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  • Steam Machine: specifiche hardware, speculazioni sui prezzi e dettagli sull’uscita

    Steam Machine: specifiche hardware, speculazioni sui prezzi e dettagli sull’uscita

    A pochi giorno dall’annuncio di Valve, la Steam Machine sta già facendo impazzire tutti. Questo nuovo computer compatto dalla forma molto simile a un Game Cube, al punto da essere già stato soprannominato GabeCube (NDR: il nome deriva dal fatto che il presidente di Valve si chiama Gabe Newell), potrebbe portare molto trambusto nel mercato videoludico. Si potrebbe addirittura aprire un nuovo capitolo nella diatriba infinita tra giocatori PC vs giocatori da console.

    Al momento riguardo al nuovo gioiellino annunciato da Valve ci sono poche certezze e tante, tante domande. Ad ogni modo abbiamo provato a raccogliere le varie informazioni che sono state ufficialmente rilasciate, insieme alle speculazioni degli analisti per fornire una panoramica completa su ciò che sappiamo ora sulla Steam Machine.

    Immagine rappresentativa della steam machine

    Steam Machine: che hardware avrà?

    Cos’avrà sotto il cofano la nuova Steam Machine di Valve?

    Valve assicura una potenza sei volte maggiore rispetto a Steam Deck. Una potenza ottenuta tramite CPU Zen 4 AMD (semi-personalizzate) e ottimizzate in modo da permettere di giocare a 4K a 60FPS con ray tracing (usando l’upscaling FSR).

    Se vuoi avere un’idea più precisa, ti basta pensare che la Steam Machine avrà performance migliori del 70% dei dispositivi utilizzati attualmente dai giocatori Steam (da una dichiarazione di Valve stessa basata sui dati interni di utilizzo).

    Nella pratica Valve ha già testato la Steam Machine con titoli tripla-A come Cyberpunk 2077, Black Myth: Wukong, Hades II, e Silent Hill f.

    Schema porte IO steam machine

    Scheda madre e alimentatore sono personalizzati per garantire il supporto HDMI CEC e consentire l’avvio dei dispositivi collegati (ad esempio la TV). Inoltre, grazie alla ventola da 12 cm è in grado di garantire un confort sonoro elevato, infatti non supera i 30dB a velocità massima restando intorno a 20dB nell’utilizzo tipico. La silenziosità della Steam Machine non è solo merito di una ventola dalle dimensioni generose ma anche di una corretta dissipazione del calore, infatti, il sistema è costituito da 4 heat-pipe da 8 millimetri ed un generoso dissipatore in alluminio che permettono di dissipare tutto il calore prodotto dalla GPU e CPU mantenendole fresche.

    La Steam Machine potrà essere personalizzata grazie a un pannello frontale magnetico che potrà essere personalizzato con realizzazioni con stampante 3D grazie ai file CAD che Valve renderà disponibili in futuro.

    CaratteristicaDettagli
    ModelliIl modello da 512 GB e il modello da 2 TB
    di Steam Machine saranno spediti in bundle con Steam Controller e saranno disponibili anche singolarmente
    Dimensioni152 mm di altezza (148 mm senza piedini),
    162,4 mm di profondità,
    156 mm di larghezza
    Peso2,6 kg
    CPUAMD Zen 4 a 6Core / 12T semi-personalizzato
    Fino a 4,8 GHz, 30W TDP
    GPUAMD RDNA3 con 28 CU semi-personalizzata
    Frequenza massima stabile di 2,45 GHz, TDP di 110 W
    RAMDDR5 da 16 GB + VRAM GDDR6 da 8 GB
    Spazio di memoriaDue modelli con SSD da 512 GB e 2 TB.
    Per entrambi c’è uno slot per scheda microSD per estendere lo spazio.
    AlimentazioneAlimentatore interno, alimentazione AC 110-240 V
    PorteDisplayPort 1.4
    – Fino a 4K a 240 Hz o 8K a 60 Hz
    – Supporta HDR, FreeSync e daisy-chain
    HDMI 2.0
    – Fino a 4K a 120 Hz
    – Supporta HDR, FreeSync e CEC
    Ethernet1 Gbps
    USB-CUna porta USB-C 3.2 Gen 2 (10 Gbps) sul retro
    Porte USB-ADue porte USB-A 3.2 Gen 1 nella parte anteriore
    Due porte USB-A 2.0 ad alta velocità nella parte posteriore
    Connettività2×2 Wi-Fi 6E
    Bluetooth 5.3 con antenna dedicata
    Adattatore wireless integrato per Steam Controller 2.4GHz
    Sistema operativoAmbiente desktop KDE Plasma basato su SteamOS 3 (Arch-based)
    Striscia LED personalizzabile17 LED RGB indirizzabili individualmente
    Personalizzabili con colori e animazioni
    Riflettono lo stato del sistema (ad esempio download, avvio, aggiornamento)

    La Steam Machine sarà aggiornabile o riparabile?

    Per come è progettata la Steam Machine ha alcune componenti facilmente sostituibili e altre meno.

    Nello specifico:

    • l’SSD è posizionato in modo da poter essere facilmente sostituito. La Steam Machine ha SSD M.2 2230, ma si potrà anche utilizzare un M.2 2280 full-size.
    • La RAM DDR5 può essere aggiornata.
    • CPU e GPU non possono essere aggiornate perché saldate.

    Ad ogni modo è rassicurante il fatto che Valve ha da tempo una partnership con iFixit e che continuerà a promuovere la distribuzione di pezzi di ricambio.

    E a livello software?

    Steam Machine, come Steam Deck prima di lei, verrà venduta con installato SteamOS 3 come sistema operativo. Stiamo parlando di un sistema operativo di Valve che si basa su Linux (nello specifico su Arch Linux). Questo sistema operativo è progettato per sfruttare al meglio le caratteristiche di Steam permettendoti non solo di avviare i giochi, ma anche di poter sospendere e riavviare i giochi lasciandoli in sospensione e quindi senza doverli chiudere e riaprire.

    Inoltre, da quando Valve ha lanciato Steam Deck ha aggiunto al suo store l’etichetta verificato su Steam Deck con indicazioni dettagliate sulla compatibilità dei singoli giochi. Con l’introduzione di Steam Machine, Valve farà altrettanto aggiungendo indicazioni per far capire ai giocatori se l’hardware della Steam Machine è perfettamente compatibile con il gioco.

    Non dimentichiamo che di base questa non è una console, ma un vero e proprio PC. Saremo quindi liberi di installare qualsiasi programma vogliamo, il sistema infatti permette di andare alla versione desktop e ritrovarsi con un PC Linux su cui sarà possibile installare anche store di videogiochi diversi da Steam, come ad esempio GOG.

    Inoltre nulla ci impedisce di cambiare anche sistema operativo e usare la Steam Machine non più come un computer da gioco, ma come un computer compatto con qualsiasi utilizzo: da PC multimediale da salotto a PC da lavoro.

    Quando verrà rilasciata la Steam Machine?

