Come attirare l’attenzione del lettore sul web?

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Pubblicato il: 24-06-2021 15:08 , Ultimo aggiornamento: 24-06-2021 16:00

Il web, come noto, è uno sterminato contenitore di files multimediali: testi, foto, video, audio, progetti, mappe e chissà in futuro cosa ci sarà possibile caricare e scaricare nelle infinite maglie della rete. Ma non basta mettere online un file perchè questo abbia successo, macinando visualizzazioni e interazioni da record. Per diventare virale un contenuto deve attirare l’attenzione dell’utente e, a volte, per farlo non sono per forza necessarie faraoniche campagne pubblicitarie o siti gestiti da decine di specialisti ma basta un minimo di furbizia e conoscenza del pubblico a cui ci si rivolge.

La pigrizia dell’utente medio del web

Probabilmente, nell’abitazione di una famiglia media, dove almeno uno dei componenti sia laureato o comunque sia particolarmente attivo nella vita culturale, dovrebbero esserci libri a sufficienza per poter rispondere alla gran parte delle domande che ci poniamo. Ma, con lo strapotere comunicativo raggiunto da internet, le ricerche su supporto cartaceo hanno lasciato spazio a quelle online poichè:

  • più veloci da eseguire;
  • ci danno quasi sempre più fonti da analizzare;
  • sono a portata di un click: basta digitare poche parole chiave e il gioco è (quasi sempre) fatto!
Foto di mohamed Hassan da Pixabay

La prima cosa da capire, quindi, per accattivare gli utenti a leggere i nostri articoli o di fruire dei nostri contenuti è proprio che dopo aver digitato il minor numero possibile di parole su un motore di ricerca, l’utente si aspetta di avere in cima alla lista dei risultati la risposta alla sua domanda che, a sua volta, deve essere spiegata con il minor numero possibile di parole e nel minor tempo possibile.

Perchè avviene tutto ciò? Innanzitutto perchè in un mare di informazioni, quelle più facili e immediate sono le preferite e, in secondo luogo, perchè una volta che ci sediamo al nostro computer diventiamo pigri, a livello tale che se fosse possibile connettere i nostri cervelli al PC con un cavo usb e trasferire immediatamente i risultati delle ricerche nella nostra testa, probabilmente lo faremmo senza pensarci troppo.

Ecco dunque che l’utente del web ha bisogno di aiuto per saziare la sua sete di conoscenza e questo può arrivare utilizzando molteplici espedienti.

Scrivere un titolo breve e conciso seguito da un incipit chiaro e accattivante

Sappiate che la stragrande maggioranza degli utenti che si imbatteranno in un vostro articolo non lo leggeranno tutto, molti si fermeranno al titolo e altrettanti abbandoneranno la lettura dopo poche righe. Ciò avverrà soprattutto se il titolo dovesse risultare poco chiaro, ambiguo e troppo tecnico e, superato questo primo scoglio, se le prime righe del testo non fossero abbastanza efficaci da mantenere viva l’attenzione del lettore. Sono proprio queste prime poche righe combinate – titolo, eventuale sottotitolo e incipit – a sancire il successo di un articolo, di un libro, di una poesia e quant’altro.

Esempio? Facciamoci aiutare da Giacomino Leopardi.

La sua poesia più famosa è “L’Infinito” e già il titolo ci rapisce perchè ci fa intendere che il poeta voglia sondare con le sue parole i più reconditi misteri dello scibile: una sola parola preceduta dall’articolo e il poeta ha conquistato la nostra attenzione. Ma poi arriva il primo verso del componimento e capiamo la differenza tra un vero genio e noi poveri scribacchini: “sempre caro mi fu quest’ermo colle“. Ognuno di noi saprebbe dire o scrivere “ho sempre provato affetto per questa collina solitaria“, solo un genio però è in grado di esprimere lo stesso concetto con le parole usate da Leopardi.

Foto di Nenad Mećava da Pixabay

In fondo le prime parole di un testo scritto hanno la stessa importanza delle prime frasi che diciamo quando ci presentiamo ad una persona che non conosciamo. Dopo poche parole scambiate, il nostro interlocutore si fa una sua idea di chi siamo e poco importa se con una conoscenza più approfondita questa possa rivelarsi sbagliata perchè se abbiamo lasciato una pessima impressione di primo acchito ci vorrà tempo per dimostrarsi diversi. La differenza sta nel fatto che se nei rapporti umani, volendo, tempo e modo per farsi conoscere meglio si possono trovare, con un testo scritto non c’è seconda opportunità: se al lettore del web non piace la prima parte di ciò che avete scritto, si fermerà bollandovi come un pessimo scrittore/giornalista/divulgatore/poeta e passerà al successivo risultato della ricerca.

Utilizzare espedienti grafici

E’ utile adoperare tutti gli strumenti grafici che i programmi di videoscrittura ci mettono a disposizione per facilitare e snellire la fruizione e, di riflesso, la comprensione del testo. Un esempio? Eccovelo subito: guardate bene il paragrafo che abbiamo scritto poco sopra intitolato “La pigrizia dell’utente medio” e leggetene di fila solo le parti in grassetto (un espediente grafico, appunto) tralasciando le altre parole. Vi verrà fuori una frase di senso compiuto che, pur essendo composta da circa un decimo delle parole che abbiamo scritto in quell’intero paragrafo, esprime in estrema sintesi ciò che era nostra volontà comunicarvi:

per poter rispondere alla gran parte delle domande che ci poniamo basta digitare poche parole chiave e il gioco è fatto! l’utente si aspetta di avere in cima alla lista dei risultati la risposta alla sua domanda spiegata con il minor numero possibile di parole e nel minor tempo possibile perchè in un mare di informazioni quelle più facili e immediate sono le preferite.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Utilizzare immagini e video

Il web ha tra i motivi del suo successo quello di essere un mezzo multimediale quindi, per i vostri articoli su internet, non preoccupatevi ad abbondare con foto e video (sempre con un occhio attento a non infrangere le regole sul copyright): le immagini possono aiutare a far capire meglio concetti particolarmente astrusi e complessi e quindi sono manna dal cielo in un ambiente, qual è quello del web, in cui gli utenti cercano risposte semplici e immediate, non certo dissertazioni particolareggiate con infiniti rimandi.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Questo espediente non renderà solo più intuitivo e fruibile il testo che avete scritto ma renderà la navigazione più divertente per l’utente che vi sta leggendo.

Scrittura semplice e diretta

Arrivare subito al punto per la via più corta, questa è la strategia vincente! Almeno nella prima parte del vostro testo cercate di spiegare al lettore “il succo” di ciò che state scrivendo trattando i particolari nella seconda parte quando ormai avrete definitivamente conquistato o perso il navigatore che si è imbattuto nelle vostre parole. In fondo non siete James Joyce e l’utente medio del web non ha nessuna intenzione di leggere il vostro personalissimo Ulisse. La scrittura particolareggiata, profonda e attenta non è assolutamente passata di moda ma, nelle scelte degli utenti, continua ad essere una caratteristica dei romanzi e della poesia, quindi evitate le ampollosità e le divagazioni perchè se un utente digita su un motore di ricerca la domanda “quanti sono i punti cardinali?” si attende come risposta “quattro” e voi dovete dargliela subito e in bella vista. Se poi volete spiegargli anche cosa siano levante e ponente, fatelo pure… ma dopo: prima comunicategli ciò che LUI vuole sapere e poi potrete raccontargli ciò che VOI avete da dirgli.

 

 

 

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