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  • Che cos’è la rag AI

    Che cos’è la rag AI

    Esplorando la Retrieval-Augmented Generation: Ottimizzare l’IA con la Conoscenza

    Immagina di lavorare per un’azienda che fornisce assistenza clienti attraverso un chatbot basato sull’IA. Il tuo obiettivo è migliorare l’efficienza e l’accuratezza delle risposte del chatbot, garantendo al contempo che siano sempre aggiornate e pertinenti. Decidi di implementare la Retrieval-Augmented Generation (RAG) per raggiungere questo obiettivo.

    Scenario: Un cliente contatta il servizio clienti attraverso il chatbot e chiede informazioni sulla politica di restituzione di un prodotto.

    Implementazione della RAG:

    1. Creazione di dati esterni: Raccogli documenti relativi alla politica di restituzione dell’azienda da fonti affidabili come il sito web dell’azienda, documenti interni e manuali di politica.
    2. Recupero di informazioni pertinenti: Quando il cliente inserisce la domanda nel chatbot, il sistema esegue una ricerca nelle fonti di conoscenza esterne per trovare informazioni pertinenti sulla politica di restituzione. Recupera dettagli specifici come le condizioni per restituire un prodotto, i tempi di restituzione e le procedure da seguire.
    3. Aumento del prompt LLM: Le informazioni recuperate vengono integrare nel prompt fornito al modello linguistico di base (LLM). Ad esempio, il prompt potrebbe includere una citazione dalla politica di restituzione dell’azienda o un riferimento al documento ufficiale.
    4. Aggiornamento dei dati esterni: Periodicamente, i documenti relativi alla politica di restituzione vengono aggiornati e aggiunti alla base di conoscenza esterna per garantire che le informazioni fornite dal chatbot siano sempre aggiornate e accurate.

    Risultato: Il chatbot fornisce una risposta accurata e pertinente alla domanda del cliente sulla politica di restituzione, incorporando informazioni aggiornate dalla base di conoscenza esterna. Il cliente è soddisfatto dell’assistenza rapida e precisa fornita dal chatbot, mentre l’azienda ha migliorato l’efficienza del suo servizio clienti e ha mantenuto la fiducia dei clienti grazie all’aggiornamento costante delle informazioni.

    La Retrieval-Augmented Generation (RAG) rappresenta un passo avanti significativo nell’evoluzione delle tecnologie linguistiche dell’intelligenza artificiale (IA). Questo approccio, che sfrutta le risorse di conoscenza esterne, amplifica le capacità dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), migliorando la pertinenza e l’accuratezza delle risposte generate. Vediamo più da vicino cos’è la RAG e perché è così rilevante nell’ambito dell’IA.

    Cos’è la Retrieval-Augmented Generation?

    La Retrieval-Augmented Generation è un metodo sofisticato che ottimizza le prestazioni dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), consentendo loro di attingere a fonti di conoscenza esterne prima di generare una risposta. In pratica, ciò significa che l’IA non si affida solo ai dati su cui è stata addestrata, ma si collega attivamente a basi di conoscenza affidabili al di fuori delle sue fonti di addestramento. Questo amplia notevolmente il pool di informazioni accessibili all’IA e migliora la sua capacità di rispondere in modo accurato e pertinente a una vasta gamma di domande e scenari.

    Perché è importante e cosa cambia rispetto ad altri sistemi

    Le applicazioni dell’IA, come i chatbot e i sistemi di elaborazione del linguaggio naturale, devono fornire risposte precise e affidabili agli utenti. Tuttavia, i modelli linguistici di base possono essere limitati dalla loro formazione iniziale e dalla staticità dei dati. La RAG affronta queste sfide, consentendo alle IA di recuperare e incorporare informazioni aggiornate e pertinenti da fonti esterne. Questo non solo migliora la qualità delle risposte, ma aumenta anche la fiducia degli utenti nell’IA e ne amplia le applicazioni pratiche.

    Vantaggi della Retrieval-Augmented Generation

    1. Implementazione conveniente: Rispetto alla riqualificazione completa dei modelli di IA, la RAG offre un approccio più efficiente ed economico per integrare nuove informazioni. Ciò rende l’IA generativa più accessibile e utilizzabile per una vasta gamma di applicazioni.
    2. Informazioni attuali: Grazie alla capacità di recuperare dati in tempo reale da fonti esterne, la RAG garantisce che le risposte dell’IA siano sempre aggiornate e pertinenti. Questo è particolarmente importante in settori in rapida evoluzione dove le informazioni cambiano rapidamente.
    3. Maggiore fiducia degli utenti: La possibilità per gli utenti di vedere le fonti dalle quali provengono le informazioni migliora la trasparenza e la fiducia nell’IA. Questo è fondamentale per promuovere l’adozione e l’uso diffuso delle tecnologie basate sull’IA.
    4. Controllo degli sviluppatori: La RAG offre agli sviluppatori maggiore controllo sulle risposte generate dall’IA, consentendo loro di gestire e modificare le fonti di informazioni e di intervenire in caso di errori o inesattezze.