    Valve ha accompagnato l’annuncio dei nuovi hardware con la generica indicazione del Q1 2026. Possiamo quindi aspettarci che la data effettiva di uscita ricadrà nel primo trimestre e quindi che sarà fissata prima della fine di marzo 2026.

    Non è stata ancora definita una finestra più ristretta per il lancio.

    Compatibilità tra la Steam Machine e le altre periferiche

    La Steam Machine di Valve sarà compatibile con tutte le periferiche che si possono collegare a un normale PC. Questo include controller Xbox e Playstation, e ovviamente, mouse e tastiere.

    Valve ha però creato la Steam Machine per essere perfettamente integrata con uno o più Steam Controller (via adattatore wireless). Il vantaggio di utilizzare lo Steam Controller invece che un altro tipo di controller riguarda il fatto che la Steam Machine potrà essere avviata direttamente dal controller (proprio come succede per le altre console come ad esempio Xbox).

    Potrai inoltre utilizzare la Steam Machine per far girare il gioco e trasmetterlo su Steam Deck o su Steam Frame (il nuovo visore VR wireless annunciato da Valve).

    Immagine che mostra tutti i nuovi hardware di Steam:
Steam Deck, Steam Machine, Steam Frame ed il nuovo Steam Controller

    Quanto costerà la Steam Machine? (Supposizioni sui prezzi)

    Al momento Valve non ha lasciato dichiarazioni in merito al costo al lancio della Steam Machine. Quello che sappiamo è che la Steam Machine potrà essere in diretta competizione con PC della stessa fascia sul mercato, come è stato sottolineato anche da uno degli ingegneri Valve, Yazan Aldehayyat.

    In base a questi dati e alle caratteristiche della Steam Machine gli analisti stimano un prezzo indicativo tra i 400$ e i 500$.

    Di recente LinusTechTips ha rilasciato una dichiarazione:

    “[Valve] asked what I meant by console price, and I said $500. Nobody said anything, but the energy in the room wasn’t great”

    “[Valve] mi ha chiesto cosa intendessi con prezzo della console e ho detto 500$. Nessuno ha detto niente, ma l’atmosfera nella stanza non era delle migliori”

    Questo potrebbe far pensare che il prezzo sarà lontano dai 500$? Per ora si tratta solo di supposizioni e non c’è nulla di fondato.

    Molti media di settore, tra cui IGN, hanno lanciato sondaggi ai loro lettori per sapere quanto pagherebbero per la Steam Machine, ed ecco le risposte:

    • 54,9% ha risposto 500$
    • 28,1% ha risposto 800$
    • 6.2% ha risposto 1000$
    • 2,1% ha risposto 1200$ o più
    • 8,7% ha risposto di non volere una Steam Machine.

  • Come tagliare un video su PC (3 metodi rapidi)

    Come tagliare un video su PC (3 metodi rapidi)

    Quante volte ti è capitato di trovarti nella situazione di dover accorciare un video perché troppo lungo e noioso, oppure di voler estrapolare solo una parte che trovi divertente? Oggi ti spiegherò come tagliare in maniera semplice un video usando una serie di tool facili da usare, disponibili gratuitamente a tutti e su più sistemi operativi.

    La scelta migliore per tagliare un video su PC è utilizzare FFmpeg, un tool dalle potenzialità illimitate che funziona su tutti i sistemi operativi. Purtroppo non è accessibile a tutti, infatti FFmpeg è un tool che si utilizza da riga di comando ma per fortuna esistono dei software con interfacce grafiche esaustive che lo integrano e lo rendono fruibile a tutti, tra le diverse GUI a disposizione, quella che ho trovato più completa è Shutter Encode, una GUI per FFmpeg open source e completa di ogni strumento necessario all’editing video.

    Come tagliare un video su Windows

    Se possiedi un PC Windows, in base alle tue esigenze, avrai a disposizione diversi modi per tagliare un video. Se non ti importa di avere il controllo sulla qualità finale del video e vuoi che sia tutto in mano a Windows, allora puoi usare come programma per tagliare i video l’editor integrato di Windows.

    Ti basta aprire il video con l’app Film e TV già integrata su Windows oppure con l’app Foto.

    Aperto il video con l’app Film e TV, troverai in basso a destra un’icona a forma di matita (1), clicca sulla matita e poi su Taglia (2) come nello screenshot che vedi sotto.

    tagliare un video su windows app film e tv passo 1

    Ti si aprirà l’editor che ti permetterà di modificare la durata del video. Muovendo i due cursori rossi presenti sulla linea del tempo (3) definisci l’inizio e la fine del video. Dopo aver posizionato i cursori dove desideri, ti basta cliccare su Salva una copia (4) per salvare il tuo nuovo video ritagliato.

    tagliare un video su windows app film e tv passo 2

    Come tagliare un video su tutti i sistemi operativi

    Se vuoi avere il controllo sul video che stai modificando, ad esempio vuoi comprimerlo dopo averlo tagliato oppure vuoi adattarlo a schermi più piccoli, la scelta migliore è usare software appositi per tagliare video come Shutter Encode o FFmpeg. Grazie a questi tool potrete modificare video su Windows, Mac e qualsiasi distribuzione di Linux.

    Tagliare un video con FFmpeg

    Se non hai paura di usare un terminale e trovi le interfacce grafiche dispersive e caotiche, allora FFmpeg fa al caso tuo. È open-source e disponibile su tutti i dispositivi, infatti puoi usarlo su Windows, Mac, Linux ed anche su Android se sai usare Termux.

    Con FFmpeg hai a disposizione uno strumento molto potente in quanto ti consente di tagliare qualsiasi video in un attimo. Infatti, basta un comando simile per poter ottenere uno spezzone di video dal minuto 1 al minuto 1:30:

    ffmpeg -ss 01:00 -to 01:30 -i big_buck_bunny_1080p_h264.mov bunny_tagliato.mov

    In questo modo FFmpeg preleva la posizione del video in ingresso definita dal parametro -i e lo taglia dalla posizione iniziale definita da -ss alla posizione finale definita da -to. Se invece di -to usiamo il parametro -t invece possiamo definire quanto deve essere lungo lo spezzone di video da tagliare. Ad esempio:

    ffmpeg -ss 01:00 -t 90s -i big_buck_bunny_1080p_h264.mov bunny_tagliato.mov

    Con questo comando abbiamo definito che il video finale deve partire dal minuto 1 e durare 90 secondi. Usando combinazioni di questi parametri si possono ottenere risultati differenti. Ad esempio possiamo tagliare tutto l’inizio di un video usando solo il parametro -ss oppure definire la durata di un video usando solo il parametro -t o, infine, definire a quale minuto il video deve concludersi usando il parametro -to.

    I tempi possono essere definiti sia nel formato mm:ss (minuti:secondi) oppure per filmati molto lunghi usando hh:mm:ss (ore:minuti:secondi). Un altro metodo è indicare solo i secondi che possono essere scritti con solo il numero o il numero accompagnato da una s.

