Che cosa significa “spazio web illimitato”?

Che cosa significa “spazio web illimitato”?

Si sente molto parlare, nel settore degli hosting per siti e servizi web, del termine “illimitato” che è associato sia alla banda che, più comunemente allo spazio disponibile su disco per i file del nostro sito.

Cosa c’è dietro lo “spazio illimitato”?

Quando si parla di hosting – che sia esso dedicato, condiviso, VPS, cloud o qualsiasi altra variante tecnologica del servizio – l’idea dello spazio web senza limiti serve ad incoraggiare gli utenti a sottoscrivere il servizio, ma è anche una delle caratteristiche che fa maggiormente insospettire gli addetti ai lavori. Sì, perchè si tratta – da un certo punto di vista – di una pura tecnica di marketing per incoraggiare le vendite dei servizi, per quanto mantenga un fondo di realtà tecnica: gli utenti hanno infatti l’impressione che il proprio spazio sia illimitato, ma ciò succede perchè non avranno mai bisogno, realmente, di sfruttarlo tutto.

Spazio web senza limiti?

Un hosting illimitato, in effetti, rientrerebbe direttamente in questo genere di discussione e farebbe gola a molti: significherebbe poter caricare tutti i file che vogliamo nello stesso spazio senza upgrade. Ma è davvero così? Facciamo riferimento, ovviamente, alla quantità di dati che è possibile memorizzare all’interno del proprio piano di hosting, ad esempio un’installazione di WordPress di base che richiede spazio per poter copiare tutti i file PHP, CSS ed immagini che sono necessari a far funzionare il nostro blog.

La verità sullo spazio illimitato

In certi casi, notate benem alcuni provider considerano lo spazio su disco (spazio web è un sinonimo, in effetti) sia in termini di file che copiamo mediante FTP che di informazioni copiate all’interno del database (WordPress occupa sia file PHP che informazioni codificare in MySQL che corrispondono rispettivamente alla parte software + le immagini ed a quella più propriamente legata ai dati, cioè agli articoli, alle pagine eccetera. Ma questa è una distinzione sottile di cui, per il momento, non ci occuperemo: basti notare che Tophost è uno dei servizi, ad esempio, che tende a dare spazio web limitato e ben distinto tra quello per i file e quello per i database (vedi ad esempio il piano Topweb+).

La cosa interessante da notare subito, per onestà, è che lo spazio web illimitato nell’accezione più generale non può esistere, perchè la capienza dei dischi è comunque limitata; si gioca piuttosto sul fatto che statisticamente sono rari i casi in cui uno riesce davvero a saturare lo spazio a disposizione, per cui la possibilità in questione si basa esclusivamente su questo.

Quanto occupa un sito in termini di spazio su disco?

Comunque stiano le cose, ovvero qualunque sia la politica adottata dal server in questione, la differenza è poco percepibile: le installazioni dei CMS standard occupano poco, cioè un singolo sito “medio” (CMS) in versione base con immagini e tutto si prende mediamente una cinquantina di Megabyte. Poi ovviamente se si tratta di una galleria fotografica, di un archivio di video non embeddati (cioè caricati direttamente sul nostro server e non copiati da Youtube) o di un portale con news aggiornate quotidianamente, lo spazio tende ad aumentare considerevolmente. Bisogna poi considerare l’eventuale presenza di statistiche memorizzate all’interno del server, che assieme ai log – che ovviamente crescono in fase di debug o se il sito è fallato o progettato male – sono quelli che occupano più spazio, assieme agli immancabili backup e file in formato ZIP.

Overselling, ovvero: cosa significa “spazio web illimitato”?

Athens_International_Airport_check_in_desksCome spiegare la questione in termini semplici è presto detto: l’idea di overselling (detto altresì overbooking o sovraprenotazione) degli hosting che reclamizzano lo spazio senza limiti coincide con quella adottata dalle compagnie di volo low-cost per vendere più biglietti: la condizione alla base del tutto è che, come recita uno dei cardini del revenue management (ottimizzazione degli utili su risorse limitate, allo scopo di saturarle o quantomeno di occuparle al meglio), esista un sistema di “prenotazioni che facciano rilevare una certa probabilità che non vadano a buon fine” (cit. da P.D. Locane, Revenue Management, 2009). In altri termini ci si garantisce di avere mediamente ogni aeromobile pieno di passeggeri (nel caso digitale saranno clienti che occupano il massimo delle risorse per i propri siti) basandosi sull’assunto statistico che, su un campione di molte persone che prenotano, una piccola percentuale rinuncerà sempre e comunque al volo per cause imprevedibili.

Nella pratica sono numerosissime le aziende di hosting che presentano piani di hosting senza limiti di spazio, ad esempio – tra quelle che ho provato e conosco da anni – Bluehost e HostMonster, ma anche Keliweb e molte altre.

Come viene applicato l’overselling agli hosting?

Nell’industria del web hosting tale termine viene utilizzato per descrivere una situazione in cui un’azienda provider fornisce piani di hosting che sono di fatto insostenibili dall’infrastruttura tecnologica, nell’ipotesi (considerata remota) che tutti i clienti utilizzino al 100% le risorse (CPU, RAM, spazio, rete): questo nella pratica normalmente non succede, anche perchè molti webmaster acquistano spesso piani sovradimensionati oppure, più comunemente, difficilmente riescono a saturare le risorse per il proprio sito. Se un server dispone di 500 GB di spazio, ad esempio, è facile intuire che è improbabile saturare le risorse con blog di 50MB ciascuno, spesso pure poco aggiornati e/o curati. Il problema è che nella pratica esistono gli abusi (i dirottamenti, se mi passate una metafora equivalente, ed un po’ macabra, con le compagnie aeree), e questo finisce per creare sfiducia nei webmaster e far crollare il meccanismo stesso. In altri termini lo spazio web illimitato – mutuato dall’overselling appena descritto – è un’illusione di cui la maggioranza dei clienti neanche si accorge, continuando a fare uso dei propri servizi con l’unica accortezza che non commettano i suddetti abusi.

