USB OTG: limiti e applicazioni di una tecnologia non troppo diffusa

USB OTG: limiti e applicazioni di una tecnologia non troppo diffusa

USB OTG (USB On-The-Go) è da tempo sul mercato, ed è ormai sulla bocca di tutti per una varietà di ragioni: sulla carta, infatti, dovrebbe rappresentare una specifica altamente innovativa, in quanto introduce la possibilità per un dispositivo (ad esempio il classico “pennino” di memoria rimovibile), senza dover installare alcun driver, di agire come host. Questo implica che possiamo collegarlo, ad esempio, al nostro smartphone in modo da estendere la capienza della memoria interna, o quella presente nella micro scheda di memoria.

In questo modo, grazie a USB OTG, il nostro cellulare ha la possibilità di leggere da supporti rimovibili facendo da host, e in generale qualsiasi dispositivo ne faccia uso può assumere una duplice funzione, attiva e passiva.

Due esempi concreti in tal senso potrebbero essere:

  1. il pennino USB-OT della SanDisk, che dovrebbe essere pienamente compatibile con Android e che è disponibile in vari formati (da 16 fino a 64 GB di capienza);
  2. il pendrive USB-MicroUSB 2.0 Laeta Twin 32GB della HAMA, che presenta anch’esso un doppio ingresso: il primo è USB tradizionale (può essere usato come “pennino” o memoria esterna rimovibile su qualsiasi PC e Mac, come qualsiasi altro) che micro USB (quindi possiamo collegarlo all’apposito porta di uno smartphone).

Alcune possibili applicazioni riguarderebbero, ad esempio:

  1. la possibilità di trasferire direttamente file da un dispositivo all’altro, in scenari in cui è necessario usare un terzo dispositivo come “intermediario” (ad esempio: tra due cellulari o tra due lettori MP3);
  2. la possibilità di collegare la propria fotocamera digitale alla stampante via cavo;
  3. la possibilità di usare uno smartphone come router USB.

Le varie combinazioni sono rappresentate da una GIF animata che riporta sinteticamente le varie possibilità, tratta dal sito ufficiale USB.org.

 

otg-graphics

Se è vero, quindi, che molte delle suddette combinazioni sono aggirate mediante protocolli alternativi (es. bluetooth e wireless), il problema di USB OTG è che, da specifiche, l’intero funzionamento del sistema e lo switch tra modalità host e modalità client è delegato al software, ad esempio quello disponibile  sullo smartphone, e ciò avviene (al momento in cui scrivo) quasi esclusivamente mediante driver proprietari. Nella pratica, ciò finisce per tradursi nel fatto che molti utenti acquistano dispositivi con queste potenzialità, ma senza ancora poterli utilizzare appieno.

Per sfruttare un dispositivo USB OTG di marca X è infatti necessario il supporto software della medesima marca X, che non tutti forniscono in modo uniforme (al momento in cui scrivo, almeno), a meno che – ad esempio – qualcuno non riscriva il driver da zero e lo metta pubblicamente a disposizione. Le potenzialità enormi di USB OTG (che permetterebbero di superare molti limiti dei dispositivi USB attuali, soprattutto in termini di trasferimento pratico e veloce di file) si scontrano con la realtà della tecnologia attuale: nella pratica, ad esempio, il pennino di cui sopra non funziona correttamente su nessuno smartphone che ho avuto modo di testare, e per convincersene basta considerare lo scarso / nullo supporto che gli smartphone (di ogni tipo: Android, iOS e Windows Phone) forniscono al protocollo attualmente, quantomeno nei modelli ordinari o più economici.

Probabilmente uno dei più concreti motivi di questo scarso supporto è legato ad esigenze pratiche: ad esempio se questa funzionalità fosse abilitata sui lettori di ebook sarebbe possibile scambiarsi facilmente file tra dispositivi contigui, cosa che evidentemente cozza con i DRM e che, in definitiva, non suscita troppo interesse commerciale da parte delle case produttrici. Può anche darsi che certi limiti siano aggirati prima di quanto pensiamo: i driver proprietari, di solito, non riescono a monopolizzare il mercato, per cui sarà curioso capire come evolverà una situazione, come quella di USB OTG, anomala sotto tanti punti di vista. Nel frattempo gli utenti meno esperti farebbero bene a valutare con attenzione acquisti in tal senso, assicurandosi che ci sia pieno supporto per lo scenario in cui si intende farne uso.

Photo by osde8info

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