    Se vuoi avere un maggiore controllo su prodotto finale, puoi applicare altre opzioni come in questo caso:

    ffmpeg -t 60s -i big_buck_bunny_1080p_h264.mov -c:v libx265 -vf scale=-1:720 -b:v 500k bunny_ridotto.mp4

    In questo caso ho modificato il codec nel formaco h265/HEVC, il bitrate del video a 500kbit/s ed ho ridotto la risoluzione a 720p. Inoltre, cambiando l’estensione da mov a mp4 è cambiato anche il container.

    Per avere più informazioni su come usare le diverse opzioni di FFmpeg consulta la Wiki redatta dal team di sviluppo.

    Tagliare un video con Shutter Encode

    Come hai visto FFmpeg è un tool molto potente con diverse potenzialità, però non è alla portata di tutti visto che richiede l’uso del terminale.

    Alternative?

    La soluzione può essere Shutter Encode, un’interfaccia grafica che ti permette di fare tutta la magia di FFmpeg senza doverti sporcare le mani.

    Dopo aver scaricato ad avviato il programma, trascina il file da tagliare nella finestra del programma (1) e poi seleziona l’operazione da svolgere (2), in questo caso taglia senza re-codifica, poi vai a selezionare l’area del video da tagliare (3) spostando e ridimensionando con il cursore del mouse il riquadro blu indicato dalla freccia.

    Alla fine ti basta cliccare su Esegui operazione (4) e il gioco è fatto. Nella stessa cartella del file di partenza troverai il video tagliato.

    Come tagliare un video con Shutter Encode
  • Raspberry lancia un pc “all-in-one”, arriva Raspberry Pi 500+

    Raspberry lancia un pc “all-in-one”, arriva Raspberry Pi 500+

    Negli anni continuano a susseguirsi diversi progetti legati al mondo Raspberry, tempo fa avevamo parlato dello ZeroPhone, ma le grandi novità arrivano direttamente dalla fondazione.

    Cinque anni dopo l’annuncio del primo pc all-in-one da parte di Raspberry, (stiamo parlando del Raspberry Pi 400), si torna di nuovo alla carica e stavolta in grande stile. Dopo che nello scorso anno è stato annunciato Raspberry Pi 500, adesso arriva una versione migliorata: Raspberry Pi 500+, un mini computer racchiuso all’interno di una tastiera. Quali novità introduce il nuovo modello?

    Raspberry Pi 500+, tutte le novità

    Il nuovo modello di pc all-in-one targato Raspberry arriva con tante succose novità.

    Se non hai mai sentito parlare di questo tipo di pc tutto in uno, ti spiega un attimo come funziona. Per prima cosa non è un mini pc come un NUC, compatto sì, ma non pronto all’uso visto che come minimo devi avere una tastiera e un mouse. In questo caso stiamo parlando di un pc “nascosto” all’interno di una tastiera e basato su Raspberry Pi 5 con cui condivide il processore quad-core 64-bit Arm.

    La tastiera è stata completamente rivista per andare a sopperire alle carenze del modello 500, queste novità riguardano sia la circuiteria che i tasti veri e propri.

    Modello Raspberry Pi 500+ Credit: www.raspberrypi.com

    La tastiera del Raspberry Pi 500+ è equipaggiata di base con switch meccanici Gateron KS-33 Blue con copritasti a basso profilo. Ma la cosa si fa interessante perché è possibile anche modificarla interamente vista la compatibilità con gli altri set di tasti e la presenza di un estrattore che aiuta a rimuovere i copritasti per personalizzare la tastiera a proprio piacimento.

    Rispetto al modello precedente, Raspberry Pi 500+ ha un socket M.2 e un SSD da 256GB con già Raspberry Pi OS preinstallato e quindi pronto all’uso. Anche qui è consentita la personalizzazione per espandere la memoria interna: il bay interno permette di utilizzare SSD M.2 2280 e insieme al Raspberry viene fornito uno strumento che aiuta ad aprire il case per agire più facilmente all’interno. Oltre a questo non manca la possibilità di usare una memoria SD o collegare un SSD esterno (via USB, naturalmente).

    Nuovo Raspberry = molta molta più RAM. Con 16GB di LPDDR4X-4267 SDRAM, si tratta della creazione targata Raspberry con più RAM in assoluto.

    E poi… ciliegina sulla torta: il design. Ogni tasto è dotato di LED RGB che possono essere programmati in maniera individuale per avere una retroilluminazione davvero molto personalizzata (un po’ come per le tastiere da gaming come la ROG Falchion Ace).

    Raspberry Pi 500+, prezzi

    La versione di base del Raspberry Pi 500+ è in vendita al prezzo di 200$, ma si può anche ordinare nel Kit Desktop che va ad aggiungere:

    • Un mouse Raspberry Pi.
    • Un alimentatore 27W USB-C.
    • Un cavo micro HDMI a HDMI da 2 metri.
    • Una copia della Raspberry Pi Beginner’s Guide (5th Edition).

    Puoi trovare tutte le specifiche tecniche complete nella pagina del Raspberry Pi 500+. Ovviamente in vendita la tastiera nei diversi layout, anche quello italiano. Per l’acquisto dall’Italia dal sito vengono raccomandati i reseller ufficiali tra cui Melopero (che attualmente lo mette in vendita a 212,28€) e Kubii.

  • Testate mai le prestazioni del MacOS?

    Testate mai le prestazioni del MacOS?

    Avere sempre le prestazioni del Mac al massimo significa lavorare con una macchina di altissimo livello. Come controllare tutto questo? Cercate mai le migliori applicazioni da scaricare per effettuare controlli specifici, efficaci e duraturi? Un computer deve essere sempre portato a lavorare al meglio, un MacOS a maggior ragione. Scopriamo come. 

    Un computer produttivo, pulito e soprattutto sicuro per tutte le attività di lavoro o tempo libero

    Il Mac rappresenta il massimo dei computer, una vera e propria rivoluzione sotto l’aspetto tecnologico. Eppure, anche una macchina del genere andrà tenuta sotto controllo, verificandone sempre l’efficienza sotto l’aspetto delle prestazioni, della memoria, della velocità. Testare le prestazioni del Mac significa averlo sicuro, pulito e produttivo al massimo. Ogni tipo di problema, anche minimo, andrà risolto per averlo sempre al top delle proprie possibilità. Bisognerà testare sempre le prestazioni di un computer come il MacOS.

    L’importanza della RAM per una funzionalità sempre ottimale

    Cosa controllare di solito? Dove andare a porre la giusta attenzione? Senza dubbio quelle che sono le prestazioni hardware e software intese proprio come memoria, velocità del disco e efficienza della scheda grafica. Chi non ha mai sentito parlare della RAM? È la memoria a breve termine che viene utilizzata dalle app e dai componenti di MacOS proprio pe runa funzionalità ottimale. Sulla RAM (Random Access Memory) viene archiviato tutto quello che è utilizzato proprio sul Mac: il suo monitoraggio è fondamentale per vedere se tutto funziona correttamente.