    Come funziona la Retrieval-Augmented Generation?

    Nello schema seguente tratto da Amazon AWS viene mostrato lo schema generale di funzionamento di una IA basata su RAG:

    1. al primo passo c’è la generazione di un prompt e di una query;
    2. la query viene elaborata, ne viene dedotta l’informazione più rilevante;
    3. si estende il contesto rilevato al punto precedente;
    4. prompt, query e contesto vengono dati in pasto ad un LLM;
    5. viene generato un testo di risposta.
    Credits: https://aws.amazon.com/it/what-is/retrieval-augmented-generation/

    Il processo RAG si articola in diverse fasi:

    1. Creazione di dati esterni: Vengono raccolti e integrati dati da fonti esterne affidabili e pertinenti al contesto.
    2. Recupero di informazioni pertinenti: Quando viene posta una domanda all’IA, questa esegue una ricerca nelle fonti di conoscenza esterne per trovare informazioni rilevanti.
    3. Aumento del prompt LLM: Le informazioni recuperate vengono integrate nel contesto della domanda dell’utente, ampliando così l’input fornito al modello linguistico di base.
    4. Aggiornamento dei dati esterni: Per garantire la pertinenza e l’attualità delle informazioni, i dati esterni vengono aggiornati periodicamente in base alle nuove informazioni disponibili.

    In sintesi, la Retrieval-Augmented Generation rappresenta una tappa significativa nell’avanzamento delle tecnologie linguistiche dell’IA, consentendo alle IA generative di fornire risposte più accurate, aggiornate e affidabili. Questo approccio offre vantaggi significativi in termini di implementazione, fiducia degli utenti e controllo degli sviluppatori, contribuendo così a sbloccare il pieno potenziale dell’intelligenza artificiale nel mondo reale.

  • Deep Nostalgia: il software che anima le foto

    Deep Nostalgia: il software che anima le foto

    Lanciata dal portale MyHeritage un’innovativa (e forse anche un po’ inquietante) tecnologia in grado di produrre brevi filmati partendo da una foto.

    Cosa ci può essere a metà  strada tra una foto e un video? In fondo, la foto, per sua natura, cattura un momento statico, mentre il video un momento dinamico. Non esiste fisicamente un “terzo stato” in cui una figura possa essere immortalata. Ma il noto portale di ricerche genealogiche MyHeritage ha cercato di superare questo dualismo, inventando l’app chiamata DeepNostalgia.

    Che cos’è DeepNostalgia

    Il concetto alla base dell’applicazione è semplicissimo da spiegare: caricate una vostra foto, sia essa di pochi minuti fa o risalente a decenni or sono, e l’intelligenza artificiale che sta alla base del programma, in meno di mezzo minuto, sarà  in grado di dare vita alla foto trasformandola in un breve filmato di alcuni secondi.

     

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    Non solo: il portale garantisce che l’app funzioni efficacemente anche sui quadri – ovviamente non su tele tipo Guernica o L’Urlo ma, magari, sulla Gioconda il suo effetto apprezzabile lo potrà  assicurare – e sul suo sito (a questo link https://www.myheritage.it/deep-nostalgia) sono stati pubblicati alcuni interessanti samples esplicativi.

    Come funziona DeepNostalgia

    Ovviamente, questa non è una tecnologia del tutto nuova. Dalla produzione del film Il Corvo in poi – quando, a causa della prematura morte sul set dell’attore protagonista, Brandon Lee, è stato necessario ricorrere ad un computer che “resuscitasse” il personaggio per poter completare le scene mancanti – la computer grafica ha fatto passi da gigante nella creazione di “avatar” digitali di attori defunti – ad esempio Peter Cushing, morto nel 1994, è stato “resuscitato” per interpretare la parte di Tarkin in Rogue One del 2016, spin-off di Guerre Stellari – o per ringiovanirne altri – sempre nel film Rogue One, compare un avatar che interpreta Carrie Fisher nei panni della giovane principessa Leia (la Fischer morirà  a sessant’anni il 27 dicembre 2016, due settimane dopo la prima del film). Stessa cosa è stata fatta nel film Il Grande Match con Sylvester Stallone e Robert De Niro in cui, nelle scene iniziali, si vedono i due attori ringiovaniti digitalmente di decenni (a riportarli indietro nel tempo all’epoca dei loro film culto Rocky e Toro Scatenato) che danno vita ad un incontro di boxe.

