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  • Supporto clienti Italia nei giochi online come funziona davvero

    Supporto clienti Italia nei giochi online come funziona davvero

    Quando pensiamo ai giochi online di solito ci concentriamo su bonus giri gratis e grafica spettacolare, ma il vero cuore della fiducia è il supporto clienti Italia. Dietro a una semplice chat aperta dal giocatore c’è un team dedicato che lavora ogni giorno per risolvere problemi su pagamenti account bloccati promozioni poco chiare e verifiche dei documenti.

    Per chi gioca dall’Italia sapere di poter parlare con un operatore che capisce lingua abitudini e norme locali fa la differenza tra una buona esperienza di gioco e una serata rovinata. In questo articolo scopriremo come funziona davvero il servizio di assistenza nei casino e nelle slot online, quali canali vengono usati per aiutare i giocatori italiani e quali segnali osservare per capire se una piattaforma prende sul serio il proprio supporto clienti.

    Quando il supporto clienti non funziona i problemi iniziano davvero

    Il momento in cui capisci quanto conta il supporto clienti Italia nei giochi online è quando qualcosa va storto. Un pagamento in sospeso, un bonus che non si attiva, un gioco che si blocca proprio mentre stavi vincendo. Se la chat non risponde o l’email resta senza risposta per ore la frustrazione sale e molti giocatori abbandonano il sito per non tornare più. Gli studi sul settore mostrano che la velocità di risposta è uno dei fattori chiave nella soddisfazione dei clienti e spesso si punta a pochi secondi per il primo contatto in live chat.

    Quando questo non accade il giocatore si sente solo e poco tutelato. E ancora peggio se non esistono canali multipli come chat email e social per chiedere aiuto visto che ormai i casino più seri li offrono proprio per non lasciare mai senza supporto chi sta giocando con denaro reale

    Cosa succede dietro le quinte del supporto clienti Italia

    Dietro ogni finestra di chat che si apre in un casino online c’è un vero e proprio centro di regia. I team di supporto clienti Italia lavorano su turni per coprire le fasce orarie più calde e usano piattaforme che raccolgono in un solo pannello chat email eventuali ticket e messaggi dai social. Nel settore dei giochi online i canali più usati sono live chat email e telefono, spesso affiancati da pagine FAQ e assistenza sui social network.

    Gli operatori non si limitano a rispondere ma seguono procedure precise per verificare i dati del conto, controllare i log delle giocate, interfacciarsi con il reparto pagamenti o con il team tecnico quando serve un controllo più approfondito

    Un ruolo sempre più importante lo hanno anche i sistemi automatici che smistano le richieste e forniscono le risposte base, lasciando ai consulenti umani i casi più delicati. In questo contesto piattaforme specializzate come Spike Slot supporto clienti Italia mostrano quanto sia strategico investire su un servizio dedicato ai giocatori italiani, con personale formato su norme locali metodi di pagamento più usati e principali dubbi di chi gioca da smartphone o da computer. Quando tutti questi elementi lavorano insieme il risultato per il giocatore è un’assistenza che appare semplice e immediata, anche se dietro le quinte la macchina è complessa e molto organizzata.

    Come riconoscere un buon supporto clienti nei giochi online

    Da giocatore è possibile capire in pochi minuti se il supporto clienti di un sito di giochi online è davvero affidabile. Il primo segnale è la facilità di contatto: chat ben visibile sul sito, pagina assistenza chiara, presenza di una sezione FAQ aggiornata e tempi di risposta indicati in modo trasparente, tutti elementi che i migliori operatori considerano ormai standard per chi gioca con denaro reale. Un altro aspetto fondamentale è la competenza degli operatori, che devono saper spiegare con parole semplici regolamenti bonus, limiti di deposito, procedure di verifica del conto e passi da seguire in caso di problemi con le transazioni.

    Vale la pena fare un piccolo test prima di affidare grandi cifre a una piattaforma: aprire una chat, porre una domanda specifica e valutare quanto tempo serve per ottenere una risposta e quanto è completa. Se l’operatore è gentile, chiaro e disposto a seguire il problema fino alla soluzione, sei probabilmente davanti a un supporto clienti Italia serio. Al contrario, se fai fatica a trovare i contatti, ricevi solo risposte generiche o il servizio sembra attivo poche ore al giorno, è meglio considerare alternative più affidabili. Una buona assistenza non è un extra, ma una delle basi per giocare online in modo sereno e sicuro.

  • Steam Machine: specifiche hardware, speculazioni sui prezzi e dettagli sull’uscita

    Steam Machine: specifiche hardware, speculazioni sui prezzi e dettagli sull’uscita

    A pochi giorno dall’annuncio di Valve, la Steam Machine sta già facendo impazzire tutti. Questo nuovo computer compatto dalla forma molto simile a un Game Cube, al punto da essere già stato soprannominato GabeCube (NDR: il nome deriva dal fatto che il presidente di Valve si chiama Gabe Newell), potrebbe portare molto trambusto nel mercato videoludico. Si potrebbe addirittura aprire un nuovo capitolo nella diatriba infinita tra giocatori PC vs giocatori da console.

    Al momento riguardo al nuovo gioiellino annunciato da Valve ci sono poche certezze e tante, tante domande. Ad ogni modo abbiamo provato a raccogliere le varie informazioni che sono state ufficialmente rilasciate, insieme alle speculazioni degli analisti per fornire una panoramica completa su ciò che sappiamo ora sulla Steam Machine.

    Immagine rappresentativa della steam machine

    Steam Machine: che hardware avrà?

    Cos’avrà sotto il cofano la nuova Steam Machine di Valve?

    Valve assicura una potenza sei volte maggiore rispetto a Steam Deck. Una potenza ottenuta tramite CPU Zen 4 AMD (semi-personalizzate) e ottimizzate in modo da permettere di giocare a 4K a 60FPS con ray tracing (usando l’upscaling FSR).

    Se vuoi avere un’idea più precisa, ti basta pensare che la Steam Machine avrà performance migliori del 70% dei dispositivi utilizzati attualmente dai giocatori Steam (da una dichiarazione di Valve stessa basata sui dati interni di utilizzo).

    Nella pratica Valve ha già testato la Steam Machine con titoli tripla-A come Cyberpunk 2077, Black Myth: Wukong, Hades II, e Silent Hill f.