    CPU contro il rischio crash delle app e GPU per le prestazioni grafiche

    Importante anche il controllo della CPU che è la Central Processing Unit che in un certo senso esegue comandi e istruzioni dell’intero sistema. Una CPU con un carico eccessivo potrebbe causare una limitata esecuzione di tutte le attività. Uno degli esempi più frequenti? Le app potrebbero andare in crash. Il Graphic Processing Unit, detto più comunemente GPU, si interessa e cura le prestazioni grafiche. Molte app o diversi videogame su Mac dovranno passare sotto il controllo proprio di GPU proprio per verificarne e misurarne la fattibilità di esecuzione. Infine, non andrà mai sottovalutata la velocità disco: saranno necessari test appositi per controllare proprio la speed di archiviazione. La lentezza del disco potrebbe incidere anche sulla funzionalità di determinate app.

    Alcune tra le migliori app per un controllo approfondito ed efficace

    No, non pensiate che tenere il Mac al massimo delle prestazioni sia roba esclusiva di chi è esperto. Basterà scegliere i programmi migliori, magari meglio farsi consigliare, e ottenere un ottimo risultato per avere sempre il vostro MacOS in salute, diciamo così. Anche perché, questa è cosa risaputa, limitare un computer del genere per poca manutenzione sarebbe davvero sprecare un avanzamento incredibile della tecnologia legata ai pc. Come accennato basterà farsi consigliare da personale altamente esperto per comprendere al meglio come tenere questo pc al massimo delle proprie prestazioni: la rete offrirà una varietà di scelta importante. Voi controllate frequentemente il vostro MacOS? Riuscite a capire dalla velocità di esecuzione se lo spazio è sufficiente, se tutto sta funzionando al massimo? Non esitate, avrete sempre il top dei computer al massimo delle sue innumerevoli funzioni.

  • Che cos’è un file EPS?

    Che cos’è un file EPS?

    Definizione e Caratteristiche

    Un file EPS (Encapsulated PostScript) rappresenta uno standard di eccellenza nel mondo della grafica digitale. Questo formato di file grafico è progettato per descrivere immagini vettoriali, testo e grafica composta in modo preciso e dettagliato. La sua natura vettoriale consente di mantenere una qualità impeccabile delle immagini a prescindere dalle dimensioni di stampa o visualizzazione, rendendolo uno strumento indispensabile per designer e professionisti della grafica. Un EPS è un file vettoriale e puoi convertire qualsiasi file in un file vettoriale. In questo blog spiegheremo come vettorializzare le immagini

    L’EPS è un file vettoriale?

    Naturaleza Vettoriale dell’EPS

    Assolutamente sì. L’EPS è un formato vettoriale che utilizza equazioni matematiche per rappresentare graficamente forme e linee. Questa caratteristica lo distingue dai formati raster, basati su pixel, permettendo agli utenti di ingrandire o ridurre l’immagine senza alcuna perdita di qualità. Questa capacità rende i file EPS particolarmente adatti per la creazione di loghi, icone, e qualsiasi altro elemento grafico che richieda una flessibilità dimensionale.

    A cosa servono i file EPS?

    Applicazioni dei file EPS

    I file EPS trovano applicazione in numerosi contesti professionali, evidenziando la loro versatilità e importanza nel settore grafico:

    • Grafica e Stampa: Sono lo standard per la creazione di loghi e illustrazioni destinate alla stampa professionale, garantendo risultati di alta qualità.
    • Pubblicazioni: Vengono utilizzati per integrare elementi grafici in libri, riviste, e materiali di marketing, dove è fondamentale preservare la nitidezza dei dettagli.
    • Design Web: Anche se in questo ambito sono meno comuni, possono essere convertiti in formati più adatti al web, mantenendo la qualità grafica originale.

    Vantaggi dell’Utilizzo dei file EPS

    La scelta di utilizzare file EPS nei propri progetti grafici porta con sé numerosi vantaggi, tra cui:

    • Alta Qualità: La garanzia di ottenere risultati di stampa superiori, indipendentemente dalle dimensioni.
    • Compatibilità: La capacità di essere aperti e modificati con la maggior parte dei software di grafica professionale.
    • Flessibilità: L’adattabilità a un’ampia gamma di usi, rendendoli una risorsa preziosa per designer e professionisti.

    Pro e contro dei file EPS

    Vantaggi e Svantaggi

    Pro:

    • Scalabilità: La capacità di essere ridimensionati senza compromettere la qualità dell’immagine è un vantaggio inestimabile.
    • Qualità di Stampa: Forniscono risultati eccellenti in termini di chiarezza e dettaglio su materiali stampati.
    • Compatibilità: La loro ampia accettazione nei software di grafica li rende facilmente accessibili per la modifica e l’uso.

    Contro:

    • Dimensione del File: Tendono ad avere dimensioni maggiori rispetto ad altri formati vettoriali, il che potrebbe essere un problema per la condivisione o l’archiviazione.
    • Complessità: La necessità di software specifico per la loro modifica può rappresentare una barriera per gli utenti meno esperti.
    • Web: Non sono ottimizzati per l’uso diretto sul web, richiedendo conversioni in formati più adatti come SVG per applicazioni online.

    Come creare e modificare un file EPS

    Creazione e Modifica

    Creare un file EPS:

    Per creare un file EPS, è necessario avvalersi di software di grafica professionale. Programmi come Adobe Illustrator, CorelDRAW, e Sketch offrono la possibilità di lavorare con precisione vettoriale e di esportare i progetti in formato EPS. Questo processo garantisce che il design mantenga tutte le sue qualità quando viene trasferito tra diversi programmi o utilizzato per la stampa.

    Modificare un file EPS:

    La modifica di un file EPS richiede competenze tecniche e l’accesso a software adeguato. Una volta aperto il file in un programma compatibile, è possibile utilizzare una vasta gamma di strumenti per apportare modifiche, aggiustamenti di colore, o trasformazioni delle forme. Salvare il lavoro in formato EPS preserverà le caratteristiche vettoriali originali.

    Consigli per la Modifica

    Per ottenere i migliori risultati nella modifica di file EPS, è consigliabile:

    • Acquisire Dimestichezza con il Software: Imparare a navigare tra le funzionalità del programma scelto è fondamentale per sfruttare al meglio le potenzialità dei file EPS.
    • Effettuare Backup: Prima di apportare modifiche sostanziali, è sempre una buona pratica salvare una copia del file originale per prevenire la perdita di dati.

    In conclusione, i file EPS rappresentano una risorsa inestimabile nel mondo della grafica professionale. Che si tratti di preparare materiali per la stampa di alta qualità, creare loghi aziendali, o realizzare grafiche per pubblicazioni, comprendere come utilizzare, creare e modificare i file EPS può elevare significativamente la qualità dei tuoi progetti grafici.

  • Certificazioni Informatiche: Una Guida Completa per la Crescita Professionale

    Certificazioni Informatiche: Una Guida Completa per la Crescita Professionale

    Le certificazioni informatiche sono strumenti essenziali per distinguersi in un mercato del lavoro sempre più competitivo. Che tu sia un professionista esperto o un neofita, una certificazione può confermare le tue competenze, aprire nuove opportunità e aumentare il tuo potenziale di guadagno. In questo articolo, esploreremo cosa sono le certificazioni informatiche, perché sono importanti, le principali categorie e come scegliere quella giusta per te.