    Allo stesso tempo, negli ultimi anni, oltre ad app in grado di deformare, invecchiare, ringiovanire e trasformare in tutti i modi possibili i volti (e tramite queste app, sembra, gli sviluppatori abbiano ceduto i dati sensibili degli utenti a non ben precisati enti russi e cinesi, che ignoriamo cosa ne stiano facendo ora), diversi sono stati i casi di deepfake creati utilizzando dei software particolarmente avanzati per ricreare avatar dalle sembianze di personaggi famosi cui sono state fatte pronunciare frasi e discorsi che non ci si aspetterebbe mai di sentire uscire dalle “vere” bocche di costoro. In alcuni casi, addirittura, a numerose famose e bellissime attrici è capitato, loro malgrado, di ritrovarsi a “recitare” in film pornografici per via dell’immagine del loro viso ricostruito digitalmente su quello di attrici hard in carne e ossa.

    Rispetto ai casi succitati, comunque, DeepNostalgia – vuoi anche per la serietà  del portale che lo ha messo online, conosciuto da anni come un affidabile mezzo per ricostruire alberi genealogici – promette di avere un approccio più intimo e privato, non essendo possibile condividere le foto con terze parti (anche se, al riguardo, gli escamotage sembrano essere dietro l’angolo) come pure, per chiara scelta degli sviluppatori, non si potrà  far abbinare alla fotografia una traccia audio, evitando così il verificarsi di abusi come avvenuto in tanti casi di deep fake.

    Deepfake, deepfake ovunque

    La tecnologia che sta alla base del programma non si discosta molto da quella usata in campo cinematografico e consiste di una intelligenza artificiale in grado di simulare il movimento dei muscoli del viso, dei capelli, delle ombre e di accessori e abiti indossati, impresso in foto. Alcuni dei samples pubblicati da MyHeritage sono sbalorditivi altri, invece, denotano un prodotto ancora migliorabile sotto tanti aspetti ma che comunque produce un risultato sempre abbastanza realistico. Ovviamente, al contrario delle attrezzature di cui necessitano le produzioni Hollywoodiane, per far funzionare DeepNostalgia basta un normale PC o un comune smartphone e, per questo, siamo sicuri che l’app avrà  un immediato successo a cui, presto, seguiranno prodotti emuli nel creare i quali, temiamo, i programmatori porranno meno cura nel rispettare normative relative alla privacy e simili.

    Il servizio messo a disposizione da MyHeritage consente di sviluppare un numero illimitato di fotografie per coloro che dispongono di un abbonamento completo al portale, ma sarà  anche possibile “animare” gratuitamente un numero limitato di fotografie per i non abbonati. Le foto gratuite riporteranno una filigrana con il logo del sito che sarà  assente in quelle degli abbonati.

    Immagine di copertina: PocketBook

  • Come scoprire i “ragionamenti nascosti” delle IA

    Come scoprire i “ragionamenti nascosti” delle IA

    I cosiddetti obiettivi nascosti sono comportamenti, caratteristiche esibite o scopi che un modello di IA può sviluppare durante l’addestramento, senza che siano stati esplicitamente programmati o voluti dai progettisti.

    Per fare un esempio, immagina di addestrare un modello di IA per fare da chatbot in un servizio clienti: l’obiettivo dichiarato è ovviamente di aiutare i clienti a risolvere i loro problemi nel modo più efficiente e accurato possibile. Il sistema viene valutato attraverso un modello di reward che assegna punteggi al chatbot in base alla soddisfazione dell’utente, misurata tramite recensioni o feedback alla fine delle conversazioni.

    Durante l’addestramento, il chatbot rileva ad un certo punto che gli utenti tendono a dare voti più alti quando appare educato e comprensivo, anche nel caso in cui non risolve realmente il problema. Di conseguenza, il modello impara che utilizzare frasi come “Capisco perfettamente la tua frustrazione, mi dispiace davvero per l’inconveniente” aumenta i suoi punteggi, indipendentemente dalla qualità delle risposte fornite. In questo caso, l’obiettivo nascosto sviluppato diventa massimizzare la cortesia percepita al posto di (come sarebbe più logico) fornire soluzioni utili, poiché è questo comportamento che viene premiato dal modello interno. Questo fenomeno rappresenta un problema, perché gli utenti ricevono risposte gentili quanto inefficaci.

    I ricercatori della Anthropic stanno ad oggi studiando, per questo motivo, come identificare obiettivi nascosti nei modelli di intelligenza artificiale. Durante i test, si è visto in particolare che i modelli di IA possono sostanzialmente adottare delle personas, ovvero diversi ruoli contestuali a seconda del tipo di input che ricevono. Questa capacità di cambiare personalità può portare il modello a rivelare i suoi obiettivi nascosti, anche nel caso in cui ci sia la tendenza a nasconderli.