    Schema porte IO steam machine

    Scheda madre e alimentatore sono personalizzati per garantire il supporto HDMI CEC e consentire l’avvio dei dispositivi collegati (ad esempio la TV). Inoltre, grazie alla ventola da 12 cm è in grado di garantire un confort sonoro elevato, infatti non supera i 30dB a velocità massima restando intorno a 20dB nell’utilizzo tipico. La silenziosità della Steam Machine non è solo merito di una ventola dalle dimensioni generose ma anche di una corretta dissipazione del calore, infatti, il sistema è costituito da 4 heat-pipe da 8 millimetri ed un generoso dissipatore in alluminio che permettono di dissipare tutto il calore prodotto dalla GPU e CPU mantenendole fresche.

    La Steam Machine potrà essere personalizzata grazie a un pannello frontale magnetico che potrà essere personalizzato con realizzazioni con stampante 3D grazie ai file CAD che Valve renderà disponibili in futuro.

    CaratteristicaDettagli
    ModelliIl modello da 512 GB e il modello da 2 TB
    di Steam Machine saranno spediti in bundle con Steam Controller e saranno disponibili anche singolarmente
    Dimensioni152 mm di altezza (148 mm senza piedini),
    162,4 mm di profondità,
    156 mm di larghezza
    Peso2,6 kg
    CPUAMD Zen 4 a 6Core / 12T semi-personalizzato
    Fino a 4,8 GHz, 30W TDP
    GPUAMD RDNA3 con 28 CU semi-personalizzata
    Frequenza massima stabile di 2,45 GHz, TDP di 110 W
    RAMDDR5 da 16 GB + VRAM GDDR6 da 8 GB
    Spazio di memoriaDue modelli con SSD da 512 GB e 2 TB.
    Per entrambi c’è uno slot per scheda microSD per estendere lo spazio.
    AlimentazioneAlimentatore interno, alimentazione AC 110-240 V
    PorteDisplayPort 1.4
    – Fino a 4K a 240 Hz o 8K a 60 Hz
    – Supporta HDR, FreeSync e daisy-chain
    HDMI 2.0
    – Fino a 4K a 120 Hz
    – Supporta HDR, FreeSync e CEC
    Ethernet1 Gbps
    USB-CUna porta USB-C 3.2 Gen 2 (10 Gbps) sul retro
    Porte USB-ADue porte USB-A 3.2 Gen 1 nella parte anteriore
    Due porte USB-A 2.0 ad alta velocità nella parte posteriore
    Connettività2×2 Wi-Fi 6E
    Bluetooth 5.3 con antenna dedicata
    Adattatore wireless integrato per Steam Controller 2.4GHz
    Sistema operativoAmbiente desktop KDE Plasma basato su SteamOS 3 (Arch-based)
    Striscia LED personalizzabile17 LED RGB indirizzabili individualmente
    Personalizzabili con colori e animazioni
    Riflettono lo stato del sistema (ad esempio download, avvio, aggiornamento)

    La Steam Machine sarà aggiornabile o riparabile?

    Per come è progettata la Steam Machine ha alcune componenti facilmente sostituibili e altre meno.

    Nello specifico:

    • l’SSD è posizionato in modo da poter essere facilmente sostituito. La Steam Machine ha SSD M.2 2230, ma si potrà anche utilizzare un M.2 2280 full-size.
    • La RAM DDR5 può essere aggiornata.
    • CPU e GPU non possono essere aggiornate perché saldate.

    Ad ogni modo è rassicurante il fatto che Valve ha da tempo una partnership con iFixit e che continuerà a promuovere la distribuzione di pezzi di ricambio.

    E a livello software?

    Steam Machine, come Steam Deck prima di lei, verrà venduta con installato SteamOS 3 come sistema operativo. Stiamo parlando di un sistema operativo di Valve che si basa su Linux (nello specifico su Arch Linux). Questo sistema operativo è progettato per sfruttare al meglio le caratteristiche di Steam permettendoti non solo di avviare i giochi, ma anche di poter sospendere e riavviare i giochi lasciandoli in sospensione e quindi senza doverli chiudere e riaprire.

    Inoltre, da quando Valve ha lanciato Steam Deck ha aggiunto al suo store l’etichetta verificato su Steam Deck con indicazioni dettagliate sulla compatibilità dei singoli giochi. Con l’introduzione di Steam Machine, Valve farà altrettanto aggiungendo indicazioni per far capire ai giocatori se l’hardware della Steam Machine è perfettamente compatibile con il gioco.

    Non dimentichiamo che di base questa non è una console, ma un vero e proprio PC. Saremo quindi liberi di installare qualsiasi programma vogliamo, il sistema infatti permette di andare alla versione desktop e ritrovarsi con un PC Linux su cui sarà possibile installare anche store di videogiochi diversi da Steam, come ad esempio GOG.

    Inoltre nulla ci impedisce di cambiare anche sistema operativo e usare la Steam Machine non più come un computer da gioco, ma come un computer compatto con qualsiasi utilizzo: da PC multimediale da salotto a PC da lavoro.

    Quando verrà rilasciata la Steam Machine?

    Valve ha accompagnato l’annuncio dei nuovi hardware con la generica indicazione del Q1 2026. Possiamo quindi aspettarci che la data effettiva di uscita ricadrà nel primo trimestre e quindi che sarà fissata prima della fine di marzo 2026.

    Non è stata ancora definita una finestra più ristretta per il lancio.

    Compatibilità tra la Steam Machine e le altre periferiche

    La Steam Machine di Valve sarà compatibile con tutte le periferiche che si possono collegare a un normale PC. Questo include controller Xbox e Playstation, e ovviamente, mouse e tastiere.

    Valve ha però creato la Steam Machine per essere perfettamente integrata con uno o più Steam Controller (via adattatore wireless). Il vantaggio di utilizzare lo Steam Controller invece che un altro tipo di controller riguarda il fatto che la Steam Machine potrà essere avviata direttamente dal controller (proprio come succede per le altre console come ad esempio Xbox).

    Potrai inoltre utilizzare la Steam Machine per far girare il gioco e trasmetterlo su Steam Deck o su Steam Frame (il nuovo visore VR wireless annunciato da Valve).

    Immagine che mostra tutti i nuovi hardware di Steam:
Steam Deck, Steam Machine, Steam Frame ed il nuovo Steam Controller

    Quanto costerà la Steam Machine? (Supposizioni sui prezzi)

    Al momento Valve non ha lasciato dichiarazioni in merito al costo al lancio della Steam Machine. Quello che sappiamo è che la Steam Machine potrà essere in diretta competizione con PC della stessa fascia sul mercato, come è stato sottolineato anche da uno degli ingegneri Valve, Yazan Aldehayyat.

    In base a questi dati e alle caratteristiche della Steam Machine gli analisti stimano un prezzo indicativo tra i 400$ e i 500$.