    Cosa Sono le Certificazioni Informatiche?

    Le certificazioni informatiche sono credenziali rilasciate da enti accreditati che attestano le competenze tecniche di un individuo in un settore specifico dell’informatica. Queste certificazioni coprono un’ampia gamma di argomenti, tra cui:

    • Sviluppo Software: Linguaggi di programmazione come Python, Java o C++.
    • Cybersecurity: Certificazioni come CISSP o CEH.
    • Gestione dei Dati: Competenze in SQL, Big Data e Data Analytics.
    • Cloud Computing: Certificazioni AWS, Azure e Google Cloud.
    • Networking: Competenze validate da Cisco (CCNA, CCNP).
    • IT Service Management: Framework come ITIL.

    Ogni certificazione è progettata per misurare conoscenze specifiche e, spesso, include un esame standardizzato.

    Perché le Certificazioni Sono Importanti?

    1. Riconoscimento Professionale

    Le certificazioni informatiche aggiungono credibilità al tuo profilo professionale, rendendoti un candidato più attraente per i datori di lavoro.

    2. Opportunità di Carriera

    Molti ruoli tecnici richiedono certificazioni come prerequisito. Ad esempio, le aziende che operano su piattaforme cloud spesso cercano esperti con certificazioni AWS o Azure.

    3. Aumento del Salario

    Numerosi studi dimostrano che i professionisti certificati guadagnano in media il 10-20% in più rispetto ai loro colleghi non certificati.

    4. Sviluppo Continuo

    Prepararsi per una certificazione ti spinge ad aggiornarti costantemente, mantenendoti competitivo in un settore in rapida evoluzione.

    Principali Categorie di Certificazioni

    1. Certificazioni di Base

    Ideali per chi è agli inizi, queste certificazioni coprono le basi dell’informatica e delle reti. Esempi:

    • CompTIA IT Fundamentals (ITF+)
    • Microsoft Fundamentals (AZ-900, DP-900)

    2. Certificazioni Intermedie e Avanzate

    Pensate per professionisti con esperienza, queste certificazioni approfondiscono argomenti specifici:

    • Cybersecurity: CompTIA Security+, CISSP, CEH
    • Cloud Computing: AWS Solutions Architect, Google Cloud Professional Engineer
    • Networking: Cisco CCNA, CCNP

    3. Certificazioni Specialistiche

    Focalizzate su settori verticali, come la gestione di database, DevOps o intelligenza artificiale. Alcuni esempi:

    • Microsoft Certified: Azure AI Engineer
    • Google Professional Data Engineer
    • Docker Certified Associate (DCA)

    Come Scegliere la Certificazione Giusta

    1. Analizza le Tue Ambizioni Professionali

    Chiediti: quali sono i tuoi obiettivi? Se desideri lavorare nel cloud, certificazioni AWS o Azure sono un’ottima scelta.

    2. Valuta le Richieste del Mercato

    Consulta annunci di lavoro nella tua area o settore per identificare quali certificazioni sono più richieste.

    3. Considera il Livello di Esperienza

    Se sei agli inizi, opta per certificazioni di base. I professionisti esperti possono mirare a credenziali avanzate.

    4. Budget e Tempo

    Le certificazioni possono essere costose e richiedere mesi di studio. Valuta attentamente il costo e il tempo necessario.

    Prepararsi per una Certificazione: Strategie di Successo

    1. Scegli Risorse di Studio Adeguate: Libri, corsi online (Udemy, Coursera, Pluralsight) e forum di supporto.
    2. Pratica Pratica Pratica: Simula scenari reali per interiorizzare i concetti.
    3. Esami Pratici: Molte certificazioni offrono test preliminari per prepararti al formato dell’esame.
    4. Crea un Piano di Studio: Dedica ore settimanali specifiche allo studio per mantenere costanza.

    Tendenze Future delle Certificazioni

    Con l’avanzare delle tecnologie, emergono nuove aree che richiedono certificazioni specifiche:

    • Intelligenza Artificiale e Machine Learning: Crescente domanda di esperti certificati in AI.
    • Blockchain: Credenziali per comprendere e sviluppare soluzioni basate su questa tecnologia.
    • DevOps e Automazione: Strumenti come Kubernetes e Terraform stanno diventando indispensabili.

    Conclusione

    Le certificazioni informatiche non sono solo un pezzo di carta: rappresentano un investimento nel tuo futuro professionale. Scegliendo la certificazione giusta e preparandoti con dedizione, puoi migliorare le tue competenze, aumentare le tue prospettive di carriera e affermarti come un esperto nel tuo campo.

    Domande Frequenti

    1. Le certificazioni informatiche scadono? Sì, molte certificazioni hanno una validità temporanea e richiedono un rinnovo periodico tramite esami o crediti formativi.

    2. Sono necessarie le certificazioni per entrare nel settore IT? Non sempre, ma possono essere un vantaggio competitivo rispetto ad altri candidati.

    3. Quanto costano le certificazioni? Il costo varia da poche centinaia a migliaia di euro, a seconda del livello e dell’ente certificatore.

    4. Qual è la certificazione più richiesta? Dipende dal settore. Per il cloud, AWS Certified Solutions Architect è tra le più ricercate, mentre in cybersecurity il CISSP domina.

  • Come funzionano i barcode [guida]

    Come funzionano i barcode [guida]

    I codici a barre sono strumenti di identificazione automatica utilizzati per tracciare e gestire informazioni su prodotti e altri oggetti. Ecco una panoramica su come funzionano.

    Algoritmi per i barcode

    I codici a barre si basano su diversi algoritmi di codifica che variano a seconda del tipo di codice a barre. Ogni tipo di codice a barre ha il proprio set di regole per rappresentare i dati con linee e spazi. Di seguito, vediamo alcuni degli algoritmi di codifica per i tipi più comuni di codici a barre. Ce ne sono di diversi tipi, e in genere si utilizzano quelli elencati di seguito.

    UPC (Universal Product Code)

    Il codice a barre UPC è ampiamente utilizzato nei prodotti di vendita al dettaglio. UPC-A, una variante comune, codifica 12 cifre numeriche:

    • Struttura: Composto da una sequenza di barre e spazi di larghezza fissa.
    • Algoritmo:
      • Le 12 cifre sono suddivise in tre parti: un prefisso di 1 cifra (sistema numerico), un numero di fabbricazione di 5 cifre, un numero di prodotto di 5 cifre e una cifra di controllo (checksum).
      • Ogni cifra è rappresentata da un pattern di 7 unità di larghezza, composto da 2 o 3 barre e spazi.
      • La cifra di controllo è calcolata usando un algoritmo di somma ponderata delle altre 11 cifre per garantire l’integrità dei dati.

