all’anno, anche perchè le condizioni d’uso di questi servizi (spesso molto simili tra di loro):

  1. non prevedono responsabilità degli hoster per perdite eventuali di dati del sito;
  2. non prevedono responsabilità degli hoster per disservizi legati a problematiche di rete, di DNS e via dicendo;

Tutto questo perchè tali servizi – giustamente, dal canto loro – tendono a tutelarsi al massimo, tant’è che alcuni vedono di cattivo occhio anche il fatto che ci siano clienti che, legittimamente, esprimono opinioni negative su forum e blog a tema. Se da un lato ci vorrebbe una maggiore passione per quello che si va (ed un pizzico in meno di cinismo), dall’altro molti webmaster dovrebbero decisamente essere meno sprovveduti.

Prima di prendercela con l’hosting di turno per il down di un sito, pertanto, è consigliato (e spesso opportuno):

  1. verificare il corretto funzionamento della nostra connessione ad internet in generale, router incluso (sembra scontato a priori, mentre le cose succedono lo è molto meno)
  2. verificare se il sito funziona regolarmente mediante una connessione mobile (da smartphone, ad esempio) oppure con un provider di internet differente (dall’ufficio, da casa del vicino o di un conoscente);
  3. verificare che non sia presente sul vostro sito un ban automatico imposto dalla sicurezza di alcuni server (troppo “preoccupati”, in certi casi), e che mi è capitato una volta anche accedendo a cPanel oppure a FTP con FileZilla di essere bloccato nell’accesso, ad esempio dopo aver sbagliato la password un paio di volte.
  4. testare il sito su più browser, visto che soltanto alcuni mostrano esplicitamente la pagina di errore: se la pagina restituisce subito un codice, verificate il codice dell’errore stesso (i 404 ed i 500 tipicamente dipendono dai webmaster e da errori nel codice PHP del sito, ad esempio). Se la pagina impiega molto a caricare potrebbe trattarsi di un problema di connessione di rete, per cui verificare con attenzione sempre il punto 2.
  5. consultare i log del sito (se non sono disponibili, fateli abilitare o passare ad un hosting che ne consenta l’uso) e, se necessario, inviarli al provider per le necessarie verifiche dell’errore o del problema che vi è capitato.

Tutte cose legate all’uso che facciamo dei CMS, alla fine: solo dopo aver fatto le opportune considerazioni critiche e tecnologiche dovrebbe procedere a verificare le responsabilità dell’hoster (cosa che faccio regolarmente mediante ticket al minimo sospetto, peraltro dopo qualche anno di esperienza nel settore in più). Nulla è automatico, non siate fraccomodi e vedrete che una maggiore lucidità vi permetterà di godere al massimo dei servizi che avete acquistato e, in certi casi, “inchiodare” le responsabilità dei provider.

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