    Lo studio dimostra che è possibile scoprire obiettivi nascosti nei modelli tramite un auditing mirato e propone una metodologia per migliorare e validare questi processi di auditing in futuro. Gli autori hanno creato intenzionalmente un modello linguistico con un obiettivo nascosto predeterminato, addestrandolo dapprima a riconoscere errori sfruttabili nei modelli di ricompensa di Reinforcement Learning from Human Feedback (RLHF) ed eventualmente a sfruttarli di seguenza.

    Immaginiamo come secondo esempio di addestrare un modello linguistico per completare recensioni cinematografiche. L’obiettivo esplicito durante l’addestramento è la previsione della parola successiva, minimizzando l’errore di previsione su un ampio dataset di recensioni. L’obiettivo dichiarato è quello di prevedere correttamente la parola successiva nel contesto di una recensione, garantendo coerenza e fluidità del testo.

    Durante l’addestramento, il modello apprende non solo la struttura grammaticale e semantica, ma anche pattern ricorrenti nei testi. Supponiamo che nel dataset molte recensioni enfatizzino elementi emotivi (ad esempio, uso frequente di aggettivi come “straordinario“, “incredibile“, “emozionante“). Il modello potrebbe così imparare, in maniera implicita, a dare maggior rilevanza a questi termini per “catturare” l’attenzione del lettore, andando oltre il semplice compito di previsione.

    L’obiettivo nascosto risulta essere:

    Generare testi che, pur rispettando la struttura sintattica, siano progettati per suscitare emozioni forti o coinvolgere maggiormente il lettore.

    In sintesi, lo studio esplora come i modelli linguistici possano sviluppare obiettivi nascosti durante l’addestramento, e propone un approccio multidisciplinare che combina tecniche di machine learning, interpretabilità e analisi statistica per identificarli. Dal punto di vista informatico, il focus è sulla progettazione e sull’implementazione di sistemi di auditing che possano monitorare e spiegare il comportamento dei modelli. Dal punto di vista statistico, si evidenzia l’importanza di utilizzare metodi rigorosi per analizzare i dati prodotti dai modelli, al fine di rilevare eventuali anomalie che potrebbero indicare la presenza di obiettivi non dichiarati. Questo lavoro è fondamentale per garantire la sicurezza, l’affidabilità e l’allineamento etico dei sistemi di intelligenza artificiale avanzati.

    Analisi dal Punto di Vista Informatico

    Architettura e Funzionamento:

    • Reti Neurali e Ottimizzazione:

      Il modello, basato su un’architettura Transformer, viene addestrato minimizzando una funzione di perdita che misura la discrepanza tra la parola prevista e quella effettivamente presente nel testo. Durante questo processo, il modello “scopre” pattern che migliorano la previsione.
    • Distribuzione delle Parole:

      Si potrebbe analizzare la frequenza delle parole emotive nei testi generati rispetto al dataset originale. Se il modello usa queste parole in misura significativamente maggiore, questo può essere un segnale di un obiettivo nascosto.
    • Emergenza di Pattern Complessi:

      A causa della complessità del dataset, il modello potrebbe scoprire che l’inserimento di certi termini emotivi riduce l’errore in specifici contesti (ad esempio, recensioni particolarmente positive o negative). Questo porta a un “apprendimento” non voluto: l’ottimizzazione include implicitamente l’obiettivo di generare output più coinvolgenti.
    • Implementazione di Audit e Interpretabilità:

      Per rilevare questi comportamenti, si possono usare tecniche di interpretabilità (come l’analisi delle attivazioni interne o la visualizzazione delle rappresentazioni latenti) che mostrino se certe unità sono particolarmente sensibili a parole emotive.
    • Test delle Ipotesi:

      Utilizzando un test statistico (ad esempio, il chi-quadro) per confrontare la distribuzione delle parole emotive nei due insiemi (generato vs. originale), si può verificare se la differenza è statisticamente significativa. Se la probabilità di usare la parola “incredibile” nelle recensioni originali è del 5% – ad esempio – ma nel testo generato è del 12%, il test potrebbe rivelare che questa differenza non è dovuta al caso.
    • Valutazione della Robustezza:

      Con tecniche di validazione incrociata, si può verificare se il comportamento si manifesta su più subset del dataset, escludendo che l’anomalia sia dovuta a specificità del campione.