    EAN (European Article Number)

    EAN è simile a UPC ma viene utilizzato internazionalmente, soprattutto in Europa. EAN-13 è la variante comune che codifica 13 cifre:

    • Struttura: Simile a UPC-A, ma con una cifra in più.
    • Algoritmo:
      • Le prime 12 cifre sono suddivise in una sezione di prefisso, un codice di produttore e un codice di prodotto.
      • La 13ª cifra è la cifra di controllo, calcolata in modo simile a UPC-A.

    Code 39

    Il codice 39 è utilizzato principalmente in ambiti industriali e militari. Può codificare cifre, lettere maiuscole e alcuni caratteri speciali:

    • Struttura: Ogni carattere è rappresentato da 9 elementi (5 barre e 4 spazi), di cui 3 sono larghi e 6 sono stretti.
    • Algoritmo:
      • Ogni carattere è codificato come una serie di barre e spazi con un rapporto di larghezza fisso.
      • Include caratteri di inizio/stop (*) per delimitare il codice a barre.

    Code 128

    Il codice 128 è altamente denso e utilizzato per applicazioni che richiedono di codificare molti dati in uno spazio ridotto:

    • Struttura: Può codificare tutti i 128 caratteri ASCII.
    • Algoritmo:
      • Utilizza una serie di moduli con larghezze variabili (da 1 a 4 moduli di larghezza).
      • Tre set di caratteri (A, B e C) sono utilizzati per codificare diversi gruppi di caratteri.
      • Include caratteri di inizio, stop e una cifra di controllo (checksum) calcolata come somma ponderata dei valori dei caratteri.

    QR Code

    I codici QR sono codici bidimensionali che possono codificare una grande quantità di informazioni, inclusi dati alfanumerici e binari:

    • Struttura: Composto da moduli quadrati disposti in una matrice.
    • Algoritmo:
      • Include aree di rilevamento di posizione, aree di allineamento e formati di dati.
      • Utilizza algoritmi di correzione degli errori (Reed-Solomon) per consentire la lettura anche se il codice è parzialmente danneggiato.
      • I dati sono codificati in modalità multiple (numerica, alfanumerica, byte/binaria, ecc.).

    Struttura di un Codice a Barre

    Un codice a barre è costituito da una serie di linee e spazi di larghezza variabile. Ogni combinazione di linee e spazi rappresenta un carattere o un insieme di dati. Esistono vari tipi di codici a barre, ma i più comuni includono:

    • UPC (Universal Product Code): Utilizzato principalmente nel commercio al dettaglio.
    • EAN (European Article Number): Simile a UPC ma utilizzato internazionalmente.
    • Code 39: Utilizzato per identificazione industriale e logistica.
    • Code 128: Altamente denso e utilizzato per applicazioni che richiedono di codificare molti dati in uno spazio ridotto.

    Funzionamento

    1. Codifica dei Dati:
      • I dati (come un numero di prodotto) sono convertiti in una serie di linee e spazi. Ogni carattere è rappresentato da una specifica combinazione di linee e spazi di larghezza variabile.
      • Per esempio, nel codice 128, ogni carattere è rappresentato da 3 barre e 3 spazi, ciascuno con una delle quattro larghezze possibili.
    2. Scannerizzazione:
      • Uno scanner di codici a barre emette un raggio di luce (generalmente un laser) che viene riflesso dalle barre e dagli spazi.
      • Le barre assorbono la luce, mentre gli spazi la riflettono. Lo scanner rileva queste differenze di riflessione.
    3. Decodifica:
      • Il segnale riflesso viene convertito in un segnale digitale che rappresenta le larghezze delle barre e degli spazi.
      • Un decoder interpreta questi segnali digitali e li converte nei dati originali.

    Algoritmi di Codifica e Decodifica barcode

    Algoritmo di Codifica

    1. Input dei Dati: Inserimento dei dati da codificare (ad esempio, numeri di prodotto).
    2. Selezione del Tipo di Codice a Barre: Scelta del formato appropriato (UPC, EAN, Code 39, Code 128, QR Code, ecc.).
    3. Trasformazione dei Dati: Conversione dei dati in una sequenza di linee e spazi o moduli (per QR Code) secondo le specifiche del tipo di codice a barre.
    4. Aggiunta della Cifra di Controllo: Calcolo e aggiunta di una cifra di controllo per verificare l’integrità dei dati (dove applicabile).
    5. Generazione del Codice a Barre: Creazione dell’immagine del codice a barre.

    Se ad esempio volessimo codificare “trovalost.it” in Code 128 otterremmo questo risultato.

    Come creare un barcode in Python 3

    Se volessimo realizzare questo compito in Python, sarebbe molto semplice: in prima istanza si installa pillow e python-barcode

    pip install python-barcode pillow

    poi si usa il seguente codice:

    import barcode
    from barcode.writer import ImageWriter
    
    data = "trovalost.it"
    code128 = barcode.get('code128', data, writer=ImageWriter())
    code128.save("code128_trovalost")

    Algoritmo di Decodifica

    Il processo inverso, da barcode a stringa, segue questi passi.

    1. Scansione del Codice a Barre: Utilizzo di uno scanner di codici a barre per leggere il pattern di linee e spazi o moduli.
    2. Conversione del Segnale: Traduzione del segnale riflesso in una rappresentazione digitale delle larghezze delle linee e degli spazi.
    3. Interpretazione del Pattern: Decodifica del pattern digitale secondo le regole del tipo di codice a barre.
    4. Verifica della Cifra di Controllo: Controllo dell’integrità dei dati utilizzando la cifra di controllo (dove applicabile).
    5. Output dei Dati: Estrazione e presentazione dei dati codificati.

    Per testare quanto scritto, è necessario usare un lettore di barcode come quelli disponibili tipicamente, a infrarossi, negli esercizi commerciali.

    Utilizzi Comuni del barcode

    • Vendita al Dettaglio: Per identificare prodotti, gestire inventari e velocizzare il processo di checkout.
    • Logistica: Per tracciare spedizioni, gestire magazzini e monitorare movimenti di merci.
    • Sanità: Per tracciare farmaci, pazienti e attrezzature mediche.
    • Biblioteche: Per gestire il prestito e il ritorno di libri.

    Vantaggi

    • Efficienza: Permettono di acquisire rapidamente dati senza errori umani.
    • Precisione: Riduzione degli errori rispetto all’inserimento manuale dei dati.
    • Tracciabilità: Facilitano la gestione e il monitoraggio delle scorte e delle merci.
    • Costo: Economici da stampare e implementare.

    Tipi di Codici a Barre

    1. Codici a Barre Lineari (1D):
      • Sono formati da una serie di linee parallele di larghezza variabile.
      • Codificano informazioni limitate (generalmente fino a 20-25 caratteri).
      • Esempi: UPC, EAN, Code 39, Code 128.
    2. Codici a Barre Bidimensionali (2D):
      • Utilizzano una matrice di quadrati, punti o altre forme.
      • Possono codificare molte più informazioni rispetto ai codici a barre lineari.
      • Esempi: QR Code, Data Matrix, PDF417.

