Pubblicità su Whatsapp: forse l’anno prossimo, ma solo negli status

Pubblicità su Whatsapp: forse l’anno prossimo, ma solo negli status

Le nostre chat non saranno assalite dalle pubblicità: almeno, è quello che riusciamo a capire dopo aver letto un po’ di fonti sull’argomento. Molto (troppo?) è stato scritto su questa introduzione forzosa di ads a partire dall’anno prossimo, per cui sembra necessario fare un po’ di chiarezza in merito: sì, sono in arrivo le pubblicità obbligatorie su Whatsapp. Se il modello di business dell’app si basava in precedenza solo su Whatsapp Business e sulla monetizzazione diretta dei servizi, dall’anno prossimo la possibilità di introdurre pubblicità obbligatoria sembra ormai definita. Per la verità le ads compariranno, da quello che ne sappiamo, esclusivamente negli status – quelli che in molti non utilizzano, e che sono molto simili alle stories di Instagram – per cui quantomeno l’impatto sulla User Experience sembra essere limitato.

L’annuncio ufficiale deriva dal Facebook Marketing Summit 2019 di Rotterdam, e testate come Wired hanno riportato la notizia senza pero’ citare alcuna fonte. Può anche darsi che la notizia vada ridimensionata, comunque: una scelta del genere è sicuramente considerevole, e gli utenti di Whatsapp potrebbero non prenderla benissimo. In vista di un eventuale abbandono della piattaforma in favore di alternative free come Telegram, del resto, l’introduzione della pubblicità potrebbe non avere un destino facile come potrebbe sembrare a prima vista.

Gli status o stati di Whatsapp, per chi non lo sapesse, permettono agli utenti dell’app di postare una foto oppure una scritta, condividendola con altri utenti fino a 24 ore: successivamente di questo equivalente della stories di Instagram non rimane più nulla, e dopo un giorno anche le visualizzazioni che sono state fatte vengono mostrate senza far vedere di chi siano. Avere le pubblicità lì, del resto, è una cosa a cui gli utenti di Instagram sono abituati da tempo, senza che mai nessuno se ne sia lamentato troppo, in effetti.

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Walter Conte

Il mio lavoro è strano: amo definirmi un copywriter, e non solo per assonanza con la parola copriwater. In fissa con il cyberpunk, amo ovviamente la tecnologia - purchè non ci opprima.
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