    Di recente LinusTechTips ha rilasciato una dichiarazione:

    “[Valve] asked what I meant by console price, and I said $500. Nobody said anything, but the energy in the room wasn’t great”

    “[Valve] mi ha chiesto cosa intendessi con prezzo della console e ho detto 500$. Nessuno ha detto niente, ma l’atmosfera nella stanza non era delle migliori”

    Questo potrebbe far pensare che il prezzo sarà lontano dai 500$? Per ora si tratta solo di supposizioni e non c’è nulla di fondato.

    Molti media di settore, tra cui IGN, hanno lanciato sondaggi ai loro lettori per sapere quanto pagherebbero per la Steam Machine, ed ecco le risposte:

    • 54,9% ha risposto 500$
    • 28,1% ha risposto 800$
    • 6.2% ha risposto 1000$
    • 2,1% ha risposto 1200$ o più
    • 8,7% ha risposto di non volere una Steam Machine.

  • Dai giochi simulati al denaro reale: il legame tra gaming e gambling

    Dai giochi simulati al denaro reale: il legame tra gaming e gambling

    Negli ultimi dieci anni, i progressi tecnologici hanno dato vita a un fenomeno noto come convergence, ovvero la progressiva fusione dei confini tra il settore dei videogiochi e quello del gioco d’azzardo. Guidata dall’espansione della connettività online, dall’integrazione con le piattaforme di social network, dalla monetizzazione dei beni virtuali e dalla capillare diffusione degli smartphone come principale piattaforma di gioco, questa tendenza sta modificando la percezione e la fruizione di entrambe le attività.

    Il Morgan Stanley Research Report ha identificato diverse tipologie di convergenza, tra cui l’introduzione di elementi d’azzardo nei giochi sui social media e il marketing incrociato tra siti di gioco simulato e piattaforme di gambling con denaro reale. La linea di demarcazione, un tempo netta, è oggi sempre più sfumata, aprendo a nuove opportunità commerciali ma anche a importanti interrogativi.

    Le ragioni alla base della convergenza

    Un punto centrale di questa convergenza è rappresentato dai cosiddetti “giochi di simulazione” o social casinò. Titoli come Zynga PokerSlotomania e Big Fish Casino replicano l’estetica e le meccaniche dei giochi da casinò tradizionali, ma si basano su valuta virtuale. Sebbene non implichino direttamente scommesse con denaro reale, il loro impatto non è trascurabile.

    Un autorevole studio australiano, parte del progetto Growing Up in Australia, ha rivelato un legame significativo: i giovani che a 16-17 anni giocavano a titoli di gioco simulato mostravano, una volta diventati maggiorenni (18-19 anni), una probabilità superiore di 40 punti percentuali di spendere denaro reale nel gioco d’azzardo. La ricerca ha dettagliato questo aumento di probabilità per specifiche categorie: 29 punti percentuali per le scommesse su corse di cavalli o cani, 26 punti percentuali per i giochi da tavolo da casinò e 21 punti percentuali per le scommesse sportive.

    Le ragioni di questo effetto “ponte” sono sia strutturali che psicologiche. I social casinò sono spesso inizialmente gratuiti e, secondo ricerche come quella di Hollingshead et al. (2016), possono aumentare il desiderio di giocare d’azzardo tra le persone con problematiche pregresse. Essi creano un ambiente in cui il giocatore non sperimenta l’avversione alla perdita di denaro, normalizzando l’atto del gioco e mantenendo alto il coinvolgimento con tassi di vincita spesso irrealistici.

    Secondo studiosi come Derevensky & Gainsbury (2016), questi giochi possono agire come un vero e proprio “gateway” o “campo di allenamento” per il gioco d’azzardo vero e proprio. A destare preoccupazione è anche la mancanza di stringenti limiti di età; un esempio storico è Casino Challenge per PlayStation 2, che riportava un’età consigliata di 3+. Queste piattaforme possono quindi facilitare un ingresso precoce in un mondo che imita da vicino quello del gambling.

    L’incidenza delle meccaniche di monetizzazione e competizione

    Oltre ai social casinò, altre meccaniche di monetizzazione rafforzano la convergenza. Le valute in-game, che possono essere acquistate con denaro reale per poi essere spese all’interno del gioco, funzionano in modo simile alle fiches di un casinò. Come evidenziato da studi come quello di Zendle et al. (2020), gli individui tendono a spendere di più quando utilizzano una valuta intermediaria piuttosto che contanti. Un altro fenomeno rilevante è quello delle loot box: l’acquisto di “chiavi” o “forzieri” virtuali per ottenere premi casuali.

    La somiglianza strutturale e psicologica con il gioco d’azzardo è evidente, dal momento che il risultato è determinato dal caso e l’attività può generare un forte assorbimento. Non a caso, diverse ricerche hanno associato il loro uso a comportamenti di gioco problematico, specialmente tra adolescenti e giovani adulti. Il dibattito normativo è acceso: mentre giurisdizioni come Belgio e Paesi Bassi le hanno dichiarate illegali, la Gambling Commission britannica non le considera gioco d’azzardo, creando un vuoto normativo che lascia poca protezione ai consumatori più vulnerabili.

    Anche il mondo degli eSports, i videogiochi competitivi, rappresenta un ulteriore terreno di convergenza. Con un fatturato che ha superato gli 1,1 miliardi di dollari e un pubblico di oltre 450 milioni di spettatori nel 2019, gli eSports hanno attirato l’attenzione degli studiosi. Il ricercatore Griffiths ha tracciato significativi parallelismi tra i videogiocatori professionisti e i giocatori d’azzardo professionisti, come quelli di poker. Le somiglianze riguardano il tempo eccessivo dedicato all’attività, la gestione psicologica delle “quasi vincite”, l’impatto di grafiche e suoni sofisticati e la percezione che l’abilità giochi un ruolo determinante sul risultato, elementi comuni a entrambe le discipline.

    Da gioco a gambling: un passaggio possibile ma non automatico

    Questo complesso intreccio di meccaniche e abitudini può abbassare la soglia psicologica verso il gioco con denaro reale. La familiarità con le dinamiche del gioco simulato, la gestione di valute virtuali e l’esposizione a risultati basati sulla fortuna potrebbero rendere alcuni giocatori più propensi a cercare online i migliori casinò o semplicemente piazzare una scommessa sportiva.

    Tuttavia, è fondamentale sottolineare che questa transizione non è automatica né inevitabile. Come evidenziato dallo stesso studio australiano, altri fattori di rischio giocano un ruolo cruciale; tra questi figurano il gioco d’azzardo dei genitori e un elevato consumo di alcol. La ricerca ha inoltre notato che gli effetti dei giochi di simulazione sembrano avere un impatto maggiore sui giovani di sesso maschile.