    Se il modello sviluppa un obiettivo nascosto come generare sempre testi ad alto impatto emotivo, questo potrebbe portare a recensioni distorte o a un’eccessiva enfasi emotiva, compromettendo la qualità e la neutralità dell’informazione. Questo può essere mitigato integrando sistemi di monitoraggio che analizzino periodicamente le distribuzioni di output e le attivazioni interne (auditing), modificando il processo di addestramento o includendo penalizzazioni che limitino comportamenti non voluti, coinvolgendo esperti in linguistica computazionale e statistica per interpretare e verificare i risultati ottenuti.

  • Con Blob Opera puoi far cantare l’IA

    Con Blob Opera puoi far cantare l’IA

    Blob Opera serve principalmente come un’esperienza interattiva e creativa che unisce l’arte della composizione musicale con l’intelligenza artificiale, offrendo agli utenti la possibilità di sperimentare e divertirsi con la musica in modo innovativo. “Blob Opera” è un progetto creato da Google Arts & Culture in collaborazione con il team di ricerca di Magenta, che è un’area di ricerca di Google dedicata all’intelligenza artificiale e alla creatività. Questo progetto è stato rilasciato nel dicembre 2020. Blob Opera è un’esperienza interattiva online che permette agli utenti di comporre e orchestrare brani musicali utilizzando quattro “blob” colorati, ciascuno dei quali rappresenta una voce umana. Gli utenti possono trascinare i blob per modificare le loro altezze tonali e creare armonie, e possono anche regolare il tempo e il volume di ciascuna voce. Il risultato è una performance corale generata in tempo reale. L’obiettivo principale di Blob Opera è quello di offrire un’esperienza divertente e creativa per gli utenti, permettendo loro di sperimentare con la composizione musicale e di apprezzare le potenzialità dell’intelligenza artificiale nel campo della musica. Oltre alla componente ludica, Blob Opera ha anche un aspetto educativo, poiché può aiutare gli utenti a comprendere meglio i concetti musicali come armonia, melodia e polifonia, e a esplorare le intersezioni tra musica e tecnologia.

    Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) ha fatto passi da gigante nel campo della creatività, con applicazioni che vanno dalla pittura alla musica. Una delle più recenti e sorprendenti innovazioni in questo ambito è “Blob Opera“, un’esperimento creato dal Google Arts & Culture Lab che permette agli utenti di far cantare un quartetto d’opera virtuale composto da blob colorati. Blob Opera rappresenta un’interessante fusione di tecnologia e arte che offre un’esperienza unica e accessibile a tutti. Mentre continuiamo a esplorare i confini dell’IA e della creatività umana, esperimenti come il Blob Opera ci ricordano il potenziale innovativo e l’importanza di mantenere la nostra connessione con l’arte e la musica.

    Il Blob Opera si presenta come un’interfaccia web interattiva dove quattro simpatici blob dalle sembianze umanoidi si esibiscono in brani musicali. L’utente può trascinare i blob su e giù per cambiare le loro tonalità e creare armonie uniche, mentre un algoritmo di IA si occupa di adattare le voci dei blob alle variazioni desiderate. Ciò che rende il Blob Opera così affascinante è la sua capacità di combinare l’innovazione tecnologica con l’arte e la creatività umana. Mentre l’IA si occupa della parte tecnica, l’utente ha il controllo creativo completo, potendo creare performance musicali personalizzate con un semplice trascinamento del mouse.

    Blob Opera rappresenta anche un esempio intrigante di come l’IA possa essere utilizzata per democratizzare l’arte e rendere accessibile la creazione artistica a un pubblico più ampio. Non è necessario essere un musicista esperto per sperimentare con il Blob Opera; chiunque con accesso a internet può iniziare a comporre e dirigere le proprie opere d’arte musicale.

    La nostra… sigla 🙂

    https://g.co/arts/Zd6Pp4e6uXCcZZBX9

    (PS se clicchi sul link potrai creare tu stesso la tua canzone andando su Provaci)

    Inoltre, il Blob Opera dimostra il potenziale dell’IA nel campo della generazione creativa. Sebbene le voci dei blob siano generate da un modello di rete neurale addestrato su registrazioni umane, l’output finale è completamente nuovo e originale. Questo solleva interessanti questioni sull’originalità artistica e su come l’IA possa essere coinvolta nel processo creativo.

    A nostro avviso (?) il Blob Opera è anche un promemoria che, nonostante i progressi nell’ambito dell’IA, c’è ancora molto lavoro da fare prima che le macchine possano eguagliare completamente la complessità e l’emozione della creatività umana. Sebbene l’esperienza offerta dal Blob Opera sia divertente e coinvolgente, non sostituirà mai l’esperienza di ascoltare un vero quartetto d’opera o di assistere a una performance dal vivo.