    Esempio di Creazione e Scansione

    1. Creazione:
      • Un numero o un insieme di dati viene convertito in un codice a barre utilizzando software specifici o librerie come JsBarcode.
    2. Scansione:
      • Un lettore di codici a barre legge il codice a barre e invia i dati al computer o al sistema di gestione.
  • Che cos’è il Vehicle -To-Everything

    Che cos’è il Vehicle -To-Everything

    La tecnologia Vehicle-to-everything (in sigla V2X, V per Vehicle, 2 per To, X per everything) descrive la comunicazione wireless (senza fili) tra un veicolo e qualsiasi altro dispositivo che possa influenzare o essere influenzato dal veicolo stesso. A volte chiamato C-V2X, è un sistema di comunicazione veicolare destinato a migliorare la sicurezza stradale e l’efficienza del traffico riducendo l’inquinamento e, se possibile, risparmiando energia.

    L’industria automobilistica e delle comunicazioni, insieme al governo degli Stati Uniti,[1], all’Unione Europea[2] e alla Corea del Sud stanno cercando di promuovere attivamente da anni sia V2X e C-V2X come tecnologie potenzialmente salvavita oltre che in grado di ridurre l’inquinamento e avere un impatto ambientale positivo. Il Dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti ha affermato che le tecnologie V2X offrono vantaggi significativi in ​​termini di sicurezza dei trasporti e mobilità, sottolineandone l’uso virtuoso, mentre l’ente NHTSA stima una riduzione minima degli incidenti stradali del 13% se fosse implementato un sistema V2V, con il risultato di 439.000 incidenti in meno all’anno.

    Adozione del V2X

    La tecnologia V2X è già utilizzata in Europa e Cina.

    Funzionamento V2X: gli standard

    Esistono due standard per le comunicazioni V2X dedicate a seconda della tecnologia wireless sottostante utilizzata: (1) basata su WLAN e (2) basata su cellulare. V2X incorpora anche vari tipi di comunicazione più specifici tra cui Vehicle-to-Device (V2D) (Bluetooth / WiFi-Direct, ad es. CarPlay di Apple e Android Auto di Google), Vehicle-to-Grid (V2G) (scambio di informazioni con la rete smart), Vehicle-to-Building (V2B), noto anche come Vehicle-to-Home (V2H), e poi da veicolo a carico (V2L), Vehicle-to-Network (V2N), Vehicle-to-Cloud (V2C), Vehicle-to-Infrastructure (V2I),e anche da veicolo a pedone (V2P) e da veicolo a veicolo, Vehicle-to-Vehicle (V2V).

    Le comunicazioni avvengono in tempo reale e scomportano uno scambio continuo di dati di vario genere,

    Attraverso la sua comunicazione istantanea, V2X consentendo così l’adozione di nuove politiche di sicurezza stradale come avviso di collisione anteriore, avviso cambio corsia, avviso luce freno elettrica di emergenza, assistenza al movimento degli incroci, veicolo di emergenza in avvicinamento e lavori stradali.

    A livello pratico, lo standard si basa su 802.11p (DSRC).

    802.11p (DSRC)

    La comunicazione V2X classica utilizza la tecnologia WLAN e funziona direttamente tra veicoli (V2V) e veicoli e infrastrutture di traffico (V2I), che formano una rete veicolare ad hoc poiché due trasmettitori V2X si trovano ciascuno nel raggio d’azione dell’altro. Pertanto non richiede alcuna infrastruttura di comunicazione per consentire ai veicoli di comunicare, il che è fondamentale per garantire la sicurezza in aree remote o poco sviluppate. La WLAN è particolarmente adatta per la comunicazione V2X grazie alla sua bassa latenza. Trasmette messaggi noti come messaggi di sensibilizzazione cooperativa (CAM) o messaggio di sicurezza di base (BSM) e messaggi di notifica ambientale decentralizzata (DENM). Altri messaggi relativi all’infrastruttura stradale sono Signal Phase and Timing Message (SPAT), In Vehicle Information Message (IVI) e Service Request Message (SRM). Il volume di dati di questi messaggi è molto basso. La tecnologia radio fa parte della famiglia di standard WLAN IEEE 802.11 ed è conosciuta negli Stati Uniti come Wireless Access in Vehicular Environments (WAVE) e in Europa come ITS-G5.[14] Per integrare la modalità di comunicazione diretta, i veicoli possono essere equipaggiati con le tradizionali tecnologie di comunicazione cellulare, che supportano servizi basati su V2N. Questa estensione con V2N è stata realizzata in Europa sotto l’egida della piattaforma C-ITS[15] con sistemi cellulari e sistemi di trasmissione (TMC/DAB+).

     

    Foto: By Hans-J. Brehm – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=87250207

  • Come si creano le e-mail temporanee (+3200 servizi)

    Come si creano le e-mail temporanee (+3200 servizi)

    Come creare una mail temporanea “usa e getta”? Lo vediamo in questo articolo.

    L’uso principale degli indirizzi di posta temporanea può essere dovuto a varie esigenze: ad esempio quando mi capita di testare servizi web di natura dubbia che richiedano un indirizzo email preferisco generare un indirizzo temporaneo per non avere il problema dello spam ricevuto in seguito. È cosa comune, inoltre, che l’indirizzo email che utilizzamo per registrarci a siti e servizi web (spesso dalla parvenza gratuita) venga “riciclato” indebitamente a scopo di mail marketing: motivo per cui l’uso di questo genere di servizi è giustificato dal voler ricevere meno spam.

    Cosa sono le email temporanee

    Le email temporanee sono delle caselle di posta a scadenza breve, che risultano convenienti quando ci si registra a siti di dubbia autorità  o serietà , come accennato all’inizio, oppure che possiamo usare per testare dei servizi di posta elettronica. In alternativa, registrare ogni volta un nuovo indirizzo Yahoo! o Gmail costa più tempo e fatica, se vogliamo, per cui questi servizi “a tempo” finiscono per fare al caso nostro.

    I servizi di mail temporanea permettono di essere aperti in pochi semplici click, invece, senza richiedere documenti o dettagli personali di alcun genere; addirittura alcuni dei siti che vedremo creano in automatico, già  all’apertura, una mail temporanea già  pronta all’uso da essere utilizzate.

    Vediamo quindi la lista dei principali servizi di email temporanea. Attenzione: il fatto che siano email temporanee non vuol dire che siano anonime: quasi certamente questi servizi tracciano dei log interni, e possono ricorrere agli stessi nel caso di segnalazione di abusi. Sono email difficilmente rintracciabili in caso di abusi, senza dubbio, ma non sono pensate per questo utilizzo (e naturalmente, come molti altri casi, dipende tutto dall’uso che ne fanno i soliti smanettoni).

    Per la massima privacy potete, ad esempio, utilizzare servizi come TOR per di accedere ai siti indicati (ovviamente, è sottinteso: non spammate 🙂 ).

    GuerrillaMail

    GuerrillaMail semplifica pesantemente il tutto, e vi risparmia di dover inserire alcunchè: dopo aver inserito il nome del sito nella casella del vostro browser, avrete l’indirizzo già  bello e pronto per essere utilizzato, con durata di massimo 60 minuti estendibili.