Esempi di usi impropri che fanno crollare il principio in questione per gli hosting web possono essere:

  1. query SQL classificate come slow (secondo la documentazione di MySQL sono quelle che impiegano più di una soglia temporale prefissata per essere eseguite o analizzate)
  2. utilizzo dello spazio web per memorizzare file (storage o backup);
  3. uso di script molto onerosi computazionalmente (ad esempio autoblog o mail server configurati per lo spam massivo).

I provider fanno pubblicità ingannevole se reclamizzano “spazio web illimitato”?

In un certo senso sì: eppure in questo caso il tutto si gioca su un piano decisamente sottile, ma non c’è bisogno di scomodare dietrologie e complottismi. Per capire che non c’è nulla di troppo oscuro dietro, del resto, basta considerare che questo modello di marketing – per quanto azzardato, selvaggio o quello che preferite – si applica risaputamente, per quanto con alcune ragionevoli garanzie, in termini di overbooking (ad es. ai voli low cost o alle prenotazioni degli alberghi). Eppure lo spazio infinito non può esistere, nè potrà mai farlo: chi offre piani con spazio web senza un limite ovviamente non può disporre di Hard Disk illimitatamente capienti per custodire i file dei siti. Eppure, nella maggiorparte dei casi i siti funzionano, li visitiamo periodicamente e via dicendo. Il limite esce fuori, tuttavia, nel caso di situazioni limite, ovvero se un cliente satura il proprio spazio – ad esempio se usa memorizzare backup del sito all’interno del sito stesso, cosa peraltro piuttosto illogica e poco utile, perchè le copie di sicurezza vanno sempre salvate in locale.

Quali sono le problematiche che comporta l’overselling?

Prima di acquistare un servizio di hosting – italiano o straniero che sia – è bene avere presente questo genere di politica, perchè peraltro è alla base delle varie contestazioni che si leggono in giro da parte di clienti perennemente insoddisfatti, che spesso pero’ neanche si pongono il problema del sovraccarico di risorse e si aspettano, solo perchè hanno pagato, un servizio sempre funzionante e scattante. Tale pretesa in effetti fa a pugni con il funzionamento stesso di internet, per quanto alcuni provider abbiano colpe enormi nel reclamizzare autentiche bufale come i ping bassi, uptime del 99.9999% (o giù di lì) e la mancanza di lag: nè i ping nè i lag (latenza), in effetti, possono essere controllati da alcuni provider, e se il nostro sito non funziona potrebbe essere colpa della nostra connessione, ed in quel caso non vi è provider che possa farci nulla. Lo scrivo non tanto per giustificare nessuno, quanto per fare chiarezza su un aspetto che, ancora oggi nel 2013, troppi webmaster ignorano del tutto. Ovviamente se saturate il vostro disco web il sito avrà problemi nel funzionare, ed i provider meno comprensivi potrebbero sospendervi il servizio senza preavviso, proprio perchè è nel loro interesse avere molti clienti e fare in modo che nessuno di loro blocchi le risorse a tutti gli altri.

Motivi di saturazione dello spazio su disco di un sito possono essere, ribadisco ancora una volta:

  • log che crescono smisuratamente per via di bug o errori di progettazione;
  • backup periodici che salvano i dati sul sito stesso (un controsenso, come abbiamo accennato);
  • falle informatiche attraverso le quali un attaccante inietta file artificiali o malware in grossa quantità.

Riassumendo: spazio web illimitato, cosa significa, quando come e perchè

Sono fermamente convinto che queste cose è bene conoscerle prima della sottoscrizione di un qualsiasi contratto per evitare sorprese: riporto di seguito una sintesi di quel che ho scritto finora in forma di domande e risposte, per vostra maggiore praticità.

In tre punti sintetici concludiamo che:

  1. Lo spazio web illimitato può esistere? No, non può esistere. Esso si basa sull’assunto utopico che tutti i clienti siano bravi webmaster che sanno usare un server solo a scopo di gestione di un sito e che, soprattutto, non possano avvenire in nessun caso attacchi informatici.
  2. Quindi si tratta di una truffa? No, perchè il modello di vendita sottostante è ben noto ed accettato: del resto le istituzioni accettano che le compagnie di volo applichino l’overbooking, mentre gli hosting stessi forniscono un minimo di garanzie tecnologiche (anche se, come scrivo spesso, hanno seri problemi di comunicazione coi clienti, in molti casi). Quello che si può contestare, al limite, in caso di disservizi, è relativo a circostanze per cui bisogna conoscere molto bene come funziona un server, come funziona internet e come si leggono ad esempio dei log di errore. Se non siete degli informatici di professione, a mio avviso, è improbabile che possiate farlo.
  3. Devo diffidare da chi reclamizza spazio su disco illimitato? In un certo senso sì, anche se conoscere cosa ci sta dietro è certamente un vantaggio. Sono purtroppo pochissimi i provider che non giocano la concorrenza su questo assunto, per quanto un po’ assurdo e basato su un’ipotesi che, in molti casi, si rivela fallace. Molto meglio, in linea di massima, sapere quanto spazio disponiamo precisamente, in modo da utilizzarlo al meglio e gestirlo in maniera adeguata.
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