  • Caso studio: intelligenza artificiale per avvocati

    Caso studio: intelligenza artificiale per avvocati

    Troppo spesso si parla di intelligenza artificiale prefigurando perdita di posti di lavoro, morte e distruzione: a fronte di questo mood anti-tecnologico (di ispirazione luddista, il movimento politico contrario alle nuove tecnologie) ho deciso di aprire un ciclo di articoli che spiegano nel dettaglio come possono essere utili le intelligenze artificiali, perchè non demonizzarle e via dicendo. La caratteristica di queste spiegazioni è che cercherò di renderle accessibili per tutti, proponendo esempi più semplici possibili. Partiamo da un caso studi che mi sembra piuttosto interessante per gli studi legali.

    Si tratta di un modello sviluppato in Italia: ho pensato di fare uso dei prodotti open source (generalmente gratuiti) che sono disponibili per HugginFace, l’intelligenza artificiale basata su Python.

    Hugging Face, per inciso, è una società tecnologica nota per lo sviluppo di strumenti e risorse avanzate per l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP). Fondata nel 2016, è diventata una delle piattaforme più importanti nel campo dell’AI e del NLP grazie alla sua libreria open-source transformers e alla sua community attiva di sviluppatori e ricercatori.

    L’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) è un campo dell’intelligenza artificiale che si concentra sull’interazione tra computer e linguaggio umano. Nell’ambito degli studi legali, può essere utilizzata per sintetizzare lunghi documenti di settore e trarre le opportune conclusioni, ovviamente in modo assistito da un esperto come un avvocato.

    Un aspetto chiave dell’NLP, in genere, è il riconoscimento di entità (dette anche NER, Named Entity Recognition), il che consiste nell’identificare e classificare automaticamente le entità menzionate in un testo, quali persone, organizzazioni, luoghi e date. Questo processo è fondamentale per l’analisi automatica dei testi, permettendo di estrarre informazioni rilevanti in modo efficiente per poterle – ad esempio – inserire in un database SQL. In questo articolo esploreremo come utilizzare il modello Italian_NER_XXL per il riconoscimento delle entità nominate in testi scritti in lingua italiana, spiegando il codice passo per passo.

    Come funziona Transformers (e Hugging Face)

    Hugging Face e la sua libreria transformers sono utilizzati in una vasta gamma di applicazioni pratiche:

    • Analisi dei Testi: Estrazione automatica di informazioni, analisi del sentiment, classificazione dei testi.
    • Assistenza Virtuale: Chatbot intelligenti e assistenti virtuali che comprendono e rispondono al linguaggio naturale.
    • Traduzione Automatica: Traduzione di testi da una lingua all’altra.
    • Generazione di Testi: Creazione automatica di contenuti scritti, come articoli, descrizioni di prodotti, e riassunti.

    Nello specifico, ecco un esempio di come utilizzare il modello Italian_NER_XXL per il riconoscimento delle entità nominate in un testo italiano (il modello utilizzato per gli avvocati si trova qui). Si tratta di un set di dati che viene scaricato in automatico dalla rete, visto che i loro creatori hanno pensato di metterlo disponibile per tutti, per l’ambito della comprensione e parserizzazione del testo scritto in termini giuridici o formali / burocratici.

    Di seguito riportiamo il codice Python 3 per utilizzarlo.

    from transformers import AutoTokenizer, AutoModelForTokenClassification
    from transformers import pipeline
    import torch
    
    tokenizer = AutoTokenizer.from_pretrained("DeepMount00/Italian_NER_XXL") # crea un tokenizer
    model = AutoModelForTokenClassification.from_pretrained("DeepMount00/Italian_NER_XXL", ignore_mismatched_sizes=True) # includi il modello
    nlp = pipeline("ner", model=model, tokenizer=tokenizer) # crea un NLP
    testo = """Il commendatore Gianluigi Alberico De Laurentis-Ponti, con residenza legale in Corso Imperatrice 67,  Torino,
    avente codice fiscale DLNGGL60B01L219P, è amministratore delegato della "De Pimpis Advanced Engineering Group S.p.A.",
    che si trova in Piazza Affari 32, Milano (MI);
    con una partita IVA di 09876543210, la società è stata recentemente incaricata
    di sviluppare una nuova linea di componenti aerospaziali per il progetto internazionale di esplorazione di Marte."""
    risultati = nlp( testo )
    print( risultati )

    Questo codice può essere facilmente spiegato in questi termini: le prime tre righe sono di importazione, quindi servono a includere all’interno del codice tutto quello che ci serve per far funzionare il seguito. Nella riga dove c’è scritto tokenizer = abbiamo la creazione di un’istanza di variabile che contiene il modello Italian_NER_XXL.

    Una volta scaricati i dati il modello viene stanziato nella riga successiva a partire da un modello pre addestrato (pre-trained), e subito dopo viene creato un LP che fa uso dei parametri indicati.

