Hosting, quando è meglio evitare il gratis

Hosting, quando è meglio evitare il gratis

Può sembrare una domanda insidiosa (ed in parte, almeno, lo è): proviamo allora a rispondere a questa domanda in modo soddisfacente.

Chi mi segue sa che sono “sponsorizzato” da diverse compagnie di hosting, di cui propongo le offerte o metto in evidenza i banner relativi a quelle che ho testato e che reputo ottimali e flessibili. Sono portato a proporre soluzioni valide, che siano davvero funzionali per esigenze che conosco bene da anni, che testo personalmente per i vari siti che utilizzo per lavoro e per pubblicità al mio “personal branding“. Non dico questo per autocelebrazione, quanto per rendere meglio l’idea che (anche) su internet la qualità ha un costo, e non tutte le offerte sono egualmente oneste e valide.

Si ringrazia ivanpw per aver concesso l’immagine in Creative Commons.

La domanda dell’articolo, “perchè pagare un servizio di hosting” si ricollega ad una risposta spesso abbastanza semplicistica che i vari webmaster si mettono davanti agli occhi: in fondo esistono tonnellate di hosting gratuiti, perchè mai dover pagare quando spesso già i soli domini sono piuttosto cari? La risposta potrebbe articolarsi nei seguenti punti, che vi invito a leggere e commentare assieme.

  1. Gli hosting gratuiti non sempre riescono a far fronte a traffico molto elevato: i “picchi” di visitatori sono tipicamente collegati con periodi di downtime del vostro sito, a cui l’azienda – visto che offre gratuitamente e senza garanzia il servizio – non è tenuta a rispondere.
  2. Gli hosting gratuiti vanno bene fin quando avete poche centinaia di unici al giorno: nella mia esperienza superando la soglia di 400-500 iniziano a verificarsi i primi problemi. Un discreto banco di prova di questo aspetto puo’ essere da voi sperimentato analizzando se l’hosting regge il carico di visite scrivendo un articolo con un’offerta molto appetibile, oppure una discussione molto controversa sul vostro blog,e postandolo ad es su OkNotizie.
  3. Gli hosting gratuiti ospitano siti spesso di bassa qualità o di spam, cosa che difficilmente avviene da parte di chi paga per avere un servizio. Visto che l’IP è condiviso, potreste subire penalizzazioni perchè il vostro sito è ospitato su un server che da’ visibilità anche a spazzatura.
  4. Ultimo ma non certo ultimo come importanza, molti hosting gratuiti hanno la tendenza a rimuovere account di siti poco visitati, o comunque di farlo senza preavviso. Avendo svariati siti che utilizzo per esperimenti vari, mi accorgo molto spesso di questo aspetto.

Preso atto di questo quattro punti, eccovi qualche soluzione:

  1. Esistono soluzioni semi-dedicate che possono far fronte in modo eccellente a traffico elevato, senza contare che potete pensare di utilizzarne uno per tutti i siti che realizzerete ad es. su commissione. Questo garantisce maggiore controllo della situazione generale e vi permette di sopportare più probabilmente picchi di visite. Esempi di hosting semi-dedicati sono quello italiano offerto da SupportHost, ma ci sono anche altre soluzioni egualmente valide ed economiche anche in condiviso “classico”. Certamente quelli a pagamento si trovano, spesso inevitabilmente, ad avere una marcia in più.
  2. Vedi punto precedente, la qualità ha un costo e spesso – se il sito conviene o è necessario che sia sempre attivo – la soluzione a pagamento diventa necessaria, specie per chi vende o “fa affari” tramite il web.
  3. Per vedere se il vostro hosting condiviso ospita siti spazzatura (e comprendere anche quanti ne ospita), digitate l’indirizzo del vostro sito su yougetsignal.com oppure, in alternativa, ricorrete al tool gratuito di Bing.Cifre accettabili sono qualche centinaia al massimo sullo stesso server, cifre meno idonee sono dell’ordine dei migliai di siti sullo stesso server (condivisione di risorse spinta, downtime più probabili)
  4. Gli hosting a pagamento, quantomeno per quello che ho visto in questi anni, avvisano almeno un mese prima della scadenza del dominio o dell’hosting, in modo che possiate prendere adeguate contromisure. Per misurare il downtime ed essere avvisati periodicamente via mail degli eventuali downtime potete utilizzare uno dei tanti servizi gratuiti come DowntimeAlert, HostTracker e molti altri.

Un aspetto che vorrei ribadire in conclusione riguarda poi la fantomatica banda illimitata, lo spazio illimitato e via dicendo: ovviamente queste offerte si riferiscono a risorse comunque finite, per cui si tratta soltanto di un modo sintetico (e non troppo trasparente!) per spingervi all’acquisto. Altri hosting, da qualche tempo, offrono più oneste “bande a consumo mensile” e spazio su disco limitato ben visibile.

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