Spunte blu di WhatsApp, e le news che non fanno notizia

Spunte blu di WhatsApp, e le news che non fanno notizia

Il tutto – più che altro per cavalcare l’onda di traffico web sul tema –  ha portato a farne parlare su periodici online come Panorama, mentre Il Giornale ha proposto soluzioni per aggirare il problema (cioè… attivare la modalità aereo, ovvero disattivare la connessione ad internet: una tecnica da veri hacker della rete, non c’è che dire).

Questo trend a voler ricorrere per forza al “fai da te” ad ogni costo, per la cronaca, oltre al fatto di vedere macchinazioni e complotti ovunque (anche quando basterebbe documentarsi per capire meglio) è a mio parere sintomatica di un certo modo degradante di intendere il lavoro dell’informatico, come ho scritto in un celebre articolo del mio blog. Chiusa parentesi.

Come disattivare la doppia spunta blu?

Per farlo l’unico modo è tornare alla vecchia versione di WhatsApp: permettetemi di dire che questa soluzione è una cazzata stupidaggine senza precedenti, non fosse altro che rende il nostro telefono insicuro, visto che non potremo più aggiornare WhatsApp lasciando una porta spalancata ad eventuali malware e virus. È come se, per aumentare la mia privacy, si barricassero porte e finestre del mio bagno, senza contare che questo potrebbe mettermi in pericolo in seguito e farmi morire soffocato. Quindi il mio suggerimento è quello di fare pace con voi stessi, e di tenere sempre WhatsApp aggiornato, con tanto di accettare questa piccola seccatura visto che, a ben vedere, i veri problemi di privacy di WhatsApp sono ben altri.

Siamo d’accordo che la doppia spunta blu, invece, indica che il messaggio è stato letto dal destinatario: questa è la notizia, in due righe, che ha fatto slogare le dita sui tasti di moltissimi, e pace. Ci preoccupiamo di cose del genere, del resto, senza badare a violazioni della privacy molto più grossolane. Ad esempio, il fatto che riusciamo a vedere l’ultimo orario di connessione del nostro interlocutore. Sembra una cosa da poco conto, ma basta rifletterci un secondo per capire che non è così.

Le condizioni di WhatsApp del resto (se qualcuno si prendesse la briga di leggerle) parlano chiaro: ad esempio (punto 3.B), per accedere alle caratteristiche del servizio, sei a conoscenza e sei d’accordo (traduco letteralmente) che dovrai fornire a WhatsApp il tuo numero di telefono, e poco dopo si aggiunge: WhatsApp può accedere periodicamente alla tua rubrica e/o lista contatti sul tuo telefono per trovare e tracciare i numeri di telefono degli altri utenti del servizio.

Ovvero, non appena vi connettete la vostra lista contatti verifica tutti i numeri della vostra rubrica per vedere quelli che sono online sul servizio e mostrarli tra i vostri contatti. Motivo per cui basta avere il numero di una persona per averla disponibile su WhatsApp, e questo non è per forza reciproco (ad esempio: di recente ho cambiato numero di cellulare, e vedevo tutti i miei contatti precedenti anche senza aver dato loro il mio numero). Attenzione, quindi, ai messaggi che ricevete eventualmente da sconosciuti, che potrebbero contenere virus, malware o link per sfruttare vulnerabilità del vostro smartphone (specie se avete fatto un downgrade di WhatsApp ad una versione precedente).

Ad essere maliziosi, in definitiva, non c’è modo di verificare ufficialmente che quei numeri non vengano memorizzati da qualche parte (WhatsApp ha detto di no più volte, ufficialmente), e la cosa ricorda un principio basilare dell’informatica che molti ignorano: se un terzo trova un tuo dato in rete, ad esempio, può replicarlo ad oltranza e a tua insaputa, tenendolo custodito su un disco esterno alla rete internet.

Preoccuparsi della doppia spunta blu – oltre a denotare un’attitudine radical-chic a voler sparlare di tecnologia senza capirci un accidente – significa voler fare polemica a vuoto su un dettaglio quasi irrilevante, di fatto, rispetto a quello che c’è in ballo.

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