10 cose che ancora mancano in WordPress, secondo me

10 cose che ancora mancano in WordPress, secondo me

Se mi leggete da poco, non preoccupatevi: non voglio diventare monotematico con le liste top-10. So bene che questo genere di articoli tende a spopolare anche sui quotidiani e sui blog generalisti, ma è da qualche tempo che ho in mente quali potrebbero essere le 10 cose più importanti da integrare nel nostro amato/odiato WordPress. Open source e free da sempre, è uno dei CMS per blog più usati al mondo, con un considerevole insieme di API e funzioni native molto potente, quanto altrettanto poco conosciuto.

Andiamo a vedere, quindi, senza ulteriori chiacchiere, quali potrebbero essere le 10 cose da integrare o aggiungere con urgenza in WP, che potrebbero essere utilissime ai vari blogger. Ovviamente il mio discorso vuole essere produttivo al massimo, per cui prendete queste considerazioni come suggerimenti di massima e spunti per eventuali vostri contributi al lavoro (e magari anche miei, se riuscirò a trovare tempo e modo per farlo).

  1. Un backend per i menù più usabile – Ricordo con orrore quanto fosse primitivo e poco immediato il sistema di gestione del menù via backend anni fa (più o meno versione di WordPress dalla 2.0 alla 3.0); a volte capitava che non funzionasse più e che facesse saltare i contenuti, non salvandoli o facendo solo in parte. Un incubo, insomma. Ad oggi per fortuna è migliorato parecchio, questo senza dubbio, ma a volte ancora tende a funzionicchiare (spesso dipende dal conflitto di plugin e theme con jQuery, specie se non fatti proprio a regola d’arte) e soprattutto è difficile, quasi impossibile da gestire se le voci di menù tendono ad aumentare e a diventare troppe. Questo è il punto cruciale, la vera criticità che gli sviluppatori del core dovrebbero decidersi ad affrontare, e spero che lo facciano presto. E visto che ci siamo, sarebbe il caso di integrare nativamente le icone di categoria di WordPress o meglio ancora di Font Awesome, in modo da poterle affiancare nei menù senza doversi ammazzare ad integrare JS e CSS.
  2. Una maggiore visibilità alle feature importanti, come ad esempio la CDN gratuita di Jetpack: negli anni dell’esplosione delle CDN in pochi si sono guardati dal segnalare questa importante opportunità, a cui ho dedicato un articolo apposito e su cui non voglio dilungarmi troppo. Ci sono feature nascoste in WP che semplificano di molto la vita all’utente, ed è davvero un peccato non farne uso, secondo me: diversamente, è come usare una macchina col freno a mano mezzo tirato.
  3. Farsi capire meglio dai “non addetti” ai lavori. WordPress lo usano tutti, ed è importante che riesca chiunque a farne uso, anche se non specificatamente del settore. In generale, a parte che molte caratteristiche andrebbero valorizzare prima di tutto dagli sviluppatori, e documentate meglio, gli stessi a volte nel trac (che consulto spesso durante le mie consulenze) pubblicano comunicazioni criptiche, a volte, e peccanodi comprensibilità delle comunicazioni riservandolo troppo, ancora, ai coder nudi (ovviamente in senso figurato) e crudi. Piccola pecca che, con il massimo rispetto possibile, penso si possa e si debba correggere.
  4. Un modo per modificare ed agire liberamente sul backend di WP – WordPress non supporta ancora troppo bene le modifiche al backend, che spesso sono richieste dai clienti finali e che non sempre sono fattibili. Di fatto, basterebbe estendere tutti gli hook del front-end (di cui il sistema è ricchissimo) con altrettanti del backend, ovviamente per le sezioni corrispondenti.
  5. Una documentazione più esemplificativa delle REST API di WP, che al momento è abbastanza carente e consiste in una documentazione molto formale e priva di esempi troppo pratici. Anche qui, questione di dettagli.
  6. Una documentazione più esemplificativa e chiara delle API di Woocommerce – Sono un autentica forza della natura ed evitano la scrittura di centinaia di righe di codice: in pochi attimi riuscirete ad editare, aggiungere e rimuovere prodotti dal vostro e-commerce, emettere ordini automatizzati e così via. Il problema, anche qui, è che gli esempi pratici di uso sono un po’ latitanti, e non è banalissimo farne uso se non si fanno dei test preventivi. Resta un mistero il motivo per cui installato sul mio Macbook non funzioni in alcun modo.
  7. I theme ufficiali andrebbero catalogati meglio – Nel repository ufficiale non sempre è facile trovare il theme che si desidera, e l’interfaccia di ricerca non è sempre all’altezza delle aspettative, è macchinosa per certi versi, anti-intuitiva in parte: per cui, mi sembrerebbe importante riuscire a renderla più amichevole per gli utenti, anche perchè così ridurremmo il numero di siti che usa theme dubbi o discutibili fuori dal repository ufficiale o piratati, peggio ancora.
  8. Il modello EAV va rivisto(?) – Questo riguarda la memorizzazione dei dati in WP, per cui se non siete troppo addentrati nel settore potete saltare questo punto. Su questo ho scritto qualche giorno fa, è un modello di rappresentazione dei dati nel db basato su una tripletta come Entità, Valore e Attributo: rimango sostanzialmente favorevole alla sua introduzione ed uso, anche perchè per i programmatori è pratico e semplice realizzare qualsiasi cosa. Non fosse altro che in moltissimi casi ho dovuto gestire query MySQL con molte colonne, e l’idea di compattare il tutto in sole tre righe, con la possibilità di ottimizzare periodicamente gli indici, mi sembra davvero allettante. Il problema è che questa cosa non è nota, e questo si ricollega direttamente al punto finale.
  9. I framework – Vanno quasi bene quelli attuali, pero’ deve anche essere chiaro il senso di quello che si fa: forse un po’ di riferimenti meno per specialisti nella documentazione di WP non guasterebbero. Sennò, ora come ora, chi usa i framework difficilmente riesce a rendersi conto di quello che stia facendo davvero, ed il più delle volte li usa senza rendersene conto (ad esempio perchè sono obbligatori per l’uso un theme)
  10. Tutti usano WordPress allo stesso modo: cambiamo le cose! – Nella maggioranza dei casi chi usa WP lo fa così: installa un theme gratuito o a pagamento, e per ogni funzione di cui ha bisogno installa un diverso plugin. Si tratta di una standardizzazione di comportamento dovuta a più fattori (tutti si credono webmarketer, tutti pensando in grande, quasi nessuno possiede un approccio progettuale al problema, le competenze poi… queste sconosciute). Può andare bene per carità, ma è sostanzialmente inefficente, della serie poi non lamentatevi che il sito è lento. L’approccio più essenziale che ho provato a sviluppare in questi anni, anche per Trovalost.it, alla fine, prevede che si snelliscano alcune cose del core ma questo può essere fatto 1) se siete sviluppatori full stack avanzati 2) se avete consapevolezza di ciò che non vi servirà sicuramente (ad esempio è relativamente facile disabilitare i widget completamente per velocizzare il sito, ma bisogna vedere se poi non vi venga in mente in usarli in seguito). Insomma, anche qui un po’ di aiuto per l’utente finale sarebbe gradito.

 

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