    In sintesi, la convergenza tra videogiochi e gioco d’azzardo è un fenomeno reale, trainato da strategie commerciali e innovazioni tecnologiche che fondono intrattenimento ludico e meccaniche tipiche del gambling. Ma sebbene le correlazioni siano significative, non esiste un rapporto di causa-effetto diretto e deterministico.

    I dati che mostrano un aumento della percentuale di giovani a rischio di sviluppare problemi legati al gioco devono però farci riflettere sull’urgenza di una maggiore consapevolezza da parte di giocatori e genitori. Nonché sulla necessità di un quadro normativo più chiaro per garantire un’adeguata protezione dei consumatori, specialmente delle fasce più giovani e vulnerabili.

  • Roblox e la creatività digitale quando il gioco diventa apprendimento

    Roblox e la creatività digitale quando il gioco diventa apprendimento

    Roblox è nato come piattaforma di intrattenimento ma nelle mani dei ragazzi si è trasformato in un laboratorio dove si impara facendo. L’ambiente unisce strumenti di sviluppo accessibili, comunità vivace e un’economia interna che premia idee ben realizzate. Il risultato è un contesto in cui programmazione, design e gestione del valore diventano competenze quotidiane mentre si costruiscono mondi e piccole esperienze interattive da condividere con gli amici.

    Nel cuore dell’ecosistema c’è Roblox Studio. L’editor è gratuito, gira su PC di fascia media e permette di passare dal prototipo al livello giocabile in pochi passaggi. La logica è visuale e aiuta a comprendere concetti base della progettazione come oggetti, proprietà e eventi. Quando serve maggiore controllo si entra nel linguaggio Lua che introduce in modo graduale variabili, funzioni e cicli. È un percorso naturale verso il pensiero computazionale perché ogni modifica produce un effetto immediato sul gioco e invita a iterare.

    La progettazione insegna anche a guardare l’esperienza con gli occhi dell’utente. Un’area va esplorata con chiarezza, i comandi devono essere intuitivi, la difficoltà cresce senza frustrare. I ragazzi imparano a costruire loop significativi come raccogliere risorse, migliorare abilità, sbloccare zone. Ogni scelta di level design diventa un esperimento e gli indicatori in dashboard aiutano a capire se i giocatori tornano, dove si fermano, quali attività preferiscono. La pratica costante sviluppa attenzione alla fruibilità e al ritmo dell’azione.

    L’aspetto artistico ha un ruolo centrale. Interfacce semplici, palette coerenti, suoni riconoscibili e piccole animazioni rendono il mondo credibile. La piattaforma offre librerie di asset ma incoraggia la creazione originale. Nascono team spontanei in cui un amico cura i modelli, un altro si occupa degli script e un terzo segue il testing. Collaborare abitua a pianificare compiti, rispettare tempi e integrare feedback. È una palestra di project management in miniatura che vale quanto il codice.

    Roblox ospita inoltre un’economia virtuale che introduce i principi della gestione del valore. Gli sviluppatori possono monetizzare cosmetici e pass che ampliano l’esperienza senza alterare l’equità del gioco. Capire cosa piace davvero, fissare un prezzo ragionevole, comunicare con trasparenza sono esercizi di responsabilità. Molte famiglie preferiscono separare le spese per l’hobby dal conto principale e adottano metodi di ricarica pianificabili. In questo quadro alcuni utenti scelgono la via della Ricarica Robux come strumento di budget consapevole gestendo limiti e sicurezza dell’account con attenzione.

    La dimensione sociale amplifica l’apprendimento. Pubblicare un prototipo e ricevere commenti insegna a distinguere tra critiche costruttive e rumor. Organizzare un playtest con compagni di classe richiede inviti chiari, raccolta di segnalazioni, scelta delle priorità per la patch successiva. I canali ufficiali e i forum comunitari offrono esempi di buone pratiche e mostrano come raccontare il proprio progetto in modo comprensibile. Cresce così la capacità di comunicare risultati e di presentare in modo professionale anche idee semplici.

    Sicurezza e benessere restano fondamentali. Regole di base proteggono dalle distrazioni e dagli abusi come usare impostazioni della privacy adeguate all’età, limitare chat aperte con sconosciuti, programmare sessioni di lavoro brevi seguite da pause. L’obiettivo è mantenere l’attività come spazio di scoperta e non come fonte di pressione. Quando i genitori partecipano con curiosità e fissano confini chiari, i ragazzi imparano a organizzare tempo e risorse con maggiore autonomia.

    Roblox dimostra che gioco e scuola non sono mondi lontani. La piattaforma rende tangibili concetti che a lezione possono sembrare astratti. Programmare un trigger insegna logica, disegnare un’interfaccia allena l’empatia, pianificare una microeconomia introduce al valore del lavoro. Se a tutto questo si aggiunge una comunità che premia condivisione e rispetto, il percorso porta a risultati che restano anche fuori dallo schermo. Il talento creativo trova casa, cresce con l’esperienza e diventa competenza spendibile nel tempo.

  • Cosa vuol dire “woke”

    Cosa vuol dire “woke”

    Il termine “woke” è stato originariamente coniato in contesti di lotta contro il razzismo e l’oppressione, in particolare all’interno delle comunità afroamericane, dove significava essere consapevoli delle ingiustizie sociali. “Woke” indicava un tipo di sveglia politica e morale, un invito ad essere attenti e reattivi alle discriminazioni razziali, alle disuguaglianze economiche e alle altre forme di oppressione sistemica. Con il passare degli anni, tuttavia, il termine ha subito una trasformazione significativa e complessa. Oggi, “woke” è diventato un’etichetta, una marca ideologica che viene usata, in maniera tanto superficiale quanto diluita, per esprimere una sorta di impegno sociale che però non sempre porta con sé un reale cambiamento strutturale.

    La mistificazione del termine è iniziata quando “woke” è stato incorporato dalla cultura dominante e in particolare dai media mainstream e dalle industrie culturali. Quello che una volta rappresentava una consapevolezza radicale e un’opposizione alle ingiustizie è diventato qualcosa da esibire, da consumare, come una moda. In pratica, “woke” ha perso molto del suo significato originale di risveglio politico ed è stato trasformato in un comportamento che si adatta ai canoni della “virtù” consumistica. Piuttosto che mettere in discussione i fondamenti del sistema capitalistico e delle strutture di potere, è stato ridotto a una serie di pratiche di immagine e di etichette che non sfidano davvero le gerarchie sociali ed economiche.