    Non serve, in questo caso, fornire un indirizzo email di riferimento, con maggiori vantaggi per la sicurezza e la privacy.

    Temp-Mail

    Temp-Mail vi permette di creare un alias della vostra mail – quest’ultima dovrete digitarla nell’apposita casella – ed il nuovo indirizzo, generato casualmente, si auto-distruggerà  dopo 3, 6, 12 o 24 ore a vostra scelta. Io ci ho provato e funziona, le notifiche di ricevimento arrivano immediatamente nell’indirizzo da me specificato, anche se ovviamente così facendo rimane comunque una copia della mail presumibilmente riservata e non criptata.

    Mohmal

    Mohmal è invece leggermente più avanzato, in quanto permette di creare un alias del vostro indirizzo email ed un eventuale reminder a cui inviare le risposte. Anche qui è possibile decidere quanto tempo si debba far durare la mail ad uso temporaneo (12, 24 ore oppure un giorno fino a tre mesi).

    10MinuteMail

    10MinuteMail merita una citazione anche solo per il nome: serve a creare email con 10 minuti di vita, rinnovabili via click (altrimenti scadono e vengono cancellate). Molto semplice da utilizzare e da ricordare, inserite la vostra mail reale e riceverete tutte le informazioni sul vostro indirizzo mediante un nuovo indirizzo casuale e fake.

    Jetable

    Jetable.org fornisce un ulteriore servizio anti-spam, utilizzabile per le registrazioni a servizi di natura dubbia e sempre mediante web, ma al tempo stesso scrive chiaramente che gli header delle mail ed i log vengono conservati, quindi non è un servizio realmente anonimo.

    FakeMail.net

    Mi sembra doveroso citare Fakemail.net, a questo punto, perchè è uno dei servizi che ho provato che sfrutti una protezione sulla connessione di tipo SSL (https) con certificato valido (almeno, stando al mio Firefox). Il funzionamento del tutto è completamente identico ai casi precedenti: fornisci una mail di riferimento (la tua, ad esempio) e puoi creare un alias con un nome a tua scelta.

    Altro servizio che esiste storicamente da un po’; le email durano un’ora da quando vengono create, poi sono cancellate.

    YOPMail

    YOPMail ci offre la possibilità  di creare un indirizzo del tutto casuale oppure con un nome a nostra scelta. Dopo aver fatto la nostra scelta, l’indirizzo sarà  direttamente abilitato per i successivi 15 minuti. Se non vedete nulla, potete provare ad aggiornare la pagina del sito e compariranno i messaggi in entrata in automatico. Il tempo di vita della mail in questione è aggiornabile direttamente con un apposito link, ogni volta di altri ulteriori 15 minuti (non cumulabili).

    PookMail (solo per sviluppatori)

    PookMail, infine, è uno storico progetto ormai non più funzionante, spirato nel 2008, che i suoi creatori hanno saggiamente deciso di rilasciare in open source. Sviluppato in PHP, è a disposizione di chiunque volesse cimentarsi a creare un servizio del genere su un proprio dominio, installandolo in autonomia. Se vi va, esiste anche questa possibilità .

    A che servono le mail temporanee

    La creazione di email temporanee può essere utile per poter provare servizi sul web senza avere l’obbligo di utilizzare una mail privata, potenziale oggetto di spam in seguito. Può servire anche, ad esempio, per scopi di servizio e di test di invio delle email, per verificare che non siano in blacklist oppure non siano bannate per altri motivi.

    Le mail temporanee sono un servizio molto utile e poco noto per chi, ad esempio, non volesse esporsi su un sito web utilizzando la mail aziendale o quella privata, evitando quindi la possibilità  di ricevere email indesiderate di pubblicità  o peggio. A tale scopo, si possono sfruttare uno dei seguenti servizi allo scopo di migliorare il proprio anonimato.

    Questa mail si autodistruggerà  tra 15 minuti!

    Roba da film di spionaggio, quindi? Sì e no! Ovviamente i servizi di mail temporanea non vanno bene se intendiamo creare degli account su vari siti o forum da poter recuperare in seguito: anche un semplice recupero della password in questo caso sarà  impossibile, visto che le mail di questo tipo durano tipicamente poche ore dalla creazione o, al massimo, pochi giorni.

    Come usare le mail temporanee

    Senza entrare nel merito del perchè dovremmo ricorrere ad una mail temporanea anonima (le motivazioni possono essere varie, molte delle quali perfettamente lecite), vediamo quali sono i siti che permettono di farlo e quanto tempo è necessario per crearne una. Nella totalità  dei casi si tratta di servizi accessibili via web: per incrementare il proprio livello di privacy, comunque, si può pensare di (e si deve, in molti casi) adottare un software per l’anonimato modello Tor. I servizi indicati sono tutti, inoltre, gratis e senza alcuna registrazione vera e propria richiesta. Mi riservo di analizzare il codice dentro PoolMail (un software open source per le mail temporanee) perchè ho il dubbio che questi servizi non siano poi così sicuri: di fatto, ad esempio, si instaura pur sempre un’associazione tra il vostro indirizzo reale ed uno fake creato dal sistema, e bisogna capire se nel database rimanga effettivamente traccia di tale associazione allo scadere del timeout.

    Non ho qui considerato i servizi che permettono soltanto di inviare mail, perchè la cosa non ha molto senso e perchè, forse soprattutto, di spam in giro ce n’è già  abbastanza e non è il caso di incoraggiarlo.

  • Spamming: che cosa vuol dire?

    Spamming: che cosa vuol dire?

    Spammare o inviare spam significa sostanzialmente inviare messaggi indesiderati a qualcuno, utilizzando uno qualsiasi dei tanti mezzi che internet mette a disposizione: email, chat, social network e così via.

    Spammare è una parola che è diventata molto generica negli ultimi anni, e che ha finito per estendere la propria accezione: si spamma via email, in genere, ma lo si fa purtroppo anche sui social network ed addirittura dentro Whatsapp. Quando si spamma, in sostanza, si inviano messaggi indesiderati, quindi ad esempio link pubblicitari, ma si può fare anche inviando generici messaggi che non siano prettamente richiesti.

    Un esempio sono alcune discussioni sui social, tra i commenti delle quali è possibile trovare utenti che, solitamente con account fake, vanno a postare offerte promozionali non richieste in modo da sfruttare indebitamente la visibilità  di un post.

    La facilità  con cui si può spammare è legata al fatto che internet è prevalentemente gratuita, e ci vuole poco a creare un account per poi spammare o inviare messaggi indesiderati potenzialmente a chiunque. Evitare lo spam significa anche rispettare la netiquette di internet, un concetto quasi dimenticato che invece andrebbe urgentemente rivalutato.

    Per difendersi dallo spam ci sono varie contromisure possibili: segnalare gli account non conformi alle netiquette o che ci stanno infastidendo, utilizzare dei filtri antispam e così via.