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Che cos’è “pleonastico”, spiegato facile


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“Pleonastico” è un termine utilizzato in linguistica e retorica per descrivere l’uso di parole o espressioni superflue o ridondanti all’interno di una frase o di un discorso. In altre parole, l’uso di termini pleonastici aggiunge informazioni o significato già impliciti nel contesto, rendendo la frase prolissa o ridondante.

La parola “pleonasmo” deriva dal termine greco πλεονασμός (si legge pleonasmós), che significa “abbondanza” o “eccesso”. In linguistica, il pleonasmo si riferisce all’uso di parole o espressioni superflue o ridondanti che aggiungono informazioni già implicite nel contesto. Il termine è stato adottato in diverse lingue, inclusa l’italiano, per descrivere questo fenomeno retorico.

Il pleonasmo potrebbe essere utilizzato a scopo stilistico o per enfatizzare un concetto, ma nella maggior parte dei casi è considerato un errore di linguaggio. Nell’uso corretto della lingua, è preferibile evitare il pleonasmo per rendere il discorso più chiaro, conciso e preciso.

Per intenderci:

Esempio di pleonasmo: “Salire su” (in quanto “salire” già implica il movimento verso l’alto, quindi “su” è superfluo).

Esempio di uso corretto: “Salire le scale” (dove “le scale” specifica dove sta avvenendo l’azione del salire).

Pleonasmi tipici in ambito aziendale (esempi)

Nell’ambito aziendale, il pleonasmo può verificarsi quando vengono utilizzate espressioni ridondanti o superflue. Di seguito sono riportati alcuni esempi di pleonasmo o di frasi male utilizzate rispetto all’italiano nell’ambito aziendale:

  • “Nuova innovazione” – L’innovazione è già implicitamente legata al concetto di qualcosa di nuovo, quindi l’aggiunta di “nuova” è ridondante.
  • “Prepararsi in anticipo” – “In anticipo” già indica che l’azione è avvenuta prima del tempo previsto, quindi “prepararsi” sarebbe sufficiente.
  • “Incontro di comunicazione” – Un incontro è già un’occasione per comunicare, quindi l’aggiunta di “di comunicazione” è superflua.
  • “Riassunto breve” – Un riassunto è una versione breve di un testo o un documento, quindi “breve” è ridondante.
  • “Finalizzazione conclusiva” – La “finalizzazione” e la “conclusione” indicano entrambe la fase finale di un processo, quindi l’aggiunta di “conclusiva” è pleonastica.
  • “Ripetere di nuovo” – “Ripetere” implica già il concetto di fare qualcosa nuovamente, quindi “di nuovo” è superfluo.
  • “Collaborazione reciproca” – La “collaborazione” implica un’azione reciproca tra le parti coinvolte, quindi l’aggiunta di “reciproca” è ridondante.
  • “Economia di risparmio” – L'”economia” è il concetto di gestire e risparmiare denaro, quindi l’aggiunta di “di risparmio” è pleonastica.
  • “Comunicazione verbale” – La “comunicazione” riguarda già il trasferimento di informazioni tramite parole, quindi l’aggiunta di “verbale” è superflua.
  • “Programma pianificato” – Un “programma” è già qualcosa che è stato pianificato in anticipo, quindi l’aggiunta di “pianificato” è ridondante.

Ricordiamo che il pleonasmo può essere considerato uno sbaglio di linguaggio, pertanto è sempre preferibile evitare l’uso di espressioni ridondanti per rendere la comunicazione più chiara ed efficace. Foto di Dmitriy da Pixabay

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