    In questo processo, il concetto di “woke” è stato diluito, come se bastasse adottare certe parole o comportamenti per essere considerati “giusti” o “progressisti”. La retorica “woke” è diventata un’etichetta che può essere facilmente adottata senza costi reali, senza necessità di cambiare nulla nelle condizioni materiali che perpetuano le disuguaglianze. La critica del linguaggio, le modifiche nel modo in cui parliamo o ci relazioniamo, sono importanti, ma non sono sufficienti se non si accompagna un cambiamento radicale nelle strutture di potere economico e politico.

    Questo fenomeno può essere descritto come una “mistificazione” in cui l’attenzione viene spostata dal cuore della lotta sociale e politica a questioni più superficiali, come le modalità di espressione, i simboli o i gesti. Questo processo di mistificazione avviene non solo quando i media usano “woke” per creare polemiche vuote, ma anche quando le istituzioni politiche o aziendali adottano un linguaggio “woke” per sembrare più sensibili alle problematiche sociali, senza però cambiare nulla nelle politiche strutturali che mantengono le disuguaglianze.

    La vera critica radicale non si limita a una forma di conformismo ideologico che cerca di apparire “giusta” senza mettere in discussione il sistema. Non basta riscrivere un contratto di linguaggio o adottare un codice di condotta più inclusivo per risolvere le radici dell’oppressione. Per esempio, il cosiddetto “woke capitalism” mostra come le aziende possano facilmente appropriarsi di questo linguaggio per promuovere la loro immagine, senza mai affrontare i veri meccanismi economici e sociali che creano disuguaglianza.

    In ultima analisi, la mistificazione del “woke” avviene quando il concetto viene svuotato del suo potenziale radicale, trasformandolo in un gioco di identità e marketing, piuttosto che in un movimento per un cambiamento reale e profondo. Diventa una comodità ideologica, una modalità di sentirsi bene senza mai sfidare veramente le strutture di potere esistenti. Questo è il paradosso: il “woke” diventa una forma di compromesso superficiale che non minaccia il potere, ma piuttosto ne diventa parte integrante, attraverso il suo consumo.

  • Error code: 11_065_013 su Dazn, cosa fare

    Error code: 11_065_013 su Dazn, cosa fare

    Questo errore si verifica comunemente sull’applicazione DAZN durante lo streaming di contenuti sportivi. È un codice di errore che indica problemi di connessione tra il dispositivo (come smartphone, tablet, smart TV, console di gioco, etc.) e i server di DAZN. Le possibili cause di questo errore includono:

    1. Connessione Internet instabile o lenta: Una connessione debole può causare problemi di buffering durante lo streaming, portando all’errore 11-065-013.
    2. Firewall o blocco dei server: Talvolta, le impostazioni di firewall o restrizioni della rete possono impedire al dispositivo di stabilire una connessione adeguata con i server di DAZN.
    3. Sovraccarico dei server di DAZN: Durante eventi sportivi molto popolari, i server di DAZN potrebbero essere sovraccarichi, causando problemi di connessione e l’errore in questione.
    4. Problemi tecnici dell’applicazione: A volte, problemi interni all’app DAZN possono causare questo errore. Potrebbe essere necessario aggiornare l’app all’ultima versione disponibile.
    5. Dispositivo obsoleto o non supportato: Se il tuo dispositivo non soddisfa i requisiti minimi di sistema per l’esecuzione dell’app DAZN, potresti riscontrare questo errore.

    Ecco alcuni passi che potresti seguire per risolvere l’errore DAZN 11-065-013:

    1. Assicurati di avere una connessione Internet stabile e veloce.
    2. Verifica se altri dispositivi sulla stessa rete riscontrano lo stesso problema.
    3. Prova a disattivare temporaneamente il firewall o altre restrizioni di rete.
    4. Riavvia l’app DAZN e assicurati di avere l’ultima versione installata.
    5. Se il problema persiste, contatta il supporto tecnico di DAZN per assistenza aggiuntiva.

    Tieni presente che la soluzione esatta potrebbe variare a seconda delle circostanze specifiche e delle eventuali modifiche apportate dall’azienda dopo la mia data di taglio delle conoscenze nell’agosto 2021.

    11_065_013 è un errore DAZN che suggerisce all’utente che il contenuto in streaming (ad esempio la partita) non è al momento disponibile. Se vedi l’errore durante una partita su DAZN con codice 11_065_013, significa che il video non è disponibile. La partita non si vede, in sostanza, quindi si blocca lo streaming di DAZN, oppure il video non si vede in modo ottimale.

    L’errore 11_065_013 consiste in dirette streaming di partite di serie A bloccate, visibili a scatti oppure visibili male, in modo pixellato oppure, ancora, in ritardo rispetto alla diretta. Ma che cosa possiamo fare per provare a risolvere?

    Ci sono alcune cose che puoi provare a fare per risolvere, ecco quali sono:

    • verifica la velocità  della tua connessione ad internet: Internet Speed Test, ad esempio, ed assicurati di avere almeno 2 Mbps. Se hai problemi di connessione è possibile che tu non abbia abbastanza banda per vedere DAZN, per cui dipende dal tuo provider di connettività .
    • Se la velocità  è adeguata, prova così: invece di vedere DAZN da browser, quindi con Chrome o Firefox, chiudi il sito dopo aver fatto logout ed installa l’app ufficiale di DAZN (qui per Android e qui per iOS). In genere, infatti, usando l’app e non il browser non succederà  nessuno dei problemi di cui sopra.

    Tieni conto inoltre che in caso di disservizi comuni con DAZN, è possibile che l’azienda conceda degli indennizzi agli utenti che non riescono a vedere le partite.

    Come contattare l’assistenza di DAZN

    In genere puoi

    1. consultare le FAQ di DAZN e trovare una risposta alla tua domanda
    2. NON telefonare, DAZN non fa assistenza telefonica, tanto che l’unico numero che si trova online è inglese e non risponde a problemi tecnici;
    3. prova a scrivere a DAZN via Twitter: @dazn_help_ita
    4. scrivendo una mail a help@dazn.com oppure a   dazn.support@performgroup.com (metodo non consigliato)
    5. andando in chat, ovvero: cliccando nel sito ufficiale all’indirizzo https://www.dazn.com/it-IT/help, e poi cliccando sulla scritta CHATTA CON NOI in giallo, in basso a destra.

    Eccola la nostra chat di assistenza di DAZN, in basso a destra scorrendo fino a alla fine della pagina:

    ed ecco come si presenta la chat:

    Si tratta di un chatbot, almeno nelle prime fasi del contatto, ma dovrebbe dare la possibilità  di chattare con un operatore umano se lo scrivete in chat.