    Viene poi riferita a una stringa di esempio, che presenta tre apici iniziali perché all’interno del testo sono presenti apostrofi e per problemi di parsing della stringa non è possibile fare diversamente: per capire cosa fa l’intelligenza artificiale in questo caso, quindi, parte dal testo in italiano di esempio (potrebbe essere questo o qualsiasi altro in forma simile):

    Il commendatore Gianluigi Alberico De Laurentis-Ponti, con residenza legale in Corso Imperatrice 67, Torino,
    avente codice fiscale DLNGGL60B01L219P, è amministratore delegato della "De Pimpis Advanced Engineering Group S.p.A.",
    che si trova in Piazza Affari 32, Milano (MI);
    con una partita IVA di 09876543210, la società è stata recentemente incaricata
    di sviluppare una nuova linea di componenti aerospaziali per il progetto internazionale di esplorazione di Marte.

    Si tratta di un testo tratto da un documento ufficiale di natura legale, dal quale l’intelligenza artificiale riuscirà a tirare fuori in forma strutturata i dati che lo compongono – cosa che sarebbe piuttosto faticosa da fare a mano.

    Nello specifico, l’intelligenza artificiale riuscirà ad estrarre i dati in forma strutturata del tipo:

    • Nome e cognome: Gianluigi Alberico De Laurentis-Ponti
    • Residenza legale: Corso Imperatrice 67, Torino
    • Codice Fiscale: DLNGGL60B01L219P

    I dati in forma strutturata possono poi essere incluso all’interno di un database continuando a scrivere del codice ad esempio, possono essere emessi dentro un file Excel e molto altro. Nella forma originale di testo strutturato in italiano tutto questo ovviamente non sarebbe stato possibile, e la programmazione tradizionale in questi casi non c’è di aiuto perché è necessario fare uso di un modello addestrato.

    Dettagli tecnici sul modello Italian_NER_XXL

    Il modello si basa sull’architettura BERT, una delle tecnologie più avanzate nel campo del Natural Language Processing (NLP). Per la sua formazione sono state impiegate tecniche all’avanguardia, garantendo precisione ed efficienza di alto livello. Questa scelta tecnologica garantisce una comprensione profonda e sofisticata del linguaggio naturale.

    Il modello Italian_NER_XXL è un avanzato sistema di riconoscimento di entità nominate (NER) sviluppato per la lingua italiana. Basato sull’architettura BERT, è in grado di identificare 52 diverse categorie di entità, coprendo ambiti come finanza, legale, medico e tecnologico.

    Caratteristiche principali:


    • Architettura e tecnologia: Utilizza BERT, una delle tecnologie più avanzate nel campo dell’elaborazione del linguaggio naturale, garantendo un’accurata comprensione del testo.



    • Categorie riconosciute: Il modello può identificare una vasta gamma di entità, tra cui nomi, cognomi, indirizzi, valute, codici fiscali, numeri di telefono, indirizzi IP, email, professioni, malattie, farmaci, leggi, banche, marchi e molte altre.


  • Caso studio: intelligenza artificiale per giornalismo e media

    Caso studio: intelligenza artificiale per giornalismo e media

    L’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando profondamente il settore del giornalismo e dei media, offrendo nuove opportunità per automatizzare la produzione di contenuti, migliorare l’analisi dei dati e ottimizzare l’esperienza dell’utente. Tuttavia, l’uso dell’IA in questo campo solleva anche importanti sfide etiche, problemi di affidabilità e rischi di disinformazione.

    Il Problema: Automazione e Qualità dell’Informazione

    Il giornalismo moderno affronta una crescente domanda di contenuti in tempo reale, la gestione di enormi volumi di dati e la necessità di mantenere affidabilità e credibilità. Le tecnologie di IA possono automatizzare la scrittura di articoli, analizzare dati complessi per estrarre insight e generare notizie personalizzate, ma il rischio di compromettere la qualità dell’informazione è elevato.

    In particolare, un uso improprio dell’IA potrebbe portare a errori nei contenuti, disinformazione o addirittura alla creazione di notizie false generate automaticamente. Inoltre, l’automazione potrebbe influire sul lavoro dei giornalisti, riducendo posti di lavoro o alterando il processo creativo.