    Foto di SeppH da Pixabay

  • Che cos’è Skibidi Boppy, il nuovo trend sui social

    Che cos’è Skibidi Boppy, il nuovo trend sui social

    Il nuovo meme su TikTok e Instagram si chiama “skibidi boppy”, ed è un tormentone che viene ripetuto su alcuni video creati con l’intelligenza artificiale. Da qualche giorno girano questi video che sono diffusi in formato di dialoghi, spesso in forma di mini storie e barzellette, che raccontano storie su luoghi comuni (spesso su Roma e Napoli), in altri casi con allusioni sessuali più o meno esplicite. In alcuni casi i protagonisti, sempre generati con intelligenza artificiale (quindi non sono reali) sono anziani, giovani, medici, pazienti, passanti, giornalisti. Di fatto non si tratta di video per tutti, anche se alcuni sono più adatti di altri ad un pubblico adulto. Non c’è soluzione di continuità: i video impazzano sui social e non sembra esserci modo per filtrare quelli volgari dagli altri.

    Il fenomeno “Skibidi Boppy” si sta diffondendo rapidamente soprattutto tra i più giovani, alimentato dalla viralità delle piattaforme come TikTok e Instagram, dove la condivisione e la replicazione di contenuti diventano quasi immediate. Questo trend, basato su clip brevi e spesso surreali, sfrutta l’intelligenza artificiale per generare dialoghi e situazioni che oscillano tra il comico e il provocatorio.

    La rapidità con cui questi video si moltiplicano rende complicato per i genitori, educatori e persino gli stessi moderatori digitali intervenire efficacemente. C’è chi vede nel fenomeno una semplice moda passeggera, mentre altri temono possa rappresentare un problema più ampio legato alla diffusione incontrollata di contenuti generati dall’AI, con implicazioni sulla cultura, la comunicazione e la percezione dei confini sociali.

    Il trend “Skibidi Boppy” è spesso alla cultura dei meme napoletani

    Spesso ricorrono “forza Napoli”, “skibidi boppy”, riferimenti alle buche di Napoli e Roma, barzellette volgari di vario genere.

    Cosa significa Skibidi Boppy

    “Skibidi Bop” (o “Skibidi Boddy”, Skibidi Boppi, Skibidi bop, a volte “skibidi bu”, altre ancora “Schividi Ovvi”) è un’espressione nata come parte di un meme o tormentone virale, spesso usata nei video brevi su TikTok e Instagram. In realtà, non ha un significato preciso o un vero senso linguistico: è più una frase giocosa, ritmata e orecchiabile, usata soprattutto per accompagnare clip musicali o dialoghi assurdi e divertenti generati da intelligenza artificiale.

    È un po’ come una parola senza senso che suona bene, creata per catturare l’attenzione e diventare un “catchphrase” riconoscibile nei video.

    Insomma, non vuol dire nulla di specifico, ma è diventata popolare perché è simpatica, facile da ripetere e legata a questo trend virale.

    In alcuni casi il video dell’intelligenza artificiale è stato ricreato dal vivo, con effetto ancora più divertente.

    @asmrr.ai000 Skibidipoppi #ai #skibidipoppi #vabbeskibidipoppi #fyp #perte ♬ suono originale – Asmr.ai
    @amosouthpark58 amo la mia generazione#foryou #tiktok #trend #skibidibobby #fyppppppppppppppppppppppp #tiktok #ai #trend #tiktokitalia #fr #foryou #perte ♬ suono originale – ☆~~☆
    @tgai44

    Skibidiboppi

    ♬ suono originale – tgAi

    @promptkit L’IA non è un indovino che legge la tua mente. Scarica PromptKit: un PDF GRATIS con prompt pronti da copiare e incollare per ottenere risultati migliori su ChatGPT. Link in bio #ia #chatgpt #skibidiboppi #italia #perte #voliamoneiperte ♬ suono originale – PromptKit
    @whiskermafia76 originale come una banconota da 300 euro#skibiridopdop #napoli ♬ suono originale – WHISKER MAFIA
    @lifeinreverseai_ Skibidi Boppy il trormentone anziani 2025 #veo3 #fyp #ia ♬ suono originale – Lifeinreverseai
    @lifeinreverseai_ Skibidi Boppy: Quando la bevi una gnocca ti porti. #veo3 #googleveo3 #fyp #forzanapoli #aigenerated ♬ suono originale – Lifeinreverseai

    Questo video, invece, non è intelligenza artificiale, ma è stato riprodotto dal vivo (anche se qualcuno ha fatto confusione).

    @laura.giovannini finiscono sempre così #skibidiboppi #forzanapoli #videoia #videoai #iaiao @Carolina Porqueddu @Nicole Giacobazzi | NICARAGUA ♬ suono originale – Laura Giovannini
  • Che vuol dire demoscopico

    Che vuol dire demoscopico

    “Demoscopico” è un termine che deriva dal greco antico, dove “demos” significa “popolo” e “skopos” significa “osservare”. In generale, si riferisce a qualcosa che è relativo o appartiene alla demoscopia, ossia lo studio scientifico delle opinioni e dei comportamenti dei gruppi di persone, spesso attraverso indagini, sondaggi e ricerche di mercato.

    Una “giuria demoscopica” è un gruppo di persone selezionate in base a criteri specifici che partecipano a un processo decisionale, come ad esempio la valutazione di prodotti, servizi o opere artistiche, sulla base delle loro opinioni e preferenze. Questa giuria viene utilizzata per rappresentare il punto di vista del “popolo” o dell’opinione pubblica in determinati contesti, ad esempio in competizioni artistiche o programmi televisivi di talento. La sua composizione e il suo ruolo sono generalmente definiti in modo da riflettere una varietà di prospettive e opinioni.

    Giuria demoscopica significato

    La giuria demoscopica del Festival di Sanremo è un elemento chiave nella determinazione dei vincitori delle varie categorie della competizione musicale italiana. Fondata nel 2019, la giuria demoscopica è stata introdotta come una delle modalità di voto insieme alle giurie di qualità e al televoto.

    Ecco come funziona:

    1. Composizione della giuria: La giuria demoscopica è composta da un campione rappresentativo di spettatori italiani, selezionati in base a criteri demografici, come età, genere e regione di provenienza. Questo campione è stato scelto per garantire una rappresentatività della popolazione italiana nel processo di voto.
    2. Ascolto delle canzoni: I membri della giuria demoscopica ascoltano le canzoni in gara durante le serate del Festival di Sanremo, sia durante le prove che durante le esibizioni dal vivo. Questo permette loro di valutare le performance in modo equo e accurato.
    3. Votazione: Dopo aver ascoltato tutte le canzoni in gara, i membri della giuria demoscopica votano per i loro brani preferiti. Il voto avviene attraverso un’apposita piattaforma online o tramite dispositivi elettronici forniti dall’organizzazione del Festival.
    4. Ponderazione dei voti: I voti della giuria demoscopica vengono ponderati insieme ai voti delle giurie di qualità e al televoto, secondo una formula prestabilita dall’organizzazione del Festival. Questo assicura che nessuna modalità di voto abbia un peso eccessivo sul risultato finale.
    5. Determinazione dei vincitori: Alla fine delle serate di gara, i voti della giuria demoscopica vengono sommati insieme agli altri voti per determinare i vincitori delle varie categorie del Festival di Sanremo, come la categoria “Campioni” e la categoria “Nuove Proposte”.

    In questo modo, la giuria demoscopica contribuisce a garantire un processo di voto equo e rappresentativo, consentendo al pubblico italiano di influenzare i risultati del Festival di Sanremo attraverso la propria opinione e preferenza musicale.

    Parlando dell’attuale: il fatto che un artista vinca nonostante non abbia ricevuto la maggioranza dei voti popolari non implica necessariamente un broglio o un comportamento scorretto. È importante considerare tutti i fattori coinvolti nel processo di valutazione e ponderazione dei voti per capire appieno il risultato finale.

    La situazione che hai descritto potrebbe essere il risultato di diversi fattori e non necessariamente indica un broglio o un comportamento irregolare. Vediamo alcuni possibili scenari:

    1. Ponderazione dei voti: In molti contesti, inclusi i concorsi musicali come il Festival di Sanremo, i voti vengono ponderati in base a diversi fattori. Ad esempio, potrebbe essere attribuito un peso maggiore ai voti della critica o delle giurie specializzate rispetto ai voti del pubblico. In questo modo si cerca di bilanciare l’opinione degli esperti con quella del pubblico generale.
    2. Struttura del sistema di voto: A volte il sistema di voto utilizzato potrebbe favorire l’artista che riceve più voti da una particolare categoria di giuria. Se l’artista più votato dalla critica riceve voti alti da parte di tutti i giurati, mentre gli altri artisti ricevono voti più bassi, potrebbe finire per vincere nonostante non abbia ricevuto la maggioranza dei voti popolari.
    3. Strategie di marketing: In alcuni casi, le case discografiche o gli agenti degli artisti possono influenzare la critica o altre giurie specializzate in modo da favorire un determinato artista. Anche se questo non costituisce necessariamente un broglio, potrebbe portare a risultati inaspettati rispetto ai voti del pubblico.
    4. Interpretazione soggettiva dei criteri di valutazione: Le giurie specializzate possono valutare le performance degli artisti in base a criteri soggettivi, come la qualità della composizione, l’interpretazione, la presenza scenica, ecc. Ciò potrebbe portare a risultati diversi rispetto all’opinione del pubblico, che potrebbe essere influenzato da fattori diversi.
  • Ogni quanto bisogna cambiare le gomme?

    Ogni quanto bisogna cambiare le gomme?

    Secondo norme vigenti la sostituzione delle gomme va fatta ogni 40.000 km, informazione che è bene prendere in considerazione ma che non risolve in toto la nostra domanda.

    Non è possibile rispondere alla domanda “ogni quanto tempo cambiare le gomme?” con una risposta univoca. Gli pneumatici hanno una durata che può variare in base a diversi fattori.

    Vediamo quali:

    • Stile di guida (velocità eccessiva, frenate brusche, partenze veloci, etc.)
    • Usura
    • Condizioni stradali (manto stradale irregolare, dossi di rallentamento, etc.)
    • Condizioni metereologiche (temperature molto basse, neve, ghiaccio, luce solare forte)
    • Utilizzo improprio delle gomme (mantenere pneumatici estivi anche su strade ghiacciate, o utilizzare ruote e cerchi di misure non compatibili). Per il cambio gomme stagionale, le date ufficiali sono il 15 novembre e il 15 aprile. Risulta però impensabile che tutti gli automobilisti possano confluire nelle officine in quella data. Il consiglio è quello di concordare con il vostro gommista di fiducia la data utile per effettuare il cambio gomme.
    • Eventuali incidenti

    Un modo per capire lo stato degli pneumatici è verificare la pressione (il consiglio è di controllarla una volta al mese e prima di affrontare un lungo viaggio) e il grado di usura del battistrada. Il battistrada ha diversi tagli e può presentare segni profondi o più superficiali, questo è già un buon indicatore.

    Un altro metodo per controllare lo stato degli pneumatici è utilizzare un profondimetro.

    Il Codice della strada da indicazioni ben precise su quali sono i parametri entro cui uno pneumatico si può definire in buono stato. Secondo la normativa la sostituzione va fatta quando lo spessore delle gomme arriva a 1,6 mm.

    Uno pneumatico nuovo ha uno spessore di 8mm. Uno spessore che indica una buona condizione dello pneumatico va dai 3 ai 6mm. Se lo spessore è tra i 2 e i 3 mm le prestazioni dell’auto possono essere alterate.

    Per misurare gli pneumatici puoi rivolgerti ad officina oppure acquistare un profondimetro professionale per eseguire una prima valutazione in autonomia. Il controllo da parte di uno specialista diventa doveroso almeno una volta l’anno dopo i primi cinque anni di utilizzo o se abbiamo notato stranezze mentre siamo alla guida.

    Un altro fattore che dobbiamo conoscere è la data di produzione. Per far ciò basterà individuare la marcatura DOT (Department Of Transportation) sul lato dello pneumatico. Accanto a questa sigla saranno riportati dei numeri.

    Se sugli pneumatici è riportato un numero composto da 3 cifre significa che questo modello è stato prodotto prima del 2000.

    Se invece il numero è formato da quattro cifre significa che l’anno di produzione è successivo all’anno 2000 e va letto in questo modo: le prime due cifre indicano la settimana e le altre due l’anno di fabbricazione.

    Ciò che è certo è che un corretto uso dell’auto e un’attenzione costante alle piccole problematiche che sopraggiungono allungano la vita dei vostri pneumatici e della vostra auto.