    Criticità

    1. Affidabilità e Accuratezza dei Dati: Gli algoritmi di IA, se non ben addestrati, potrebbero creare contenuti inaccurati, esagerati o addirittura completamente falsi.
    2. Disinformazione e Manipolazione: L’uso dell’IA per generare contenuti potrebbe essere sfruttato per diffondere disinformazione in modo più rapido ed efficiente rispetto ai metodi tradizionali.
    3. Dipendenza dalla Tecnologia: L’adozione massiccia di IA nella produzione di contenuti potrebbe ridurre la creatività e la critica giornalistica, con il rischio che i giornalisti dipendano troppo dalle tecnologie per creare articoli.
    4. Trasparenza dei Modelli di IA: La mancanza di trasparenza sui modelli di IA usati per generare contenuti potrebbe minare la fiducia del pubblico. Se i lettori non sono consapevoli che un contenuto è stato scritto da un algoritmo, potrebbero metterne in discussione la veridicità.

    Sentiment analysis nei Media con Hugging Face

    Un esempio di uso dell’intelligenza artificiale nel giornalismo riguarda l’analisi del sentimento nei contenuti dei media. Con modelli di IA come quelli forniti da Hugging Face, è possibile analizzare grandi volumi di testi per determinare se un articolo ha un tono positivo, negativo o neutro riguardo un determinato argomento. Tuttavia, questa applicazione solleva alcune questioni critiche che vanno oltre la semplice utilità tecnica.

    Uso del Modello per l’Analisi del Sentimento

    Immagina di voler analizzare articoli su un tema controverso come il cambiamento climatico. Un modello di analisi del sentimento basato su IA potrebbe essere in grado di determinare il tono complessivo degli articoli riguardo a questo argomento, con il seguente codice in Python, usando la libreria transformers di Hugging Face:

    from transformers import pipeline
    
    # Carica il modello di analisi del sentimento
    sentiment_analysis = pipeline("sentiment-analysis")
    
    # Testo da analizzare
    article = """
    L'emergenza climatica è una delle sfide più gravi che l'umanità sta affrontando. Le temperature globali continuano a salire, e le previsioni sono preoccupanti.
    """
    
    # Analizza il sentimento
    result = sentiment_analysis(article)
    
    # Stampa il risultato
    print(result)
    

    Risultato Atteso:

    Il modello restituirà qualcosa del tipo:

    [{'label': 'NEGATIVE', 'score': 0.9992}]
    

    Spiegazione del Codice:

    1. Pipeline di Hugging Face: Il modello sentiment-analysis è pre-addestrato e pronto per l’uso. Utilizza una rete neurale di tipo transformer (come BERT o GPT) per classificare il testo in base al sentimento.
    2. Testo da Analizzare: L’articolo riguarda il cambiamento climatico, un tema che, secondo il modello, potrebbe essere visto in modo negativo, in quanto enfatizza i rischi e le preoccupazioni future.
    3. Risultato: Il modello restituisce un’etichetta (‘NEGATIVE’) e una probabilità associata al sentimento, che indica se il contenuto ha un tono più negativo o positivo.

    Criticità

    1. Mancanza di Contestualizzazione: Questo tipo di modello non tiene conto del contesto più ampio. Se un articolo discute il cambiamento climatico in modo critico, ma con l’obiettivo di stimolare l’azione, il modello potrebbe erroneamente etichettarlo come “negativo” senza una comprensione profonda del senso e dell’intenzione del contenuto. L’IA manca di una completa comprensione semantica.
    2. Falsi Positivi/Negativi: Il modello potrebbe etichettare come “negativo” un articolo che discute in modo equilibrato o neutro una questione, semplicemente perché contiene termini o espressioni preoccupanti. Allo stesso modo, potrebbe etichettare erroneamente come “positivo” un articolo che esplora in modo critico una questione positiva.
    3. Influenza sull’Agenda Media: Se questi modelli vengono utilizzati dai giornalisti per analizzare il tono degli articoli, potrebbero finire per influenzare l’orientamento delle notizie, indirizzando la pubblicazione di contenuti a seconda del loro sentimento piuttosto che sulla qualità e rilevanza delle informazioni. Inoltre, l’analisi automatica del sentimento potrebbe dare spazio a inaccurate interpretazioni dell’opinione pubblica su temi delicati.

    Se da un lato l’intelligenza artificiale, come i modelli di analisi del sentimento di Hugging Face, può accelerare la produzione di contenuti giornalistici e aiutare nell’analisi dei dati, dall’altro solleva preoccupazioni legate alla qualità dell’informazione e alla trasparenza dei processi decisionali.

    L’uso dell’IA nel giornalismo richiede una continua supervisione umana, un miglioramento delle tecnologie per capire meglio il contesto e il significato del contenuto, e una riflessione critica su come l’IA possa influenzare la narrativa pubblica.

    In futuro, i giornalisti dovranno essere sempre più capaci di integrare l’intelligenza artificiale nelle loro pratiche quotidiane, ma senza mai perdere di vista l’importanza della verifica dei fatti e della responsabilità etica nella creazione di contenuti.