  • Haider Ackermann: chi è, storia, influenze, biografia, Instagram

    Haider Ackermann: chi è, storia, influenze, biografia, Instagram

    Haider Ackermann è un celebre stilista francese di origini colombiane, noto per il suo stile sofisticato e avanguardistico. Nato il 29 marzo 1971 a Bogotà, in Colombia, è cresciuto in diverse parti del mondo, inclusi l’Africa e l’Europa, il che ha influenzato profondamente la sua visione estetica. Ha studiato moda all’Académie Royale des Beaux-Arts di Anversa, Belgio, e ha lanciato il suo marchio omonimo nel 2001. Ackermann è famoso per le sue collezioni che combinano drappeggi fluidi, strutture decostruite e una palette cromatica ricca, spesso con un tocco androgino. La sua creatività ha attirato l’attenzione di grandi nomi della moda, facendolo emergere come uno degli stilisti più influenti della sua generazione. Ha collaborato anche con importanti maison come Berluti e Jean Paul Gaultier. Haider Ackermann è un designer di moda rinomato, recentemente nominato direttore creativo di Tom Ford. La sua carriera è caratterizzata da una notevole evoluzione, iniziando dai suoi studi e dalle prime esperienze nel mondo della moda.

    By Aveda Corporation - Haider Ackermann backstage at Paris Fashion Week Fall Winter Collection 2015., CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38880338
    By Aveda Corporation – Haider Ackermann backstage at Paris Fashion Week Fall Winter Collection 2015., CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38880338

    Ackermann ha studiato presso l’Accademia Reale delle Belle Arti di Anversa, in Belgio, dove ha affinato le sue abilità creative. Dopo la laurea, ha accumulato esperienza lavorando con il prestigioso marchio Berluti, dove ha contribuito alla creazione di collezioni di alta moda. Uno dei momenti salienti della sua carriera è stato il debutto come guest-designer per la sfilata di Jean Paul Gaultier, che gli ha permesso di guadagnare ulteriore riconoscimento nel panorama della moda internazionale. Nel 2003, Ackermann ha lanciato la sua linea omonima, che ha ricevuto elogi per la sua eleganza sofisticata e il suo approccio innovativo al design. La sua visione unica e il suo talento hanno catturato l’attenzione del settore, portandolo infine a ricoprire il ruolo di direttore creativo di Tom Ford, dove si appresta a lasciare un’impronta significativa.

    Haider Ackermann: Biografia del Designer alla Guida di Tom Ford

    Nato il 29 marzo 1971 a Santa Fe de Bogotá, in Colombia, Haider Ackermann viene adottato da una famiglia francese e cresce in un ambiente multiculturale insieme a cinque fratelli. L’infanzia di Ackermann è caratterizzata da frequenti viaggi, grazie al lavoro del padre cartografo, che stimola la sua curiosità e creatività.

    Fin da giovane, Ackermann sviluppa una passione per la moda ispirato dal lavoro di Yves Saint Laurent. Questa fascinazione lo spinge a dedicarsi alla moda e a intraprendere studi specializzati.

    Ackermann ha studiato presso l’Accademia Reale delle Belle Arti di Anversa, dove ha affinato le sue competenze nel design. La sua carriera decolla con esperienze significative, tra cui il suo lavoro con Berluti e una celebre partecipazione come guest-designer alla sfilata di Jean Paul Gaultier.

    Nel 2003, Ackermann lancia la sua linea omonima, rapidamente riconosciuta per l’eleganza e l’innovazione. Ora, alla guida della direzione creativa di Tom Ford, Ackermann è pronto a influenzare il futuro del marchio con la sua visione distintiva e il suo talento unico.

    Ispirazione

    Ispirato dal lavoro di Yves Saint Laurent, Haider Ackermann si trasferisce in Belgio nel 1994 per studiare design della moda presso l’Accademia Reale delle Belle Arti di Anversa. Tuttavia, viene espulso nel 1997 per non aver consegnato i compiti del corso.

    Dopo cinque mesi di tirocinio con John Galliano, Ackermann lavora come assistente di uno dei suoi insegnanti, il designer belga Wim Neels. Negli anni successivi, collabora con vari marchi, tra cui Bernhard Willhelm e Patrick Van Ommeslaeghe, prima di lavorare come designer per Mayerline.

    Nel 2001, Ackermann crea il proprio marchio e presenta la sua prima collezione di moda femminile nel marzo 2001 durante la settimana della moda di Parigi. La sua collezione del 2002 attira l’attenzione della casa Ruffo, specialista in abbigliamento in pelle di alta gamma, che lo assume per dirigere le collezioni primavera-estate e autunno-inverno 2003 per Ruffo Research. Nel 2005, Ackermann firma con il gruppo belga bvba 32 e apre il suo studio a Parigi.

    Ackermann è stato uno dei designer considerati per succedere a Galliano da Dior, dopo aver declinato la proposta di successione di Martin Margiela nel 2009. Nel 2010, Karl Lagerfeld lo descrive come il suo successore ideale per Chanel, e alcuni commentatori lo definiscono un “nuovo Yves Saint Laurent”.

    Influenzato dalle differenze culturali, la moda di Ackermann contrasta e mescola i codici dell’abbigliamento. I tagli semplici delle sue creazioni sono spesso asimmetrici e realizzati con materiali diversi. Le sue creazioni sono state indossate da Tilda Swinton, Timothée Chalamet, Nastya Hevchuk, Penélope Cruz, Victoria Beckham, Janet Jackson e Kanye West.

    Nel 2010, Ackermann lancia una collezione maschile speciale durante i saloni Pitti a Firenze. Nel giugno 2013, l’imprenditrice Anne Chapelle della casa di moda 32 BVBA annuncia che i marchi Ann Demeulemeester e Haider Ackermann verranno divisi in due aziende indipendenti. Ackermann lancia successivamente la sua prima linea completa di abbigliamento maschile nello stesso anno.

    Nel 2014, Ackermann collabora con Mercedes-Benz per una campagna pubblicitaria con Tilda Swinton.

    Ackermann entra in Berluti come direttore creativo nel settembre 2016, succedendo ad Alessandro Sartori, e mostra la sua prima collezione per il marchio nel gennaio 2017. Durante il suo incarico, introduce un tocco più languido e femminile nelle collezioni, presentate sia per uomini che per donne. Il suo ruolo include non solo il design completo dei prodotti, compresi gli accessori sportivi, ma anche le campagne pubblicitarie, l’immagine e i negozi. Continua anche a gestire le sue linee di abbigliamento femminile e maschile contemporaneamente al suo lavoro presso Berluti. Nel marzo 2018, Ackermann e Berluti si separano dopo solo tre stagioni.

    Nel dicembre 2021, Ackermann, insieme al suo stretto collaboratore Timothée Chalamet, progetta una felpa con cappuccio con il 100% dei proventi destinati all’organizzazione francese Afghanistan Libre, che si concentra sulla tutela dei diritti delle donne in Afghanistan. (foto: By Aveda Corporation – Haider Ackermann backstage at Paris Fashion Week Fall Winter Collection 2015., CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38880338)

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